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Al via Azimut Marketplace, il primo ecosistema fintech dedicato alle PMI

Azimut Marketplace, partecipata da Azimut e Step, fornisce servizi FIntech alle PMI e punta a raggiungere il pareggio nel 2023 e 82 mila clienti entro il 2026

 

Da sinistra, Paolo Martini, Marco Montagnani e Giorgio Medda

 

L’asset manager italiano Azimut e Step, operatore internazionale focalizzato sui servizi digitali alle imprese, hanno annunciato ieri l’avvio di Azimut Marketplace, il primo ecosistema fintech dedicato alle PMI. Step è un progetto ambizioso su scala globale ideato da un gruppo di dirigenti ed ex dirigenti del Gruppo Santander: Marco Montagnani, Nuno Couceiro Cortesao e Alberto Almoguera Marton. Il suo obiettivo è creare un ecosistema digitale che possa diventare un unico punto di riferimento per le PMI. Nel capitale della società Step 4 Business Spa, creata per lo sviluppo dell’attività e del software, sono coinvolti anche Andrea Bertini (ex Illimity Bank e ING) e Pierluigi Giannico, ex managing partner di Accenture.

Azimut Marketplace srl è una società detenuta da Azimut, con una quota pari al 43% destinata a crescere al 100% al raggiungimento di una serie di condizioni e obiettivi e, tra gli altri, da Step 4 Business SpA. Quest’ultima ha in programma di lanciare la sua soluzione marketplace in altri mercati quali Spagna (entro la fine dell’anno), e Portogallo, sfruttando la scalabilità della piattaforma interamente in cloud e le migliori tecnologie disponibili sul mercato.

Azimut Marketplace by Step punta ad essere il punto di accesso privilegiato per le PMI a una serie di servizi finanziari delle migliori società di tecnologia finanziaria presenti sul mercato, tra cui società fintech partecipate dal Gruppo Azimut come Opyn (l’ex Borsa del Credito) e Mamacrowd, attraverso una piattaforma digitale, semplice e sicura, che sfrutta appieno le potenzialità della direttiva PSD2 (Payment Services Directive 2) e dell’open banking. Questa nuova iniziativa nasce da una duplice considerazione: da una parte le crescenti difficoltà per le aziende di accedere a servizi finanziari adeguati e dall’altra l’aumento sul mercato dell’offerta fintech di soluzioni verticali molto efficaci che mancano, tuttavia, di un unico punto di accesso dove gli imprenditori possano trovare la soluzione fintech di cui necessitano. Su Azimut Marketplace le PMI potranno accedere su un’unica piattaforma a:

  • operazioni di finanza straordinaria (minibond ed equity) per supportare i progetti di crescita, strutturate da Azimut Direct (ex Epic), la fintech del Gruppo Azimut dedicata all’economia reale;
  • l’aggregazione conti italiani e stranieri, integrazione con la fatturazione elettronica e digital cfo e soluzioni di finanza agevolata di CRIF;
  • l’instant lending di October che permette alle aziende di richiedere un prestito in pochi secondi con un processo completamente digitale;
  • le soluzioni digitali di Workinvoice per finanziare il circolante, in particolare l’anticipo fatture, che permette alle aziende di ricevere il 90% dell’importo delle proprie fatture in 48 ore;
  • soluzioni di gestione dei flussi di cassa a livello internazionale offerte da Ebury, una delle principali società fintech leader a livello europeo e attiva in 23 Paesi nel mondo, specializzata in pagamenti ed incassi in oltre 130 valute e nella gestione del relativo rischio di cambio, attraverso servizi completamente digitali e senza commissioni di trasferimento;
  • accettazione di pagamenti digitali di Satispay, realtà consolidata del panorama fintech italiano con oltre 2 milioni di clienti privati e 165 mila esercenti convenzionati;
  • servizi a valore aggiunto per le PMI offerti da Amazon, la più grande big tech al mondo.

Azimut ha deciso di puntare proprio sulle PMI, in particolare su quelle con un fatturato di 1-10 milioni di euro, perchè “sono 7 volte più interessanti dei clienti retail in termini di marginalità“, ha precisato Montagnani in conferenza stampa. Per disegnare i prodotti, Azimut ha adottato un “working backwards approach”, parlando con gli imprenditori e organizzando focus group per meglio comprendere le loro esigenze, per poi lanciare prodotti a esse rispondenti.

Azimut Marketplace adotta per l’appunto un modello marketplace, in stile Amazon, che prevede: segnalazione e integrazione di servizi di terze parti fintech italiane e internazionali tramite le Api, onboarding interamente digitale, aggregazione dei conti sfruttando la PSD2. I big data sono al centro della sua strategia: Azimut infatti vuole presentare alle PMI dei prodotti sulla base delle loro transazioni e del loro profilo, con un approccio customer-centric. Il modello di business consiste nel presentare nuovi clienti alle fintech, percependo delle referral fee per la segnalazione di nuovi clienti alla fintech. “Il modello ha costi fissi estremamente ridotti, per cui con i ricavi da segnalazione dei partner contiamo di raggiungere il punto di pareggio nel 2023, con un fatturato di 13,5 milioni dai vari prodotti integrati sulla piattaforma e 82 mila clienti nel 2026, ha detto Montagnani.

I consulenti della rete di Azimut grazie ad Azimut Marketplace hanno l’opportunità di proporre ai clienti nuovi prodotti tramite la piattaforma, che diventa così un mezzo per promuovere l’acquisizione di nuovi clienti ed effettuare cross-selling di prodotti. Inoltre, “ci sarà un codice che identifica quale consulente ha portato a bordo una certa PMI. I consulenti riceveranno una una tantum per la loro attività di segnalazione delle imprese”, ha chiarito Paolo Martini, amministratore delegato e direttore generale di Azimut Holding.

Azimut Marketplace, lanciata nel luglio scorso a valle del closing con Step (avvenuto lo scorso aprile) conta ad oggi oltre 200 aziende registrate. Nel dicembre scorso la piattaforma è stata lanciata in Spagna e presto sbarcherà anche in Portogallo e Brasile. In futuro, Azimut Marketplace conta di aggiungere ulteriori servizi a partire da assicurazioni, depositi, conti correnti per le imprese e altre vas (value added solutions), una volta ottenute le autorizzazioni da Ivass e Oam.

Marco Montagnani, amministratore delegato di Azimut Marketplace, ha spiegato: “Azimut Marketplace by Step è il nuovo ecosistema fintech interamente dedicato alle piccole e medie imprese. Da oggi gli imprenditori italiani hanno a disposizione un unico punto di riferimento nel quale trovare le soluzioni più efficaci, convenienti e digitali alle loro principali necessità finanziare, e non solo. Il modello marketplace consente di sfruttare appieno le nuove tecnologie digitali che, unite all’open banking come fattore abilitante, rendono possibile una piattaforma customer centric e completamente gratuita. Azimut Marketplace è una unique selling proposition che semplifica la vita delle piccole e medie imprese grazie ai migliori partner digitali presenti sul mercato, pensata e realizzata insieme ai clienti e per i clienti”.

Paolo Martini, amministratore delegato e direttore generale di Azimut Holding, ha commentato: “Dopo aver democratizzato gli investimenti in economia reale con Azimut Libera Impresa, ora rendiamo più accessibili i servizi finanziari per le PMI. La tecnologia e le piattaforme digitali di e-commerce hanno rivoluzionato molti settori, dai viaggi alle compravendite immobiliari, agli acquisti online, Azimut Marketplace ha le potenzialità per trasformare quello dei servizi finanziari e bancari grazie a una riduzione della complessità e dei costi e a un aumento della velocità dei processi e dell’efficienza complessiva. Si tratta di una vera rivoluzione in ambito fintech a supporto dei 5 milioni di aziende in Italia.”

Giorgio Medda, amministratore Delegato di Azimut Holding e global head of asset management del gruppo, ha dichiarato: “L’attività creditizia non è più la principale del sistema bancario, che svolge ormai un ruolo di supermercato di servizi. Nonostante l’aumento dei depositi, si è ridotta attività creditizia in Italia: il rapporto tra impieghi e depositi è sceso a 0,92, per prima volta sotto 1. Siamo nell’era glaciale della banca universale: sta avvenendo uno scioglimento del valore delle banche, con un trasferimento di valore verso le fintech e altri sistemi innovativi di pagamento. Azimut allora propone una banca sintetica, che offre una neo-finanza, dove Azimut raccoglie capitale privato paziente anche grazie ad Azimut Marketplace. Abbracciamo un modello di p2f2p (peer to fund to peer) grazie alla leva tecnologica, che punta ad un’allocazione efficiente degli impieghi. Un’evoluzione che in Azimut abbiamo intrapreso da tempo e che oggi ci porta a gestire 3,5 miliardi di euro di asset sui private market con oltre 25.000 clienti. Il progetto indicato come banca sintetica che, rafforzatosi con la costituzione di Azimut Direct, ha già erogato quest’anno finanziamenti per 300 milioni di euro, con un obiettivo per il 2022 di 1,1 miliardi. Attualmente stiamo analizzando 110 operazioni su tutti i segmenti, in particolare nelle PMI, da cui le banche si stanno allontanando. Da inizio 2021 abbiamo analizzato oltre 2.000 aziende”. Medda ha evidenziato che “Azimut non diventerà una banca, ma grazie all’open banking, al fintech e alla PSD2 gli asset manager possono giocarsela nella catena del valore, che rende possibile lo shadow banking”.

Il progetto Azimut Marketplace si inserisce nel più ampio impegno di sostegno alle PMI e all’economia reale che ha già raccolto 3,5 miliardi di euro tra prodotti di private equity, private debt, venture capital e real estate in parte già investiti in circa 200 aziende, di cui 120 in Italia e 80 nel mondo. Precisamente, sono stati raccolti: 1 miliardo nel private equity, 0,1 miliardi nel venture capital, 0,3 miliardi nelle in infrastrutture ESG e un miliardo nel private debt. Medda ha sottolineato che Azimut consente di effettuare diversificazione anche all’interno della singola asset class, per esempio nel private debt offre prodotti per investire in: credito alternativo pubblico, private debt non performing, private debt performing. Ricordiamo che il gruppo Azimut aveva annunciato nel settembre 2019 una svolta epocale nella sua strategia industriale, con l’obiettivo di investire in private asset almeno 10 miliardi di euro nei successivi 5 anni, lanciando una serie di veicoli di investimento in buona parte dedicata anche al pubblico retail.

Nell’ambito della strategia di investimento in asset illiquidi, nel marzo scorso Azimut e SiamoSoci (gestore del portale italiano di crowdfunding Mamacrowd e partecipato al 25% dallo stesso Gruppo Azimut) hanno lanciato ALICrowd, il primo Eltif di venture capital. Nello stesso mese, Azimut ha lanciato Azimut Token (Azim), il primo token per investire in economia reale, emesso in collaborazione con Sygnum Bank, prima digital asset bank al mondo, autorizzata dagli organi di vigilanza di Svizzera e Singapore.

Inoltre, lo scorso settembre il Gruppo SBI, Sygnum e il Gruppo Azimut hanno annunciato oggi il lancio di un fondo di venture capital con una dotazione fino a 75 milioni di dollari, con sede a Singapore, che investirà in startup del settore degli asset digitali. Con SBI Ven Capital come gestore principale, la strategia di investimento del fondo si concentrerà principalmente sulle società pre-serie A e serie A che sviluppano infrastrutture blockchain/distributed ledger technology (DLT), soluzioni di finanza decentralizzata (DeFi) e strumenti reg-tech. Il lancio del fondo era stato anticipato nei mesi scorsi.

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La piattaforma italiana di lending crowdfunding Criptalia diventa EvenFi

Il cambio di nome della fintech è dovuto soprattutto alla strategia di internazionalizzazione della piattaforma che ha aperto in Spagna e lo farà presto in Portogallo

 

 

La piattaforma italiana di lending crowdfunding per le PMI Criptalia ha cambiato nome in EvenFi. Il nome deriva da “to even”, cioè rendere equo, e “Fi” come fintech. Nello specifico rimanda all’obiettivo di contribuire, attraverso tecnologie innovative, alla democratizzazione del mondo finanziario. Si tratta di un ideale che la società persegue fin dai primi progetti e che ha fatto sì che la sua piattaforma si caratterizzasse come uno spazio attraverso il quale è possibile accedere al canale finanziario in maniera più semplice, immediata e veloce rispetto a quanto avviene in altri contesti.

Il cambio di nome di Criptalia inoltre è dovuto anche alla presenza di alcuni cambiamenti che avranno un forte impatto sulla crescita e daranno nuova linfa all’identità aziendale. I primi saranno collegati all’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sul crowdfunding, che prevede che le piattaforme possano ottenere dalle autorità competenti un passaporto per svolgere la propria attività in tutti gli stati membri dell’UE. Questa misura, peraltro, è perfettamente in sincronia con due progetti che rendono EvenFi una realtà dalla forte vocazione internazionale: la sua recente espansione in Spagna e l’imminente apertura in Portogallo. I secondi riguardarenno invece le nostre tecnologie e i prodotti finanziari presenti all’interno del nostro marketplace di EvenFi. In futuro la società punta a lanciare nuove tipologie di prodotto e l’app mobile, che è già in fase di programmazione.

Chi è EvenFi

EvenFI è stata fondata a Bergamo nel 2018 come Criptalia da Diego Dal Cero e Mattia Rossi con l’intento di democratizzare la finanza attraverso la tecnologia. La sua missione è creare un nuovo futuro finanziario: più semplice, libero e decentralizzato. Ad animare il suo lavoro è soprattutto la convinzione che investire sui progetti di crescita di imprese di valore significhi innescare un circolo virtuoso in grado di avere un impatto positivo sull’economia reale. La società permette di investire in pmi tramite il lending crowdfunding con un importo minimo di 200 euro, senza alcuna commissione e guadagnando fino al 9% annuo.

Dal 2020 ad oggi (settembre 2021), la piattaforma ha finanziato 79 imprese erogando 9,5 milioni.

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Accordo tra AssoFintech e Deloitte per promuovere il settore fintech

Deloitte e AssoFintech siglano un accordo per promuovere il Fintech italiano. Marco Milone di Deloitte entra nell’Advisory Board presieduto dall’ex Consob Giuseppe Vegas

La società di consulenza internazionale Deloitte e AssoFintech, l’associazione che rappresenta le società fintech e insurtech italiane, la scorsa settimana hanno reso noto un accordo per promuovere il settore fintech. Lo scrive l’agenzia di stampa Ansa. In virtù dell’intesa, i membri del fintech team di Deloitte Consulting sono entrati a far parte dei lavori dell’associazione. Marco Mione, manager del fintech team di Deloitte Consulting è diventato membro dell’advisory board di Assofintech, allo scopo di affiancare e supportare l’associazione in merito alle strategie ed alle iniziative da questa intraprese. Il board, nato nel giugno scorso, è presieduto fa Giuseppe Vegas, ex presidente Consob, è ora presidente della fintech italiana Arisk ed è molto impegnato nel settore.

Paolo Gianturco, business operations e fintech team leader di Deloitte Consulting, ha dichiarato: “Le soluzioni fintech sono sempre più ricercate sul mercato. I vantaggi garantiti in termini di rapidità, personalizzazione dei servizi e soddisfazione dei clienti rendono il fintech un asset fondamentale e le aziende sono sempre più curiose di esplorarne le possibilità. L’accordo sottoscritto con Assofintech permette a Deloitte Consulting di perseguire questi obiettivi in modo ancora più efficace, espandendo il proprio ecosistema per sostenere e guidare lo sviluppo del fintech nel nostro Paese.”

Maurizio Bernardo, presidente di AssoFintech, ha commentato: “La partnership con Deloitte rappresenta un momento importante per l’ecosistema del mondo fintech, non solo italiano ma anche internazionale perché punto di riferimento in diverse aree del mondo dove la tecnologia applicata alla finanza rappresenta un modello di sviluppo importante per le imprese e i cittadini. I principali stakeholder pubblici vedono in Milano il Fintech District per eccellenza, che deve essere il motore dell’Italia ed AssoFintech ha deciso di giocare un ruolo da protagonista nell’interesse delle startup e delle nuove generazioni”.

Chi è AssoFintech

AssoFintech ha lo scopo di rappresentare l’attività delle società fintech ed insurtech in Italia. Il fine, in particolare, è di analizzare le criticità del settore, dialogare con le istituzioni sull’elaborazione normativa, promuovere la conoscenza, anche attraverso momenti comuni di divulgazione, e la crescita qualitativa del settore imprenditoriale, elaborare ed applicare un proprio codice etico professionale. Le imprese associate sono impegnate, esemplificativamente e non tassativamente nei seguenti settori imprenditoriali: gestione finanziaria personale e del risparmio; equity crowdfunding; lending crowdfunding; – invoice trading; strumenti di pagamento; blockchain e monete digitali; antiriciclaggio, risk management e compliance; insurtech.

Ricordiamo che quest’anno l’associazione ha anche stretto: una partnership biennale con lo studio legale internazionale Dentons per promuovere i settori fintech, insurtech e proptech; un accordo con lo stesso obiettivo con Confindustria Assoimmobiliare e un altro con il collegio dei mediatori immobiliari, creditizi e merceologici Fimaa Milano Lodi Monza Brianza.

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Il crowdfunding immobiliare continua a crescere: al Q3 2021 la raccolta è a +60% rispetto al 2020

Secondo l’osservatorio di Crowdfunding Buzz, il crowdfunding immobiliare in Italia (equity e lending) al Q3 2021 ha raccolto 66,6m in crescita del 60% vs. il 2020

 

 

Secondo i dati del nostro osservatorio, il crowdfunding immobiliare in Italia si conferma in fase di grande sviluppo.

 

Crowdfunding immobiliare Italia Q3 2021 per trimestre

Nei primi tre trimestri di quest’anno, infatti, le piattaforme di equity e lending crowdfunding dedicate ai progetti immobiliari hanno raccolto 66,6 milioni contro i 41,8 dell’analogo periodo del 2020, con una crescita, quindi, pari al 60%.

In particolare, nei primi 9 mesi del 2021, le piattaforme di real estate equity crowdfunding hanno raccolto 27,5 milioni rispetto ai 18 del 2020, con una crescita del 52,7%, mentre quelle di lending crowdfunding immobiliare hanno raggiunto, nello stesso periodo, 39,1 milioni rispetto ai 23,8 dello scorso anno, per una crescita del 64,5%.

Equity Crowdfunding immobiliare

Nei primi 9 mesi del 2021, sono stati finanziati 16 progetti immobiliari (erano stati 13 nel 2020). Ma non è aumentato solo il numero di progetti, bensì anche la raccolta media:  ogni progetto ha infatti incassato in media 1,7 milioni, mentre nel 2020 la raccolta media era stata appena inferiore a 1,4 milioni.

Inoltre, si sta evolvendo anche il comportamento degli investitori che, evidentemente, conoscono sempre di più lo strumento. Infatti, oltre ad essere aumentato il numero medio di persone che investono in ogni progetto (309 vs. 292), è cresciuto anche l’importo che, mediamente, ciascuno investe in ogni progetto (€8.200 vs. €6.300).

Anche l’offerta si sta trasformando, diventando sempre più attraente: se i tassi di rendimento, in termini di Roi/anno, sono più o meno costanti (12,1% quest’anno 12,3% nel 2020), la durata media prevista dei progetti si sta riducendo (22,6 mesi nel 2021 e 26,6 mesi nel 2020).

La concentrazione del mercato è tuttavia sempre elevata. Le piattaforme che nei primi 9 mesi di quest’anno hanno chiuso con successo almeno un’operazione sono state 5, pari al 2020, ma la raccolta si concentra per oltre 90% nelle due principali: Walliance che ha raccolto 16,5 milioni (9,5 nel 2020) e Concrete Investing che ha raccolto 8,5 milioni (7,8 nel 2020).

Lending Crowdfunding Immobiliare

Il Lending Crowdfunding Immobiliare, come abbiamo visto, sta vivendo una crescita ancora più tumultuosa, testimoniata anche dal numero di progetti. Nei primi tre trimestri del 2021, sono stati finanziati 172 progetti immobiliari rispetto ai 111 dell’analogo periodo del 2020 ed è questo il principale “driver” della crescita dell’erogato, visto che la raccolta media è aumentata, ma non in modo così rilevante (227 mila euro per progetto nel 2021 vs. 214 mila euro nel 2020).

Gli investitori sono mediamente meno, ma investono di più. Infatti, il numero medio di prestatori per ogni campagna è diminuito piuttosto consistentemente (148 nel 2021 vs. 232 nel 2020), ma l’investimento medio è passato a €2.500 nel 2021 da €1.500 nel 2020.

I rendimenti offerti nel 2021 sono pressoché gli stessi dell’anno precedente (9,8% vs. 9,7% Roi/anno) e così la durata media delle operazioni (11,8 mesi contro 11,5), ancorché sensibilmente più bassa rispetto all’equity.

Rispetto all’equity, il mercato del lending immobiliare è in una fase ampiamente espansiva, a partire dal numero di piattaforme. In questi primi 9 mesi, il mercato ha visto l’ingresso di ben 9 nuovi operatori, che si aggiungono ai 6 che già operavano nel 2020. Unica eccezione, di segno opposto, è la piattaforma estone CrowdEstate che nel 2021 ha smesso di operare in Italia, quantomeno in termini di progetti immobiliari. E questo si traduce in una maggiore diluizione, ancorché non marcatissima, visto che le prime 4 piattaforme nel 2020 rappresentavano il 91% della raccolta, mentre, nel 2021, l’88%.

E’ cambiata però la composizione delle prime 4 piattaforme. Nel 2021, alla già citata CrowdEstate, che aveva raccolto 3,8 milioni, si è sostituita Recrowd che, lanciata nel 2020, aveva raccolto a settembre 2020 385 mila euro, mentre nello stesso periodo del 2021 ha già raccolto oltre 7 milioni.

Oltre Recrowd, tra le 4 maggiori piattaforme si confermano Rendimento Etico (15,9 milioni nel 2021 vs 10,5 nel 2020), Trusters (8,4 milioni vs 4,8) e Re-Lender (3 milioni vs 2,3). Oltre a queste, altre due piattaforme hanno raccolto più di 1 milione in questi primi 9 mesi: Bridge Asset, che l’anno scorso, nel suo primo anno aveva raccolto 700 mila euro, e Housers.

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Etica sgr e Banca Etica lanciano un bando per cofinanziare in crowdfunding iniziative contro il cambiamento climatico

Le iniziative che riusciranno a raggiungere il 75% del budget previsto, riceveranno da Etica sgr il restante 25%, fino a un massimo di 7.500 euro

 

 

Etica sgr e Banca Etica ieri ieri hanno lanciato il nuovo bando Impatto+, al fine di cofinanziare in crowdfunding persone under 35 con progetti di attivismo civico e cittadinanza attiva finalizzati alla salvaguardia dell’ambiente e alla lotta al cambiamento climatico. Il bando è rivolto a enti ed organizzazioni (tra cui associazioni, ong, enti del terzo settore, organismi di volontariato, società cooperative, imprese sociali, società benefit, gruppi di acquisto solidale) con sede in Italia. Il gruppo promotore deve essere composto da almeno tre persone che non abbiano compiuto 35 anni di età alla data di presentazione della candidatura.

C’è tempo fino al 15 novembre per candidare la propria idea di attivismo civico e accedere così all’opportunità di cofinanziamento. Alla chiusura del bando, una Commissione selezionerà i progetti vincitori, che riceveranno una formazione mirata e potranno avviare una raccolta fondi dedicata su Produzioni dal Basso, prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation. Le iniziative che riusciranno a raggiungere il 75% del budget previsto, riceveranno da Etica sgr il restante 25%, fino a un massimo di 7.500 euro.

Per candidare il proprio progetto, basta accedere al network dedicato su Produzioni dal Basso, compilare il form con le informazioni richieste e allegare i documenti necessari, tra cui la scheda progetto e il prospetto di budget. Durante il processo di selezione, la commissione valuterà i progetti proposti sulla base di criteri quali la coerenza con il focus del bando, la capacità di coinvolgere e attivare un ampio numero di persone, l’originalità, la sostenibilità economica e l’impatto sociale e ambientale.

 

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L’equity crowdfunding immobiliare Walliance raccoglie 1,5 mln euro per un progetto a Padova

Per l’operazione di real estate crowdfunding, che è stata chiusa in meno di 24h, è stato stimato un ROI lordo complessivo del 16,50% e una durata di 18 mesi (11% su base annua)

 

 

Il portale italiano di equity crowdfunding immobiliare Walliance il 23 settembre scorso, in meno di un giorno, ha raccolto 1,5 milioni di euro per il progetto Padova, Via Querini, raggiungendo l’obiettivo massimo. Il progetto prevede la realizzazione un via Querini a Padova di un complesso residenziale abitativo che sorgerà su un terreno edificabile di circa 2.100 mq, composto da due volumi indipendenti, per una totalità di 12 unità abitative. Per tale operazione è stato stimato un ROI lordo complessivo previsionale del 16,50% e una durata di 18 mesi (11% su base annua) per i soci detentori di quote sottoscritte tramite il portale. L’offerta prevede inoltre una liquidazione preferenziale che garantisce una priorità nella distribuzione dell’utile e nella restituzione del capitale investito.

Sale così a 31 il numero di progetti immobiliari presentati su Walliance, tutti finanziati con successo, raggiungendo i 45 milioni di euro investiti tramite il portale. Inoltre, dopo l’ottava exit avvenuta gli scorsi giorni per il progetto “Jesolo, Wave Plus” sono oltre 10 i milioni di euro rimborsati agli investitori ad oggi, per un ritorno sull’investimento medio del 10,02% e una durata media di 16,2 mesi.

Chi è Walliance

Walliance è una società italiana attiva nel crowdfunding immobiliare fondata nel 2017 dalla Bertoldi Holding di Giacomo e Gianluca Bertoldi, rispettivamente attuali ceo e chief project officer. La holding è a capo dell’omonimo gruppo che, nato nella grande distribuzione, ha partecipazioni in real estate e startup. A oggi sono 30 i progetti immobiliari presentati su Walliance, tutti finanziati con successo con una raccolta di oltre 43 milioni di euro. Il portale detiene una quota di mercato del 63%.

Walliance è stata la prima piattaforma di equity crowdfunding ad aver ricevuto l’autorizzazione da Consob per la raccolta di capitali di rischio destinati a progetti immobiliari online. Quest’anno il portale ha lanciato quattro campagne di real estate crowdfunding a TrentoFirenzeTreviso e Milano. Nel capoluogo lombardo Walliance lo scorso aprile ha centrato in pochi minuti l’obiettivo massimo di raccolta di 1,8 milioni di europer il progetto Milano, via Stradivari. Ricordiamo che Walliance a fine dicembre 2020 ha effettuato la sua quinta exit: il gruppo AD Casa di Andrea Duranti ha infatti restituito ai soci un ritorno sull’investimento del 24% in 26 mesi, confermando la previsione iniziale del 2018.

Nel gennaio 2020 Walliance ha costituito Walliance France sas al fine di operare sul mercato francese quale Conseiller en Investissement Participatif (CIP). La società ha ottenuto il 17 dicembre 2019 l’autorizzazione dalla competente autorità francese, l’Autorité des Marchés Financiers (AMF), che il 20 dicembre 2020 l’ha notificata all’Organisme pour le Registre Unique des Intermédiaires en Assurance, Banque et Finance (ORIAS), ai fini dell’iscrizione di Walliance France nel relativo registro. Proprio all’espansione in Francia era finalizzato il secondo round di finanziamento. Walliance nel giugno scorso ha concluso con successo il suo primo progetto cross border Italia-Francia in Europa e ha raggiunto con la chiusura della semestrale 2021 il breakeven point e un valore della produzione che supera il milione di euro.

Nel luglio scorso Walliance ha chiuso un round da 4 milioni di euro. Lo hanno sottoscritto Seac Fin spa e Botzen Invest Euregio Finance AG. La prima è la finanziaria nata con lo scopo di gestire il tesoretto da 100 milioni di euro accumulato negli anni da Confcommercio Trentino. La seconda è una società di investimenti privati dell’Alto Adige da sempre a sostegno dell’economia del territorio. Si sono così aggiunti altri importanti nomi vicino a quelli di Bertoldi Holding e Trentino Invest (la società mista pubblico-privata de La Finanziaria TrentinaIstituto Atesino di Sviluppo, Trentino Sviluppo e Fondazione Caritro, che dal 2012 investe in società in forte crescita) che già due anni fa aveva investito nel capitale di Walliance.

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La holding Esperia Investor scommette sul lending crowdfunding immobiliare di Recrowd

E’ stato ceduto il 43% del capitale da un investitore della prima ora nella piattaforma. Seguirà un aumento di capitale in relazione al fabbisogno di Recrowd

Esperia Investor, holding di partecipazioni fondata da Emiliano di Bartolo e Antonio Ferrara, che investe in società in early-stage a elevato contenuto tecnologico prevalentemente nel settore del real estate e dei financial services, è entrata con una quota rilevante nel capitale di Recrowd, piattaforma italiana specializzata in lending crowdfunding immobiliare che offre investimenti accessibili a tutti. Secondo quando risulta a BeBeez e CrowdfundingBuzz, è stato ceduto il 43% del capitale da un investitore della prima ora nella piattaforma. Seguirà un aumento di capitale in relazione al fabbisogno della società, al fine di effettuare attività ancora in esame da sviluppare nel biennio 2022-2023.

Esperia Investor ha scelto di investire in Recrowd dopo un’attenta valutazione delle grandi potenzialità di crescita della piattaforma di lending crowdfunding. Grazie all’operazione, la società amplia il proprio portafoglio di partecipazioni societarie aggiungendo Recrowd a Monety (società di mediazione creditizia del gruppo Gabetti), G RENT (Gabetti Short Rent, società quotata all’AIM di Milano, che opera nel mercato dell’hospitality di lusso a livello internazionale) e Brera contract (società leader nei servizi di contract nel segmento del real estate).

Gianluca De Simone, ceo di Recrowd, ha spiegato: “Questo accordo rappresenta per Recrowd un grande passo in avanti, il superamento netto della fase di startup, con conseguente consolidamento del modello di business al primo gradino della fase di scale up, e un aumento di quelli che già oggi sono numeri più che incoraggianti della piattaforma, con oltre 8 milioni di euro raccolti, attraverso 43 progetti e grazie alla partecipazione di oltre 7.000 utenti. Grazie all’ingresso di Esperia Investor miriamo a diventare leader del mercato italiano, grazie a un forte percorso di crescita previsto a piano, senza trascurare gli standard di selezione delle proposte immobiliari che ci hanno sempre contraddistinto. Quest’operazione ci permetterà di lavorare fianco a fianco di importanti player a livello internazionale nell’analisi e valutazione di asset immobiliari, di avvicinarci alle reti di consulenti private e di strutturare altre iniziative aziendali al fine di migliorare i servizi offerti dalla piattaforma agli utenti. L’accordo prevede infine un aumento di capitale riservato, per ottenere maggiore liquidità al fine di sostenere tutte le nuove attività progettuali e il conseguente ampliamento del team”.

Antonio Ferrara, ceo di Esperia Investor, ha commentato: “Recrowd è una delle realtà leader nel settore il crowdfunding immobiliare, un business in forte crescita in Italia e nel mondo, che ci ha immediatamente colpitis, sia per le prospettive di crescita del settore, sia e soprattutto per il team dei fondatori, con grandi competenze e passione per il lavoro. Da sempre una combinazione che dà garanzia di successo”.

Emiliano Di Bartolo, ceo della società, ha aggiunto: “Con quest’operazione continua il percorso di crescita di Esperia Investor. Il nostro obiettivo è portare know how e connessioni con una vision di medio, lungo periodo. Riteniamo che Recrowd rappresenti una grande opportunità di investimento per gli azionisti del nostro gruppo, che nel contempo porterà notevoli sinergie con le altre società partecipate”.

Chi è Recrowd

Recrowd è stata fondata nel marzo 2019 da esperti del settore finanziario, immobiliare e tecnologico: Gianluca de Simone(ceo), Simone Putignano (cfo), Massimo Traversi (coo), Massimo Mereghetti (business influencer) ed è entrata nell’incubatore Speed MI Up dell’Università Bocconi di Milano nel febbraio 2019. Nell’agosto dello stesso anno Recrowd sulla piattaforma Opstart ha raccolto 418,88 mila euro contro un target minimo di 50 mila euro, sulla base di una valutazione pre-money di 3 milioni di euro. La piattaforma vanta ricavi per 400 mila euro e utili per 60 mila (dati a fine giugno 2021).

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Nasce Fool’s Tools, un “multichain wallet” per gestire token legati a differenti blockchain

Il servizio Fool’s Tools aiuta a gestire le criptovalute tenendo sotto controllo il proprio portafoglio anche su chain differenti. E’ stato lanciato da Fornace digital agency di Verona

 

 

La digital agency veneta Fornace ha lanciato Fool’s Tools: uno strumento online per gestire le criptovalute “a prova di stupido”. L’idea di Fool’s Tools è nata dopo che, nell’ambito di un progetto di ricerca sugli smart contract, l’agenzia Fornace ha rilasciato in sordina una propria criptovaluta chiamata TEST, attorno alla quale si è sviluppata spontaneamente una community di investitori che ha deciso di comprarla e contribuire al progetto, nonostante il team di Fornace si sforzasse ironicamente di convincere tutti a non farlo. Il valore di TEST è schizzato da un investimento iniziale di 300 dollari fino a un record storico di 16 milioni di dollari di market cap in circa tre settimane, per poi riassestarsi nel periodo di bear delle crypto ad un valore di circa 1 milione di euro, che l’agenzia considera comunque straordinario dal momento che quanto fatto finora non è che una prova tecnica del progetto finale.

Una prima versione beta di Fool’s Tools è stata offerta quindi alla community dei possessori di TEST token, parallelamente all’inizio di una campagna promozionale basata su una webseries su Youtube, prodotta interamente dal team Production di Fornace, che racconta l’evoluzione del progetto coinvolgendo i membri dell’agenzia in un format ironico e surreale. I video, rilasciati settimanalmente, hanno già raggiunto un totale di oltre 55 mila visualizzazioni.

L’obiettivo dell’agenzia Fornace, che da tempo sviluppa prodotti tecnologici nel mondo della blockchain e delle criptovalute, è espandere la propria offerta attualmente incentrata su sviluppo e digital marketing con uno spin-off dedicato proprio al mondo della finanza decentralizzata, in cui Fool’s Tools è una vetrina iniziale e un mezzo per costruire una community fidelizzata.

La piattaforma offre diverse funzionalità che permettono a chi investe in cripto, e in particolare nelle cosiddette altcoin, di avere sotto controllo il proprio portafoglio anche su chain differenti (ad oggi Binance Smart Chain e KCC). Ad esempio, Fool’s Tools mostra il miglior valore di vendita tra i diversi exchange presenti sulla blockchain di residenza del token e permette lo swap in automatico su quello dove è più conveniente; in più, oltre a mostrare il grafico con l’andamento del prezzo di un token (posseduto o meno), consente di impostare degli alert via mail per segnalare una variazione in valore assoluto o percentuale. Infine, la funzione tradealizer mostra lo storico di tutte le transazioni chiuse da un utente, rendendo visibile l’attività anche sui portafogli di terzi di cui si conosca l’indirizzo. Il tutto tramite un’interfaccia intuitiva e mobile friendly.

La versione completa di Fool’s Tools, che ha una roadmap di 12 mesi, include un completo redesign con un processo che coinvolge la community, la possibilità di acquistare direttamente con carta di credito, strumenti di automazione per l’acquisto e la vendita tra cui la possibilità di seguire gli investimenti di altri wallet, l’integrazione con app native iOS e Android, l’indipendenza dai wallet di terze parti (Metamask, TrustWallet) per chi la desidera, la possibilità di spostare con agilità i propri asset tra le diverse blockchain, e molto altro.

Luca Cisorio, managing partner di Fornace, ha spiegato: “Crediamo di aver intercettato un’esigenza a cui il mercato DeFi non aveva ancora dato risposta: uno strumento che accompagna l’investitore inesperto ma che offre funzionalità evolute anche a chi investe regolarmente. Per questo il progetto Fool’s Tools è destinato a crescere: siamo in contatto con alcuni potenziali partner finanziari di cui stiamo valutando le proposte, e nel frattempo continuiamo con una campagna di visibilità tutta made in Fornace di cui siamo particolarmente orgogliosi.”

Chi è Fornace

Fornace è una digital agency con sede a San Pietro in Cariano (Verona), che si propone come partner unico per la comunicazione digitale delle aziende. Fondata nel 2011 da Francesco Frapporti e Luca Cisorio, oggi l’agenzia conta 40 figure nell’organico, tra sviluppatori, creativi, videomaker, social media manager e copywriter e collabora con oltre 100 aziende italiane.

 

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Valore Condiviso, portale di crowdfunding immobiliare che utilizza la blockchain, raccoglie oltre un milione nel primo un anno

Valore Condiviso è la prima piattaforma di lending immobiliare che genera operazioni di investimento dal settore dei crediti non performanti e che utilizza la tecnologia blockchain

 

Alberto Papa

 

Valore Condiviso, portale italiano di lending crowdfunding immobiliare, ha raccolto oltre un milione di euro a meno di un anno dal lancio, finanziando 7 progetti nell’area di Milano e Monza.

La startup è stata fondata a Milano nel 2020 da Alberto Papa, attivo nel mercato immobiliare dal 2008. Nel tempo, è diventato un punto di riferimento nello sviluppo e nella gestione di operazioni complesse come quelle relative agli Npl. Nel 2008 Papa ha fondato Albatros Asset Management, società che si occupa per Valore Condiviso di selezionare e portare a termine operazioni immobiliari ad alto rendimento seguendo quelle strategie perfezionate negli anni. Alberto Papa ha anche fondato Banco del Credito, società specializzata nella gestione dei debitori nel contesto delle procedure esecutive immobiliari, e AsteAlbatros, società specializzata nella consulenza in asta giudiziaria per privati e investitori.

Valore Condiviso è la prima piattaforma di lending del settore che genera operazioni di investimento dal settore dei crediti non performanti e che utilizza la tecnologia blockchain, dove tutti i dati vengono archiviati in un registro indipendente e non possono più essere modificati a garanzia degli investitori. La piattaforma punta a ridare valore ai crediti immobiliari deteriorati, risolvendo situazioni di indebitamento con sottostante immobiliare in modo sostenibile, aiutando concretamente persone in difficoltà a migliorare la propria situazione finanziaria. Si tratta principalmente di situazioni legate a procedure fallimentari, esecutive, e in generale dove sia necessaria una liquidità immediata. A contraddistinguere il progetto, la completa gratuità dell’intervento e i tempi di vendita azzerati a tutto vantaggio della procedura e delle parti. Le operazioni proposte sulla piattaforma Valore Condiviso riconoscono un rendimento medio del 10% in 12 mesi, con un investimento minimo di 500 euro.

Alberto Papa, fondatore di Valore Condiviso, ha concluso: “I risultati raggiunti ad oggi sono frutto di un sogno e di tanto impegno, grazie anche alla sinergia con le altre società del gruppo, Albatros Asset Management e Banco del Debito, che da oltre 13 anni offrono supporto a persone in difficoltà. Tra tutte le operazioni di cui siamo molto orgogliosi, spicca sicuramente quella relativa all’immobile di Via Folli, 8 a Milano, finanziata in brevissimo tempo. Per quanto riguarda il futuro, vogliamo estendere ulteriormente i nostri interventi di valorizzazione in tutto il territorio nazionale“.

 

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Banca Valsabbina entra nel capitale della fintech di P2P lending Prestiamoci

La banca bresciana ha rilevato il 9,9% della piattaforma di P2P lending tra privati Prestiamoci tramite la sottoscrizione di un aumento di capitale

 

Banca Valsabbina ha acquisito il 9,9% di Prestiamoci, piattaforma fintech italiana attiva nel P2P lending da più di 10 anni. L’operazione ha previsto la sottoscrizione da parte della banca bresciana di parte dell’aumento di capitale deliberato dalla fintech, anche funzionale a sostenere il rafforzamento e la crescita dell’azienda, nell’ambito di un percorso di continuo efficientamento tecnologico. Banca Valsabbina è stata assistita per i profili legali dell’operazione dallo Studio ALMA.

Daniele Loro, ceo di Prestiamoci, ha commentato: “Prestiamoci prosegue nel consolidamento del piano industriale che la vede estendere il proprio posizionamento da prima piattaforma italiana nel mercato del finanziamento P2P a privati a quello di leader nella gestione degli investimenti nel lending digitale. Siamo molto soddisfatti di vedere i soci di riferimento di Prestiamoci, fra i quali Digital Magics e Banca Sella Holding, affiancati nell’aumento di capitale da Banca Valsabbina, un socio dinamico e aperto all’innovazione con il quale sviluppare sinergie industriali, nonchè cogliere opportunità derivanti da nuovi business”.

Hermes Bianchetti, responsabile della divisione business di Banca Valsabbina, ha aggiunto: “Il mercato è in continua evoluzione e il fintech sta contribuendo in modo importante ai cambiamenti in atto. In questi mesi come banca abbiamo perfezionato diverse operazioni, definendo accordi di investimento e rafforzando le partnership in essere con aziende tecnologiche ed innovative, diversificando l’asset allocation dei nostri investimenti. Già da tempo affianchiamo Prestiamoci nel soddisfare le proprie esigenze di funding, recentemente abbiamo pertanto valutato la possibilità di contribuire al rafforzamento patrimoniale della società, tra i leader italiani nel finanziamento fintech a privati.”

Chi è Prestiamoci

Prestiamoci è partecipata da Digital Magics, Innogest sgrBanca Sella Holding, Club Italia Investimenti 2 e altri investitori italiani e internazionali. Prestiamoci, autorizzata da Banca d’Italia ex art 106 TUB, gestisce l’omonimo marketplace di prestiti personali fra privati a cui prende parte finanziando i prestiti erogati a fianco dei propri clienti prestatori. L’azienda inoltre propone le proprie soluzioni digitali di prestiti personali anche finanziandosi tramite alternative ed innovative forme di finanziamento. Con tassi di crescita a tre cifre, Prestiamoci ha oggi circa 7.000 clienti, ha erogato oltre 50 milioni di prestiti ed è la prima piattaforma italiana nel comparto consumer, circa la decima in Europa continentale.

Prestiamoci nell’ottobre del 2018 ha avviato un’operazione di cartolarizzazione di prestiti personali di cui una porzione relativa al portafoglio che aveva in carico, una porzione di prestiti erogati negli ultimi sei mesi ed un’ultima parte di prestiti che erogherà nel prossimo futuro. La società inoltre ha avviato due operazioni di cartolarizzazione di prestiti personali di cui una in corso, per un importo di 60 milioni. L’operazione era stata anticipata il 30 settembre 2020 dal ceo e cofondatore Daniele Loro in occasione del suo intervento alla Milano Finanza Digital Week, organizzata da Milano Finanza in collaborazione con BeBeez. Banca Valsabbina è stata lead investor, insieme ad altri investitori, dei titoli asset-backed. Prestiamoci nel gennaio scorso ha ottenuto dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza il sigillo di qualità come migliore offerta in Italia per i prestiti del social lending, conseguendo il bollino di “TOP Condizioni” nel social lending, con valutazione ottima per tre anni di seguito.

Chi è Banca Valsabbina

Banca Valsabbina è una società cooperativa per azioni, fondata nel 1898. È la principale banca popolare di Brescia e da oltre 120 anni sostiene la crescita e lo sviluppo economico del territorio bresciano, ponendosi come interlocutore sia per le famiglie che per gli artigiani, le piccole attività economiche e le pmi. Nel maggio 2020 Banca Valsabbina ha acquisito il 26% di Integrae sim, mentre Arkios ha rilevato il 51% (si veda altro articolo di BeBeez).

La banca bresciana è stata molto attiva nello shopping fintech quest’anno. Nel luglio scorso ha acquistato circa l’8,3%di Business Innovation Lab, società cui è riferita Borsa del Credito, piattaforma fintech italiana che eroga finanziamenti alle pmi, partecipata da P101 sgr, Azimut e GC Holding (si veda altro articolo di BeBeez). Nel giugno scorso Banca Valsabbina si è impegnata ad acquisire il 17,5% della fintech veneta Credit Service spa, proprietaria della piattaforma di invoice trading MyCreditService.com. L’acquisizione inoltre coinvolge anche Siav spa, società tecnologica padovana, leader nel software per la gestione elettronica dei documenti e dei processi digitali, che acquisirà anch’essa alcune quote di minoranza e completerà l’aumento di capitale di Credit Service, raggiungendo il 13,1% (si veda altro articolo di BeBeez). Inoltre nel maggio scorso Banca Valsabbina ha siglato con la fintech milanese Cardo AI un accordo di investimento finalizzato all’acquisizione, tramite un aumento di capitale dedicato, del 9,8% della società (si veda altro articolo di BeBeez). Quest’ultima era già da tempo partner della banca nell’ambito della digitalizzazione dei processi di monitoraggio e reporting di operazioni di cartolarizzazione, che sono un asset strategico per la banca.

 

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