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Digital Gold Institute: le performance negative portano il mercato delle cripto alla maturità

Nel suo report trimestrale, Digital Gold Institute sostiene che il settore delle criptovalute è pronto per la maturità, ma occorrono educazione finanziaria e normative adeguate

 

 

Le performance in rosso del mercato delle criptovalute negli ultimi mesi ne hanno delineato un assetto più definito e strutturato, sebbene la strada per raggiungere un pieno grado di maturità sia ancora lunga. Questo contribuisce a rendere gli investitori più consapevoli dell’importanza di scegliere in maniera oculata, cercando di aumentare la loro conoscenza dei cripto-asset e attendendo che la regolamentazione del settore aiuti a fare chiarezza e ordine.

È quanto evidenzia il “XII Report su Ecosistema Bitcoin, Cripto-asset e Blockchain” del Digital Gold Institute (DGI), principale think tank italiano dedicato al fenomeno bitcoin e alla scarsità in ambito digitale, fondato e guidato dal prof. Ferdinando Ametrano (docente all’Università Bicocca, esperto di bitcoin e blockchain, con alle spalle una lunga esperienza nel mondo bancario), con la mission di offrire consulenza, formazione, ricerca e sviluppo su Bitcoin, cripto-asset e blockchain.

Il report, realizzato con cadenza trimestrale sulla base dei dati raccolti da CheckSig (spin off del think tank che ha l’obiettivo di rendere semplice e sicuro l’accesso al mondo cripto per clientela Private e istituzionali), analizza l’andamento delle criptovalute intese come asset di investimento, commenta le vicende del settore e ne mette in luce le tendenze future.

I dati del report utilizzano il Bitcoin come benchmark di riferimento per misurare l’andamento delle cripto più performanti dell’ultimo triennio, cioè Ether, ADA, MATIC, DOGE, XRP, AVAX.

I dati del secondo trimestre del 2022

Il secondo trimestre 2022 è stato uno dei peggiori nella storia di Bitcoin, con cali fino al 56%. Le performance relative delle altre principali cripto sono ancora peggiori: dal -58% di AVAX al -8,31% di ADA. Unica eccezione DOGE, che ha registrato un +9,77%. Su un arco temporale di 1 anno tutte le cripto analizzate hanno rendimenti più bassi rispetto a Bitcoin (dal -16,9 di Ether e XRP al -54% di DOGE). Solo AVAX ha una performance superiore, pari al 150,79%. A 3 anni, la situazione cambia: Bitcoin registra un rendimento di +91,95%, mentre le altre cripto, scelte appunto tra quelle che hanno performato meglio, lo superano, tranne XRP che registra un -56,4%. Ma il timore è che si tratti di mode passeggere, che tra tre anni potrebbero non essere più rilevanti, come capitato a Bitcoin Cash e Litecoin.

I commenti ai dati

Dall’analisi di questi dati emerge come la volatilità delle performance sia molto elevata. Nessun cripto-asset è in grado di mantenere continuità nella performance, nemmeno Bitcoin che però si distingue sempre per gli enormi volumi scambiati. Una riprova del fatto che Bitcoin non è una semplice moda, a differenza di tutti gli Altcoin che dopo un momentum di slancio e sovraperformance non resistono alle forze di mercato.

I rendimenti a tre cifre di molte cripto hanno alimentato un crescente interesse da parte degli investitori, creando però una bolla e ingenerando la diffusa convinzione che investire in cripto non richieda particolari analisi e competenze.”, ha dichiarato il prof. Ferdinando M. Ametrano, direttore scientifico DGI. Lo scoppio della bolla è stato salutare, consente di ‘fare pulizia’, allontanando dal mercato i player più deboli, e rappresenta un solido stimolo agli investitori ad essere più accorti nelle loro valutazioni.

Chi ha mai investitocontinua Ametranosu un titolo azionario solo in virtù delle sue performance passate? Occorre un’analisi sulla solidità della società e sui suoi fondamentali, sulla liquidità del titolo e sulle prospettive del mercato nel quale opera. Perché per le cripto dovrebbe essere diverso? Grazie agli eventi negativi di questi mesi, sono convinto che gli investitori abbiano compreso che le cripto non sono tutte uguali, e che quindi occorre saper scegliere effettuando un’analisi rischio/rendimento tutt’altro che superficiale. Una più elevata educazione finanziaria e la definizione di una normativa adeguata sono condicio sine qua non per consentire al settore delle cripto di fare un salto di maturità, che ci aspettiamo verrà compiuto nel corso dei prossimi 12 mesi”.

Il trend di lungo periodo: Bitcoin ed Ethereum pilastri portanti del settore

La sua supremazia di Bitcoin è evidente in termini di capitalizzazione di mercato (ai corsi attuali 337 miliardi di dollari, cioè 2,5 volte quella della seconda cripto, Ethereum), volumi scambiati (circa una volta e mezza Ether) longevità, liquidità, ma anche robustezza tecnologica e scalabilità. Ether, invece, è la cripto emergente: è il secondo asset digitale per anzianità e per capitalizzazione di mercato. Inoltre, Bitcoin ed Ether sono gli unici cripto-asset ad avere un mercato di futures regolamentato e molto liquido, grazie al quale hanno attirato l’interesse degli investitori istituzionali.

Il trend emergente: la regolamentazione

A fine giugno, in Europa è stato raggiunto un accordo preliminare sulla prima stesura del regolamento per i mercati delle cripto-attività (MiCA) che normerà le piattaforme di negoziazione e i portafogli in cui sono detenute, gli emittenti di stablecoin e cripto-attività non garantite. L’accordo rappresenta un primo passo importante verso standard regolamentari uniformi a livello europeo, ma la strada è ancora lunga. Anche a livello nazionale intravediamo segnali postivi su questo fronte come l’istituzione del registro dei Cripto-Asset Service Provider (CASP) che permetterà un censimento degli intermediari e degli operatori che rispettano stringenti requisiti di sicurezza e affidabilità.

Il trend auspicato: gli investitori devono affinare la loro conoscenza del settore

Il mercato manifesta un certo grado di immaturità. Le correlazioni tra Bitcoin e le altre cripto restano infatti ancora molto elevate, il che dimostra che non è ancora in grado di discriminare tra un cripto-asset e l’altro, ma tende a seguire le mode del momento. È necessario che gli investitori compiano scelte più consapevoli. Solo così, infatti, il mercato potrà essere epurato da player poco solidi e affidabili. In questo contesto, quindi, il ruolo dell’educazione finanziaria e di chi la promuove assume sempre più rilevanza.

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