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Prevenzione degli insoluti per PMI e Partite IVA in tempo di crisi oggetto di un convegno del Gruppo IREC

IREC, che ha in corso un round di equity crowdfunding, organizza un webinar in cui gli ospiti testimonieranno la rilevanza della tecnologia per prevenire gli insoluti delle PMI

 

 

In suo recente studio, Gruppo IREC ha evidenziato che in Italia il 73%, cioè 3 partite Iva su 4, accusa ritardi di pagamento superiori ai 30 giorni e il 31% dichiara di avere tra le 4 e 6 fatture non saldate da inizio 2022.

Inoltre, il 45% dei mancati pagamenti sono riferibili a persone fisiche, il 34% aziende e il 24% hanno insoluti sia con aziende sia con persone fisiche.

Per le PMI e in generale per le partite IVA è dunque necessario, in particolare in tempo di crisi, non solo affrontare, ma soprattutto, prevenire gli insoluti. E la tecnologia può aiutare.

Un webinar sul ruolo della tecnologia nella prevenzione degli insoluti delle PMI italiane

E’ proprio questo il tema di un convegno accessibile online che Guppo IREC ha organizzato per il 17 novembre (qui il link per accedere): “Prevenzione degli insoluti per PMI e Partite IVA in tempo di crisi: tecnologie innovative e case histories nella gestione ottimale dei crediti”.

Oltre a Victor Khaireddin, CEO e fondatore di IREC, parteciperanno Massimo Traversi, co-fondatore di Recrowd e il Prof. Mirko Frigerio di NPLs RE_Solutions, che condivideranno la propria espereinza e una serie di case histories.

La tecnologia di IREC

IREC è una fintech focalizzata sull’assistenza alle PMI e ai Professionisti nella gestione dei crediti verso i propri clienti.

Con oltre 6.000 tra pratiche e indagini lavorate nell’anno e €970 mila di fatturato nel 2021 e più di 1 milione già a ottobre 2022, IREC basa il proprio successo sulla combinazione, unica in Italia, di tecnologia, grazie ad algoritmi proprietari per il merito creditizio, licenza investigativa ed esperienza ultra decennale del team.

La società sta anche sviluppando un innovativo algoritmo, K-Score, che potrà fornire un Rating di Solvibilità sulle persone fisiche e le partite Iva. L’algoritmo realizza un’analisi incrociata dei dati provenienti da fonti ufficiali, come il catasto e la Camera di Commercio. Vengono inoltre esaminati i dati provenienti dai database interni, con oltre 1.000.000 interconnessioni tra aziende creditrici e debitrici e informazioni esclusive sulla capacità di onorare i debiti in termini di affidabilità. In ultimo viene svolta l’analisi comportamentale predittiva, attraverso l’analisi del linguaggio delle persone sui social network.

L’algoritmo formula così un primo ‘profilo’ DISC della persona, vale a dire un modello che ne individua lo stile comportamentale prevalente e questo, successivamente, viene poi rielaborato attraverso i dati ufficiali e i database di proprietà di IREC. Questo significa che in tempo reale, incrociando tutte le informazioni raccolte, IREC riuscirà a valutare l’affidabilità di una persona fisica.

Si tratta di uno strumento che consentirà alle imprese di aumentare la propria consapevolezza sull’affidabilità dei potenziali clienti, prima della vendita e non dopo quando, magari, è ormai troppo tardi, ma anche ad altri soggetti, come per esempio, le agenzie immobiliari che potranno valutare in anticipo l’affidabilità dei potenziali inquilini.

La campagna di equity crowdfunding

Proprio per accelerare questo sviluppo, IREC ha lanciato una campagna di equity crowdfunding su CrowdFundMe con l’obiettivo di raccogliere tra i 120 e i 300 mila euro, a fronte di una valutazione pre-money di 3,2 milioni. Il round ha già quasi raggiunto l’obiettivo minimo grazie a circa 30 investitori.

L’obiettivo di IREC, come sottolinea Khaireddin, è che “dalla campagna di equity crowdfunding nascerà quella che possiamo considerare la prima fintech in Italia in grado di offrire alle PMI, in modo strutturato, sia il servizio di business intelligence (analisi predittiva dell’affidabilità), sia quello di recupero crediti”.

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