Autore: IdeaCrowdfunding

Moda e crowdfunding si sposano con la campagna di Blowhammer su Mamacrowd

Un’azienda di moda napoletana, Blowhammer, ha lanciato un round di equity crowdfunding con obiettivo di raccolta di 2 milioni. Al round parteciperà anche il fondo Eltif ALIcrowd

 

 

Blowhammer, azienda di moda napoletana che si definisce “nativa digitale”, ha dato il via ad una campagna di equity crowdfunding su Mamacrowd, con l’obiettivo di raccogliere 2 milioni di euro. Il round comprenderà anche un importante investimento di ALIcrowd, primo ELTIF di venture capital che utilizza anche il crowdfunding per ricercare le aziende oggetto di investimento, istituito da Azimut Investments SA e gestito in delega da Azimut Libera Impresa SGR SpA. L’importo sarà destinato a finanziare la ricerca e la crescita la distribuzione omnicanale, l’area marketing e gli obiettivi di internazionalizzazione, lo sviluppo della piattaforma e della tecnologia e infine l’ampliamento del catalogo e delle risorse umane.

Chi è Blowhammer

Blowhammer è un brand di abbigliamento nato del 2013 in provincia di Napoli grazie a Salvatore Sinigaglia che dal 2016 produce t-shirt, bermuda e felpe con una produzione interna just-in-time e un reparto stampa integrato.  Nel 2017, la produzione passa da 50 pezzi al giorno a 400, grazie all’internalizzazione del reparto cucitura, all’apertura ai mercati esteri – Francia, Germania e Spagna – e al lancio di un Amazon Store. Il catalogo viene successivamente ampliato aggiungendo jogging, swimwear e capispalla nel 2019. Nel 2021 il brand attiva partnership internazionali con player come Facebook e TikTok.

Blowhammer è un progetto a cui io e il mio team abbiamo creduto dal momento della sua ideazione”, afferma Salvatore Sinigaglia. “Quando il marchio è nato, avevamo ben chiaro cosa volessimo: creare un prodotto 100% made in Italy, lontano dalle logiche dei trend omologanti, ma che fosse di qualità e soprattutto ecosostenibile. Ci siamo ispirati alla cultura streetwear, espressione di libertà e ribellione. Tutto è partito da alcune domande: possibile che in un’epoca come la nostra, di grandi progressi tecnologici e ampia sensibilità ai temi dell’ambiente, ci siano ancora scarti e invenduti nei magazzini? Perché accontentarsi di abiti di qualità mediocre, che andrebbero buttati dopo soli due mesi e oltretutto senza possibilità di restituirgli nuova vita? E’ possibile indossare un brand che racconti la nostra visione del mondo ed esprima la nostra identità? La risposta l’abbiamo trovata in Blowhammer, che intendiamo far crescere ancora con questa campagna di crowdfunding: crediamo fortemente che là fuori ci siano persone che credono nel nostro progetto tanto quanto noi che lo abbiamo visto nascere ed evolversi”.

L’Italia ha una lunga tradizione nel mondo della moda grazie a grandi talenti universalmente riconosciuti, Blowhammer ha avuto l’intuizione di portare in questo settore innovazione e attenzione all’ambiente. Auguriamo a tutto il team una campagna di successo” ha detto Dario Giudici, CEO di Mamacrowd.

Vantaggi competitivi e modello di business

Il marchio può vantare 60k clienti italiani, 70k clienti internazionali e un ricavo totale di +10 Mln per il 2020, con revenue model validato e un EBITDA positivo, a cui si aggiunge una produzione interna a primo margine al 72%. Dati che testimoniano una crescita, ma anche la capacità di reagire ai cambiamenti di mercato in maniera efficace e tempestiva, come accaduto durante le fasi più acute dell’emergenza sanitaria, con un incremento del +44% sul fatturato 2020, a fronte del  calo del -28,9% del mercato italiano e del -20,1% del mercato europeo della moda.

Tra gli obiettivi che il brand intende raggiungere grazie all’equity crowdfunding, figurano la riduzione della produzione da 48/72 ore a 24, la riduzione delle emissioni di CO2 e dell’utilizzo di acqua entrambi al 50%, l’apertura di 13 eco-flagship store sul territorio e l’ampliamento della propria gamma prodotti con total look donna e kids.

La distribuzione è di tipo direct to consumer, direttamente dal produttore al consumatore, quindi senza intermediari e passaggi inutili. La produzione è di tipo just-in-time, una vera e propria rivoluzione sostenibile: ogni ordine viene prodotto in 48/72 ore, evitando così accumuli di magazzino, capi invenduti e riducendo le emissioni di CO2 solo al minimo necessario, pari ad un 30% in meno ogni anno. L’attenzione che Blowhammer pone alla ricerca e allo sviluppo e alla sua crescita si rileva nel modello produttivo, che parte da una base di dieci capi che possono essere diversificati tramite stampe e applicazioni, arrivando a proporre fino a +3000 prodotti in store, senza il rischio di out of stock.

Il team Blowhammer cura ogni step della produzione del capo, partendo da uno studio attento del design della stampa. Quest’ultima è rigorosamente Hi-Res, composta da colori che si mantengono vivi e luminosi nel tempo resistendo all’usura e ai lavaggi. Ogni stampa, inoltre, frutto del lavoro di designer esperti che ispirati dell’arte urbana così come dal mondo digital, senza legarsi alle mode ma rimanendo fedele al proprio DNA, è impressa su tessuti di alta qualità, dal tocco morbido, traspirante e dall’ottima vestibilità.

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Il deal flow dei business angel di IAG confermano il rilancio del Fintech nel 2021

Lo IAG Index di Italian Angels for Growth ha confermato che nel 2021 le startup Fintech analizzate hanno il rappresentato il 13,6%, +49% rispetto al 2020

 

 

Lo IAG Index, termometro dell’ecosistema startup calcolato sul database di startup analizzate nella selezione delle opportunità di investimento di Italian Angels for Growth, ha confermato che nel 2021 le startup Fintech analizzate hanno il rappresentato il 13,6%, aumentando del 49% rispetto all’anno precedente.

Il risultato ottenuto si inserisce in maniera assolutamente coerente con il panorama europeo, nel quale il settore fintech ha cementato la sua posizione come la categoria dominante di unicorni: in totale, ci sono circa 70 unicorni europei in diversi settori, e quasi la metà di questi sono in campo finance. Questo significa che l’Europa attualmente rappresenta circa il 25% di tutti i 120 unicorni fintech a livello globale.

La digitalizzazione dei processi finanziari e la gestione via piattaforma online delle operazioni, sia lato front-end che back-end, sono solo alcuni dei fattori chiave che hanno catalizzato l’accelerazione del Fintech. Il mercato italiano è partito in ritardo, ma sta recuperando terreno come dimostrato da alcune storie di successo nel portafoglio IAG come ad esempio Fido e Sonect, ma anche la partnership commerciale lanciata da Banca Generali con la startup “wallet provider” Conio che offre servizi di custodia, negoziazione e reporting focalizzati in particolare sul Bitcoin.

Nel 2021 i Business Angels che investono tramite club deal hanno ribadito la propria preferenza ad investire in fase Seed, che corrisponde al 66,4% delle startup analizzate, valore in crescita rispetto all’anno precedente proprio a confermare questo posizionamento strategico.

Lo IAG Index sottolinea l’interesse nello stadio di sviluppo Seed anche grazie alla maturità dell’ecosistema venture capital italiano che ha assistito alla nascita di numerosi nuovi player con un ruolo di incubatori e acceleratori in fase pre-seed e fondi istituzionali di VC e Corporate VC che invece affiancano i progetti in fase early stage.

Questo permette agli angel group di dare il loro pieno sostegno alle startup nella fase in cui possono contribuire maggiormente per importi investiti e affiancamento strategico agli imprenditori: investire tramite gruppo infatti permette di aumentare l’importo dei capitali raccolti a favore della startup senza esporsi individualmente in maniera eccessiva (mantenendo così una buona diversificazione del portafoglio) e di far leva su competenze multidisciplinari all’interno del gruppo di investitori.

Nel corso del 2021 le valutazioni sono generalmente aumentate, sia in fase pre-money che post-money: la maggiore presenza di attori e la valutazione delle politiche a favore dell’ecosistema hanno consentito un “effetto inflazionistico” sull’intero tessuto delle startup innovative. In aggiunta, l’imponente intervento da parte di Cassa Depositi e Prestiti ha permesso di superare per la prima volta in Italia 1 miliardo di euro di investimenti nel 2021.

Lo IAG Index ha evidenziato anche come la percentuale di startup analizzate con almeno una donna tra i founders si rivela sopra gli standard internazionali, raggiungendo il 41,3%, con un incremento importante del 58% rispetto al 2020, che si è distribuito in modo piuttosto omogeneo in tutte le aree Industry analizzate.

In questa ottica, IAG nel suo comunicato dichiara che: “ha intrapreso diverse iniziative per valorizzare questi due valori che da sempre sono centrali per l’associazione, inclusione e diversità: nel corso del 2021 è stata portata avanti una campagna di diversity con l’obiettivo di offrire pari opportunità per la nascita e la valorizzazione di talenti, sono state create partnership con realtà territoriali e settoriali per sviluppare una società più innovativa, più equa e più sostenibile, ed è stato pubblicato un ricco calendario di contenuti editoriali ed interviste realizzate con i soci e gli attori dell’ecosistema , che hanno sottolineato l’importanza dell’argomento e quanto ancora si può fare per attuare un reale cambiamento”.

Carlo Tassi, Presidente Italian Angels for Growth, aggiunge: “IAG si pone l’obiettivo di essere un terreno fertile dove business angels e startupper si possano incontrare e intraprendere insieme questo viaggio, offrendo inoltre la possibilità ai potenziali investitori di avvicinarsi a questo mondo con percorsi di education e affiancamento da parte di investitori senior. In questo panorama, lo IAG Index si rivela uno strumento utile per misurare l’ecosistema delle startup e intercettare quello che sta accadendo al mondo delle imprese innovative”.

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Si comincia a parlare di “MetaFi”, economia e finanza decentralizzata nel Metaverso

NFT, crypto wallet, virtual real estate: la finanza decentralizzata accelera e punta al metaverso, che potrebbe raggiungere gli 800 miliardi di dollari già nel 2024

 

 

L’economia in divenire della finanza decentralizzata ha superato i 100 miliardi di dollari. Il Nasdaq, infatti, le ha di recente dedicato DEFX, un indice di borsa che tiene traccia dei suoi prodotti. Dai crypto wallet ai lotti di terreni virtuali, le occasioni di investimento nei piani tridimensionali del web fanno già parlare di MetaFi, ossia di finanza decentralizzata nel metaverso.

Cos’è la finanza decentralizzata

La finanza decentralizzata è un ecosistema in evoluzione di applicazioni finanziarie basate sulla tecnologia blockchain, che consente transazioni digitali tra più parti attraverso gli smart contract, protocolli informatici che verificano l’esecuzione di un contratto.

Questo sistema finanziario innovativo consente il prestito, l’invio e l’investimento in criptovalute, forme di valuta virtuale che usano la crittografia per proteggere le transazioni. Le operazioni avvengono senza il coinvolgimento di un’autorità centrale, di banche o di altre organizzazioni finanziarie tradizionali: per questo viene definita decentralizzata.

La finanza nel Metaverso

Bloomberg Intelligence ha ipotizzato che nel Metaverso le opportunità di investimento potrebbero raggiungere gli 800 miliardi di dollari già nel 2024. Le occasioni, infatti, non mancano, tant’è che si parla già di MetaFi, ovvero di finanza decentralizzata nel metaverso.

Secondo quanto riporta lo studio “MetaFi: DeFi for the Metaverse”  di Outlier Ventures, si tratta di una realtà che comprende protocolli, prodotti e/o servizi che consentono l’interazione finanziaria tra gettoni non copiabili e copiabili. MetaFi accoglie gli elementi costitutivi dello spazio blockchain, lo stack della finanza decentralizzata e vari versi. Le sue caratteristiche principali sono inarrestabilità e componibilità.

Come investire nel metaverso

Tutti i player del metaverso – aziende, utenti e creators – guadagnano attivamente dalla loro esperienza tramite giochi, quest, avventure, compravendita di land, vendita di asset e risorse all’interno dei marketplace e non solo. Coderblock, piattaforma, nata nel 2018, per la creazione di esperienze virtuali immersive all’interno di spazi 3D interconnessi, e già protagonista di due round di equity crowdfunding su Mamacrowd per un totale raccolto di più di 1 milione di euro, ci aiuta a comprendere le principali opportunità di investimento nel metaverso:

  • NFT: all’interno del metaverso ogni valore è rappresentato da un NFT e gli scambi tra gli utenti avvengono tramite monete virtuali: qui è possibile acquistare, scambiare, usare e mettere in mostra i propri NFT. Questi potranno essere opere d’arte, accessori per il proprio avatar, oggetti collezionabili, terreni virtuali e tanto altro ancora.
  • Crypto wallet: per eseguire il processo di acquisto, vendita e detenzione di qualsiasi criptovaluta nel metaverso, è necessario un portafoglio dedicato. Piattaforme come eToro, Binance e Coinbase consentono di acquistare facilmente criptovalute. Tra le criptovalute più popolari ci sono Bitcoin, Litecoin ed Ethereum. Uno studio suggerisce che il metaverso potrebbe diventare il modo più popolare per acquistare e vendere criptovalute e che sarà il luogo più importante per utilizzare e sfoggiare i propri NFT acquistati in crypto.
  • Land: il virtual real estate è la nuova frontiera del mercato immobiliare basata su blockchain. La compravendita di land, proprietà digitali attraverso cui monetizzare tramite la vendita, l’affitto o la costruzione di edifici ed esperienze nel metaverso, è in costante crescita. La prima abitazione virtuale con NFT, realizzata dall’artista Krista Kim, è stata venduta all’asta nel 2020 per la somma di 500.000 dollari. Lontana dalla logica immobiliare tradizionale, con il virtual real estate la transazione necessaria per entrare in possesso di un NFT si concretizza con la sottoscrizione di uno smart contract.

Danilo Costa,  CEO & Founder di Coderblock dichiara: “Il metaverso, con l’integrazione dell’economia virtuale e le logiche di compravendita delle land, rappresenta una nuova opportunità di investimento e business per le aziende, che permette loro di validare e trarre vantaggi da un nuovo mercato in rapida crescita. In Coderblock stiamo lavorando alla creazione del nostro primo metaverso condiviso, in cui utenti e aziende potranno costruire la propria identità virtuale. A breve apriremo il pre-sale delle prime land con la possibilità di acquistarle in prevendita, in attesa del lancio ufficiale del metaverso.

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Tutte le novità del regolamento europeo sul crowdfunding presentate in un webinar

In webinar di Lemonway, presentate le implicazioni del nuovo regolamento UE. La scadenza per adeguarsi è Novembre, ma l’Italia non ha ancora definito l’organo autorizzativo

 

 

In un webinar organizzato dall’istituto di pagamento Lemonway, sono state presentate e discusse le novità relative al nuovo regolamento europeo sul crowdfunding, entrato in vigore lo scorso Novembre ma cui tutte le piattaforme di equity lending crowdfunding si dovranno adeguare entro il prossimo Novembre. Tuttavia, è emerso che alcuni Paesi, tra cui l’Italia, che non ha ancora definito l’organo autorizzativo, hanno richiesto una proroga.

Nel corso del webinar, l’Avvocato Alessandro Maria Lerro di Avvocati.net, ha illustrato tutte le principali novità relativo agli ECSP (European Corwdfunding Service Providers), che ha poi commentato in un panel insieme al nostro AD Fabio Allegreni, in qualità di consulente della piattaforma ITS Lending e di Angelo Rindone, fondatore e CEO di Folkfunding, provider tecnologico di piattaforme di lending ed equity crowdfunding.

I Service Provider (le piattaforme)

Le piattaforme dovranno richiede l’autorizzazione all’autorità del proprio Paese anche per operare in altri Stati dell’UE. Sarà poi cura dell’Autorità trasmettere la richiesta all’ESMA. Non sarà dunque necessario aprire una società diversa in ogni Paese, anzi, è fortemente sconsigliato in quanto ciò implicherebbe richiedere una nuova autorizzazione nello Stato di competenza.

A tutela di investitori e stakeholder, sono molto stringenti le norme in materia di conflitto di interessi e, dunque, soci e amministratori della piattaforma non potranno in alcun modo avere interessenze con le società offerenti. Un’implicazione già presente in Italia per l’equity crowdfunding, ma finora non altrettanto applicato per quanto riguarda il lending.

In generale, l’ESMA vuole assicurarsi che le piattaforme siano correttamente strutturate per operare come attore nei mercati finanziari e, dunque, richiede da un lato, che gli amministratori presentino uno standard di professionalità riflesso nella passata esperienza in ambito finanziario e societario e, dall’altro, che le piattaforme adottino una struttura organizzativa un organigramma adeguati, indicando i soggetti interni preposti al governo dei diversi processi.

Offerte e investitori

Una novità densa di prospettive per le piattaforme e per gli investitori è che potranno essere collocati tutti gli strumenti finanziari previsti dalla Mifid, quindi non solo quote di capitale o prestiti “peer to peer”, ma anche obbligazioni, minibond, prestiti convertibili, prestiti convertendo e così via.

Gli offerenti dovranno però predisporre un prospetto informativo (KIIS: Key Investment Information Sheet), similmente a quanto accade oggi in Italia per l’equity crowdfunding. La raccolta, comunque, non potrà essere superiore a 5 milioni di euro (in Italia per l’equity crowdfunding il limite massimo è ora di 8 milioni).

Sono previste due classi di investitori, “sofisticati” e “non sofisticati”. I primi potranno investire senza limiti di importo. Si tratta di persone giuridiche che abbiano o fondi propri pari almeno a Euro 100.000 o un fatturato netto pari almeno a Euro 2.000.000, o un bilancio pari almeno a Euro 1.000.000; e persone fisiche che abbiano o un reddito lordo personale di almeno Euro 60.000, o un portafoglio di strumenti finanziari, inclusi i depositi in contanti e le attività finanziarie, di un valore superiore a Euro 100.000. I secondi, invece, non possono investire per un importo superiore a €1.000 o al 5% del proprio patrimonio netto, a meno che non abbiano effettuato un test accettando il rischio sostenuto.

La piattaforma dovrà anche effettuare una valutazione del rischio relativo ad ogni singolo prodotto finanziario collocato incrociandolo poi con il profilo di appropriatezza dell’investitore non sofisticato.

Per quanto riguarda l’antiriciclaggio, le piattaforme dovranno sottoporre ad adeguata verifica sia gli offerenti sia gli investitori. L’EBA però prevede una sorta di “soft” KYC (Know Your Customer) a patto che i contratti abbiano una firma “forte” e che l’Istituto di Pagamento lo effettui a sua volta.

Autoinvest e Bacheca elettronica

Una novità densa di prospettive per le piattaforma e per gli investitori è l’introduzione del “Autoinvest”, fino ad oggi assolutamente vietato in Italia. Si tratta di fatto un nuovo servizio di investimento per cui l’investitore fornisce un mandato alla piattaforma per allocare al meglio un budget affidato su diverse offerte. L’investitore dovrà indicare almeno due parametri tra tasso di interesse minimo e massimo applicabile, data di scadenza minima e massima, gamma e ripartizione delle categorie di rischio, obiettivo di tasso annuo di rendimento dell’investimento.

La bacheca elettronica non è invece una novità per l’Italia, per quanto riguarda l’equity crowdfunding, lo è invece per il lending. E’ una sorta di “mercato secondario” non assistito che consente a chi detiene un titolo di pubblicare un annuncio di vendita sulla piattaforma o per chi vuole acquistarlo, un annuncio di acquisto. Venditore e Acquirente dovranno poi negoziare e concludere l’operazione al di fuori della piattaforma.

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Lemonway, “motore” per i pagamenti di molti portali di crowdfunding italiani cresce del 65% nel Q1

Lemonway è cresciuta del 45% nel Q1 2022 in Italia e, nel 2021, del 65% In Europa. Anche in vista del nuovo regolamento europeo, investirà €5 milioni nella nuova KYC experience

 

 

Il crowdfunding italiano sta vivendo un momento di grande evoluzione, tra nuove normative come il Regolamento Europeo e trend in ascesa, tra cui NFT e criptovalute, registrando un progressivo sviluppo di anno in anno di tutto il settore.

Lemonway, Istituto di pagamento francese per piattaforme di finanza alternativa e marketplace e leader nel crowdlending in Italia, ne è il protagonista con una crescita europea che ha raggiunto il +65% nel 2021, svolgendo per i propri clienti un ruolo chiave nell’elaborazione e nella raccolta dei pagamenti per conto terzi.

Inoltre, la fintech francese investirà 5 milioni di euro nella nuova esperienza KYC [Know Your Customer] che faciliterà l’identificazione delle frodi, l’onboarding e la massimizzazione del tasso di conversione in un processo sicuro e fluido.

Secondo l’università di Cambridge, nel 2020, l’Italia è stato il primo Paese UE nella raccolta di capitali attraverso crowdfunding e finanza alternativa, raggiungendo il 4° posto al mondo. Il 2021 ha rappresentato l’anno della conferma del settore con un finanziamento da parte delle piattaforme fintech di startup e PMI italiane per 3,5 miliardi, +60% rispetto ai 2,3 miliardi del 2020.

La crescita in Italia

A soli sei anni dall’apertura dell’ufficio di Milano, con un team dedicato e in continua espansione, Lemonway ha contribuito allo sviluppo del crowdfunding in Italia e ha registrato una crescita esponenziale grazie anche all’utilizzo massivo del digital commerce avvenuto nel corso degli ultimi due anni.

Grazie a clienti internazionali e partner strategici come il provider Crowdcore, nel 2021, in Europa, Lemonway è cresciuta dell’85% nel volume delle transazioni e del 65% nel fatturato. Lo scorso anno, il valore dei pagamenti processati è aumentato del 31% in Italia. Inoltre, il portfolio locale ha aggiunto 20 piattaforme clienti nel 2021. Per quanto riguarda il Q1 2022, il valore dei pagamenti processati è cresciuto del 45% in Italia, rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso.

“Il 2021 è stato un anno importante perché abbiamo vissuto una crescita esponenziale in Italia e in tutta Europa e anche quest’ anno stiamo registrando un trend in costante crescita. Tra le conferme, inoltre, la diffusione sempre maggiore di utilizzo di Criptovalute ed NFT, un’attenzione particolare al rispetto della compliance, la standardizzazione dei finanziamenti e un continuo perfezionamento dell’investor experience” ha dichiarato Luca Fabris, Account Executive Italy e esperto Lemonway per il mercato italiano. “La crescita di Lemonway è frutto di un percorso condiviso con i clienti, i quali ricevono una soluzione chiavi in mano a seconda delle loro specifiche esigenze. Come fintech specializzata in soluzioni per il crowdfunding, accompagniamo i clienti e durante l’intero processo di pagamento: dalla semplificazione del sistema al rispetto delle normative, fino alla gestione delle transazioni, alla verifica dell’utente e alla riconciliazione bancaria.”

Chi è Lemonway

Lemonway è un istituto di pagamento paneuropeo dedicato a marketplace, piattaforme di finanza alternativa e ad aziende alla ricerca di payment processing, wallet management e pagamenti di terze parti con un’adeguata verifica antiriciclaggio (AML) e dell’utilizzatore (KYC). Ad oggi Lemonway ha aperto 8 milioni di e-wallet per gli operatori delle piattaforme e ha raccolto 35 milioni di euro da tre fondi di investimento, Breega, Speedinvest e Toscafund. Lemonway è autorizzata e regolata dall’ACPR (Autorité de contrôle prudentiel et de résolution) e beneficia del “passaporto finanziario UE” in 30 Paesi. L’azienda con sedi a Parigi (HQ), Londra, Madrid, Milano e Amburgo conta più di 180 persone di 21 nazionalità diverse.

Nel 2020, Lemonway è stata nominata tra le startup FinTech in più rapida crescita (CB Insights 250 FinTech List) e tra le 28 aziende FinTech più promettenti nel settore Payments Processing & Networks a livello globale. L’azienda, nata nel 2007 in Francia, ha 5 sedi e oltre 180 dipendenti. In tutta Europa, oltre 400 marketplace tra cui 200 piattaforme di crowdfunding, e circa 8 milioni di e-wallet, si affidano a Lemonway, per gestire in tutta sicurezza, conformità e semplicità i pagamenti degli investitori, delle piattaforme e delle aziende.

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Rigenerare le edicole come hub di quartiere per la spesa: Quotidiana lancia un round di equity crowdfunding

Con 22 edicole già acquistate a Milano e una a Torino, Quotidiana lancia un round di equity crowdfunding su Mamacrowd con l’obiettivo di arrivare a 100

Con la crisi dell’editoria, in Italia chiudono 3 edicole al giorno e Snag (Sindacato Nazionale Autonomo Giornali) stima che tra sei anni questo tipo di esercizio commerciale non esisterà più. A meno che il modello di business non si evolva.

E’ su queste basi che Gruppo MilanoCard, nato nel 2010 a Milano con la realizzazione e gestione dell’omonima tourist card, la prima per la città di Milano, ha lanciato Quotidiana, un progetto che, sul modello delle edicole parigine, prevede un vero e proprio rilancio delle edicole presenti sul territorio cittadino ripensate e con un’offerta rinnovata.

La prima apertura è stata realizzata a Milano, in via Bocconi ad angolo con viale Bligny, e l’assortimento comprende anche una proposta food di oltre 320 referenze tra gastronomia e prodotti confezionati selezionate dal mâitre di lungo corso Antonio di Ciano, insieme a prodotti di parafarmacia e articoli per la casa e per la persona, tutti a prezzi competitivi.

La campagna di equity crowdfunding

Il brand ha lanciato la scorsa settimana una campagna di equity crowdfunding su Mamacrowd con un obiettivo minimo di raccolta di 350 mila euro e massimo di 1 milione, a fronte di una valutazione pre-money di 5,78 milioni.

Ad oggi Quotidiana ha investito oltre 2 milioni di euro acquisendo 22 edicole a Milano, coprendo così quasi il 50% di quota di mercato del centro città, e una a Torino. Ma, con i fondi raccolti grazie al round di equity crowdfunding, punta a raggiungere, entro il 2025, da 55 ad oltre 110 edicole in Italia, a seconda della raccolta finale al termine della campagna.

Le partnership di Quotidiana

Recentemente la società ha ampliato il proprio assortimento grazie alla collaborazione con Unes e il suo brand Il Viaggiator Goloso. Sul fronte finanziario, invece, Quotidiana ha avuto l’adesione di Sefea Impact Sgr spa che ha deliberato un investimento lo scorso febbraio, oltre all’adesione di diversi soci privati.

La partnership con IGPDecaux, leader in Italia della comunicazione esterna (e mondiale tramite la controllante JCDecaux) consente invece alla società di valorizzare le edicole quali asset per l’advertising tradizionale e digitale.

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Exit per gli investitori di Bloovery che aveva chiuso tre round di equity crowdfunding

Bloovery, startup B2B per il mercato floricolo, è stata acquisita dalla spagnola Colvin, focalizzata sulle tecnologie per l’industria della floricoltura

 

 

La startup italiana Bloovery è stata acquisita dalla scale-up spagnola Colvin, leader nella digitalizzazione del mercato floricolo. Tra il 2017 e il 2020, Bloovery aveva chiuso con successo tre round di equity crowdfunding, rispettivamente su Crowdfundme, Opstart e Mamacrowd, raccogliendo complessivamente 265 mila euro. Nel 2019, la startup era entrata nel programma di accelerazione del VC LVenture che, in occasione dell’ultimo round su Mamacrowd, era entrata nel capitale.

Diventare la prima “flowertech” europea

Bloovery è il principale grossista digitale per la vendita di fiori e piante e, oltre a permettere al fiorista di effettuare ordini online ricevendoli in negozio in sole 24 ore, è la prima piattaforma direttamente collegata alle aste Olandesi dei fiori e permette così per ogni ordine di ricevere una valutazione precisa del miglior prezzo disponibile.

Colvin è stata fondata a Barcellona nel 2016 ed è presente in Italia dal 2018. Dal suo lancio ha raccolto circa 70 milioni di euro in finanziamenti, l’ultimo nel 2021 da 45 milioni, e ha coinvolto anche investitori italiani, come P101 sgr, Milano Investment Partners sgr e il corporate venture capital di Mediaset.

Simone Guzzetti e Michele Dondi, co-founder di Bloovery, hanno dichiarato a StartupBusiness: «Siamo all’inizio di un lungo e meraviglioso viaggio. C’è ancora così tanto da innovare nel settore. Insieme a Colvin siamo pronti a creare la prima azienda flowertech al mondo. Siamo molto entusiasti di entrare a far parte della famiglia Colvin. Combinando la loro esperienza internazionale con l’esperienza B2B di Bloovery, abbiamo la possibilità di lasciare il segno nel settore floreale».

Secondo quanto riporta Radiocor, con la cessione a Colvin, anche LVenture è uscita dalla sua partecipazione e il disinvestimento dell’intera quota ha generato un ritorno sull’investimento di circa 2 volte.

Ricordiamo che l’ultima valutazione post-money di Bloovery, dopo il suo terzo round, era di 2,15 milioni mentre quella dei due round precedenti era stata di 715 mila euro per i 31 investitori di Crowdfundme e di 94 mila euro per i 19 di Opstart. Dunque presumiamo che la exit abbia generato plusvalenze soddisfacenti per questi investitori.

Decima Exit per Crowdfundme

Per Crowdfundme si tratta della decima exit di una della società che hanno raccolto sulla piattaforma. Tra le precedenti Exit si possono segnalare, ad esempio, CleanBnB (società leader negli affitti brevi) e innovative-RFK (holding industriale che investe in startup e PMI innovative), che si sono quotate rispettivamente sulla Borsa milanese e su Euronext Paris.

Tommaso Baldissera Pacchetti, Ceo di CrowdFundMe, ha dichiarato: “Siamo molto soddisfatti dell’Exit di Bloovery. Questo è un altro caso concreto della doppia missione della nostra società: da un lato aiutare le imprese innovative a raccogliere capitali e crescere, dall’altro permettere agli investitori di ottenere un ritorno economico. Un tema ora più che mai importante, perché con gli attuali livelli d’inflazione lasciare i soldi sul conto corrente comporta un’erosione impressionante del loro valore. L’Equity Crowdfunding e CrowdFundMe hanno dimostrato ancora una volta di essere strumenti fondamentali per investire con profitto.”

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Companisto, piattaforma di equity crowdfunding leader in Germania, ha lanciato un mercato secondario

La piattaforma tedesca ha comunicato il lancio del proprio mercato secondario, simile alle bacheche italiane, ma con un tracciamento delle transazioni che in Italia non è possibile

 

 

La piattaforma di equity crowdfunding tedesca Companisto, leader in Germania, ha lanciato il proprio mercato secondario. La piattaforma, fondata nel 2012 a Berlino da David Rhotert e Tamo Zwinge, a Gennaio 2022, ha contribuito a finanziare 202 startup per una raccolta complessiva di 134 milioni di Euro ed è considerata la leader nell’area DACH.

Con la nuova funzionalità, gli utenti della piattaforma hanno quindi l’opportunità di acquistare azioni aziendali da altri Companist o di venderle, in modo sicuro, centralizzato e chiaro. E’ il coronamento di un’istanza espressa in passato da molti “Companist” e che ora è stato realizzato dopo un lungo periodo di sviluppo tecnico.

La comunicazione tra le parti interessate avviene in un’area protetta all’interno di Companisto. Dalla creazione dell’offerta alla negoziazione e, infine, alla conclusione, tutti i processi sono mappati digitalmente e secondo i più elevati standard di sicurezza. L’accesso al mercato secondario è consentito, infatti, solo agli investitori identificati della rete Companisto che hanno verificato la propria identità sia tramite la procedura di identificazione online che tramite l’autenticazione a due fattori.

Apparentemente, dunque, il mercato secondario di Companisto è dunque strutturato in maniera più articolata rispetto alle bacheche concesse dal regolamento Consob in Italia.

In una comunicazione agli utenti, la piattaforma elenca i maggiori vantaggi:

  • Tutte le offerte di vendita centralmente e chiaramente in un unico posto
  • Possibilità di vendere e acquistare azioni di ogni tipo (quote di GmbH, certificati di partecipazione, azioni e prestiti)
  • Elevato standard di sicurezza grazie all’identità verificata dell’acquirente e del venditore e all’autenticazione a due fattori
  • Vendite all’interno dell’intera rete Companisto (+100.000 potenziali acquirenti)
  • Il team per le relazioni con gli investitori è in grado di supportare le parti nel processo di trasferimento una volta raggiunto l’accordo.

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La piattaforma USA Point consente di monetizzare il valore della propria casa con il “home equity”

La fintech Point ha aperto un nuovo mercato che sta generando un’esplosione della domanda. Tanto che la startup ha chiuso un round C da 115 milioni

 

 

Negli USA c’è un nuovo modo per ottenere fondi senza pagamenti mensili e senza interessi. E non è un prestito né un mutuo. Si tratta invece di un contratto con un investitore che acquista parte del valore della  propria casa, fino a 250 mila dollari in contanti, scommettendo sulla rivalutazione futura dell’immobile stesso. L’importo dovrà essere restituito entro 10 anni, maggiorato dell’incremento di valore dell’immobile sul mercato.  Uno strumento certamente innovativo e interessante per molti proprietari di case, anche se, alla fine, può essere costoso.

Chi ha lanciato lo strumento è Point, una società fintech di 2 anni con sede in California, di fatto la prima  piattaforma di “home equity”. La crescita è stata rapidissima, con il volume dei finanziamenti del primo trimestre 2022 aumentato di oltre 5 volte rispetto all’anno precedente.

Il mercato di riferimento e l’offerta sono talmente interessanti che Point ha raccolto 115 milioni di dollari in un round di serie C guidato da WestCap cui  hanno partecipato anche gli investitori esistenti, tra cui; Andreessen Horowitz, Ribbit Capital, Redwood Trust, Atalaya Capital Management e DAG Ventures. I nuovi investitori includono anche Deer Park Road Management, The Palisades Group e Alpaca VC.

Nel 2021, Point ha completato la sua prima cartolarizzazione in assoluto sostenuta interamente da accordi di Home Equity Investment (HEI) residenziali e ha appena ricevuto $100 milioni di potenziale sostegno da Kingsbridge Wealth Management. La società ha anche annunciato oltre $1 miliardo di nuovi impegni di capitale da investitori immobiliari e titoli garantiti da ipoteca (MBS).

Ecco come funziona l’investimento in “home equity”

Point è il broker che incanala i contratti agli investitori. Poniamo che la casa sia valutata a $1 milione e abbia un mutuo di $500.000, quindi ci sono $ 500.000 di “equity”. Il proprietario della casa ha bisogno di $100.000 in contanti, quindi stipula un contratto con Point, che esamina il mercato locale, il mutuatario e la casa e valuta il rischio. Point quindi abbassa il valore della casa di, diciamo, del 15% per attutire il rischio che il valore della casa possa diminuire o che il mutuatario non sia in grado di ripagarlo. Ciò porta il valore complessivo della casa a $850.000.

Il proprietario della casa ha fino a 10 anni per terminare il contratto e ripagare il contratto all’investitore. Point addebita una commissione del 3% in anticipo. Inoltre, alla scadenza del contratto, l’investitore, ad esempio Kingsbridge (citata sopra), recupera i 100.000 dollari più una percentuale dell’apprezzamento della casa per la durata del contratto, per esempio il 30%. Dal momento che ha già svalutato la casa nel contratto, anche se il valore la casa non si apprezzasse affatto, l’investitore riceverebbe comunque $45.000 oltre al suo investimento. Ovviamente l’investitore ci perderebbe se la casa perdesse di valore.

Fornire liquidità

Stiamo fornendo liquidità ai proprietari di case. Non è necessariamente una strategia di finanziamento della casa, ma una strategia di finanza personale“, ha affermato David Dunn, fondatore e presidente di Kingsbridge. “Come investitori ci aspettiamo rendimenti simili alle azioni perché stiamo assumendo rischi simili alle azioni. Se il prezzo della casa scende, partecipiamo a quello, cosa che non accadrebbe se il finanziamento fosse stato erogato con un mutuo”.

Se il proprietario della casa non rimborsasse l’importo, Point può pignorare casa, ma con priorità più bassa rispetto ad altri creditori come il prestatore di mutui ipotecari. Per chi investe si tratta, quindi, di un rischio elevato, motivo per cui il suo rendimento può essere potenzialmente così alto.

Forte domanda

Finora la domanda è stata molto forte, secondo Lim. Point ha stipulato 300 contratti azionari in 15 stati e, con il nuovo sostegno di Kingsbridge, la società prevede di crescere di dieci volte nel prossimo anno.

Eddie Lim, co-founder and CEO of Point, afferma: ″Ci sono 25 milioni di famiglie in America oggi in cui il loro punteggio di credito è inferiore a 700 e ci sono oltre $ 100.000 di ricchezza in casa, quindi questo è un vasto segmento di clienti, quasi il 50% dei proprietari di case in effetti, che non sono idonei per Fannie o mutui Freddie“.

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Il fondo USA CSG lancia una STO relativa alla squadra di basket francese appena acquisita Elan Bearnais

La STO colloca token che, grazie a uno smart contract, consentono di partecipare ai profitti della squadra di basket di Pau. E’ la seconda STO lanciata in Francia

 

 

CounterPointe Sports Group (CSG), il fondo americano nuovo proprietario del club di basket francese Elan Béarnais di Pau, ha lanciato un’offerta di security token che consente al pubblico di acquistare diritti economici in un accordo definito come il primo del suo genere. La blockchain di Avalanche alimenterà l’offerta che sarà ospitata sulla piattaforma Securitize.

Secondo un comunicato dell’emittente, i Pau Basketball Team Token (token PBT) saranno security token qualificati come titoli finanziari, ma i possessori di token non saranno azionisti tradizionali del club di basket, bensì beneficeranno, attraverso un’impianto legale absato su smart contract, parteciperanno ai profitti del club.

La STO (Security Token Offering) è stata lanciata lo scorso 26 aprile, ed è riservata agli investitori francesi che potranno acquistare 500 lotti di 500 token, disponibili per 450 euro, ovvero 0,9 euro per token.

Questo investimento rappresenta all’incirca l’importo di un abbonamento annuale per assistere a tutte le partite del club. Quindi il prezzo di acquisto per token aumenterà man mano che la vendita procede. Gli acquirenti di token non potranno vendere i token per un minimo di un anno dopo la chiusura della vendita.

In totale saranno messi in vendita 10 milioni di token, la metà dei quali riservati alla finestra di esclusività per gli acquirenti francesi (dal 26 aprile 2022 al 9 maggio 2022).

I possessori di token avranno inoltre accesso privilegiato alla prossima offerta relativa a un progetto immobiliare. Questo progetto chiamato Climate Technology Park sarà un complesso edilizio sostenibile, realizzato in collaborazione con aziende eco-consapevoli che ospiterà un centro di formazione, ristoranti, un hotel e altro ancora.

L’emissione è accompagnata da un prospetto informativo semplificato (document d’information simplifié o DIS) cioè che non richiede l’approvazione dell’AMF, messo a disposizione degli investitori in conformità con la normativa francese.

Il denaro raccolto sarà completamente reinvestito nel club per le operazioni, inclusi gli stipendi del personale e dei giocatori, il miglioramento delle attrezzature e delle strutture e un potenziale investimento nel progetto immobiliare. Parte della somma sarà accantonata per utilizzi successivi e una parte sarà utilizzata per coprire i costi della vendita di token stessa.

Per la STO, CSG si è avvalso della consulenza di Fieldfisher, guidato dal partner Arnaud Grünthaler per la struttura legale e normativa. Si tratta della seconda STO realizzata in Francia e supportata da Grünthaler e dai suoi team che hanno supportato in precedenza Logical Pictures nella STO di 21 Content Ventures nel 2020.

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