Equity crowdfunding

IL FENOMENO DEL CROWDFUNDING

Il crowdfunding è un processo collaborativo di raccolta fondi che avviene online e che sfrutta il potenziale di diffusione e di contatto del web.

Le più note forme di crowdfunding sono le seguenti:

donation-based crowdfunding, largamente utilizzato da enti ed organizzazioni no-profit che si rivolgono alle folle affinché queste sostengano economicamente una causa sociale, etica o filantropica: il donatore, in tal caso, non ottiene alcuna ricompensa materiale dal sostegno alla causa;

reward-based crowdfunding, mediante il quale i titolari di un progetto “vendono” il proprio prodotto o servizio prima ancora che esso venga realizzato, supportandone così lo sviluppo, dietro la promessa di consegnarlo ai sostenitori, spesso a condizioni agevolate, non appena disponibile;

lending-based crowdfunding, ovvero “prestito tra privati” o “peer to peer”: si tratta di un modello che consente a privati risparmiatori di prestare risorse monetarie a tassi di impiego ed utilizzo agevolati, senza dunque il ricorso ad intermediari tradizionali come le banche, e che negli ultimi anni si sta ampiamente diffondendo come modalità di finanziamento sia per progetti aziendali che per progetti personali;

– last but not least, equity-based crowdfunding, declinazione delle logiche del finanziamento dal basso al capitale d’impresa secondo cui i sostenitori-finanziatori acquisiscono titoli partecipativi al capitale d’impresa delle start-up e PMI innovative attraverso il loro investimento, sposando così il loro progetto di business.

L’EQUITY CROWDFUNDING IN ITALIA

Lo sviluppo dell’equity crowdfunding è stato favorito, a seguito della crisi finanziaria del 2008, dalla crescente difficoltà di accesso al credito da parte delle imprese. Come detto prima, il modello di finanziamento in equity prevede che il finanziamento avvenga sotto forma di capitale di rischio: i finanziatori ottengono in cambio quote di partecipazione della società con diritti di tipo patrimoniale e amministrativo.

L’Italia è stata il primo paese a normare l’equity crowdfunding: a giugno 2013, infatti, la Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa), ovvero l’organo di vigilanza in materia di finanza, ha emanato un apposito regolamento che consente di gestire piattaforme di equity crowdfunding previa autorizzazione dello stesso organo di vigilanza. Con l’aggiornamento del regolamento, pubblicato da Consob nel gennaio 2018, si è estesa la possibilità di raccogliere capitali tramite equity crowdfunding non solo alle startup innovative, ma anche a PMIPMI innovative e agli OICR o altre società di capitali che investono prevalentemente in startup o PMI innovative. Per ulteriori informazioni puoi consultare la Investor Education della Consob.