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La Commissione Europea estendo di altri 12 mesi il periodo transitorio per le piattaforme di crowdfunding esistenti

L’Europa ha adottato un provvedimento per estendere il periodo transitorio al novembre 2023 per le piattaforme che avevano ottenuto l’autorizzazione prima del novembre 2021

 

 

Secondo una fonte diretta di Crowdfunding Buzz, la Commissione Europea ha adottato “formalmente” un provvedimento per estendere al 10 Novembre 2023 il periodo transitorio concesso alle piattaforme di crowdinvesting per adottare il nuovo regolamento europeo. L’estensione sarà riservata alle sole piattaforme autorizzate nei rispettivi Paesi prima del 10 Novembre 2021.

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento è attesa entro i prossimi 3 mesi, secondo la prassi legislativa europea e, dunque, prima della scadenza del 10 Novembre 2022.

Le scadenze per l’autorizzazione europea

Ricordiamo che il nuovo regolamento europeo sul crowdinvesting, entrato in vigore a novembre 2021, aveva concesso alle piattaforme già autorizzate nel proprio Paese, il termine del 10 Novembre 2022 per ottenere l’autorizzazione europea, un termine perentorio oltre il quale le piattaforme non avrebbero potuto operare senza la nuova autorizzazione.

L’ulteriore estensione si riferisce alle piattaforme già autorizzate e, dunque, per quanto riguarda l’Italia, includerebbe le piattaforme di equity crowdfunding (autorizzate ai sensi del regolamento Consob), ma non quelle di lending crowdfunding che non erano sottoposte ad alcun regime autorizzativo. Non ne siamo peraltro certi al 100% perché, di fatto, anche le piattaforme di lending italiane stanno godendo dell’attuale regime transitorio.

Il ritardo italiano nella nomina dell’ente autorizzativo

Le piattaforme italiane peraltro stanno affrontando un altro grave ostacolo: il MEF e il Parlamento non hanno ancora nominato l’ente che dovrebbe occuparsi di concedere le autorizzazioni e della vigilanza. Un ritardo eclatante che rischia di bloccare completamente il crowdinvesting in Italia.

Secondo quanto risulta a BeBeez, Stefano Cappiello, Dirigente Generale del Mef, sta cercando una soluzione insieme a Consob e Banca d’Italia, anche sollecitato dagli “stakholder” del mercato.

Alessandro Lerro, presidente del Comitato Scientifico di Assofintech e partner di Avvocati.Net, aveva spiegato a Crowdfunding Buzz: “Consob sarebbe adeguata, perché, oltre ad aver già autorizzato 60 portali di equity crowdfunding e svolto attività ispettiva su numerosi portali di lending, avrebbe titolo in tema di sollecitazione dell’investimento; mentre Banca d’Italia avrebbe ragione di essere coinvolta per la sua competenza sui profili concernenti i servizi di pagamento e l’antiriciclaggio» (vedi l’articolo di Crowdfunding Buzz).

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Università e Pubblica Amministrazione puntano sempre di più sul crowdfunding per sostenere progetti innovativi

Comuni e Università sono sempre più orientati a scommettere sul crowdfunding per sostenere iniziative di social innovation come dimostrano i network su Produzioni dal Basso

 

 

Il crescente avvicinamento del settore Pubblico al crowdfunding sta dando ottimi risultati, come dimostrano le iniziative lanciate sui territori da diversi Comuni e Università italiane, in collaborazione con Produzioni dal Basso prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation.

I Comuni: “Crowdfunding Civico”

Il Comune di Milano con il suo Crowdfunding Civico ha cofinanziato 19 progetti, selezionati su un totale di 60 candidature, con oltre 4.000 le donazioni effettuate dai cittadini e un totale dei fondi raccolti di 320.000 euro, diventati 700.000 con il cofinanziamento erogato dal Comune.

Anche il Comune di Venezia aveva lanciato la propria iniziativa di crowdfunding civico che si è conclusa con 23 progetti selezionati in due bandi pubblici e 531 donatori coinvolti. Come per Milano, la formula è quella del cofinanziamento: i progetti che raccolgono almeno il 50% dei fondi necessari grazie alle donazioni ricevono un contributo a fondo perduto da parte del Comune per coprire la restante parte di budget.

Ma, oltre ai Comuni, anche le Università hanno scelto di scommettere sul crowdfunding.

Le Università

La pioniera è stata l’Università degli Studi Milano Bicocca, con l’iniziativa Bicocca Università del Crowdfunding”, un programma di finanza alternativa lanciato dall’ateneo già nel 2018. In questi 4 anni, sono state 4 le call lanciate e una quinta è in programma dopo l’estate; delle oltre 120 candidature arrivate su Produzioni dal Basso, sono stati 18 i progetti selezionati e finanziati in crowdfunding e 1.800 i sostenitori coinvolti. L’ammontare dei fondi raccolti è arrivato a 168 mila euro, grazie anche alla partecipazione di Partner importanti come Sorgenia, Corepla, Fondazione di Comunità Milano, Fondazione Ticino Olona e Fondazione Comunitaria Nord Milano. Anche in questo caso, le campagne che raccolgono il 50% del goal economico in crowdfunding, ricevono un contributo da parte degli sponsor per il restante 50%.

Alla fine dello scorso anno, è partita l’iniziativa UNIMIssion dell’Università degli Studi di Milano, che si rivolge a studenti, neolaureati, dottorandi, ricercatori e docenti della Statale e prevede la possibilità di candidare progetti innovativi tutto l’anno tramite il network dedicato su Produzioni dal Basso. L’obiettivo di UNIMIssion è infatti quello di potenziare la natura interdisciplinare della Statale e implementare l’apertura dell’ateneo verso il territorio e la comunità, con un lavoro sinergico e continuativo.

A breve partirà anche il crowdfunding network dell’Università di Parma, uno spazio partecipativo pensato per valorizzare progetti non solo creativi e innovativi ma anche di impatto sociale e territoriale, investendo sul futuro delle comunità e del territorio, per ribadire un concetto importante: l’Università è di tutti e per tutti.

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Il Parlamento lavora per utilizzare la blockchain nell‘emissione e circolazione degli strumenti finanziari

E’ stato proposto un emendamento al DL Semplificazioni che include 12 mesi di sperimentazione per l’emissione di obbligazioni basate su blockchain

 

 

Tra gli emendamenti del nuovo Dl Semplificazioni è stato inserita una proposta a prima firma di Roberto Pella, Forza Italia, che prevede le emissioni finanziarie basate sulla Distributed Ledger Technology (Dlt) e 12 mesi di sperimentazione per l’emissione di obbligazioni, per ora da parte delle sole spa su una rete di registri distribuiti, come riferisce Milano Finanza.

Secondo l’emendamento, solo “gli investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale” potranno inizialmente sottoscrivere i titoli, con il trasferimento che “avverrà mediante scritturazione sul registro utilizzato per l’emissione”. Sempre attraverso il registro gli emittenti metteranno a disposizione le informazioni sulle caratteristiche e i rischi associati alla tecnologia prescelta, alla specifiche modalità di emissione e alle misure per tutelare l’operatività dell’emissione.

La proposta inserita nel decreto legge specifica poi che ad ogni emissione digitale dovrà corrispondere “una strategia chiara, dettagliata e pubblicamente disponibile per trasferire le scritturazioni a un altro registro”. Consob e Banca d’Italia controlleranno l’intero processo e, secondo tempi stabiliti, dovranno inviare una relazione sui risultati delle emissioni e sullo sviluppo del mercato al Comitato ad-hoc che verrà istituito dal Ministero dell’Economia.

La proposta va nella direzione tracciata dal Libro Verde dello stesso Mef presentato lo scorso marzo, il quale indica la possibilità di emettere strumenti su Distributed ledger technology (Dlt). Come viene precisato nel Libro Verde, “sono attualmente all’esame possibili opzioni di intervento normativo per sperimentare un nuovo regime di emissione e circolazione in forma digitale di strumenti finanziari che si aggiungerebbe a quelli già esistenti (cartolare e gestione accentrata/dematerializzata).

E’ allo studio l’introduzione in una prima fase di un regime normativo a carattere transitorio che consenta l’applicazione delle tecnologie DLT solo ad alcuni strumenti finanziari a circolazione limitata (appunto le obbligazioni emesse dalle Spa). Per mitigare i possibili rischi legati alla sottoscrizione di questi prodotti digitalizzati da parte delle fasce più vulnerabili della clientela, in questa prima fase tali strumenti finanziari potrebbero essere emessi e circolare solo tra investitori professionali”. Dopodiché, in “una seconda fase sarebbe poi definita la cornice normativa volta a consentire, a regime, l’emissione e la circolazione in forma digitale di tutti gli strumenti finanziari”.

Per approfondire si veda articolo su BeBee.it.

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L’Unione Europea procederà nella definizione di una normativa UE sui crypto-asset

La scorsa settimana ESMA ha annunciato il suo impegno nella finalizzazione del MiCA (Markets in Crypto Assets), da cui saranno esclusi gli NFT

 

 

La scorsa settimana, è emerso che l’Unione Europea sta finalizzando la regolamentazione delle criptovalute ai sensi della legislazione sui mercati delle criptovalute (Markets in Crypto Assets – MiCA). La Commissione europea aveva  annunciato la proposta MiCA il 24 settembre 2020 nell’ambito di un più ampio pacchetto di finanza digitale, che mira a sostenere lo sviluppo tecnologico in Europa, nonché la stabilità finanziaria e la protezione dei consumatori.

La proposta MiCA mira a fornire una regolamentazione per mitigare il rischio fornendo al contempo un quadro per stablecoin, fornitori di servizi di criptovalute (CASP) e altro ancora. I token non fungibili (NFT) non fanno parte del MiCA e faranno parte di un’iniziativa separata dell’UE.

L’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) svilupperà bozze di standard normativi e l’Autorità bancaria europea (EBA) avrà il compito di mantenere un registro pubblico dei fornitori di servizi di criptovalute non conformi. Il MiCA sarà comunque soggetto all’approvazione del Consiglio e del Parlamento europeo prima di passare alla procedura di adozione formale.

In occasione dell’annuncio del  MiCA, il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, aveva dichiarato: “I recenti sviluppi in questo settore in rapida evoluzione hanno confermato l’urgente necessità di una regolamentazione a livello di UE. MiCA proteggerà meglio gli europei che hanno investito in queste risorse e preverrà l’uso improprio delle criptovalute, pur essendo favorevole all’innovazione per mantenere l’attrattiva dell’UE. Questo regolamento storico porrà fine al selvaggio west cripto e conferma il ruolo dell’UE come normatore per i temi digitali“.

La Francia ha già approvato la regolamentazione delle risorse digitali con risultati contrastanti. La dichiarazione di Le Maire indica chiaramente che esiste una preferenza per l’approccio dell’UE.

I commenti del settore

Il magazine online Crowdfund Insider ha riportato alcuni commenti su MiCA da parte di esperti del settore.

Oscar Franklin Tan, CLO di Enjin, una piattaforma NFT, ha affermato che MiCA fornisce una regolamentazione finanziaria completa pur riconoscendo la necessità di distinguere chiaramente le NFT come prodotti non finanziari che non sono soggetti alla stessa regolamentazione finanziaria.

“Senza linee chiare su ciò che è e ciò che non è coperto, i creatori sarebbero soffocati da termini normativi vaghi senza ricevere una protezione significativa dei consumatori”, ha affermato Tan. “Il MiCA dovrebbe riconoscere che le NFT sono una categoria estremamente ampia che copre qualsiasi elemento di dati digitali unico e non fungibile e che la categoria non ha significato come categoria per la regolamentazione. Ad esempio, molte persone hanno familiarità con le NFT d’arte: è illogico che le NFT di arte digitale rientrino nella regolamentazione finanziaria (a causa di errori nella stesura o incertezza nell’applicazione) mentre altre forme di arte digitale o fisica sono esenti. Il regolamento applicabile qui dovrebbe applicarsi all’arte in generale, non al formato del token utilizzato”.

Pedro Isaac Lopez, Chief Growth Officer di THORWallet DEX, un portafoglio DeFi non detentivo che offre swap cross-chain e reddito passivo su swap di token nativi, ha dichiarato:

La legge sui mercati delle criptovalute (MiCA) segna l’inizio della regolamentazione per l’industria delle criptovalute all’interno dell’Unione Europea. Questo è molto apprezzato poiché le startup e gli imprenditori hanno dovuto finora navigare in un ambiente incerto. Nell’UE, la sfida è ancora più alta, poiché ogni paese ha le proprie regole che creano arbitraggio normativo. L’accordo MiCA proposto porrebbe porre fine a tutto questo. Allo stesso tempo, le autorità di regolamentazione devono essere consapevoli di che l’innovazione non va soffocata. I recenti eventi con le stablecoin hanno sollevato preoccupazioni per quanto riguarda i rischi associati alle criptovalute. Tuttavia, la criptovaluta è l’innovazione più significativa nello spazio finanziario degli ultimi decenni e si consiglia un approccio cauto. Misure come un’adeguata informativa sui rischi e la richiesta di riserve di capitale per i grandi giocatori sono buone idee che andranno a beneficio dei consumatori“.

Lopez ha inoltre aggiunto che “la legislazione deve essere redatta tenendo in considerazione il nuovo paradigma che la tecnologia blockchain impone, ed evitare di cercare di regolamentare il nuovo mondo con regole superate. Se questi requisiti saranno soddisfatti, l’UE diventerà probabilmente un’area molto interessante per le società blockchain di tutto il mondo“.

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Primi passi per il portale di equity crowdfunding di Innexta che sigla partnership con AIFI e IBAN

Il consorzio camerale Innexta sigla un accordo con AIFI e con IBAN per il suo portale di equity crowdfunding Finnexta

Innexta ha formalizzato un doppio accordo con l’Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt (AIFI) e con l’associazione Italian Business Angels Network (IBAN) per la promozione del progetto Finnexta.

L’obiettivo è quello di condividere le proprie esperienze e competenze per favorire la diffusione di forme di finanza alternativa al credito presso le start up e le MPMI e facilitare l’incontro tra domanda e offerta di capitali a supporto del tessuto imprenditoriale.

Finnexta è la piattaforma di crowdfunding del sistema camerale a servizio del sistema imprenditoriale italiano realizzata da Innexta, punto di riferimento nel settore della finanza e del credito per le PMI, con particolare attenzione a strumenti, servizi e prodotti della finanza alternativa e del Fintech.

La piattaforma nasce con l’obiettivo di contribuire alla crescita della finanza innovativa e dell’intero sistema del crowdfunding italiano, lavorando in una logica di networking con gli operatori di mercato, gli altri gestori e con i professionisti e le associazioni che affiancano le imprese.

In una prima fase la piattaforma sarà dedicata all’equity per poi sviluppare, anche in collaborazione con altri operatori, nuovi segmenti (quali ad esempio il lending e i minibond).

Innexta ha pubblicato anche una manifestazione di interesse con l’obiettivo di cercare partner per lo sviluppo del progetto Finnexta. Aderendo alla manifestazione si potrà avere visibilità sulla piattaforma e consultare in anteprima contenuti informativi riservati; essere coinvolto in via prioritaria nelle iniziative di formazione/informazione realizzate da Innexta e partecipare alla definizione di attività di comunicazione congiunte; stipulare accordi per l’erogazione di servizi a favore delle imprese.

La piattaforma Finnexta avvierà ora il processo di scouting delle imprese interessate a proporre campagne di raccolta di capitali sul portale www.finnexta.it e di selezione dei deal.

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Al via Demetra Lending, nuova piattaforma di real estate crowdfunding dedicata all’impact investing

Il crowdfunding immobiliare “etico” di Demetra Lending parte a Campi Bisenzio: gli ex proprietari della casa saranno liberati dal debito pendente e ricompensati con una buonuscita

 

 

Crowdfunding immobiliare con finalità etiche: liberare una famiglia da tutti i debiti pendenti sulla casa e sostenerla ulteriormente con una buonuscita di circa 80mila euro. E’ quanto propone la società benefit Demetra Lending, nuova piattaforma di lending crowdfunding immobiliare interamente dedicata all’impact investing,  che presenta progetti immobiliari che soddisfano i requisiti sociali e ambientali di “Impact First” e che devolve il 4% degli interessi a finalità benefiche, come l’iniziativa Homeness, intrapresa con la Caritas di Bergamo, a sostegno delle persone senza fissa dimora.

La campagna di crowdfunding

Da oggi fino al 4 agosto sarà possibile contribuire alla raccolta fondi, che ha un obiettivo minimo di 100mila euro e massimo di 120mila, per l’operazione di saldo e stralcio proposta da Solutions Immobiliare Srl, che permetterà agli ex proprietari di una villetta a Campi Bisenzio (Firenze) l’estinzione completa dei debiti e delle conseguenze patrimoniali legate alla casa, oltre a una buonauscita di circa 80mila euro che sarà riconosciuta dopo la vendita dell’immobile. Chi parteciperà al crowdfunding immobiliare con un contributo minimo di 500 euro, otterrà un tasso di interesse lordo del 9,50% in 12 mesi.

L’immobile è si sviluppa  su due livelli per 140 mq, con annesso un giardinetto anteriore, e si trova in posizione privilegiata nel quartiere La Madonnina, zona prevalentemente residenziale ricca di servizi alla persona e scarso traffico veicolare, a meno di 20km dal centro storico di Firenze.

Il progetto di Campi Bisenzio è soltanto la prima operazione di esdebitamento sul territorio fiorentino” dichiara Enrico Ventresca, managing partner di Demetra Lending. “Demetra Lending ha intenzione di sostenere a lungo termine la Toscana e i toscani, tutelandoli dall’esproprio delle abitazioni per cui hanno duramente lavorato. La sostenibilità crea valore”.

Chi è Demetra Lending

Demetra Lending ospita tre tipologie di operazioni immobiliari: Instant Buyer  (immobili sul mercato libero da riqualificare), Auction (immobili in asta giudiziaria) e Pre auction (immobili prossimi all’asta giudiziaria). Tutte si concludono entro circa 12 mesi, con un tasso di interesse tra il 9 e 12% lordo e prevedono un investimento minimo di 500 euro (si tratta di lending crowdfunding immobiliare, dove l’investitore non sarà vincolato alla società proponente, non diventerà socio acquistando delle quote, ma presterà denaro ricevendo, a lavori ultimati, una rendita).

Di particolare impatto sociale è l’operazione di pre auction riservata agli esecutati: proprietari che hanno l’immobile prossimo alla vendita in asta giudiziaria. Trovato l’accordo con i creditori, la procedura esecutiva viene estinta, l’esecutato viene esdebitato e l’immobile venduto sul mercato libero; contemporaneamente, all’esecutato sarà riconosciuta una buonauscita (detratti i costi dell’operazione).

L’Impact Investing di Demetra Lending, il cui Codice Etico si ispira ai valori della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, tutela le persone fragili e l’ambiente, attraverso la selezione di progetti immobiliari che non comportano consumo di suolo e non cagionano danni alle persone, specialmente se in difficoltà.

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Investire nella rinascita dei Borghi d’Italia è possibile: grazie a crowdfunding, PNRR e investitori qualificati

Nel convegno organizzato da ITS lending, emerge che il miliardo di fondi del PNRR per i borghi italiani trova una sponda nella crescita dei nomadi digitali e nell’interesse degli investitori

 

 

In un convegno sulla rigenerazione dei borghi d’Italia nell’era post pandemica, organizzato, venerdì 1 luglio, a Milano da ITS ITALY e dalla piattaforma lending immobiliare ITS Lending presso la bella sede di Le Village by Credit Agricole, è emerso che investire nella rinascita dei borghi italiani, non solo è auspicabile, ma anche possibile.

Se, infatti, da un lato il PNRR ha stanziato oltre un miliardo di euro per la tutela e il rilancio dei piccoli centri abitati di particolare interesse culturale, dall’altro sempre più persone, attratte dallo smart working e dal nuovo fenomeno del nomadismo digitale, scelgono località isolate e lontane dalle grandi città.

Il cerchio si chiude con la possibilità di coinvolgere gli investitori privati, grazie a iniziative strutturate come quella di ITS ITALY e al crowdfunding immobiliare di ITS Lending.

ITS ITALY: un sistema strutturato per rigenerare i borghi

Sebastiano Missineo, Advisory Board Member di ITS ITALY, che ha moderato il convegno, ha sottolineato proprio quest’ultimo aspetto: “realtà come ITS ITALY e ITS Lending diventano sempre più rilevanti, alla luce dell’attenzione che il Governo dedica alla rigenerazione dei borghi, tantoché con il PNRR si intende destinare oltre un miliardo di euro per aumentare l’attrattività dei piccoli centri storici italiani”.

ITS ITALY, lifestyle company con sede a Londra e lanciata alla fine del 2020 da imprenditori italiani, promuove investimenti in borghi e centri storici italiani, selezionando gli immobili da acquistare, ristrutturare e vendere a compratori stranieri o italiani che vogliono “vivere” il borgo e non solo passarci le vacanze.

Un nuovo tipo di turismo e il nomadismo digitale

A innescare il circolo virtuoso, però, è il cambiamento, in Europa e nel mondo, delle abitudini di vita.

Da un lato, secondo i dati Airbnb, le prenotazioni di viaggi sono scese dal 27% del primo trimestre del 2019 al 17% del medesimo periodo del 2022, ma si è verificato un cambiamento delle tendenze di viaggio dalla pandemia in poi che rappresenta un’opportunità enorme per le zone rurali e i piccoli e piccolissimi centri. Giacomo Trovato, Country Manager di Airbnb Italia, ha infatti fatto rilevare che “in Italia, nel terzo trimestre del 2019, le sole quattro città di Roma, Venezia, Milano e Firenze rappresentavano oltre il 26% di tutti i viaggi prenotati attraverso Airbnb. Nel terzo trimestre del 2021, invece, quelle stesse quattro città rappresentavano meno del 17% dei viaggi. Siamo di fronte ad un’opportunità concreta e tangibile per rivitalizzare intere comunità“.

Dall’altro, come ha riportato in un video registrato Matthew Jackson, Publisher & Managing Director di APL Media (che pubblica tra l’altro National Geografic Traveller), soprattutto nei Paesi del nord Europa, si assiste alla crescita del fenomeno del nomadismo digitale, grazie al quale cambia il concetto di lavoro, che con le nuove tecnologie segue la persona e si slega da una sola città. Una grande opportunità per l’Italia e suoi numerosi e bellissimi borghi.

Coinvolgere investitori retail e qualificati

Ma l’opportunità si concretizza se, oltre ai fondi pubblici e a sistemi strutturati come ITS ITALY, aumenta la capacità di attrarre investimenti privati, sia retail che qualificati.

Per quanto riguarda gli investitori “retail“, il crowdfunding immobiliare sta vivendo un momento di grande sviluppo in Italia con 100 milioni raccolti nel 2021 per oltre 270 progetti. Fabio Allegreni, Business Strategy di ITS Lending e nome noto del crowdfunding italiano,  sottolinea che “ITS Lending è l’unica piattaforma lending crowdfunding focalizzata esclusivamente su operazioni immobiliari nei borghi storici italiani e consente dunque a tutti di partecipare alla loro rivitalizzazione. La durata dei prestiti è molto breve, in media 7 mesi, con un tasso medio su base annua del 9%, un approccio che, tra l’altro, consente una rotazione elevata degli investimenti”.

ITS Lending ha chiuso il primo semestre dell’anno con 15 campagne finanziate (16 dal lancio, nel novembre 2021), per una raccolta complessiva di 780mila euro e tre prestiti già rimborsati per un totale di oltre 103 mila euro, inclusi gli interessi. Gli investitori sono stati in media 24 per operazione immobiliare, cui hanno contribuito con un investimento medio di 2mila euro. Il tasso medio lordo su base annua dei prestiti offerti è del 9,3%, per una durata media di sette mesi.

Gli investitori qualificati, inclusi i fondi, hanno di fronte un’opportunità che potrebbe rivelarsi molto vantaggiosa.

Maurizio Monteverdi, Ceo di Morning Capital, ha evidenziato come in Italia, nel settore immobiliare, sono stati investiti 3,5 miliardi, di cui 1,8 a Milano, 0,5 a Roma, 0,7 in alcuni dei maggiori capoluoghi e, quindi, solo 0,5 milioni in tutto il resto del territorio italiano. Questo perché questo tipo di investitore investe dove i processi sono industrializzati. Ma oggi, anche gli investitori istituzionali hanno necessità di allargare il proprio raggio, per esempio verso i borghi. Tuttavia, in Italia, nessuno, fino ad ora, si era mai organizzato per fare sistema e dunque per industrializzare i processi e renderli sostenibili in modo da rendere tali investimenti una vera e propria asset class. Cosa che, invece, sta facendo ITS ITALY.

Danilo Broggi, senior advisor di EOS Investment e Real Asset Partner, ha sottolineato che in Italia ci sono 300 borghi certificati dalla Soprintendenza delle belle arti e 2.000 piccoli paesi con meno di 1.000 abitanti, ma gli investitori qualificati non hanno dati per analizzare il rischio su investimenti immobiliari in questo ambito. ITS ITALY è un “first mover” e potrà quindi fare da benchmark per gli investitori qualificati in Italia e, soprattutto, nel mondo. Da investitore qualificato, Broggi ha quindi chiosato: “non siamo ancora pronti ma vi guardiamo e vi guarderemo con attenzione e curiosità”.

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La Germania vara un disegno di legge a sostegno degli investimenti in capitali di rischio e della digitalizzazione degli asset

Due ministri tedeschi hanno annunciato il Future Act, un nuovo quadro normativo volto a favorire gli investimenti in capitali di rischio e la circolazione dei titoli

 

 

Nei giorni scorsi, il ministro federale delle finanze tedesco, Christian Lindner, e il ministro federale della giustizia, Marco Buschmann, hanno annunciato modifiche normative e politiche, delineate nel Future Act, volte a promuovere l’imprenditorialità e l’accesso al capitale e ad abbracciare la digitalizzazione della finanza con titoli digitali o security token.

In una dichiarazione, i due ministri hanno osservato che “la Germania sta affrontando l’enorme compito di dare forma al cambiamento digitale“. Ciò può essere ottenuto solo se esistono le condizioni per un accesso sufficiente al capitale privato, insieme ai fondi pubblici, ragione per cui il governo mira a rendere i mercati dei capitali più efficienti.

La Germania sta dunque pianificando diverse misure fiscali, norme per il mercato dei capitali e relative al diritto societario volte a migliorare l’accesso agli investimenti e al mercato dei capitali per le aziende, in particolare le start-up, le scale-up e le PMI.

Lindner ha dichiarato: “Vogliamo fare della Germania la sede principale per le start-up e le aziende in crescita. Ecco perché stiamo migliorando l’accesso al mercato dei capitali e facilitando la raccolta di capitale proprio. Ne beneficeranno anche le piccole e medie imprese. Perseguiamo un approccio globale: abbiamo creato semplificazioni nel diritto dei mercati finanziari, sviluppato il diritto societario e migliorato il quadro del diritto tributario, in particolare per la partecipazione al capitale dei dipendenti. Nel diritto tributario, abbiamo fornito un impulso importante per rafforzare la cultura della condivisione: vogliamo creare una franchigia per i profitti derivanti dalla vendita di azioni e di quote di fondi investiti in private asset”.

Buschmann ha affermato che la digitalizzazione dei mercati dei capitali è particolarmente importante per il futuro, alludendo ai titoli digitali e al Fintech in generale. Per alcuni aspetti la Germania è stata lenta ad abbracciare la finanza digitale, ma ora sembra che le cose siano cambiate: “In futuro, faremo nascere l’era digitale anche per le azioni“, ha affermato Buschmann. “La legge sui titoli elettronici va, quindi, estesa alle azioni. Stiamo anche aumentando le opportunità di aumentare il capitale proprio facilitando gli aumenti di capitale”.

La legge finanziaria comprende diversi aspetti, tra cui l’abilitazione di SPAC, requisiti patrimoniali inferiori per le IPO, il miglioramento dell’attrattiva fiscale per gli investitori, comprese esenzioni fiscali più elevate per le plusvalenze e altro ancora.

L’obiettivo è anche la digitalizzazione del mercato dei capitali, “creando ad esempio la possibilità di emettere azioni come titoli elettronici, anche grazie alla tecnologia blockchain o tecnologie comparabili. È allo studio anche una migliore trasferibilità delle risorse crittografiche. Finora, la legge tedesca ha regolamentato solo il trasferimento di criptovalute selezionate“.

La legge cerca di rimuovere gli ostacoli alla digitalizzazione della finanza fornendo una supervisione aggiornata da parte di BaFin, l’autorità di regolamentazione finanziaria. Nel complesso, l’obiettivo è migliorare la Germania come centro finanziario e sostenere l’innovazione con un quadro giuridico migliore, nonché un migliore accesso al capitale e incentivi per gli investitori.

Peraltro, non è chiaro come questa nuova normativa si armonizzerà in Germania con il nuovo regolamento europeo per i fornitori di servizi di crowdfunding (ECSPR).

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La piattaforma di lending crowdfunding Evenfi raccoglie +300k in 24 ore nel suo round di equity crowdfunding

A poche ore dal lancio su WeAreStarting, il round di equity crowdfunding di Evenfi ha superato i 300 mila euro grazie ad oltre 100 investitori

 

 

Evenfi, piattaforma di lending crowdfunding per le PMI, ha lanciato una campagna di equity crowdfunding su WeAreStarting che, in meno di 24 ore, ha superato il target minimo di 300 mila euro, grazie ad oltre 100 investitori.

La raccolta è relativa al veicolo di investimento EvenFi Ventures S.r.l., creata appositamente per immettere capitale all’interno di Criptalia S.r.l., il gestore della piattaforma. Nel pitch, si legge che l’ingresso in EvenFi Ventures avverrà a valore nominale, ovvero a condizioni pari a quelle dei soci fondatori, dove l’intero importo investito rappresenterà la quota societaria posseduta della neo-società. L’operazione d’investimento si basa su un accordo di investimento fondato su di un aumento di capitale di Criptalia ad una valutazione della società pari a 10.000.000 milioni di euro.

EvenFi è stata fondata a Bergamo nel 2018 come Criptalia da Diego Dal Cero e Mattia Rossi, e, lanciata nel 2020, nel 2021 ha raggiunto i 10 milioni prestati (5 volte rispetto al 2020) finanziando 95 progetti di PMI e startup italiane e spagnole (si veda qui altro articolo di Crowdfunding Buzz).

Dal 2021, il portale ha avviato la sua espansione oltre i confini nazionali, dapprima in Spagna, dove a Barcellona ha sede la controllata Criptalia P.F.P. SA, per poi approdare in Portogallo.

La tipologia di prodotti finanziari offerti agli investitori, e oggetto delle operazioni relative alle società ospitate, è costituito da:

  • SME loan, rivolto a società denominate PMI secondo la classificazione EU, il prestito dei fondi è regolato da un rientro della quota capitale e degli interessi a predeterminate scadenze temporali.
  • Venture loan: prestito strutturato come lo SME loan ma principalmente rivolto a start-up in fase di espansione.
  • Prestito ponte: strumento destinato alle start-up per garantire liquidità in tempi rapidi per il pagamento di contributi pubblici o in caso di aumenti di capitale con tempistiche medio-lunghe.

Inoltre, i prestiti si differenziano in bullet o amortizing, i primi con rientro del capitale e della quota interessi al termine temporale prestabilita, il secondo con un rientro a rate del prestito.  Accanto a ciò sono presenti i prestiti dinamici (dynamic loan) che funzionano non secondo la variabile temporale ma secondo il raggiungimento di prestabiliti risultati economici della società oggetto del prestito. La durata dei prestiti richiesti dalla società è solitamente compresa tra 4 e 60 mesi e le società possono richiedere fondi a partire da 35 mila euro. I tassi lordi annui relativi ai prestiti sono compresi tra il 7% e l’11%.

Ad ogni progetto EvenFi assegna un rating — da A a D — in base al punteggio che l’azienda e il progetto hanno ottenuto con il modello proprietario di analisi dei rischi, algoritmo che il quale analizza i dati e le informazioni dell’azienda.

In Italia, evenfi.com opera come agente dell’Istituto di Moneta Elettronica MangoPay. In Spagna è iscritta all’albo delle Piattaforme di Finanziamento Partecipativo tenuto dalla Commissione Nazionale Spagnola dei Mercati (CNMV).

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Prima grande aggregazione nel crowdfunding italiano: Crowdfundme acquisirà il 51% di Trusters

Il portale di equity Crowdfundme ha annunciato l’accordo per acquisire il 51% di Trusters, leader del lending crowdfunding immobiliare. Insieme raccolgono più di 109 milioni

 

 

 

CrowdFundMe S.p.A., piattaforma di Crowdinvesting e quotata su Euronext Growth Milan, comunica di aver definito in data 23 giugno 2022 un accordo vincolante per l’acquisto del 51% del capitale sociale di Trusters S.r.l., tra i leader italiani nel settore del Lending Crowdfunding dedicato a operazioni immobiliari. Il closing dell’operazione è previsto entro la fine del corrente anno.

SI tratta della prima grande operazione nel crowdfunding italiano che unisce due delle maggiori piattaforme nei loro rispettivi settori verticali. Un’operazione che creerà importanti sinergie e permetterà agli investitori di accedere a un’offerta di prodotti finanziari ad ampio spettro per la costruzione di un portafoglio diversificato.

In particolare, alla già variegata offerta (Equity Crowdfunding, Real Estate Crowdfunding e Private Debt) Crowdfunding potrà aggiungere quella relativa al settore immobiliare, un mercato particolarmente dinamico e dalle grandi potenzialità, come emerge dai dati del nostro osservatorio (si veda Crowdfundingbuzz, “Dati e statistiche mercato Crowdfunding Immobiliare”). Nel 2021, infatti, la raccolta è stata pari a 99 milioni di euro contro i 65 milioni del 2020 (+52,3%) e nei primi 6 mesi del 2022 ha già superato i 60 milioni.

I risultati aggregati delle due società indicano una raccolta di € 109,2 milioni (dato aggiornato al 15 giugno 2022) e 50.000 investimenti; la sola raccolta aggregata del 2021 ammonta a oltre € 41 milioni. Le campagne effettuate complessive ad oggi sono 406. Inoltre, la sinergia tra CrowdFundMe e Trusters permetterà di ampliare la customer base a cui poter proporre ulteriori strumenti finanziari, aumentando le occasioni d’investimento e diversificando i prodotti collocabili.

Tommaso Baldissera Pacchetti, Presidente e Amministratore Delegato di CrowdFundMe, ha così commentato: “L’acquisizione di Trusters rappresenta una tappa fondamentale del nostro percorso di sviluppo, nonché una conferma della nostra capacità di continuare a crescere anche per vie esogene. Grazie a questa operazione straordinaria, che ci rende il primo gruppo fintech italiano rivolto alla finanza alternativa, arriviamo a una raccolta aggregata di € 109,2 milioni e possiamo offrire nuovi strumenti finanziari. Gli investitori hanno così ulteriori possibilità per diversificare il portafoglio anche con il Lending Crowdfunding e con progetti immobiliari che vertono su orizzonti temporali precisi in termini di ritorno economico. Alle imprese, invece, offriamo una gamma completa di strumenti per finanziarsi e accelerare il proprio cammino di espansione. In Trusters abbiamo trovato un partner ideale per fare un innegabile salto di qualità e puntare sempre più in alto”.

Andrea Maffi, Amministratore Delegato di Trusters, ha così commentato: “L’acquisizione di CrowdFundMe è la naturale conseguenza del nostro impegno e della nostra volontà di proseguire con una crescita strutturata, oculata e di qualità, per affermarci nel Crowdinvesting in modo pregnante, come player di riferimento non solo nel settore degli investimenti immobiliari. Grazie a questo importante e strategico accordo con CrowdFundMe, leader nell’equity crowdfunding a sostegno di imprese e startup, siamo in grado di offrire un ampliato e qualificato pacchetto di servizi caratterizzato da nuove opportunità di diversificazione finanziaria. Infine questa importante operazione ci permette non solo di ottimizzare i servizi offerti per rispondere compiutamente alle variegate necessità di finanziamento/investimento, ma anche di rafforzare, grazie alla messa in comune delle rispettive eccellenze, la struttura organizzativa-operativa e il posizionamento e di affrontare con approccio sinergico e performante le sfide del mercato non solo locale, ma anche internazionale.

I dettagli dell’operazione

L’operazione ha ad oggetto l’acquisto da parte di CrowdFundMe complessivamente del 51% di Trusters, che sarà ceduto dai soci Laura Maffi e Digitech S.r.l., società controllata dall’Amministratore Delegato di Trusters Andrea Maffi, nonché da altri titolari di quote di Trusters.

L’acquisizione avverrà mediante conferimento da parte dei Soci Venditori delle quote da ciascuno detenute in Trusters a integrale liberazione di un aumento di capitale deliberato da CrowdFundMe (“Aumento di Capitale”), con esclusione del diritto di opzione per un importo pari a Euro 3.473.291,20, comprensivo di sovrapprezzo, mediante emissione di massime n. 284.696 azioni CrowdFundMe a un prezzo di emissione pari a Euro 12,20 per azione, riservato alla sottoscrizione da parte dei Soci Venditori (mediante conferimento del 51% del capitale sociale) e degli altri soci di Trusters (per il restante circa 18,47% del capitale sociale).  L’Aumento di Capitale potrà, infatti, essere sottoscritto da tutti i soci di Trusters che intenderanno esercitare i diritti previsti dallo statuto sociale di Trusters, con la possibilità che CrowdFundMe potrà venire a detenere una partecipazione complessiva pari a circa il 69%.

L’Aumento di Capitale sarà effettuato sulla base della valutazione delle quote di Trusters redatta da un esperto indipendente. Si prevede che l’assemblea straordinaria verrà convocata per deliberare l’Aumento di Capitale entro il mese di settembre 2022.

All’esito del perfezionamento dell’operazione, Digitech S.r.l. manterrà nel capitale sociale di Trusters una quota pari complessivamente al 30,53% del capitale sociale della stessa (“Partecipazione Residua Digitech”). A tal proposito è previsto che CrowdFundMe e Digitech S.r.l. sottoscrivano un patto parasociale avente ad oggetto le regole di circolazione delle partecipazioni di Trusters e le regole di governance della stessa, tra le quali il diritto di Digitech S.r.l. di nominare il presidente del Collegio Sindacale di Digitech S.r.l..

CrowdFundMe ha inoltre un’opzione, esercitabile nell’anno 2026 e all’esito dell’approvazione del bilancio di esercizio 2025 di Trusters, per poter acquisire la Partecipazione Residua Digitech a un prezzo che verrà determinato sulla base del raggiungimento di determinati obiettivi reddituali di Trusters. Parimenti sarà assegnata a Digitech S.r.l. un’opzione di vendita (put) per le stesse quote sociali e alle medesime condizioni economiche, esercitabile al mancato raggiungimento di determinate soglie del valore della produzione.

È previsto, inoltre, che Laura Maffi e Digitech S.r.l. assumano degli impegni di lock up per un periodo di 24 mesi dalla data del closing (“Periodo di Lock Up”) in relazione al 90% delle azioni di CrowdFundMe sottoscritte dagli stessi.

Nell’ambito dell’operazione è previsto che Andrea Maffi venga riconfermato quale Amministratore Delegato della Società. È previsto che il Consiglio di Amministrazione di Trusters sia composto da ulteriori 2 membri che saranno nominati da CrowdFundMe

Chi è Trusters

Trusters è una startup innovativa fondata da Andrea e Laura Maffi nel 2017 e con sede a Milano, attiva come piattaforma di Lending Crowdfunding. In particolare, la società svolge servizi di Lending Crowdfunding peer-to-peer.

La piattaforma di Trusters offre diverse opportunità di investimento distinte per target, natura dell’operazione, durata, tempistica di rimborso, grado di rischio e ROI (ritorno dell’investimento), che permettono alle società immobiliari di raccogliere finanziamenti, e agli investitori di partecipare a operazioni Real Estate e ricevere un rimborso (o monorata o multirata).

Nel 2021, Trusters ha registrato un fatturato pari a € 620.537, in crescita del +855% rispetto a € 72.691 al 31 dicembre 2020. Sempre nel 2021, la società ha registrato una Posizione Finanziaria Netta cash positive pari a +27.788 euro

Chi è Crowdfundme

CrowdFundMe è una delle principali piattaforme italiane di Crowdinvesting (Equity Crowdfunding, Real Estate Crowdfunding e Corporate Debt) ed è il primo portale a essersi quotato nella storia di Piazza Affari (marzo 2019). La società, oggi una PMI Innovativa con sede a Milano, è stata fondata nel 2013. L’anno di piena operatività sul mercato, tuttavia, è il 2016.

Il portale offre la possibilità di investire in società non quotate, accuratamente selezionate tra quelle che presentano il maggiore potenziale di crescita. Gli investitori, sia retail che istituzionali, hanno così l’occasione di diversificare il proprio portafoglio investendo in asset non quotati.

CrowdFundMe, a partire da maggio 2020, è stata autorizzata da Consob al collocamento dei minibond, potendo così offrire anche strumenti fixed income. La società, inoltre, è entrata nel registro dei listing sponsor di ExtraMOT Pro3, il segmento obbligazionario di Borsa Italiana dedicato alle società non quotate per emissioni fino a 50 milioni di euro ciascuna. CrowdFundMe può quindi non solo emettere titoli di debito (mercato primario) ma anche quotarli e seguire l’emittente per tutta la durata dello strumento (mercato secondario). Il portale è entrato così in un nuovo mercato dalle grandi potenzialità (oltre 7 miliardi di euro cumulativi al 2020, di cui 2,5 miliardi raccolti da PMI – fonte: 7° Report italiano sui minibond del Politecnico di Milano).

Infine, CrowdFundMe può pubblicare campagne di Equity Crowdfunding propedeutiche a successive quotazioni in borsa delle emittenti interessate.

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