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Round da 1,5 mln euro per lo startup studio italiano StartupGym, di cui quasi metà dal crowdfunding

StartupGym, che accelera e investe in startup, ha chiuso un round da 1,5 di cui 656 mila da una campagna di equity crowdfunding sul portale CrowdFundMe

 

 

StartupGym, startup studio lanciato a inizio 2021 da Enrico Pandian, Tarek Fahmy e Giuseppe Balzano, ha chiuso un round da 1,5 milioni di euro. Di questi, 850 mila provengono da family office e investitori professionali il resto da investitori retail e altri 656 mila da una campagna di equity crowdfunding sul portale italiano CrowdFundMe. La campagna, lanciata lo scorso settembre, era andata in overfunding fin dal primo giorno e si è conclusa con un overfunding del 656%, battendo l’obiettivo minimo di raccolta di 100 mila euro, e sfiorando quello massimo, fissato a 750 mila euro. Startup Gym ha avviato la campagna con una valutazione pre-money di 8 milioni e l’ha chiusa incrementandola a 9,5 milioni.

Tra gli investitori professionali più rilevanti del round rientrano: il family office Rancilio Cube di Luca Rancilio, che ha già condotto 40 milioni di investimenti in Deliveroo, Casavo, Treedom, Freeda, Supermercato24, Soundreef, SpaceX, Airbnb, N26; il family office UTurn Investments, basato a Verona, fondato da Gianpiero Peron e Luca Mongodi, che si basa su un approccio olistico per la gestione dei patrimoni familiari e passaggi generazionali; Anya Capital, holding di investimento in startup globali guidata da Guglielmo Notarbartolo di Villarosa, con un portafoglio di più di 35 aziende tra cui Deliveroo, Bun Burger, Sumup, Misterb&b, Naadam cashmere, Freeda e Will Media. Hanno sottoscritto la campagna di StartupStudio anche i business angel Matteo Fabbrini (Maikii, FoodRacers, Gamindo) e Mirko Maria Storelli (tummyskitchen).

Nel suo business plan si legge: “Questo round seed da 1,5 milioni servirà per finanziare il runway dello Studio per i prossimi 24 mesi, coprirà le spese interne, i costi di lancio e validazione e gli stipendi del Team. Il round da 1,5 milioni è associato a un’ulteriore disponibilità finanziaria di 1,5 milioni resaci disponibile dai nostri investitori e da terzi, pronta per essere investita nelle prime tre startup nate nello Studio”.  Peraltro la presentazione aziendale caricata su CrowdFundMe spiega anche che gli 1,5 milioni di euro aggiuntivi, saranno raccolti per i tre investimenti in tre startup nate nello Studio. Ogni round seed sarà di circa un milione di euro, di questi, la metà sarà coperta da veicoli gestiti da StartupGym e si darà la precedenza a chi ha già investito nello Studio. Tra gli investitori in lizza, sia per il capitale dello Studio sia per gli investimenti nelle startup, c’è già Digital Magics.

Ogni anno StartupGym quest’ultimo validerà circa 20 MVP (prodotti test) con un team di 12 persone. Ogni progetto sarà impostato per favorire un’ottica early-exit, verso concorrenti esteri che vogliono espandersi in Europa. Le cessioni genereranno cassa, permettendo di autofinanziarsi e, in parte, di distribuire dividendi. Il tutto con l’obiettivo di quotare in Borsa StartupGym nel giro di 3 anni.

Enrico Pandian, cofondatore di StartupGym, ha commentato così il round appena concluso: “Siamo molto contenti di questo primo passo, una raccolta importante in pre-seed ad una valutazione europea ma con investitori italiani. Ora testa bassa sui risultati, vogliamo creare nuove imprese che facciano bene all’ambiente, alle persone e alla comunità, attualmente abbiamo 2 startup sul mercato e altre 2 partiranno a gennaio.”

Luca Rancilio ha aggiunto: “Enrico è un attore sempre attivo nello spazio dell’innovazione italiana e siamo molto orgogliosi di poterlo supportare in questa nuova iniziava, così come facemmo con Supermercato24/Everli”.

Chi è StartupGym

A Pandian fa capo l’80% del capitale di StartupGym tramite Startup Gym srl, mentre Fahmy e Balzano detengono il 10% ciascuno. Pandian è un imprenditore seriale, già fondatore di varie startup di successo, tra cui Everli (ex Supermercato24), FrescoFrigo e Checkout Technologies.

Il primo progetto che ha sostenuto Startup Gym è Eoreka, crasi di Eureka e Horeca, un marketplace digitale B2B per hotel, ristoranti e bar, guidato da Stefano Raffaglio, attualmente general manager di Dolcitalia, il più grande distributore di dolci, cibo e bevande in Italia. Eoreka ha già raccolto l’interesse di fondi istituzionali e di importanti stakeholder. Nel settembre scorso StartupGym ha lanciato il suo secondo progetto: Yolo Save. Si tratta di una società fintech che intende commercializzare una app volta a educare le persone al risparmio facendole divertire. La app, ancora in fase di test, prevede che ogni volta che si deposita un importo si ricevono biglietti digitali che permettono di partecipare a un’estrazione settimanale con cui si possono vincere premi di diversa natura: una sorta di cashback affidato alla fortuna che diventa una lotteria pensata per incentivare il risparmio: più depositi, più hai possibilità di vincere.

 

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Crowdinvesting per orologi e vini pregiati: la startup fintech Konvi punta anche su investitori italiani

Konvi, co-fondata da una laureata alla Bocconi, “democratizza” gli investimenti su orologi e vini da collezione con una piattaforma di crowdfunding

 

 

Democratizzare l’accesso ad asset alternativi come gli orologi esclusivi in edizione limitata, per permettere agli investitori al dettaglio di diversificare i loro portafogli con asset altrimenti riservati agli investitori su larga scala. E’ questo l’obiettivo di Konvi, una start-up FinTech, fondata durante la pandemia nel 2020 da Lena Sonnen, laureata all’università Bocconi di Milano, Ioana Surdu-Bob e Eran Peer.

La società con sedi a Dublino, dove è autorizzata dalla Banca Centrale irlandese, e a Berlino, è una piattaforma di crowdfunding che consente di diversificare il proprio portafoglio accedendo ad asset class alternative, come orologi rari o vini pregiati.

Konvi è accessibile a tutti gli investitori retail nello Spazio Economico Europeo con una particolare attenzione all’Italia dove si riscontra un’elevata domanda da parte dei giovani italiani.

Come funziona il Crowd-Investing di Konvi

Per ogni campagna viene creato un SPV il cui unico scopo è possedere un oggetto. L’investimento consente dunque di diventare azionista di una persona giuridica che acquista, possiede e vende una risorsa specifica. Se il suo valore aumenta, aumenta anche il valore delle azioni. Alla fine del periodo di apprezzamento, l’oggetto sarà venduto e l’importo dell’acquisto iniziale più eventuali profitti parziali sulla vendita (escluse eventuali commissioni applicabili) saranno disponibili nel saldo dell’account Konvi.

La società sta lavorando anche a un mercato secondario che darà la possibilità di vendere le azioni prima della fine del periodo di apprezzamento, effettuando un ordine durante una finestra di trading.

La startup lavora con partner rinomati specializzati in asset alternativi come orologi rari o vini pregiati e che hanno un forte track record. Attraverso un ruolo di intermediazione Konvi riesce a rendere accessibili i suoi grandi partner anche ai piccoli investitori. Per esempio, ha collaborato con The WatchFund gestito dall’esperto di orologi certificato Dominic Khoo. Khoo ha oltre 21 anni di esperienza negli investimenti in orologi, e quindi assicura la competenza nel trovare l’orologio giusto. Un esempio è il Richard Mille RM-004 orologio esclusivo che è stato acquistato da The WatchFund per circa 90.000 euro nel 2014 e venduto 4 anni dopo per 270.000 euro nel 2018 (+290%). La rarità di questi orologi, insieme al fatto che le loro lunghe liste d’attesa rendono quasi impossibile per gli individui acquistarli sul mercato primario, li rendono un forte investimento potenziale. Attraverso Konvi, gli utenti possono acquistare frazioni di proprietà in orologi reperiti da The WatchFund a partire da soli 250€.

Allo stesso tempo Konvi sta guardando al mercato dei vini pregiati, al fine di riuscire a portare a termine la prima offerta di investimento anche in questo mercato.

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Innexta lancerà a inizio 2022 la sua piattaforma di equity crowdfunding

L’annuncio è stato dato ieri da Danilo Maiocchi, direttore di Innexta, durante il Fintech Future, l’evento annuale di AssoFintech

 

“Meno di un mese fa abbiamo ottenuto l’autorizzazione da Consob per la nostra piattaforma di equity crowdfunding“. Lo ha annunciato ieri Danilo Maiocchi, direttore di Innexta, al Fintech Future, l’evento annuale di AssoFintech (Associazione Italiana per il fintech e l’insurtech), che si è svolto ieri a Milano e in streaming con la media partnership di BeBeez. La piattaforma di crowdfunding Innexta punta a investire nei round e favorire il mercato secondario del crowdfunding. “A gennaio avvieremo la piattaforma di equity crowdfunding, poi, sfruttando il nuovo regolamento europeo sul settore, puntiamo a espanderci al lending, insieme a confidi, associazioni e altre piattaforme sinergiche”. Inoltre, obiettivo della piattaforma sarà anche quello di facilitare il mercato secondario coinvolgendo anche le altre piattaforme di equity crowdfunding.

Innexta è la società di riferimento nel settore della finanza e del credito per le PMI facenti parte del Sistema Camerale, con particolare attenzione a strumenti, servizi e modelli di finanza complementare.

Secondo quanto riferisce BeBeez, che è stato anche media partner dell’evento, a Fintech Future è stato poi affrontato il tema dell’open banking. In proposito Gimede Gigante, PhD Professor of Financial Markets, SDA Bocconi Asia Center e Università Bocconi, oltre che membro del consiglio direttivo di AssoFintech, ha detto: “Quando è entrata in vigore la PSD2, ci si chiedeva se il regalo fatto ai consumatori sarebbe stato scartato. Infatti, in generale l’utente bancario non è quasi mai soddisfatto della sua banca, ma questo non lo spinge comunque a cambiarla. Dopo la PSD2 però c’è la tendenza a prendere servizi da diversi operatori. Bisogna vedere come reagiranno le banche”. A suo avviso, gli istituti di credito attraverso la gestione dei big data devono far leva sul loro vantaggio competitivo rispetto ai nuovi entranti ed essere più flessibili. Gigante ha poi sottolineato: “La digitalizzazione paga: uno studio di Deloitte condotto su banche internazionali ha rilevato che i campioni digitali hanno avuto performance migliori in termini di Roa, un calo del 4% del cost income e un apprezzamento del Roe del 2%”. 

L’open banking è un fenomeno in atto a livello globale, sia per motivi regolamentari che di mercato, come rileva uno studio condotto dal consorzio Cbi con PwC sull’open banking in Europa, in uscita il prossimo 20 dicembre. Cbi serve l’industria finanziaria italiana sul fronte dei pagamenti da oltre 25 anni ed è nato sotto l’egida dell’Abi (Associazione bancaria italiana). Alessio Castelli, head of banking e financial markets di Cbi, ha ricordato il lancio anni fa del servizio Cbill, integrato con pagoPA. Con l’avvento della PSD2, il consorzio ha subito assunto un posizionamento in ambito open banking con il varo di linee guida per le banche sul tema, oltre che continuando a offrire nuovi prodotti alle banche associate.

Un’altra iniziativa molto interessante e pionieristica nell’open banking è stata la fintech italiana Tinaba (acronimo di This Is Not A Bank). Fabio Candeli, ceo di Banca Profilo, ha raccontato che Tinaba è stata promossa nel 2015 dal fondo Sator, da una spa semplice e senza vincoli bancari e da Banca Profilo.All’epoca il fintech attaccava un solo segmento dell’attività bancaria, cercando di farlo in modi più efficaci ed efficiente delle banche (unbundling), mentre la tendenza attuale è unire i diversi servizi”. Oggi Tinaba è una piattaforma tecnologica distributiva di servizi bancari, assicurativi e finanziari. E’ l’unica app che consente di condividere il denaro e vanta accordi che permettono l’universalità dei pagamenti, compresi quelli di AliPay. Tinaba inoltre offre informazione e formazione finanziaria, ha democratizzato le gestioni patrimoniali, accessibili con una soglia minima di 2 mila euro, e offre la possibilità di effettuare campagne di crowdfunding senza commissioni. La tecnologia è il pilastro fondante del piano industriale di Tinaba. Nell’ottica di puntare sul digitale sul fintech, Banca Profilo ha anche investito nel round da 6,2 milioni di euro della scaleup fintech Mdotm e offre ai suoi clienti il fondo Fasanara Fintech, dedicato al fintech e gestito da Fasanara Capital. 

In merito al tema della tecnologia, è intervenuto Marco Valcamonica, principal del private equity Fsi, che si è detto coinvinto della possibilità di creare progetti di crescita in ambito digitale. I nostri progetti migliori sono nel fintech, come nel caso di Sia e Cedacri. In quest’ultima abbiamo visto un’ancora di salvezza per le banche più piccole, perché consente di avere una infrastruttura Ict efficace ed efficiente anche a loro, che non possono sostenere da sole i costi dello sviluppo tecnologico, per cui danno in outsourcing la gestione della tecnologia. “La fase 1 di Cedacri è stata quella iniziale del consorzio. Nella fase 2 Fsi è entrato nel capitale in un’ottica di partnership con le banche del consorzio, portando in 3 anni i ricavi da 40 a oltre 100 milioni. Con l’acquisizione di Cedacri da parte di di ION Investment, abbiamo avviato la terza fase per Cedacri, che dovrà creare una piattaforma in cloud e internazionalizzarsi”.

Partendo dall’analisi del settore, Fsi ha anche acquisito Lynx, system integrator specializzato nella progettazione e realizzazione di soluzioni tecnologiche a supporto di grandi aziende nel settore utility, di banche, assicurazioni e pubblica amministrazione. Fsi ha investito con un aumento di capitale nella società, che intende far crescere e passare dagli attuali 50 milioni a ben 500 milioniFsi è un operatore finanziario ma conosce il settore di Lynx, per cui abbiamo varato insieme un progetto industriale di crescita. Abbiamo una prateria davanti: in Italia ci sono più di 2 mila aziende che fatturano meno di 15 milioni e sono destinate ad aggregarsi”, ha affermato Matteo Moretti, l’imprenditore-manager entrato in Lynx nel 2003, dopo aver lavorato in Spagna e a Londra sempre nel settore. Che ha aggiunto: “L’open banking e le Api hanno aperto un mondo. L’open banking inoltre permette di dare un’identità a chi realizza transazioni con le criptovalute, aumentando la trasparenza”. Infine, è intervenuto Antonio Ferrara, fondatore e ceo di Monety, scaleup del Gruppo Gabetti che permette di confrontare online i mutui e verificarne la fattibilità, ha infine ricordato che Monety vanta 11 accordi con le banche e un’offerta legata alle esigenze dei clienti, in equilibrio con quella del mercato. 

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Credit Service, piattaforma di invoice management, annuncia la exit a 2x per gli investitori del crowdfunding

La società, che aveva raccolto 226k in un round di equity crowdfunding, acquisterà le quote degli investitori come azioni proprie da dedicare a un programma di stock option

 

 

Credit Service Spa, azienda fintech italiana basata a Venezia e specializzata in servizi di invoice management per le aziende, ha annunciato l’avvio dell’operazione di buy-back in favore degli investitori che hanno partecipato all’equity crowdfunding lanciato nel 2019 sulla piattaforma Fundera controllata da Frigiolini & Partners Merchant.

Alla campagna, che a Giugno 2019 aveva raccolto oltre 220 mila euro a fronte di un valore pre-money di 2,6 milioni, avevano partecipato, tra i 30 investitori, anche gli incubatori certificati Digital Magics e Trentino Sviluppo. Dopo soli due anni, la scale up fintech ha così permesso ai propri investitori di realizzare una plusvalenza del 100% del capitale investito.

È per noi una grande soddisfazione essere riusciti a remunerare gli investitori della prima ora – commenta Enzo Sisti, CEO di Credit Servicecoloro che ci hanno dato fiducia quando eravamo una start up appena nata e il nostro era poco più di un progetto ambizioso. Con lo stesso entusiasmo contiamo ora di dare soddisfazione ai nuovi investitori che hanno creduto in noi in questa fase di crescita della società”.

L’operazione è avvenuta a valle del round di serie A che la società ha chiuso nel giugno scorso e che ha portato all’entrata nel capitale di due nuovi azionisti quali Banca Valsabbina, storico istituto del territorio bresciano attivo da tempo nel mondo del fintech, e Siav Spa, società padovana leader nel settore della gestione documentale e delle soluzioni di business process management. L’uscita da parte degli investitori è avvenuta attraverso un piano di riacquisto in azioni proprie, che saranno destinate a stock option a sostegno della crescita del management e della società.

Non ci stupisce che a distanza di poco tempo le quote collocate abbiano meritato una valutazione di exit decisamente significativa – precisa Leonardo Frigiolini, CEO di Fundera – . Nella nostra visione, il crowdfunding assume il significato di prove tecniche di quotazione o di palestra pre-M&A, dove gli investitori della prima ora che hanno creduto nel progetto vedono premiato il loro prezioso supporto nella delicata fase di scale up“.

Che l’investimento pubblico abbia supportato lo sviluppo e la crescita di quest’iniziativa imprenditoriale innovativa è per noi è una grande soddisfazione – sostiene Sergio Anzelini, presidente di Trentino SviluppoCosì come vedere come una realtà incubata da Trentino Sviluppo sia diventata competitiva e attrattiva per gli investitori privati, tanto da chiederci di riacquistare le quote per continuare a camminare da sola. La finanza pubblica investita, in questo modo, verrà resa nuovamente disponibile per una nuova operazione di questo tipo, che riteniamo importante per rivitalizzare il mercato e aumentare la competitività delle iniziative imprenditoriali del territorio.”

L’operazione di buy-back realizzata dalla società proprietaria della piattaforma MyCreditService.com, unica in Italia ad integrare strumenti di analisi del credito commerciale delle aziende con soluzioni di supply chain finance, rientra nel più ampio progetto di crescita della nuova compagine sociale, che prevede di arrivare a finanziare nel 2025 oltre un miliardo di crediti commerciali di aziende attraverso la piattaforma.

Chi è MyCreditService

Nata nel 2014 con un focus su soluzioni per la gestione del credito commerciale, MyCreditService integra strumenti di analisi del credito commerciale delle aziende basati su machine learning, con soluzioni di supply chain finance, che permettono di finanziare e ottimizzare la gestione delle filiere industriali e commerciali. In pratica un vero “mercato virtuale” dove le aziende possono vendere i propri crediti commerciali ad investitori istituzionali e finanziare così il proprio capitale circolante.

Oggi il piano di sviluppo prevede nuove frontiere come l’open banking e l’Intelligenza Artificiale, strumenti indispensabili per affrontare uno scenario post Covid 19, nel quale sarà determinante per le aziende dotarsi di sistemi in grado gestire e condividere dati e informazioni con il mercato e l’ecosistema finanziario.

 

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La fintech americana Republic compra l’equity crowdfunding britannico Seedrs per 100 mln $

L’acquisizione segue il tentativo di fusione di Seedrs con Crowdcube e il round di serie B da 150 milioni di dollari di Republic, finalizzato proprio all’espansione in Europa

 

 

La fintech americana Republic ha rilevato per 100 milioni di dollari la piattaforma britannica di equity crowdfunding Seedrs. Lo ha reso noto ieri Jeff Kelisky, ceo di Seedrs, che manterrà il suo ruolo in società ed entrerà nel team manageriale di Republic. Il cofondatore e presidente del portale di equity crowdfunding britannico Jeff Lynn manterrà il suo ruolo e guiderà l’espansione in Europa di Republic, che intende trarre beneficio dal nuovo regolamento europeo sul crowdfunding, entrato in vigore lo scorso novembre. La transazione è soggetta all’approvazione della Financial Conduct Authority (Fca, ossia la Consob britannica) e degli azionisti di Seedrs. Contestualmente, la società di investimento statunitense Davidson Kempner acquisterà le partecipazioni precedentemente possedute dagli azionisti di Seedrs, per lo più per contanti. Seedrs conta anche quasi 5.000 piccoli investitori, tra cui il tennista Andy Murray.

Seedrs e Republic si conoscevano da tempo: avevano infatti stretto una partnership di lunga data, in cui la prima agiva come advisor del team manageriale della seconda. Republic intende investire ulteriori capitali per espandere Seedrs in Europa e “aiutarla a fornire nuove innovazioni e prodotti per gli investitori europei e le imprese private”.

L’acquisizione da parte di Republic segue il tentativo nel gennaio scorso di fusione di Seedrs con la concorrente Crowdcube, bloccato nel marzo scorso dalla Competition and Markets Authority (CMA), l’antitrust inglese, che Seedrs aveva accusato di soffocare il potenziale delle startup locali. Inoltre, l’acquisto di quest’ultima segue il round di serie B da 150 milioni di dollari di Republic, guidato da Valor Equity Partners.

Jeff Kelisky, ceo di Seedrs, ha commentato: “L’ambizione di Seedrs è sempre stata quella di costruire un mercato globale di private equity. Questa transazione è uno sviluppo naturale della nostra partnership con Republic per raggiungere e andare oltre questa ambizione. Condividiamo una cultura simile, un obiettivo comune e un impegno per le opportunità strategiche che ci attendono”.

Kendrick Nguyen, fondatore di Republic, ha aggiunto: “Sapevamo che l’espansione internazionale era necessaria per ottenere una partecipazione transfrontaliera. Lavorando con Seedrs, abbiamo ammirato le loro capacità tecnologiche, la forza del loro team e la loro forte presenza nel Regno Unito e presto in Europa. Prevediamo di sviluppare ulteriormente i punti di forza di entrambe le aziende dal retail, secondarie, crypto e comunità per creare un chiaro leader del settore”.

Chi è Seedrs

Seedrs è stata fondata in Gran Bretagna nel 2012 da Jeff Lynn e Carlos Silva per democratizzare gli investimenti e sostenere un ecosistema europeo emergente di startup che aveva bisogno di un migliore accesso ai finanziamenti. E’ stata la prima piattaforma di crowdfunding regolamentata, sempre nello stesso anno e a lanciare un mercato secondario digitale, nel 2017, che ora scambia le quote di oltre 200 aziende al mese. Nel 2018 Seedrs ha introdotto un prodotto di auto-investimento sia per investitori retail che istituzionali. Dalla fondazione a oggi, ha chiuso 10 round, incassando 28,2 milioni di sterline.

Chi è Republic

Republic è stata fondata nel 2016 a New York da Kendrick Nguyen, Léo Galley, Paul Menchov e Peter Green. Da allora, ha incassato 214 milioni di dollari in 8 round. La fintech permette di investire in startup, criptovalute, videogame e immobili, sia in autonomia (in modalità autopilota) che tramite una deal room per investitori accreditati.

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La finanza alternativa ha aiutato le PMI italiane a raccogliere € 4,23 miliardi

I risultati del 4° Report sulla Finanza Alternativa per le PMI, a cura del Politecnico di Milano, presentati all’Alt-Finance Day 2021 in un evento organizzato da Innexta

 

 

Tra luglio 2020 e giugno 2021 la finanza alternativa ha finanziato le PMI per circa € 4,23 miliardi, con una crescita del 58% rispetto ai precedenti 12 mesi. E’ quanto emerso dai dati riportati nel 4° Report sulla Finanza Alternativa per le PMI, presentato da Giancarlo Giudici, Direttore Scientifico dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano, nel corso dell’edizione 2021 dell’Alt-Finance Day – La giornata della Finanza Alternativa, organizzata da Innexta in collaborazione con School of Management del Politecnico di Milano, Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Unioncamere Nazionale.

La ricerca prende in considerazione i minibond, ovvero il ricorso al mercato mobiliare per il collocamento di titoli di debito come obbligazioni e cambiali finanziarie per importi fino a € 50 milioni; il crowdfunding, ovvero l’opportunità di raccogliere capitale su portali Internet da soggetti retail, nelle varie forme ammesse (reward, lending, equity); l’invoice trading, ovvero lo smobilizzo di fatture commerciali acquisite da soggetti non bancari attraverso piattaforme web; il direct lending, il credito erogato da soggetti non bancari attraverso prestiti diretti; le Initial Coin Offerings (ICOs), ovvero il collocamento di token digitali e in generale di crypto-asset su Internet grazie alla tecnologia emergente della blockchain; il private equity e venture capital, ovvero il finanziamento con capitale di rischio fornito da investitori professionali come fondi e business angel;  la  quotazione in Borsa su listini specifici per le PMI (SME Growth Market) come AIM Italia (ora Euronext Growth Milan).

4 Report finanza alternativa graficoI mercati del private equity e venture capital tornano ai valori pre-Covid, confermandosi i maggiori canali alternativi al credito bancario per le PMI italiane. Segue l’invoice trading che, nonostante un lieve arretramento registrato nel primo semestre 2021, legato ai ritardi nei depositi dei bilanci 2020 e dall’uscita dal mercato di alcune piattaforme, registra un incremento del 7,5% rispetto al 2020.

Il mercato dei minibond aumenta del 17% rispetto allo scorso anno, e quello del crowdfunding, in particolare il lending, del 73% rispetto. Per quanto riguarda il direct lending, il report da quest’anno considera i portali che erogano credito su Internet attingendo esclusivamente da investitori professionali, per cui i dati non risultano comparabili con quelli presentati lo scorso anno: il trend del settore è comunque positivo, con una crescita raddoppiata rispetto al primo semestre 2020.

Se le ICOs (Initial Coin Offerings), sono praticamente scomparse, si affermano i collocamenti di NFT (Non Fungible Tokens).

Il report evidenzia anche che la raccolta che le PMI hanno effettuato sul mercato borsistico, in particolare su Euronext Growth Milan, erede di AIM Italia, è aumentata del 66% rispetto al periodo precedente.

Oltre all’analisi dei dati il report riporta anche diversi casi di imprese che, grazie al ricorso agli strumenti di finanza alternativa hanno incrementato la propria competitività e ottenuto vantaggi non solo in termini di diversificazione delle fonti, ma anche di accresciute competenze manageriali, visibilità sul mercato e maggiori opportunità di investimento.

Nell’introduzione al report, Giuseppe Tripoli, Segretario Generale Unioncamere, ha scritto: “Al fine di fronteggiare tale situazione di crisi economico-finanziaria, si è verificato un forte afflusso di risorse e di finanziamenti garantiti dallo Stato, che senza dubbio eserciterà significativi effetti sulla situazione debitoria delle imprese. Gli strumenti alternativi ai finanziamenti erogati dal sistema bancario assumono, in questo contesto, un ruolo ancora più importante per condurre le piccole e medie imprese verso un riequilibrio della propria struttura finanziaria, necessario per uscire al meglio dalla situazione emergenziale. Sostenere la crescita e gli investimenti, le acquisizioni di tecnologie e competenze, le ristrutturazioni aziendali, le aggregazioni, la diversificazione dei business e dei mercati sono obiettivi su cui sarà necessario puntare per molte PMI nei prossimi anni. Disporre di set articolati di strumenti cui ricorrere sarà fondamentale. Questo rapporto fa il punto sulla situazione”.

La presentazione della ricerca si è svolta lo scorso 29 Novembre presso il campus Bovisa del Politecnico e ha visto la partecipazione dell’On. Giulio Centemero e dell’On. Massimo Ungaro, componenti della VI Commissione finanze della Camera dei deputati, che dialogando con il Presidente di Innexta, Giovanni Da Pozzo, hanno illustrato le iniziative parlamentari a favore della finanza alternativa e del Fintech.

I lavori sono stati chiusi con un confronto, a partire dai dati del report, guidato dal Direttore Generale di Innexta, Danilo Maiocchi, e dal Direttore di Economy, Sergio Luciano, di un tavolo di lavoro composto da: Mattia Ciprian (Modefinance); Giovannella Condò (Milano Notai); Andrea Crovetto (Azimut Direct); Anna Lambiase (IR Top Consulting); Graziano Tarantini (Banca Akros); Edoardo Varacca Capello (CrowdFundMe).

Il Segretario Generale della Camera di Milano Monza Brianza Lodi, Elena Vasco, ha affermato che “L’accesso dei capitali rimane una delle chiavi cruciali per sostenere e rafforzare l’economia.  Per questo è ancora più importante promuovere la conoscenza e l’utilizzo di tutte le opportunità a disposizione delle imprese, avvicinandole anche alle soluzioni rappresentate dalla finanza alternativa, complementari e sinergiche alle soluzioni tradizionali. Con l’appuntamento di Alt-Finance Day, come Camera di commercio vogliamo ribadire l’impegno in questo ambito, ampliando la nostra offerta dei servizi fintech, il cui mercato, nonostante la crisi innescata dal Covid nel 2020, ha raddoppiato il proprio valore nel corso del 2021“.

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Doorway e OurCrowd si alleano per favorire gli investimenti nelle startup hi-tech israeliane e internazionali

L’accordo esclusivo fornirà alla comunità di investitori di Doorway un accesso unico ad investimenti ad alto potenziale, selezionati dallo storico portale OurCrowd

 

 

Doorway, piattaforma di club deal italiana autorizzata da Consob per l’equity investing online, ha stretto una partnership strategica con OurCrowd, la piattaforma online di venture investing leader a livello mondiale, focalizzata su startup e scaleup tecnologiche altamente innovative. L’accordo esclusivo fornirà alla comunità di investitori di Doorway un accesso unico ad investimenti ad alto potenziale, selezionate da OurCrowd sul mercato israeliano e internazionale.

La partnership porterà anche benefici considerevoli al segmento di mercato B2B2C, fondamentale per Doorway. Private banker, consulenti finanziari, family office e, in generale, wealth manager, saranno in grado di offrire ai propri clienti un portafoglio in costante evoluzione di operazioni di alto profilo, in fase avanzata o in round di follow-up, con prospettive di exit più rapide e spesso già investite da fondi di venture capital internazionali. Il modello di investimento per le operazioni in partnership seguirà lo schema consueto adottato da Doorway. Per ogni operazione sarà istituita una società veicolo italiana (spv) per consolidare gli investimenti e negoziarne i termini contrattuali. Il veicolo si qualifica come investitore professionale, garantendo così l’accesso ai deal di OurCrowd che, altrimenti, non sarebbero accessibili agli investitori non professionali.

Jonathan Medved, ceo e fondatore di OurCrowd, ha commentato così l’accordo con Doorway: “La leadership di Doorway in Italia, unita alla possibilità di OurCrowd di accedere a un dealflow globale esclusivo, fornirà opportunità senza precedenti agli investitori italiani. Gli investimenti in venture capital nelle startup israeliane sono al top. Si tratta del più ampio ecosistema, per numero di imprese, al di fuori della Silicon Valley e il maggiore a livello globale pro-capite, tanto che gli investimenti in società israeliane continuano a raddoppiare ogni anno e supereranno, nel 2021, i 20 miliardi di dollari. Come investitore di venture capital più attivo in Israele, vediamo un flusso continuo di capitali in molti settori strategici, come la cybersecurity, l’AI, il foodtech, la mobilità, il software aziendale”. 

Antonella Grassigli, cofondatrice e ceo di Doorway, ha aggiunto: “La partnership con OurCrowd, la piattaforma di investimento di venture capital leader a livello mondiale, fornirà alla comunità dei nostri investitori un accesso privilegiato a deal internazionali hi-tech, co-investiti dai principali fondi di venture capital del mondo. Crediamo che la creazione di un portafoglio altamente diversificato, grazie alle competenze combinate di screening e validazione di Doorway e OurCrowd, possa portare un reale vantaggio in termini di creazione di valore economico per i nostri investitori”.

Chi è OurCrowd

OurCrowd, piattaforma globale di venture investing online, è stata recentemente nominata da Pitchbook l’investitore di venture capital più attivo in Israele. Dalla sua nascita nel 2013, ha raccolto oltre 1,8 miliardi di dollari, investiti in un portafoglio composto da oltre 280 società e 30 fondi. Il portafoglio ha beneficiato di 50 exit in 8 anni attraverso m&a o quotazioni, comprese acquisizioni da parte delle principali multinazionali come Microsoft, Oracle, Intel, Samsung, Canon, Uber, Snap e altre. OurCrowd conta 11 uffici, che coprono altrettante città in 5 continenti. Ha raccolto capitali in 65 paesi da una comunità di oltre 160.000 iscritti. Le società in cui ha investito si trovano in Israele, Stati Uniti, Canada, Regno Unito, India, Hong Kong, Singapore e Australia.

Chi è Doorway

Doorway, con sede a Bologna, è un club deal su piattaforma di equity crowdfunding autorizzata d Consob, dedicato a investitori sia retail sia professionali. La sua peculiarità risiede nel fatto che l’investimento viene effettuato sempre tramite una società veicolo che investe nella società target o in unica soluzione o al raggiungimento di milestone definiti. Inoltre il modello di commissioni intende premiare le società “al femminile” e quelle che hanno un forte connotato di impatto sociale. Infatti, mentre la commissione ordinaria sarà del 8% sulla raccolta, per le iniziative impact e/o che siano costituite da una prevalenza femminile nella compagine sociale o nel management, la commissione è ridotta al 6%. Nel novembre 2018 Doorway ha ottenuto da Consob l’autorizzazione a operare e dal dicembre 2020 è una società benefit. Dal 2019 la piattaforma ha raccolto quasi 14 milioni di euro in 20 campagne, per lo più in overfunding, con un tasso di successo del 100%. 

Questo mese la fintech svizzera Sonect ha chiuso con una raccolta di oltre 1,3 milioni di euro la campagna di equity crowdfunding condotta sul portale italiano Doorway, che con questo risultato, ha confermato il tasso di successo del 100% nella chiusura delle campagne, nella grande maggioranza in overfunding, e superato i 12 milioni di euro di capitali raccolti. Con il crowd di Doorway, designata dal Politecnico di Torino come prima “angels platform” online in Italia, hanno cointestato Club degli Investitori, Italian Angels for GrowthAngels for Women (A4W, che Grassigli ha cofondato), Boost Heroes, Gellify e altri importanti investitori industriali, con round oltre il milione di euro. Sempre a novembre, Doorway ha comunicato di aver aderito ai Principles for Responsible Investment (PRI), stabiliti dall’Onu (Organizzazione delle Nazioni Unite), e di essere entrata a far parte dei soci del Forum per la Finanza Sostenibile (FFS), associazione senza scopo di lucro che dal 2001 riunisce operatori finanziari e altre organizzazioni interessate all’impatto ambientale e sociale degli investimenti.

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Profilazione ESG per pmi e startup: istruzioni per l’uso al Fintech Future 2021

L’evento annuale di AssoFintech, di cui BeBeez è media partner, si terrà a Milano, Palazzo delle Stelline, giovedì 2 dicembre 2021, sia in presenza, sia in streaming

 

 

In virtù della disposizioni dell’EBA (European Banking Authority) che le istituzioni finanziarie stanno cominciando ad applicare, dallo scorso primo luglio tutte le società che chiedono finanziamenti bancari devono essere in possesso di un profilo ESG (Environmental, Social and Governance), con riferimento specifico alle attività di contrasto dei cambiamenti climatici del pianeta. l temi delle tempistiche, degli adempimenti e dei relativi costi del profilo ESG per startup e pmi saranno approfonditi giovedì 2 dicembre 2021 al Fintech Future 2021, l’evento annuale e gratuito di AssoFintech, l’associazione italiana per il fintech e l’insurtech.

L’evento, di cui BeBeez è media partner, si terrà al Palazzo delle Stelline di Milano dalle 9.00 alle 13.00, in presenza e in streaming. Interverranno: l’avvocato Alessandro M. Lerro, fondatore dello Studio Avvocati.net ed esperto di finanza sostenibile; Camillo Zana, esperto in certificazione ESG; Massimiliano Braghin, ceo di Infinity Hub, tra le prime benefit italiane ed ESCO (Energy service company) specializzate in progetti green; Giancarlo Giudici, direttore scientifico dell’Osservatorio sul Crowdinvesting della School of Management del Politecnico di Milano.

L’evento sarà l’occasione per fare il punto sull’evoluzione del settore a livello normativo e regolamentare, con la partecipazione alla tavola rotonda di apertura di rappresentanti delle autorità di vigilanza e delle istituzioni: Maurizio Bernardo, presidente Assofintech; Paolo Ciocca, commissario Consob;  Stefano Cappiello, dirigente del Ministero dell’Economia e delle Finanze, VI Direzione Sistema Bancario e Finanziario Dipartimento del Tesoro; Giulio Centemero, Commissione Finanze Camera dei Deputati; Giuseppe Vegas, presidente dell’advisory board di Assofintech. Sono previsti approfondimenti e workshop sui temi di open banking e open finance, obiettivi ESF, tokenizzazione degli asset e ci sarà anche un incontro dedicato all’andamento del fintech fuori dai confini europei, con un confronto tra i rappresentanti delle due associazioni fintech internazionali partner di Assofintech: FinTech Australia e Israeli Fintech Community.

Chi è AssoFintech

AssoFintech ha lo scopo di rappresentare l’attività delle società fintech ed insurtech in Italia. Il fine, in particolare, è di analizzare le criticità del settore, dialogare con le istituzioni sull’elaborazione normativa, promuovere la conoscenza, anche attraverso momenti comuni di divulgazione, e la crescita qualitativa del settore imprenditoriale, elaborare ed applicare un proprio codice etico professionale. Le imprese associate sono impegnate, esemplificativamente e non tassativamente nei seguenti settori imprenditoriali: gestione finanziaria personale e del risparmio; equity crowdfunding; lending crowdfunding; – invoice trading; strumenti di pagamento; blockchain e monete digitali; antiriciclaggio, risk management e compliance; insurtech.

Ricordiamo che quest’anno l’associazione ha stretto: una partnership biennale con lo studio legale internazionale Dentons per promuovere i settori fintech, insurtech e proptech; un accordo con lo stesso obiettivo con Confindustria Assoimmobiliare e un altro con il collegio dei mediatori immobiliari, creditizi e merceologici Fimaa Milano Lodi Monza Brianza; un partnership con Deloitte per promuovere il settore fintech. In virtù di quest’ultima intesa, i membri del fintech team di Deloitte Consulting sono entrati a far parte dei lavori dell’associazione. Marco Mione, manager del fintech team di Deloitte Consulting è diventato membro dell’advisory board di Assofintech, allo scopo di affiancare e supportare l’associazione in merito alle strategie ed alle iniziative da questa intraprese. Il board, nato nel giugno scorso, è presieduto da Giuseppe Vegas, ex presidente Consob, è ora presidente della fintech italiana Arisk ed è molto impegnato nel settore.

 

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K2 Capital lancia i primi utility token del settore immobiliare

In un’intervista esclusiva Augusto Vecchi, fondatore e CEO del portale di crowdfunding immobiliare Italy-Crowd, spiega tutti i dettagli dell’innovativa operazione

 

“I tempi sono ormai maturi per iniziare a creare una community italiana che possegga token legati al settore immobiliare”. Così Augusto Vecchi, ceo di K2 Capital, fintech ligure che permette alle aziende di tokenizzare i propri asset attraverso la tecnologia blockchain, ha annunciato in esclusiva a Crowdfunding Buzz il lancio dei primi utility token del settore immobiliare in Italia. I token saranno emesso da K2 Capital per conto di Italy Crowd, piattaforma di crowdfunding immobiliare italiana. La notizia era attesa: nel giugno scorso Vecchi aveva infatti anticipato sempre su queste colonne l’imminente lancio della tokenizzazione immobiliare.

L’iniziativa “Richiedi i primi utility token italiani del mercato immobiliare” è suddivisa in tre fasi: la prima, che terminerà il 28 febbraio 2022,  permette di opzionare 6 utility token di Italy Crowd, semplicemente compilando il modulo di richiesta, che non prevede alcun vincolo o impegno successivo. La seconda fase, che durerà qualche mese, è caratterizzata dalla pre-vendita degli utility token immobiliari ad un prezzo di lancio. Il terzo passo sarà la quotazione dei token immobiliari su un exchange di criptovalute regolarmente autorizzato. L’offerta di acquisto, così come il valore di quotazione, non sono ancora stati resi noti, ma stando alle indiscrezioni dovrebbe oscillare su un incremento del 200% rispetto al prezzo di pre-vendita.

Bocche cucite sul nome dato alla cripto immobiliare, che sarà annunciato solo al momento della quotazione. “La mission di K2 Capital è quella di creare la prima moneta digitale legata al settore immobiliare, ponendo le basi di un valore condiviso per quelle stesse piattaforme competitor di Italy Crowd, che vedono nell’equity e lending immobiliare il futuro decentralizzato di questo mercato”, ha precisato Vecchi.

Chi è Italy Crowd

Italy Crowd è stata lanciata in Italia il 12 gennaio 2015, importando un modello di business autorizzato in Svizzera. Vecchi infatti, dopo un viaggio in Usa nel 2010, si è reso conto che il crowdfunding stava diventando molto rilevante per la ricerca del capitale, per cui ha iniziato a studiare un sistema per sviluppare il crowdfunding immobiliare. Nel 2014 ha lanciato Swiss Crowd, prima piattaforma crowdfunding immobiliare in Svizzera, con software italiano, che ha poi esportato nel nostro paese l’anno successivo.

All’epoca il crowdfunding non era ancora regolamentato, per cui Italy Crowd è nata con un modello di business ibrido, dove la raccolta era effettuata su un massimo di 20 investitori. Nell’agosto scorso, Italy Crowd si è allineata alla normativa vigente sul crowdfunding, diventando agente di pagamento per l’istituto di pagamento Lemonway. Sempre nel 2020, il portale ha lanciato la prima piattaforma di lending crowdfunding immobiliare nativa blockchain in Europa. I soci fondatori di Italy Crowd sono Augusto Vecchi, Luana Leonini (socia di maggioranza), Andrea Gianninoni, Simone Mannelli, Paolo Siligoni (CEO di Swiss Crowd).

Italy Crowd più in generale punta all’implementazione dell’ecosistema immobiliare, che comprenda costruttori, immobiliaristi, agenzie immobiliari, società informatiche, gruppi di finanziatori, cui il portale di lending crowdfunding offre la possibilità di costruire, ristrutturare e raccogliere capitali.  Inoltre, lo scorso giugno è entrato nel suo board tecnico Stefano Sardelli. Classe 1959, laureato in Scienze Economiche e Bancarie, Sardelli ha sempre lavorato nell’ambito dell’area finanza di diversi intermediari. Dal 2004 a marzo 2020 è stato direttore generale di Invest Banca. Nel 2016 ha ricevuto dal presidente della Repubblica il Premio Nazionale per l’Innovazione. Sempre attivo sui temi del fintech, dell’innovazione e della digital disruption, Sardelli è anche co-responsabile della commissione fintech & digitalization di AssiomForex.

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Il lending crowdfunding italiano Profit Farm incassa un round da 200 mila euro

La piattaforma di lending Profit Farm, nata quest’anno, è dedicata ai crediti verso la Pubblica Amministrazione. L’aucap è stato sottoscritto dal fondatore di Maticmind, Carmine Saladino

 

Cristiano Augusto Tofani, ideatore e presidente di Profit Farm

Carmine Saladino, fondatore del system integrator italiano Maticmind (partecipato da Fondo Italiano Consolidamento e Crescita – FICC, gestito da Fondo Italiano d’Investimento sgr) la scorsa settimana ha sottoscritto il terzo round di Profit Farm, innovativa piattaforma italiana di lending crowdfunding nata a metà gennaio 2021 e dedicata ai crediti verso la Pubblica Amministrazione (PA), ai crediti verso soggetti privati altrettanto solvibili e ai crediti garantiti.

Lo riferisce MF Milano Finanza, secondo cui l’aumento di capitale è di circa 200 mila euro, a fronte di una valutazione della società di 3,5 milioni. L’imprenditore è entrato anche a far parte del neo-istituito consiglio di amministrazione della società, dove siedono fra gli altri il ceo Roberto Macina e l’ideatore e presidente di Profit Farm, l’Avv. Cristiano Augusto Tofani. Quest’ultimo è uno dei maggiori esperti in Italia di crediti deteriorati, con all’attivo oltre 1.700 operazioni sugli Npl e lo scorso aprile in una intervista a BeBeez e Crowdfunding Buzz aveva preannunciato l’imminente apertura del terzo round di Profit Farm.

Chi è Profit Farm

Profit Farm è controllata da un gruppo stabile di soci operativi: Risolve RE Npl srl, società attiva nel settore degli Npl; Cristiano Augusto Tofani; Valentina Barbadoro, socia quasi totalitario di Risolve RE NPL srl; Roberto Macina, da sempre attivo nell’ecosistema startup italiano; Mario Costanzo, co-fondatore di WDA srl e chief legal officer; Francesco Sibilla, partner dello studio legale SAPG Legal, esperto, tra le altre cose, di diritto societario, startup innovative e legal-tech; Giovanni Alessi, anch’egli partner di SAPG Legal, esperto di organizzazione dei patrimoni, advisor di family office e socio de Il Trust in Italia. Il restante 6% è in mano a soci finanziatori, senza ruoli attivi nella società.

L’idea di creare Profit Farm è venuta all’Avv. Tofani circa un anno e mezzo fa, quando il top manager di uno dei principali portafogli Npl in Italia gli ha illustrato le prospettive del mercato del crowdfunding. “Da quel momento ho intuito che era possibile trasformare un mercato (quello dello smobilizzo anticipato dei crediti, ndr), sino a quel momento appannaggio esclusivo di fondi, in qualcosa di accessibile anche per le masse, sia per sottostante che per struttura. Insieme agli altri co-fondatori, abbiamo lavorato un anno all’idea e poi creato una squadra per realizzarla con successo. Dopo siamo passati alla pre-execution, dove abbiamo ipotizzato e analizzato il modello di business, oltre che individuato i possibili partner industriali”, ha affermato il fondatore.

Profit Farm non opera sul mercato dello sviluppo immobiliare (che contiene in sé anche il rischio di impresa, al cui buon fine è subordinato) bensì semplicemente su crediti certi, liquidi, esigibili verso soggetti solvibili, per lo più portati da sentenze passate in giudicato. “Nelle altre piattaforme di lending crowdfunding i proponenti assumono un impegno alla restituzione del prestito, senza tuttavia offrire alcuna garanzia reale in favore dei finanziatori. Nelle operazioni in vetrina su Profit Farm, invece, il credito è segregato in una società veicolo, le cui quote sono detenute /date in pegno alla Compagnia Fiduciaria Lombarda spa (fiduciaria iscritta sia al MISE che nell’elenco speciale ex art 106 TUB e vigilata da Banca d’Italia), che assume l’obbligo irrevocabile di restituire il credito ai finanziatori”. Non è dunque possibile che il proponente “scappi con la cassa”, precisa l’Avv. Tofani.

L’attività di recupero del credito (servicing) è svolta da professionisti con esperienza ultra-ventennale nel settore. Profit Farm per la raccolta di capitali delle sue campagne si appoggia a (ed è agente di) LemonWay: un istituto di pagamento comunitario autorizzato a operare in ben 29 paesi, tra cui l’Italia, e soggetto al controllo di Banca di Francia. Gli utenti creano un loro account su Profit Farm e trasferiscono l’importo che desiderano prestare su un apposito conto intestato a LemonWay, che poi possono utilizzare per partecipare alle singole campagne in vetrina sulla piattaforma. Alla scadenza del prestito, agli utenti sarà riaccreditato l’importo finanziato, maggiorato dell’interesse annuo pattuito e maturato.

Per quanto riguarda le campagne, “selezioniamo le operazioni che esprimano un rischio simile al Btp, con debitori solvibili e tempi di recupero molto brevi, anche considerando che nella maggior parte dei casi l’iter giudiziario si è già completamente esaurito, ovvero è in via di conclusione”, ha chiarito Tofani. Tra le Pubbliche Amministrazioni sicuramente solvibili rientrano, per citarne alcune: Regione Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Lazio, Roma Capitale, Città Metropolitana di Milano e Stato centrale. “In questi casi presi a esempio, ci basiamo sul rating delle principali agenzie e sul buon senso: il default di certe PA avrebbe ripercussioni sul debito pubblico e sullo spread”, spiega l’Avv. Tofani.

Sinora la piattaforma ha portato a termine sette campagne con importo compreso fra 19 mila e 326 mila euro. Il rendimento promesso agli investitori arriva fino all’8%, pari al tasso d’interesse moratorio legale dovuto dai debitori ritardatari. Per le imprese o i fondi cedenti il vantaggio consiste invece nell’anticipo dell’incasso rispetto ai 12-24 mesi necessari di norma necessari al saldo del credito. La piattaforma intende lanciare operazioni per almeno un milione di euro al mese, con obiettivi entro fine anno di 2-3 mila utenti e di raccolta totale di 15 milioni di euro. In 5 anni, punta a chiudere 100 milioni di euro di erogato e ad avere 50 mila utenti registrati, conquistando così una quota stimata attorno al 20-30% dell’intero mercato del lending crowdfunding in Italia.

In futuro, Profit Farm intende poi ampliare il raggio d’azione alle procedure fallimentari, concentrandosi in particolare sui crediti prededucibili, ed è in corsa per rilevare una posizione da 500-600 mila euro. Per trovare altre opportunità la startup aprirà presto un canale di comunicazione con i commercialisti. “Per il futuro stiamo anche analizzando un prodotto nuovo focalizzato sui crediti assistiti da un sottostante immobiliare a fronte di operazioni di esdebitazione già concordate con la parte debitrice”, ha detto Tofani. Sempre in futuro non è peraltro da escludere che Profit Farm possa agire da intermediario nella compravendita di crediti fra investitori istituzionali. 

 

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