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Unyli, startup italiana “al femminile” che innova la filiera dell’intimo, lancia un round di equity crowdfunding

Unyli, fondata da imprenditrici italiane, ha lanciato un round di equity crowdfunding su 200Crowd e punta a 300k. Tra i primi investitori, Trentino Sviluppo

 

 

Unyli, brand della startup innovativa Retail Capital costituita dalle imprenditrici Valentina Fabbri e Vanessa Fiore con la collaborazione dell’esperto di settore Francesco De Paolo, sta trasformando il mercato dell’intimo, creando un sistema win-win per brand, negozi e consumatrici.

La società, già operativa da oltre due anni, ha avviato una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma 200Crowd, con un obiettivo massimo di raccolta 300mila euro. Trentino Sviluppo parteciperà in qualità di investitore istituzionale, sottoscrivendo il 5% dell’aumento di capitale che sarà raccolto con la campagna.

Unyli è l’unico sistema multicanale nel settore dell’intimo ed è basato su un modello “phygital”, che integra cioè il canale offline e quello online, selezionando i brand noti o ad alto potenziale e accompagnando i retailer in un percorso di digitalizzazione che comprende più canali. Il punto di partenza è infatti il negozio fisico, cui vengono offerti un layout innovativo e una gestione informatizzata del magazzino e della logistica. In questo modo si consente ai negozianti, da un lato, di ottimizzare le vendite e le scorte di magazzino e, dall’altro, di aver accesso al canale di vendita web, grazie all’e-commerce di Unyli  e il servizio di personal shopping. I negozi affiliati diventano poi anche gli “hub” fisici, territoriali, presso cui vengono dirottati gli ordini raccolti attraverso il sito di e-commerce Unyli.

In meno di 2 anni di attività, e nonostante la pandemia, Unyli è stata in grado di aggregare già 15 negozi e di integrare 20 produttori primari sviluppando un fatturato di oltre €100.000 nel 2020. Il sito di e-commerce, lanciato solo a inizio 2021, ha raggiunto oltre  100.000 utenti.

Ma e-commerce e filiera tradizionale rappresentano solo uno dei tasselli e, infatti, precisa Valentina Fabbri, CEO di Retail Capital,l’attenzione al bodypositive e all’inclusione guida ogni singola azione esterna ed interna dell’azienda, iniziando dal team sino ad arrivare alla selezione dei prodotti e dei progetti dedicati alla Community. Unyli è un’intuizione femminile trasformata in realtà: nasce pensando a tutte le donne, e a ciascuna. Siamo abituate a credere di doverci adattare all’intimo che indossiamo e, così, addirittura il 90% di noi si ritrova a indossare il reggiseno della taglia non corretta, andando incontro a una lunga serie di fastidi e disagi fisici, posturali ed emotivi“.

Francesco De Paolo, COO di Retail Capital aggiunge: “Stiamo lavorando anche a una tecnologia proprietaria di misurazione delle forme che permetterà agli utenti di provare “virtualmente” tutti i capi presenti nei punti vendita per poter acquistare la taglia perfetta anche da casa. Questa Campagna ci consentirà di accelerare la diffusione di quello che si sta profilando come un nuovo paradigma culturale.

La strategia di sviluppo di Unyli che include anche l’apertura di flagship store diretti, ha incontrato l’interesse di Le Village by Crédit Agricole Milano, ecosistema aperto che sostiene la crescita delle startup e accelera l’innovazione delle aziende, e sposa i valori di Unyli legati all’imprenditoria femminile, all’inclusività di filiera e alla scalabilità internazionale. Tanto che, Il 27 settembre 2021 alle ore 18.30 proprio Le Village by Crédit Agricole Milano ospiterà l’evento di presentazione della società che sarà seguito da una sfilata a tema Diversity&Inclusion, valori fondanti del brand.

Gabriella Scapicchio, Sindaco e CEO di Le Village by Crédit Agricole Milano, di cui Unyli è una startup residente, ritiene che Unyli, con la sua attività, non si ferma solo ad un’idea di business che aiuta ad innovare un settore come quello dell’intimo “ma trasmette un forte messaggio sociale. Le donne sono abituate a credere di doversi adattare all’intimo che indossano, e che a essere “sbagliate” sono loro e non la taglia che vestono. Unyli crede che ogni persona è perfetta così com’è e che possa trovare il modello adatto a lei senza per forza adeguarsi ad un stereotipo ideale di figura femminile. Le Village by Crédit Agricole è molto sensibile a queste tematiche ed è felice di partecipare attivamente al progetto di Unyli“.

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Al via su Produzioni dal Basso i primi 4 progetti del crowdfunding civico di Venezia

Se sarà raggiunto il traguardo di almeno il 50% della raccolta, il Comune interverrà coprendo la rimanente quota fino a un massimo di 5 mila euro a progetto

 

 

Sono partiti ieri i primi quattro progetti selezionati dal bando crowdfunding civico promosso dalla Direzione Coesione Sociale del Comune di Venezia. Il crowdfunding civico è una modalità per raccogliere fondi a supporto di un progetto utilizzando una piattaforma online, attraverso di essa i cittadini hanno la possibilità di sostenere un progetto di pubblica utilità. Una iniziativa simile è stata lanciata per due volte da Comune di Milano, finanziata dal Pon Metro Milano 2014-2020 con una dotazione di 550mila euro e realizzata in collaborazione con Produzioni dal Basso, Ginger Crowdfunding e SuperScuola Superiore di Arti Applicate del Castello Sforzesco.

Tornando al crowdfunding civico di Venezia, i progetti potranno essere sottoscritti tramite Produzioni Dal Basso, la prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation. Se attraverso la raccolta fondi sarà raggiunto il traguardo di almeno il 50% dell’obiettivo di raccolta del progetto, il Comune interverrà coprendo la rimanente quota fino a un massimo di 5 mila euro. Il contributo a fondo perduto stanziato dal Comune arriverà  fino a 70 mila euro complessivi.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito del programma “La città SIcura di sé”, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo attraverso il programma operativo Pon Metro, tramite il quale il Comune intende sostenere e accompagnare la realizzazione di progetti innovativi e sostenibili, in grado di rispondere ai bisogni della città e dei suoi abitanti. L’iniziativa di crowdfunding civico era stata annunciata nel novembre scorso. Il bando per scegliere i progetti da finanziare era stato lanciato nel febbraio scorso dal Comune di Venezia. A oggi sono stati selezionati i primi quattro progetti da finanziare; le campagne per finanziare gli altri 10 progetti partiranno il 30 settembre.

I quattro progetti selezionati per il Crowdfunding Civico di Venezia

“Cortincampo – il grande cinema mobile”, è un progetto dell’Associazione INDiversity ODV, dedicato alla diffusione del cinema e della cultura cinematografica, coinvolgendo la popolazione nella programmazione degli eventi e per la proiezione di film in luoghi non convenzionali della città.

L’Associazione “I Sette Nani” ha elaborato il progetto “La miniera dei sette nani”, per dare vita ad occasioni di scambio relazionale, intergenerazionale e interculturale, e per contribuire al superamento degli stereotipi all’interno di un parco pubblico cittadino.

Il progetto “ONDEW – Affrontiamo insieme i cambiamenti climatici”, è un’iniziativa dell’ONG “We are here Venice” che consiste nell’attivare la partecipazione e lo scambio di esperienze sul cambiamento climatico e sulle modalità di adattamento adottate dalla comunità veneziana. Il fine è quello di creare un’occasione di scambio, arricchimento e conoscenza reciproca, in particolare con la comunità locale del Bangladesh.

Il progetto “Spesa S.O.S.Tenibile” è un’idea nata dalla Cooperativa Sociale “La Rosa Blu”,  che sperimenterà un nuovo modo per attivare relazioni inclusive e di solidarietà trasversale, sviluppare abilità e autonomie delle persone con disabilità intellettivo relazionale coinvolgendo le persone anziane del quartiere. Si tratta di fornire un servizio gratuito di consegna della spesa a domicilio, creando un “Rosa Blu Point” per la raccolta degli ordini e la consegna dei prodotti.

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La campagna di equity crowdfunding della “fabbrica di startup” StartupGym Studio in overfunding dopo 24h

StartupGym Studio, creata da Enrico Pandian, ha lanciato una campagna di equity crowdfunding su Crowdfundme a integrazione di un round da 1,5 milioni

 

 

StartupGym Studio srl, ha lanciato una campagna di equity crowdfunding su CrowdFundMe, attraverso lo SPV StartupGym Studio Holding Srl. La campagna è andata in overfunding in un solo giorno, arrivando a oltre 200 mila euro raccolti, di cui 100 mila euro investiti dal fondatore Enrico Pandian e gli altri 100 da 43 investitori. L’obiettivo minimo era di 100 mila euro, a fronte di una valutazione pre-money di 8 milioni, ma l’obiettivo target è di 750 mila euro, la metà di un aumento di capitale di 1,5 milioni di euro, laddove l’altra metà è allocata allocata a Family Office e investitori privati.

Lanciata dall’imprenditore e investitore seriale Enrico Pandian attraverso Startup Gym srl, che ne detiene l’80% del capitale, la società nasce per costruire da zero nuove imprese  sulla base di modelli già validati negli Stati Uniti, soprattutto aziende digitali basate su un software proprietarie, con un focus europeo sin dal primo giorno di attività. è una società che investe, affianca e crea nuove startup, importando modelli di business e futuri trend tecnologici in Europa, partendo dall’Italia. Non si tratta pertanto di un incubatore nè tantomeno di un fondo di Venture Capital, ma di un “produttore” di nuove startup.

Al fianco di Pandian nel capitale di StartupGym Studio, con il 10% ciascuno, ci sono poi il partner Giuseppe Balzano, che ha supportato la creazione di tre startup tra Italia e San Francisco, contribuendo sia allo sviluppo tecnologico sia a quello business/finanziario essendo stato uno sviluppatore full-stack prima di specializzarsi in ingegneria e finanza; il partner Tarek Fahmy, che ha lavorato per le più prestigiose Startup al mondo in Silicon Valley, Google e Facebook, per poi trascorrere 8 anni in Wish, come Senior Vice President del team di sviluppatori e di prodotto e altri membri del team.

Il primo progetto che ha sostenuto Startup Gym è Eoreka, crasi di Eureka e Horeca, un marketplace digitale B2B per hotel, ristoranti e bar, guidato da Stefano Raffaglio, attualmente general manager di Dolcitalia, il più grande distributore di dolci, cibo e bevande in Italia. Eoreka ha già raccolto l’interesse di fondi istituzionali e di importanti stakeholder.

Nel business plan si legge che “questo round seed da 1,5 milioni servirà per finanziare il runway dello Studio per i prossimi 24 mesi, coprirà le spese interne, i costi di lancio e validazione e gli stipendi del Team. Il round da 1,5 milioni è associato a un’ulteriore disponibilità finanziaria di 1,5 milioni resaci disponibile dai nostri investitori e da terzi, pronta per essere investita nelle prime tre startup nate nello Studio”.

Ogni anno verranno validati circa 20 MVP (prodotti test) con un team di 12 persone. Ogni progetto sarà impostato per favorire un’ottica early-exit, verso competitor esteri che vogliono espandersi in Europa. Le cessioni genereranno cassa, permettendo di autofinanziarsi e, in parte, di distribuire dividendi. L’obiettivo di quotare in Borsa Startup Gym nel giro di 3 anni.

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L’authority tedesca, dopo la SEC, autorizza la STO del produttore di giochi Exordium

Bafin, la “Consob tedesca”, ha approvato una security token offering (STO) aperta al pubblico retail e collocata sulla piattaforma Stockr. Il token già approvato in USA e Lussemburgo

 

 

Venerdì scorso 17 Settembre, Bafin, l’autorità finanziaria tedesca, omologa della Consob, ha autorizzato il collocamento della Security Token Offering (STO) dell’editore di videogiochi Exordium, che pubblica tra l’altro il gioco Infinite Fleet. Il security token (ticker: EXO) verrà collocato sulla piattaforma Stockr e rappresenta l’equity senza diritto di voto con partecipazione agli utili.

In realtà, il token ha raccolto già oltre 7 milioni di dollari dallo scorso gennaio proprio su STOKR, grazie alle autorizzazioni di SEC (US) e CSSF Luxembourg (EU), ma non poteva essere proposto agli investitori tedeschi, che ora, invece, possono investire in EXOeu con un acquisto minimo di 100$. EXOeu è la seconda STO approvata per il mercato tedesco su Stokr, dopo che l’anno scorso la BaFin ha approvato una STO della rete di parcheggi ParkinGO.

Anche se molte STO sono basate sulla blockchain di Ethereum il token EXOeu è stato emesso tramite Blockstream Amp, una piattaforma per la tokenizzazione di security sviluppata sulla sidechain Liquid di Bitcoin.

Il co- founder di STOKR, Tobias Seidl ha così commentato la notizia:

“Il via libera di BaFin alla STO di Exordium in Germania segna l’inizio di una nuova era di emissioni transfrontaliere di titoli registrati basate su blockchain. Consideriamo Bitcoin come una spina dorsale fondamentale dei futuri mercati dei capitali, che saranno costruiti su blockchain”.

Inoltre, recentemente, il grande exchange di criptovalute Bitfinex ha annunciato il lancio della propria piattaforma dedicata alle STO proprio con il trading di Exordium (EXO).

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Il crowdfunding immobiliare italiano a giugno 2021 raccoglie 157,87 mln euro

Lo rileva il “Real estate crowdfunding report 2020”, curato dal portale di crowdfunding immobiliare Walliance e dal Politecnico di Milano. In Europa, nel 2020, raccolti 5 miliardi

 

Il crowdfunding immobiliare in Italia a fine giugno 2021 ha raccolto grazie a 469 campagne 157,87 milioni di euro: 90,43 milioni dal lending e 67,44 milioni dall’equity crowdfunding. Lo rileva il Real estate crowdfunding report 2020, curato dal portale di equity crowdfunding immobiliare Walliance e dal Politecnico di Milano.

Secondo lo studio, le piattaforme attualmente operative in Italia nel crowdfunding immobiliare sono 18, di cui 4 nel comparto equity crowdfunding e le altre 14 nel lending crowdfunding. La raccolta del crowdfunding immobiliare ha subito un vero e proprio balzo nella seconda metà del 2020, con 39,4 milioni incassati e un incremento del flusso nel primo semestre 2021, quando è stata sfiorata la soglia dei 46,5 milioni. Secondo la ricerca, tuttavia, “siamo ancora ben lontani dalle potenzialità sfruttabili”.

La maggior delle campagne finanziate riguarda progetti sviluppati nel nord Italia, in particolare nella Lombardia, con la città metropolitana di Milano che da sola assorbe il 35% (l’anno scorso però la percentuale era più alta, al 48%). Le altre province lombarde totalizzano il 25%. Tuttavia, progetti importanti sono stati realizzati anche in altre regioni, quali Emilia Romagna (9%), Toscana (9%), Piemonte (5%), Liguria e Sardegna (4% ciascuna). Walliance ha inoltre lanciato due campagne per finanziare progetti immobiliari in Usa.

La raccolta media delle campagne di equity crowdfunding è stata di 1,43 milioni, mentre per le campagne di lending è stata di 214 mila euro. Dal punto di vista della durata dell’investimento, mediamente le piattaforme equity offrono progetti con scadenze più lunghe, intorno ai 23 mesi, mentre per quanto riguarda i progetti lending, la durata media è poco superiore ai 15 mesi. Negli ultimi 12 mesi si sono visti i primi ritardi o estensioni dei progetti, legati soprattutto al lockdown e all’emergenza Covid; in alcuni casi sono state attuate delle moratorie sui prestiti erogati. I progetti interessati, di cui si ha notizia, sono stati 30 per le piattaforme lending e 5 per quelle equity. La raccolta tramite crowdfunding immobiliare costituisce una frazione minoritaria del budget nel caso delle campagne di equity crowdfunding (mediamente il 27% del totale), mentre nel caso del lending crowdfuding la percentuale il suo peso è maggiore e mediamente del 57%, con un terzo delle campagne con incidenza sopra al 90%.

Il crowdfunding immobiliare in Europa

A livello europeo, lo studio ha selezionato un campione di 96 piattaforme e l’analisi si è focalizzata su 23 di esse, che hanno raccolto oltre 20 milioni fino al 2020. I progetti finanziati in totale dalle piattaforme scelte sono stati 6.615 e la raccolta è pari a 2,82 miliardi, che rappresenta il 56% del mercato totale europeo. Se consideriamo solo le prime 5, il valore cumulato corrisponde da solo al 15% del mercato.

La tedesca Exporo si è confermata la piattaforma leader e ha superato la quota di mezzo miliardo di euro raccolti, cifra che sale a 600 milioni considerando anche i volumi di Zinsland, acquisita nel 2019. L’estone EstateGuru è salita invece al secondo posto superando la svizzera Crowdhouse. Ha perso posizioni The House Crowd, che nel 2021 è stata posta in amministrazione controllata, a causa di difficoltà finanziarie. La maggioranza delle piattaforme analizzate è di lending crowdfunding: 19 su 23. Alcune piattaforme ibride hanno progressivamente abbandonato il segmento equity, preferendo quasi esclusivamente prodotti di tipo lending (senior debt o subordinated debt); una piattaforma (Crowdhouse) è invece partita adottando solo il modello equity, ma oggi offre anche prestiti.

Il real estate crowdfunding nel mondo

A livello mondiale, il mercato del real estate crowdfunding nel 2020 valeva 5 miliardi in Europa, 19 miliardi in Usa e 7 miliardi nel resto del mondo. Nel 2020 sono stati finanziati 3.230 nuovi progetti immobiliari, con una crescita del numero di campagne realizzate pari al 29% sull’anno precedente. Il mercato più sviluppato a livello mondiale è quello americano. A livello europeo, il numero di piattaforme attive è pari a 96, molto superiore rispetto agli Stati Uniti, dove se ne contano 39. Il motivo è legato al fatto che in alcuni paesi europei il mercato è ancora in fase embrionale, oppure è partito da pochi anni (come in Italia). I maggiori mercati europei, in termini di raccolta cumulata fino al 2020, sono la Francia (oltre 1,8 miliardi raccolti e oltre 25 piattaforme censite), la Germania (853 milioni) e il Regno Unito (578 milioni), tallonato però dalle piattaforme estoni (537 milioni).

Le prospettive per il crowdfunding immobiliare

La pandemia non ha frenato le campagne di crowdfunding immobiliare, nè in Italia, nè in Europa. Negli Usa il settore dovrebbe raggiungere la soglia cumulativa di 22 miliardi di dollari raccolti entro il 2021. In Europa. l’obiettivo annuo è di 1,5 miliardi, arrivando a 6,5 miliardi cumulati. In Italia, si potrebbe arrivare a una raccolta cumulata di 206 milioni, con eventuali sorprese positive che potrebbero spingere a quota 220 milioni. Secondo la ricerca il crowdfunding potrà dare un supporto concreto nella riqualificazione energetica e adeguamento antisismico del patrimonio immobiliare privato e per l’edilizia sociale oltre che nella costruzione di impianti per la transizione ecologica e lo sviluppo di sistemi di teleriscaldamento efficienti.

 

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Nasce BHLending nuova piattaforma italiana di P2P lending per le PMI e per i privati

BHlending, costituita da un team di under 35, presterà sia a imprese, PMI e Startup, sia a privati. Nell’advisory board c’è anche Giuseppe Vegas, ex presidente Consob

 

Paolo Dovizia, ceo e fondatore di BHLending

Nei giorni scorsi è stata presentata ufficialmente la nuova piattaforma di P2P lending italiana BHLending. La startup innovativa, fondata da giovani under 35, ha l’obiettivo di riunire in un’unica community soggetti privati e professionisti e diventare il più grande punto d’incontro virtuale d’Europa tra investitori, soggetti privati e PMI, per soddisfare le esigenze di ogni tipo di investitore e richiedente attraverso il P2P lending (prestito tra privati). I modelli a cui si ispira sono in particolare Lending Club, una tra le più grandi società di peer to peer lending al mondo che nel 2015 aveva erogato prestiti per un valore di 15,98 miliardi di dollari, e Zopa, servizio di socal lending nato nel 2004 in Gran Bretagna che soli dieci anni dopo fu in grado di movimentare 1,79 miliardi di sterline, diventati prestiti personali erogati a 150 mila persone da 53 mila prestatori.

BHLending è stata fondata a Milano da Paolo Dovizia. Dopo una laurea in economia all’Università dell’Aquila, un MBA al Politecnico di Milano, nel 2019 Dovizia ha deciso di seguire un executive course presso il MIT di Boston su blockchain e innovazione e da qui è nata la sua grande passione per il fintech. Il suo background comprende esperienze lavorative in diversi campi, dalla pubblica amministrazione alla consulenza del lavoro all’Aquila, all’ambito finanziario e bancario a Milano, lavorando per diversi anni nei più grandi gruppi bancari del mondo come UBS, Societe Generale, Mediobanca, London Stock Exchange ed in fintech svizzere come Swiss Crowd.

Dovizia ricopre attualmente le cariche di CEO e presidente del Cda di BHLending. Nel consiglio di amministrazione della startup siedono anche: Valentina Lagasio, consigliere indipendente ed esperta di corporate governance e remunerazioni;Gloria Pizzonia, responsabile per l’audit. L’advisory board della startup è composto da: Giuseppe Vegas (ex viceministro dell’Economia e delle Finanze e presidente di Consob, attuale presidente della fintech italiana Arisk); Bepi Pezzulli (responsabile di funzione legale, assiste banche, intermediari finanziari, società di gestione del risparmio, hedge fund e gestori di mercati regolamentati); Andrea Maldi (group cfo di Fiera Milano e presidente di Fiera Milano Congressi): Claudio Garavaglia (advisor per operazioni di finanza straordinaria e presidente della startup Flymove Holding); Sila Mochi (responsabile business development di Poste Italiane).

BHLending si rivolge a investitori (sia risparmiatori privati che investitori professionali) e a chi ha bisogno di un prestito, sia esso una persona fisica o una PMI. L’investitore potrà decidere di garantire il suo capitale attraverso un elaborato sistema di garanzie come il buyback, la cessione del credito e la cartolarizzazione. BHLending presta particolare attenzione alle esigenze di startup e imprese emergenti.

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Al via Première, il nuovo servizio di Walliance dedicato a investitori private e HNWI

Il nuovo servizio del portale di equity crowdfunding immobiliare Walliance introduce due nuove categorie di account, dedicate agli investitori “affluent”

 

Il portale italiano di equity crowdfunding immobiliare Walliance ha lanciato Première, il nuovo servizio per investitori private e HNWI. Il nuovo servizio è stato presentato il 12 settembre scorso, in occasione della presentazione del real estate crowdfunding report 2021. La notizia era attesa: nel luglio scorso il CEO e cofondatore Giacomo Bertoldi aveva anticipato a BeBeez l‘imminente lancio di un mix prodotto/servizio volto a modificare il modo con cui i singoli investitori più facoltosi si relazionano con le piattaforme online di investimento.

Il servizio introduce due nuove categorie di account, accanto a quello Standard: Gold e Black. Per poter richiedere l’attivazione di un account Gold l’investitore deve: avere un portafoglio attivo di investimenti su Walliance pari ad almeno 50 mila euro; possedere un patrimonio in strumenti finanziari (o liquidità) di almeno 200 mila euro; investire almeno 10 mila euro per progetto. Per l’account Black invece occorrono: un ticket minimo di investimento di 25 mila euro; un portafoglio attivo in Walliance di 100 mila euro; il possesso di strumenti finanziari di almeno 500 mila euro. Tali requisiti anticipano l’entrata in vigore della normativa europea che prevede la nuova classe di investitori “sofisticati”.

Tra i vantaggi offerti da Première si contano benefici riguardanti la reportistica (via e-mail per gli accoint Gold e Black e anche trimestrale aggregata della posizione per l’accont Black), un’assistenza evoluta e soprattutto, l’opportunità di investire in via anticipata rispetto agli investitori retail possessori di un account Standard. I titolari di account Black potranno anche accedere a esperienze esclusive di lifestyle (si vedano qui i dettagli dei diversi tipi di account).

Giacomo Bertoldi, ceo e cofondatore di Walliance, ha commentato: “Walliance con Première è pronta ad accogliere istituzioni bancarie e reti di promotori finanziari, affinché i loro clienti possano ulteriormente diversificare nell’immobiliare e nell’economia reale, pur mantenendo il proprio patrimonio in gestione presso l’istituto prescelto”.

Chi è Walliance

Walliance è una società italiana attiva nel crowdfunding immobiliare fondata nel 2017 dalla Bertoldi Holding di Giacomo e Gianluca Bertoldi, rispettivamente attuali ceo e chief project officer. La holding è a capo dell’omonimo gruppo che, nato nella grande distribuzione, ha partecipazioni in real estate e startup. A oggi sono 30 i progetti immobiliari presentati su Walliance, tutti finanziati con successo con una raccolta di oltre 43 milioni di euro. Il portale detiene una quota di mercato del 63%.

Walliance è stata la prima piattaforma di equity crowdfunding ad aver ricevuto l’autorizzazione da Consob per la raccolta di capitali di rischio destinati a progetti immobiliari online. Quest’anno il portale ha lanciato quattro campagne di real estate crowdfunding a Trento, Firenze, Treviso e Milano. Nel capoluogo lombardo Walliance lo scorso aprile ha centrato in pochi minuti l’obiettivo massimo di raccolta di 1,8 milioni di europer il progetto Milano, via Stradivari. Ricordiamo che Walliance a fine dicembre 2020 ha effettuato la sua quinta exit: il gruppo AD Casa di Andrea Duranti ha infatti restituito ai soci un ritorno sull’investimento del 24% in 26 mesi, confermando la previsione iniziale del 2018.

Nel gennaio 2020 Walliance ha costituito Walliance France sas al fine di operare sul mercato francese quale Conseiller en Investissement Participatif (CIP). La società ha ottenuto il 17 dicembre 2019 l’autorizzazione dalla competente autorità francese, l’Autorité des Marchés Financiers (AMF), che il 20 dicembre 2020 l’ha notificata all’Organisme pour le Registre Unique des Intermédiaires en Assurance, Banque et Finance (ORIAS), ai fini dell’iscrizione di Walliance France nel relativo registro. Proprio all’espansione in Francia era finalizzato il secondo round di finanziamento (si veda articolo di BeBeez). Walliance nel giugno scorso ha concluso con successo il suo primo progetto cross border Italia-Francia in Europa e ha raggiunto con la chiusura della semestrale 2021 il breakeven point e un valore della produzione che supera il milione di euro.

Nel luglio scorso Walliance ha chiuso un round da 4 milioni di euro. Lo hanno sottoscritto Seac Fin spa e Botzen Invest Euregio Finance AG. La prima è la finanziaria nata con lo scopo di gestire il tesoretto da 100 milioni di euro accumulato negli anni da Confcommercio Trentino. La seconda è una società di investimenti privati dell’Alto Adige da sempre a sostegno dell’economia del territorio. Si sono così aggiunti altri importanti nomi vicino a quelli di Bertoldi Holding e Trentino Invest (la società mista pubblico-privata de La Finanziaria Trentina, Istituto Atesino di Sviluppo, Trentino Sviluppo e Fondazione Caritro, che dal 2012 investe in società in forte crescita) che già due anni fa aveva investito nel capitale di Walliance.

Si tratta del terzo aumento di capitale per il portale di real estate crowdfunding, che nel settembre 2019 aveva chiuso un round da un milione di euro, riservato a investitori privati che, in aggiunta al round precedente, aveva portato la società a dotarsi di una cassa di circa 2 milioni di euro. Tra gli investitori del primo round rientrava appunto Trentino Invest. Al secondo round, oltre ad alcuni investitori privati, aveva partecipato anche Lago spa, società padovana che realizza arredi di design e progetta mobili modulari.

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i-RFK raccoglie 530 mila euro con il suo primo charity bond lanciato sulla piattaforma di crowdinvesting Crowdfundme

L’emissione, collocata attraverso il portale italiano di crowdfunding CrowdFundMe, ha raccolto 300 mila euro da Banca Valsabbina e il restante da 35 sottoscrittori privati

 

Innovative-RFK (i-RFK), holding industriale quotata su Euronext a Parigi che investe in startup e pmi innovative, ha collocato un charity bond sul portale di crowdfunding quotato su Borsa Italiana CrowdFundMe. La holding ha raccolto 530 mila euro, di cui 300 mila sottoscritti da Banca Valsabbina. L’obiettivo massimo della campagna, lanciata nel maggio scorso, era di 5 milioni di euro.

Nel dettaglio, il prestito obbligazionario di i-RFK presenta un rendimento annuo del 4%, una durata pari a 60 mesi e un piano di rimborso bullet con cedola semestrale posticipata. Il minibond è stato classificato come charity bond perché, grazie alla collaborazione con il Lions Club International, l’emittente devolverà una parte delle risorse (2% annuo) ad attività benefiche. Il minibond, che ha taglio minimo 10 mila euro, ha scadenza 60 mesi e paga un rendimento annuo del 4% con un piano di rimborso ammortizzato tramite cedola semestrale posticipata.

Il rating di i-RFK, stabilito da Modefinance (fintech italiana ESMA compliant controllata da TeamSystem) era pari a B1 (medio-alto), poiché la holding presenta “una situazione economico-finanziaria adeguata” e “conferma una solvibilità estremamente solida con una forte patrimonializzazione (pari all’87% del totale delle fonti)”.

I proventi del charity bond di i-RFK finanzieranno l’acquisto di nuove partecipazioni in società che operano su mercati in espansione: healthcare tech, cybersecurity, teleaudiologia, gaming, Artificial Intelligence. La holding ha già individuato 5 società attive in questi settori in cui investire e prevede per l’anno in corso e il prossimo la sottoscrizione di partecipazioni in aumento di capitale per 4,2 milioni di euro.

Si tratta del secondo bond emesso da i-RFK, dopo quello del 2020. Il prestito obbligazionario è stato quotato come previsto su ExtraMotPro3, dopo essere stato collocato sul portale italiano di crowdinvesting CrowdFundMe. i-RFK ha chiuso con successo il collocamento, raccogliendo 1,29 milioni di euro su un target massimo di 5 milioni, da investitori istituzionali ma coinvolgendo per la prima volta anche gli investitori retail che presentano i requisiti di legge (con patrimoni superiori ai 250 mila euro). Tra gli investitori istituzionali del minibond figurava ancora Banca Valsabbina. In totale, i sottoscrittori di questa prima operazione mista retail-istituzionale sono stati 35. L’offerta sul portale CrowdFundMe era stata lanciata nel luglio 2020.

Chi è Innovative-RFK

i-RFK è stata fondata nel 2017 da Paolo Pescetto, Massimo Laccisaglia e Andrea Rossotti. Si è quotatasu Euronext Access il 27 dicembre 2019, a valle di un aumento di una campagna di equity crowdfunding su CrowdFundMe, che ha raccolto 2,5 milioni di euro, pari al 23,5% del capitale. i-RFK, che conta oltre 260 dipendenti, un valore della produzione aggregato di circa 27 milioni di euro e una capitalizzazione di mercato di 11 milioni, nasce dall’esperienza di Red-Fish Kapital, che opera da diversi anni nel campo degli investimenti in private equity, anche nella forma del club deal, al fianco di investitori privati e istituzionali e della società di consulenza Arkios Italy.

A oggi, il gruppo ha investito 8,6 milioni di euro in 7 partecipate (tra cui Keisdata, Easy4Cloud, WebsoluteInventis, Microcredito di Impresa, che hanno un EBITDA aggregato di 3,4 milioni.

Microcredito di Impresa ha raccolto, nel 2019, oltre 1,7 milioni di euro nella sua campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma BacktoWork, nel 2020 980 mila euro in un successivo round su Opstart e attualmente è in raccolta con il suo terzo round proprio su Crowdfundme.

4i-RFK è una società in crescita. Lo confermano i risultati aggregati: il valore della produzione è aumentato a oltre 26 milioni di euro nel 2019, contro i 23,7 milioni del 2018 e i 16,3 milioni del 2017. Il gruppo, inoltre, stima che la linea di ricavi crescerà per tutta la durata del piano (2020-2025) ad un CAGR del 17%. A livello di spese, i-RFK non sostiene costi fissi e prevede di mantenere una marginalità dell’ebitda più che positiva.

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Aumenta il peso dell’Equity Crowdfunding sulla raccolta del venture capital italiano

Secondo un nostro studio, l’equity crowdfunding in Italia nel 2021 ha sempre più peso nei round al di sotto degli 8 milioni: 48% per numero e 21% per raccolta

 

 

L’equity crowdfunding in Italia sta maturando, molto probabilmente grazie a una sempre maggiore consapevolezza delle imprese che lo vedono come efficace strumento di raccolta e degli investitori, sia professionali sia retail, che lo apprezzano come opportunità alternativa di investimento diretto nell’economia reale.

E’ quanto si può desumere da uno studio che abbiamo condotto incrociando i dati di BeBeez Private Data, servizio offerto da BeBeez che raccoglie classifica tutte le operazioni di private capital in Italia, con quelli dell’osservatorio di Crowdfunding Buzz sull’equity crowdfunding. Per omogeneità, abbiamo preso in esame tutte le operazioni minori di 8 milioni di euro che è il limite massimo di legge per i round di equity crowdfunding.

Analisi equity crowdfunding - Raccolta e round vs VCDall’analisi emerge che, nel corso del 2021, fino ad Agosto, in Italia sono stati chiusi 219 round di equity al di sotto di 8 milioni di euro, grazie a investimenti di fondi VC, holding di investimento, business angel, grandi imprese o loro fondi di corporate VC ed equity crowdfunding. Di questi, 105 (il 48%) sono campagne di equity crowdfunding.

La raccolta complessiva è stata di 267 milioni, di cui 56,3 milioni raccolti con le campagne di equity crowdfunding.

 

Analisi equity crowdfunding - Raccolta mediaIl taglio medio di raccolta è dunque, come è lecito aspettarsi, notevolmente più consistente nei round “off line” (1,85 milioni), rispetto ai 540k di quelli “on line”. Con tutta probabilità, i round on-line sono orientativamente relativi ad aziende in fase seed o al massimo “early growth”, mentre quelli off-line si riferiscono a società più mature, con già altri round alle spalle.

 

 

Considerando solo i round di equity crowdfunding, emerge infine una distribuzione sostanzialmente omogenea dei settori in cui operano le società finanziate, sia in termini di numero di round che in termini di raccolta. Se per quanto riguarda quest’ultimo, l’80% della raccolta è ripartito tra 10 diversi settori, per quanto riguarda il numero di società finanziate, si arriva all’80% con ben 14 settori.

Si tratta di una caratteristica che rende particolarmente appetibile l’equity crowdfunding come strumento per chi desidera investire capitale di rischio nell’economia reale, in quanto consente di ripartire il rischio su diverse imprese e, soprattutto, diversificando i settori in cui operano.

Analisi equity crowdfunding - Settori

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In rampa di lancio il token della startup inglese dal cuore italiano Hudi

La startup Hudi, fondata da Italiani, realizzerà la sua prima Initial DEX Offering (IDO) collocando 6,9 milioni di token Hudi tramite la piattaforma PancakeSwap

 

 

Hudi, startup inglese fondata dagli italiani Andrea Silvi, Gianluigi e Francesco Ballarani, il prossimo 15 settembre lancerà la sua prima IDO (Initial DEX Offering). Si tratta di un nuovo modello di partecipazione ad un progetto crypto, evoluzione della vecchia ICO, che consiste nel lancio di un token attraverso un exchange decentralizzato. Questo modello permette di raccogliere denaro attraverso pool di liquidità incorporati senza dipendere da intermediari. La IDO di Hudi sarà condotta tramite la piattaforma decentralizzata PancakeSwap, attraverso la quale saranno lanciati 6,9 milioni di token Hudi al prezzo di 0,37 centesimi di dollaro Usa ciascuno.

Quello di Hudi è un token di utilizzo BEP-20 basato sulla blockchain Binance Smart Chain e sarà usato come mezzo di scambio dei dati, per alimentare l’ecosistema attraverso tutti i suoi elementi. I token di Hudi permetteranno poi ai proprietari di dati di disporre di strumenti De-Fi come staking, liquidity providing e lending. Hudi punta ad avere 50 milioni di utenti entro il 2026.

Francesco Maria Ballarani, ceo e cofondatore di Hudi, ha commentato: “La nostra IDO rappresenta l’occasione di giocare un ruolo in uno dei progetti DeFi più promettenti del 2021. I dati sono il nuovo oro e sono di nostra proprietà: con Hudi, permettiamo a tutti di guadagnare  da essi. Ci aspettiamo di vedere sempre più utenti  sulla nostra piattaforma e ci auguriamo che tanti saranno i partecipanti all’IDO”.

Chi è Hudi

Hudi, fondata nel 2018 a Londra, è l’acronimo di HUman Data Income. Nata da un’intuizione dei fratelli Gialnuigi e Francesco Ballarani (rispettivamente cmo e ceo), e da Andrea Silvi (cto) da anni trasferitisi a Londra e attivi nel mondo del performance marketing e della lead generation. Sono consulenti della startup il commercialista ed esperto di valute virtuali Stefano Capaccioli, i tech lawyer Marco Tullio Giordano e Giuseppe Vaciago di 42 Law Firm, il digital strategist Matteo Flora e l’esperto di blockchain e finanza decentralizzata Luca Cotta.

La società è nata per sviluppare l’ecosistema tecnologico alla base della sfida volta a permettere la “data monetization”, di cui pure regolatori e digital companies discutono da qualche anno. L’ecosistema DeFI (decentralized finance) di Hudi permette ai proprietari di dati di scaricarli dalle aziende che li detengono (Facebook, Google, LinkedIn, Netflix ecc..), raccoglierli in modo sicuro in una sorta di banca dati, renderli disponibili in forma anonima e monetizzarli, ricevendo ogni volta che sono utilizzati, una retribuzione per l’uso commerciale dei loro dati.

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