Autore: IdeaCrowdfunding

Un portale di real estate crowdfunding USA tokenizza immobili commerciali anche per gli investitori retail

Red Swan CRE ha già tokenizzato immobili commerciali per un valore di 2 miliardi dollari. Al momento ha in corso una campagna di equity crowdfunding

 

 

La piattaforma di tokenizzazione immobiliare RedSwan CRE, fondata nel 2018, vuole cambiare gli investimenti immobiliari sfruttando la tecnologia blockchain e consentendo ai piccoli investitori di accedere alle opportunità di investimento immobiliare. Attualmente la sua offerta è riservata a investitori USA accreditati e investitori internazionali, cresciuti del 260% nell’ultimo anno.

Attualmente RedSwan CRE ha già tokenizzato immobili commerciali per un valore più di 2 miliardi di dollari. Inoltre, è in fase di sviluppo un mercato secondario in cui gli asset immobiliari tokenizzati potranno essere scambiati, aumentando così le possibilità di liquidità, attraverso il trading su exchange di asset digitali RedSwan, con cui sono in corso trattative.

Attraverso la tokenizzazione, RedSwan CRE (CRE sta per Commercial Real Estate) può frazionare la proprietà diretta di immobili commerciali, rendendoli più accessibili e attraente per gli investitori più piccoli con soglie di investimento minime basse. Gli immobili commerciali di qualità sono storicamente esclusivi di private equity e società bancarie, mentre con Red Swan sono disponibili per un numero maggiore di investitori sia retail che istituzionali.

La tokenizzazione consente inoltre di semplificare e comprimere il tempo necessario agli sviluppatori e agli sponsor immobiliari per raccogliere capitale per i loro progetti. Un processo che tradizionalmente richiede molti mesi per essere completato e richiede molti intermediari e molte pratiche burocratiche può essere ridotto in giorni o settimane a un costo inferiore.

RedSwan CRE è stata fondata da Ed Nwokedi, Don Oparah e Roy Malkin. Nwokedi ha 17 anni di esperienza lavorando per Colliers, Cushman e Wakefield e Malkin ha lavorato nella tecnologia e ha diverse exit alle spalle. Oparah ha partecipato a oltre 20 diverse startup ed è stato fondatore e direttore di The Venture Accelerator presso l’UC Santa Barbara.

La società ha lanciato una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma USA SeedInvest con un obiettivo di raccolta fino a $5 milioni e con una valutazione pre-money di 55 milioni di dollari. Nei precedenti round di seed aveva raccolto oltre un milione di dollari.

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In soli due giorni, il primo ETF approvato negli USA ha raggiunto 1 miliardo in asset in gestione

Il fondo Bitcoin Strategy ETF di ProShares, il primo quotato a Wall Street, ha raggiunto 1 miliardo di dollari in due giorni. Battuto record precedente di un fondo basato sull’oro

 

 

Lo scorso 19 ottobre la società ProShares ha lanciato sulla Borsa di New York il primo exchange traded fund (ETF) basato su Bitcoin. Già nella prima giornata di contrattazioni aveva battuto un record, in quanto, con +4,85%, è stato il secondo Etf più scambiato di sempre al debutto.

Dopo il secondo giorno, ha battuto un altro record, diventato il fondo più veloce in assoluto a raggiungere un miliardo di dollari in asset in gestione (Asset Under Management – AUM). Il lancio del fondo di ProShares, Bitcoin Strategy ETF, era atteso da alcune settimane tanto da influenzare, apparentemente, il prezzo del Bitcoin il cui valore è aumentato del 48% da settembre superando i 66mila dollari, superiore al record assoluto precedente, ottenuto nell’aprile scorso, di 64.859 dollari.

Il nuovo record stabilito da Bitcoin Strategy ETF è tanto più eclatante quanto più lo si paragoni al record precedente, tre giorni per raggiunger 1 miliardo, che era stata stabilito nel 2004, ben 18 anni fa, da un fondo basato sull’oro (ticker GLD).

Come si legge nel materiale informativo, ProShares Bitcoin Strategy ETF è il primo ETF degli Stati Uniti collegato a bitcoin ed è progettato per fornire risultati di investimento che generalmente corrispondono alle prestazioni di bitcoin1. Il fondo mira a fornire un apprezzamento del capitale principalmente attraverso l’esposizione gestita a contratti futures bitcoin e non investe direttamente in bitcoin.

Secondo quanto riporta Wired, Ian Balina, CEO della società di analisi Token Metrics, ha affermato: “siamo davanti a una diga di nuovi capitali e di nuove persone pronte a entrare nello spazio delle criptovalute”.

La SEC intanto ha approvato un secondo ETF, Bitcoin Strategy di VanEck, che dovrebbe debuttare la prossima settimana. Il fondo fornirebbe esposizione tramite contratti future su Bitcoin regolati in contanti negoziati solo su exchange registrati presso la Commodity Futures Trading Commission, veicoli d’investimento congiunto e altri ETP (exchange-traded product).

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La piattaforma di equity crowdfunding USA Republic chiude un round B di 150 milioni di dollari

Nata come piattaforma di equity crowdfunding in USA, Republic si è diversificata su altri strumenti digitali e il capitale raccolto punta all’espansione globale

 

 

 

Republic, una delle maggiori piattaforme di equity crowdfunding USA, ha raccolto $150 milioni in un round di serie B. La valutazione dell’azienda non è stata resa nota. La società aveva chiuso un round A da 36 milioni nel marzo di quest’anno.

Il round è stato guidato da Valor Equity Partners che, come parte degli accordi, inserisce il proprio partner Vivek Pattipati nel consiglio di amministrazione di Republic.

Al round hanno partecipato anche altri investitori, compresi quelli già nel capitale, tra cui Galaxy Interactive, Motley Fool Ventures, HOF Capital, Tribe Capital e CoinFund. Republic ha inoltre affermato che hanno partecipato anche Pillar VC e diversi altri “esponenti di Wall Street”, tra i quali Brevan Howard, Atreides e dirigenti di GoldenTree Asset Management.

Il coinvolgimento di investitori internazionali indica l’ambizione di Republic di espandere le operazioni in tutto il mondo. La piattaforma prevede infatti di utilizzare i finanziamenti per espandersi geograficamente e sviluppare nuovi prodotti di investimento, pur continuando a dimensionare e ancorare la propria posizione di impresa di investimento “che opera in prima linea nell’economia digitale“.

Il fondatore e CEO di Republic Kendrick Nguyen ha dichiarato: “Siamo profondamente grati che Valor Equity Partners guidi il nostro finanziamento di serie B. Con il loro investimento arriva l’esperienza operativa che ha trasformato molte aziende in fase di crescita in marchi riconosciuti globalmente. Republic spicca all’incrocio tra tecnologia blockchain, investimenti al dettaglio e mercati dei capitali tradizionali. In questa posizione, non c’è partner migliore di Valor per lavorare fianco a fianco con noi in questa prossima fase di crescita“.

Pattipati, Partner di Valor, ha aggiunto: “Valor ha una storia di investimenti in innovatori del settore e crede che Republic sia una scelta naturale per il nostro portafoglio. Siamo allineati con la visione di Republic di trasformare il mercato degli investimenti privati e inaugurare una nuova era del capitale di rischio. Valor non vede l’ora di lavorare a stretto contatto con questo team eccezionale“.

Republic, che gestisce anche due fondi di investimento chiusi, registra attualmente un patrimonio in gestione di circa $1 miliardo. Dal suo lancio come portale di equity crowdfunding autorizzato nel 2016 con il “Reg CF” di SEC, Republic ha ampliato le sue offerte e i suoi verticali. Oggi infatti Republic ha diversificato le proprie offerte di investimento includendo immobiliare, gaming e asset digitali e si rivolge sia a investitori accreditati sia retail. Recentemente, la società ha rivelato la sua intenzione di entrare nel “litigation funding”. Inoltre, opera nella consulenza blockchain e ha lanciato il servizio Republic Realm che si concentra esclusivamente su “Metavers” e NFT.

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Biogenera raccoglie quasi 3 milioni nel suo terzo con equity crowdfunding da più di 600 investitori

La PMI innovativa Biogenera chiude con successo il suo terzo round di equity crowdfunding su Crowdfundme con quasi 3 milioni e un valore decuplicato rispetto ai round precedenti

 

 

Biogenera, PMI innovativa specializzata nella creazione e sviluppo di farmaci personalizzati a DNA per la cura di malattie fino ad oggi considerate incurabili, ha chiuso con successo e con una grande partecipazione di piccoli e grandi investitori il suo terzo round di equity crowdfunding. La raccolta, effettuata sul portale Crowdfundme, ha raggiunto i 2,9 milioni, grazie alla partecipazione di 644 investitori.

Biogenera aveva già lanciato precedentemente altre due campagne di successo: la prima, nel 2017 su 200Crowd, aveva raccolto 380 mila euro da 95 investitori, con una valutazione pre-money di 8,5 milioni; la seconda, nel 2018 su Backtowork, con una valutazione più contenuta, 7,3 milioni, aveva superato i 700 mila euro grazie a 73 investitori.

Per questo terzo round su Crowdfundme, la valutazione pre-money è stata di ben 70 milioni, consentendo così agli investitori dei primi due round di quasi decuplicare il valore delle proprie quote. Tale valutazione è molto probabilmente dovuta al fatto che l’azienda ha concluso con successo gli studi preclinici del farmaco anti-tumorale più avanzato BGA002 ed ha ottenuto la designazione di farmaco orfano per il trattamento del tumore dei bambini più mortale (Neuroblastoma), dall’EMA e FDA degli USA, e per il trattamento dei sarcomi delle parti molli (dall’EMA) nonché del tumore al polmone a piccole cellule (dall’FDA). Inoltre, conta più di 50 brevetti internazionali approvati, inclusi i farmaci anti-tumorali BGA002 e BGA003 ed altri nuovi farmaci candidati. Infine, Biogenera è in contatto con numerose aziende farmaceutiche a livello internazionale, con l’obiettivo di stabilire uno o più accordi strategici già nei prossimi 12 mesi.

Forte di questi risultati, la PMI ha avviato il processo di quotazione in borsa su Euronext per puntare sia alla crescita internazionale, sia all’aumento della visibilità con la possibilità, quindi, di creare accordi e collaborazioni strategiche con altre società farmaceutiche.

Il coinvolgimento degli investitori è stato uno dei successi più rimarchevoli di questo terzo round. Oltre al numero assoluto, 644, già da record (seconda campagna per numero di investitori del 2021 escludendo progetti immobiliari e veicoli d’investimento), è da notare che, stante il chip minimo molto contenuto (500 euro), gli investimenti sono molto distribuiti: il 2% degli investitori (11), con 90 mila euro in media a testa ha contribuito per il 34,5% della raccolta; il 13% (83), con 12 mila euro in media a testa ha contribuito per un altro 34,5%; l’85% (550) ha investito in media €1.600 a testa contribuendo al restante 31%.

Chi è Biogenera

BIOGENERA ha ideato e sviluppato MyGeneraTM, una piattaforma biotecnologica brevettata, unica e altamente innovativa, che consente di identificare nuovi farmaci a DNA che agiscono direttamente bloccando i geni mutati che causano le patologie. I nuovi farmaci di BIOGENERA mirano a bloccare le cause delle patologie, ottenendo massima efficacia terapeutica e minima o assente tossicità, e costituiscono una grande novità rispetto a numerose terapie attuali che sono poco efficaci e spesso tossiche.

La società è stata fondata da Roberto Tonelli, ricercatore di Farmacologia e Biotecnologie presso l’Università di Bologna con oltre 20 anni di esperienza nel settore e più di 150 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali peer-reviewed, e Andrea Pession, Professore Ordinario di Pediatria presso l’Università di Bologna e Direttore della Clinica Oncologica Pediatrica del Policlinico Sant’Orsola di Bologna.

 

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Ermes, finanziata nel 2017 su Mamacrowd, inserita da Gartner nelle top 100 del mondo per la Cybersecurity

La startup italiana Ermes è stata inclusa da Gartner tra le top 100 aziende per la Cyberscurity. Nel 2017 aveva raccolto 250k con equity crowdfunding su Mamacrowd

 

 

Ermes Cyber Security è una startup innovativa nata nel 2017 come spin-off del Politecnico di Torino. Composta da un team di ricercatori con più di 10 anni di ricerca sul fenomeno del tracciamento Web, ha realizzato una piattaforma che, grazie ad algoritmi brevettati basati su machine learning e big data, aiuta le aziende a difendersi dai rischi provocati dai Web tracker.

Gartner l’ha inclusa, unica italiana, tra le Top 100 aziende di cybersecurity, delle realtà cioè che sfruttano l’intelligenza artificiale per rilevare e difendere da attacchi alla sicurezza delle aziende.

Come riporta CorCom, l’inclusione di Ermes all’interno della selezione è scaturita dalla convergenza di tre ricerche di settore: una prima, pubblicata il 7 settembre 2021, “Emerging Technologies: Adoption Growth Insights for AI in Security Attack Detection“, che ha esaminato il comportamento dell’intelligenza artificiale durante il rilevamento degli attacchi su diversi segmenti di mercato e gestione del rischio.

Una seconda, divulgata il 13 settembre 2021, “Emerging Technologies: Patterns in How Providers Position AI for Security Attack Detection“, che ha studiato la differenziazione delle soluzioni di 41 realtà per casi d’uso mirati e proposte di valore.

E, infine una terza, diffusa il 14 settembre 2021, “Emerging Technologies: AI in Security Attack Detection Adoption Patterns Driving Business Values“, che ha analizzato l’uso dell’intelligenza artificiale nel rilevamento degli attacchi, sottolineando i benefici nella difesa delle aziende sempre più efficace, che ha permesso a Ermes di differenziarsi tra le 96 realtà analizzate.

Ermes Cyber Security, nell’agosto 2017, aveva chiuso con successo un round di equity crowdfunding sulla piattaforma Mamacrowd, raccogliendo 250 mila euro grazie a 21 investitori, con una valutazione pre-money di 1,1 milioni. La società è oggi una realtà in costante crescita, che, nel 2020, contava quasi 30 dipendenti e case-histories di successo tra cui Carrefour, ENEL, Lavazza, Unione Industriale Torino, Reale Mutua e CVA.

Siamo veramente orgogliosi di essere stati selezionati come unica realtà italiana all’interno di una classifica così autorevole a livello internazionale, che annovera le più grandi aziende del settore. Certi che l’Italia stia, finalmente, diventando un punto di riferimento sostanziale nel panorama della Cybersecurity, abbiamo investito tutto sulle competenze tecniche e trasversali di quello che, oggi, è un team eccelso e all’avanguardia” dichiara Hassan Metwalley, Ceo e Co-founder di Ermes Intelligent Web Protection “Realizzare un caso di successo per valorizzare i talenti che esistono nel nostro Paese continuerà ad essere la nostra priorità. Ci auguriamo che i risultati di questo studio incentiveranno la convergenza tra giovani, investimenti e tecnologie emergenti made in Italy.”

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Equity crowdfunding come strumento per consentire anche alle PMI di fare Open Innovation

Si moltiplicano i casi di PMI che investono con il crowdfunding in startup per perseguire l’innovazione. I casi di due campagne in corso: Unyli e Lesson Boom

 

 

Di “Open Innovation” si parla sempre più frequentemente in riferimento, soprattutto, alle grandi imprese le quali, per creare più valore e competere meglio sul mercato, scelgono di ricorrere non soltanto alla R&S interna, ma anche a idee, soluzioni, strumenti e competenze tecnologiche che arrivano dall’esterno, in particolare da startup (cit. Economyup). Per attuare questa strategia, le grandi imprese utilizzano lo strumento del Corporate Venture Capital per il quale, secondo un recente report di Gellify, le imprese che lo implementano riservano ogni anno dai 5 ai 10 milioni di euro. Si tratta di dimensioni abbordabili per le grandi imprese, ma impensabili per le PMI che volessero adottare una strategia di sviluppo simile.

L’equity crowdfunding, invece, nel tempo, ha dimostrato di essere uno strumento più conforme alle dimensioni delle piccole e medie imprese che, infatti, lo hanno spesso utilizzato per investimenti diretti in startup.

I casi sono sempre più frequenti, ma gli esempi più recenti riguardano due campagne in corso: Unyli, tecnologia e modello distributivo innovativi per il mercato dell’intimo e Lesson Boom, marketplace che unisce istruttori e guide sportive a chi ama lo sport.

Unyli

La campagna di Unyli, giunta a metà del suo percorso con già 114 mila euro raccolti rispetto ai 100 dell’obiettivo iniziale, oltre a Trentino Sviluppo in qualità di investitore professionale, ha raccolto anche l’investimento di AD-archdesign, General Contractor specializzato nella progettazione e realizzazione di arredamento per locali pubblici e commerciali.  Fondata da Andrea Piceni nel 2011, Ad-archdesign, offre soluzioni d’arredo su misura con un’offerta “chiavi in mano” dall’ideazione alla supervisione e realizzazione del progetto. L’impresa, che ha una forte expertise nel settore delle catene franchising, ha realizzato una crescita di fatturato 2020 vs 2019 pari a +123,5% con circa 4mln di ricavi e punta quasi a raddoppiare la crescita nel 2021.

Il fondatore di AD-archdesign Andrea Piceni, spiega bene le ragioni alla base della sua decisione di investire in Unyli: “Sin dalla nostra nascita seguiamo come General Contractor il segmento delle catene franchising, con una grande specializzazione nel settore food, attraverso la collaborazione con player primari di questo mercato. Investire in Unyli e in un settore come quello dell’intimo rappresenta l’inizio di un’avventura imprenditoriale sfidante che ci ha appassionato sin da subito. Inoltre, sostenere le startup ai loro esordi e accompagnarle nella crescita è sicuramente fonte di ispirazione ed un modo per contribuire alla costruzione del futuro tessuto economico italiano, fatto di innovazione, creatività e cultura imprenditoriale”.

L’innovazione introdotta da Unyli consiste, in sintesi, nell’integrare i canali offline e online, selezionando da un lato i brand noti (in queste settimane l’azienda ha stretto nuovi accordi con nuovi brand come Chiara Ferragni e Armani Underwear) o ad alto potenziale e affiliando, dall’altro, i negozi tradizionali cui viene offerto un percorso di digitalizzazione. Questo consente loro di ottimizzare le vendite e le scorte di magazzino e di aver accesso al canale di vendita web, attraverso l’e-commerce di Unyli. I negozi affiliati diventano, infatti, anche gli “hub” fisici, territoriali, presso cui vengono dirottati gli ordini raccolti attraverso lo store online.

Lesson Boom

Lesson BOOM è un marketplace verticale sullo sport che mette in contatto professionisti sportivi e liberi professionisti specializzati con utenti su tutto il territorio nazionale e che permette agli appassionati di sport di poter usufruire delle migliori strutture e dei migliori professionisti.

La sua campagna ha raggiunto l’obiettivo ed è in overfunding, grazie anche all’investimento di SportIT, punto di riferimento per l’e-commerce del settore sportivo. La società è nata nel 2013 dall’esperienza trentennale maturata nel mercato tradizionale degli articoli sportivi e per il tempo libero, grazie al fondatore di Brico Sport e alla famiglia Colzani che ne ha proseguito l’opera e l’attività. SportIT mantiene i 2 punti vendita storici e tradizionali a Seregno e Cesano Maderno, integrandoli con due corner shop a Monza e Verona e guardando al futuro con SportIT Football Milano, un nuovo concetto di store che integra gli spazi del negozio tradizionale con i servizi dell’online.

Andrea Colzani, AD  di SportIT, racconta come è nata l’idea di investire nella startup: “Noi crediamo molto nelle partnership. Quando c’è stata l’occasione di parlarne con Giovanni Ghigliotti (fondatore di Lesson Boom – ndr) per Lesson BOOM non mi sono tirato indietro proprio perché penso che, lavorando insieme, si possa creare valore.  Il mondo in questi anni è cambiato e sta cambiando ancora più velocemente: si punterà sempre più sul digitale, sull’innovazione, e sui servizi. Lesson BOOM e SportIT vanno a braccetto in tal senso, e il progetto di questi giovani startupper si concilia benissimo con il nostro mantra “Passion. Experience. Sport. Lesson BOOM è una piattaforma digitale che cerca di avvicinare chi vuole praticare lo sport e chi lo può insegnare; SportIT è invece il sito che offre agli appassionati l’attrezzatura e i consigli giusti per praticarlo. Noi, come loro, crediamo nell’innovazione e nella passione di chi lo sport lo vive. Non ho dubbi sul futuro: questa è una di quelle partnership in cui uno più uno sarà uguale a… tre.”

Lesson BOOM consente di scegliere e prenotare lezioni singole, abbonamenti o pacchetti speciali per poter praticare lo sport che si ama. L’obiettivo è di semplificare la ricerca delle lezioni sportive e dei professionisti specializzati scegliendo l’alternativa più soddisfacendo e prenotando e pagando direttamente sul portale.  Con 1200 iscritti alla piattaforma ripartiti tra strutture sportive e liberi professionisti e 5000 utenti registrati, la startup è presente in oltre 100 località italiane con un focus su Milano e Roma.

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Al via la Spac promossa da Vialli e Zanetton, cofondatori del crowdfunding italo-britannico Tifosy

La Spac, con sede alle Isole Cayman, intende raccogliere 250 milioni di dollari all’atto della quotazione a Wall Street, offrendo 25 milioni di unità al prezzo di 10 dollari l’una

 

Gianluca Vialli

 

Gianluca Vialli (leggenda di Juventus, Sampdoria e Chelsea) e Fausto Zanetton (specialista nei settori media, tech e sport in Goldman Sachs e Morgan Stanley), cofondatori della piattaforma di equity e lending crowdfunding britannica Tifosy, hanno avviato nei giorni scorsi la Spac Iconic Sports Acquisition. Lo riferisce BeBeez.

La Spac ha l’obiettivo di “identificare, acquisire e accelerare business nel settore sportivo o in comparti  adiacenti, come dati, analisi, media e tecnologia”.  Con sede alle Isole Cayman, Iconic Sports Acquisition intende raccogliere 250 milioni di dollari all’atto della quotazione a Wall Street, offrendo 25 milioni di unità al prezzo di 10 dollari l’una. Ogni unità comprende un’azione ordinaria e la metà di un warrant, esercitabile al prezzo di 11,50 dollari. Tenendo conto di 6,25 milioni di azioni di classe B in mano agli sponsor, la Spac dovrebbe quindi avere un valore di mercato di 313 milioni di dollari. Credit Suisse e Morgan Stanley sono i joint bookrunner dell’operazione.

Oltre a Tifosy, i promotori di Iconic Sports Acquisition sono i tycoon e patron sportivi Jimmy Dinan (comproprietario dei Milwaukee Bucks, oltre che presidente e proprietario di York Capital), Edward Eisler (proprietario di Eisler Capital, un hedge fund con sede a Londra) e Alexander Knaster (finanziere ebreo russo fondatore di Pamplona Capital).

Knaster, peraltro, ha collaborato di recente con Tifosy, che è stato suo advisor nell’acquisizione per 12 milioni di euro del 75% del Pisa Calcio (AC Pisa) dalle famiglie Ricci e Paletti. Il restante 25% di AC Pisa è rimasto invece di proprietà della holding Ma.Gi.Co detenuta dalla famiglia Corrado. Il trio Knaster-Vialli-Zanetton era stato coinvolto il tentato acquisto della Sampdoria insieme a James Gerard Dinan (il fondatore di York Capital) nell’agosto 2019, ma la trattativa non era andata in porto. Sempre Vialli, Dinan e Knaster avevano trattato anche per il Parma Calcio, che poi dopo varie altre trattative poi sfumate è stato venduto all’americano Kyle Krause, che ha acquistato il 90% del capitale e il 99% delle quote di Progetto Stadio Parma srl, la società impegnata al riammodernamento dello stadio Tardini).

Inoltre nel gennaio scorso Tifosy era stata coinvolta dal private equity BC Partners come advisor nelle trattative con l’azionista di controllo dell’Inter, Suning. La squadra è alla ricerca di capitali freschi per supportare il circolante e in prospettiva per rifinanziare i 375 milioni di euro di bond in scadenza a fine 2022. BC Partners nel gennaio scorso aveva siglato un contratto di esclusiva a trattare, mentre alla finestra erano rimasti il fondo svedese EQT, gli americani Arctos Sports Partners e Ares Management Corporation e il fondo sovrano di Singapore, Temasek Holdings. Nel febbraio scorso BC Partners aveva valutato la squadra neroazzura meno dei 900-950 milioni di euro richiesti da Suning e così l’offerta era stata rifiutata.

Chi è Tifosy

Tifosy è l’unica piattaforma di crowdfunding sportivo al mondo autorizzata dalla FCA, la Consob britannica. E’ stata fondata nel 2015 a Londra da Fausto Zanetton e Gianluca Vialli. Grazie al suo passaporto europeo ha ottenuto l’iscrizione all’albo speciale Consob delle piattaforme di equity crowdfunding. Questo le ha permesso nel novembre 2018 di collocare il minibond da 2,38 milioni emesso dal Pescara Calcio e quello da 1,5 milioni del Frosinone Calcio nel febbraio 2018.

Tifosy ha lanciato in UK ben 2 campagne di equity crowdfunding su se stessa. Con la prima, del settembre 2017, ha superato il target di un milione di sterline, raggiungendo quota 1,325 milioni. Nell’aprile 2019 ha lanciato la sua seconda campagna, con un obiettivo di raccolta di 2 milioni di sterline per  l’11,3% del capitale, valutato pre-money 15,7 milioni. Nel febbraio 2020 Tifosy ha avviato il suo mercato secondario: Tifosy Exchange. Operando come una bacheca, Tifosy Exchange permette ai membri di Tifosy di esprimere il loro interesse a vendere o acquistare obbligazioni e azioni per la prima volta. In questo modo, i membri della piattaforma possono convertire i loro investimenti in rendimenti anticipati o investire al di fuori dell’opportunità di investimento originale.

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L’exchange USA Bakkt sigla una partnership con Google per i pagamenti con Google Pay

Grazie all’accordo, che include anche i servizi di Google Cloud, gli utenti di Bakkt potranno pagare con criptovlaute direttamente attraverso Google Pay

 

 

Bakkt, un marketplace di asset digitali che consente ai consumatori di acquistare, vendere, inviare e spendere criptovalute, ha annunciato una partnership con Google per estendere la portata e l’usabilità delle risorse digitali. Grazie all’accordo, gli utenti di Bakkt potranno aggiungere la loro carta di debito virtuale Bakkt Visa (“Carta Bakkt”) in Google Pay per acquistare beni e servizi online, in negozio od ovunque sia accettato Google Pay, convertendo criptovalute come Bitcoin in valuta fiat.

Inoltre, Bakkt ha selezionato Google Cloud come principale fornitore di servizi cloud e commercializzerà le sue soluzioni basate su Google Cloud ai maggiori rivenditori e commercianti negli Stati Uniti. Bakkt intende utilizzare il cloud di Google per introdurre nuove funzionalità di analisi dei dati grazie all’intelligenza artificiale (AI) e al machine learning (ML) oltre alla geolocalizzazione. Lo scopo è di offrire ai merchant strumenti in grado di aumentare la fidelizzazione dei loro clienti sulla base di modelli di comportamento più precisi.

Questa partnership è una testimonianza della forte posizione di Bakkt nel mercato degli asset digitali, in quanto consente ai consumatori di utilizzare le proprie risorse digitali in tempo reale, in modo sicuro e affidabile“, ha affermato Gavin Michael, CEO di Bakkt. “Inoltre, la collaborazione con Google Cloud ci consentirà di continuare nello sviluppo di una piattaforma sempre più innovativa e  che può scalare per soddisfare le esigenze di milioni di utenti“.

Google Cloud è in prima linea nell’accelerazione del commercio digitale, aiutando molti rivenditori e commercianti“, ha affermato Kirsten Kliphouse, presidente di Google Cloud per il Nord America. “Siamo orgogliosi di aiutare Bakkt ad accelerare e scalare la disponibilità delle loro soluzioni innovative, alimentate dalle nostre tecnologie“.

Lanciato da Intercontinental Exchange nel 2018, Bakkt ha inizialmente offerto contratti futures BTC esclusivamente agli investitori accreditati ed è autorizzata dallo Stato di New York a fornire la custodia di bitcoin come custodian qualificato. A marzo, la piattaforma ha rilasciato un’app che permette agli utenti di utilizzare cryptovalute per fare acquisti e che è stata progettata per “incrementare la spesa dei consumatori, ridurre i costi di pagamento e sostenere i programmi di fidelizzazione dei commercianti.

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La scale-up WeRoad raccoglie 4 milioni su Backtowork coinvolgendo i clienti del private banking di Intesa

WeRoad, tour operator di viaggi per Millenial, raccoglie 4 milioni in una campagna di equity crowdfunding nell’ambito di un round complessivo di 13,5 milioni

 

 

WeRoad,  scale-up italiana specializzata in viaggi avventura a lungo raggio per il target Millennial, ha raccolto 13,5 milioni di euro in un mix tra equity, debito e convertible di cui 4 milioni tramite un club deal realizzato attraverso la piattaforma di equity crowdfunding BacktoWork.

Alla campagna, lanciata da BacktoWork con il supporto di Intesa Sanpaolo Innovation Center (la società del Gruppo che si occupa di esplorare e apprendere nuovi modelli di business e fungere da motore e stimolo della nuova economia in Italia), hanno aderito oltre 100 clienti di Intesa Sanpaolo Private Banking. L’operazione è stata gestita tramite il veicolo societario Finroad srl il cui promotore è Riccardo Schiavotto, founder di Lanieri.com (di cui ha realizzato la exit nel 2020) e pluri-WeRoader.

“La campagna di WeRoad è la seconda operazione sulla nostra piattaforma che coinvolge con successo i clienti di Intesa Sanpaolo Private Banking, a dimostrazione che il crowdinvesting può diventare un efficiente strumento d’investimento alternativo per gli HNWI – commenta Alberto Bassi, CEO di BacktoWork. – In questo modo, inoltre, i capitali privati possono esercitare un impatto diretto sulla crescita del tessuto imprenditoriale innovativo, contribuendo di fatto al rilancio dell’economia italiana in un momento delicato di ripresa come quello che stiamo vivendo.”

Parallelamente alla gestione che ci ha permesso di uscire solidi dal mare in tempesta della pandemia, nell’ultimo anno abbiamo lavorato con i nostri investor che ci hanno sempre rinnovato la fiducia e sostegno. Siamo inoltre andati ad ampliare la cap table e ad estenderla anche con un’operazione di club deal gestita da BacktoWork in partnership con Intesa Sanpaolo Private Banking” spiega Alessandro Zanchetton, Managing Director di WeRoad.

WeRoad è un’innovativa realtà di viaggi che, con una community forte di un ampio seguito sui social (oltre 1 milione di follower) e la forza di 600 coordinatori, ha portato oltre 30.000 viaggiatori alla scoperta del mondo e di nuove amicizie in più di 190 destinazioni a lungo e corto raggio, operando in tre mercati: Italia, Spagna e Regno Unito.

WeRoad offre viaggi on the road per piccoli gruppi di persone che non si conoscono. L’esperienza di viaggio diventa non solo occasione per esplorare un Paese viaggiando in maniera itinerante ma anche per conoscere nuove persone e fare nuove amicizie. I viaggiatori WeRoad infatti partono da soli (l’80% è single) come sconosciuti: la condivisione di esperienze sapientemente curate dai nostri Travel Designers crea legami duraturi già al termine del viaggio stesso. I gruppi WeRoad sono concepiti per piccoli gruppi di persone (dalle 8 alle 15) omogenei per fascia d’età (25-35 anni e 35-35 anni) e con lo stesso mood di viaggio. Ogni tour WeRoad è infatti progettato per offrire la migliore esperienza in base al mood di viaggio preferito (Natura e Avventura, Monumenti & Storia, Relax & Beach Life, Città & Cultura, Party & Nightlife).

Segnalata da Sifted come una delle 28 startup italiane su cui investire nel 2021 e da Tech5 di TheNextWeb tra le 5 “hottest” scaleup italiane, WeRoad non solo registra un 2020 poco sotto l’anno precedente, ma nel 2021 si avvia a chiudere l’anno con ricavi superiori all’era pre-Covid.

Sono stati due anni difficili fa eco Paolo De Nadai, CEO e founder di WeRoad le restrizioni hanno messo a dura prova la serenità di tutti noi, la solitudine è esplosa e con essa l’esigenza di tornare a viaggiare, condividere esperienze, vivere di nuovo una vita piena e libera. Siamo quindi molto fieri dell’impatto che WeRoad ha nella vita delle persone e sentiamo forte la responsabilità di essere un attore protagonista di una ripartenza che metta le connessioni umane al centro”.

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Al via Cryptosmart, fintech per comprare e vendere criptovalute e portafogli digitali

Il nuovo exchange italiano, con sede a Perugia, oltre allo scambio di criptovalute, consente anche di effettuare pagamenti e, a breve, sarà disponibile anche il servizio di staking

 

 

E’ stata costituita Cryptosmart, fintech per comprare e vendere criptovalute e portafogli digitali. Nella costituzione, la startup è stata assistita da Lexia Avvocati. Cryptosmart è il primo exchange di criptovalute tutto italiano (soci, sede della società, legislatura e conto di deposito presso banca italiana) che intende diventare uno dei principali operatori del settore. La società è stata fondata a Perugia da Alessandro Ronchi, Claudio Baldassarri e Alessandro Frizzoni. Oltre a consentire ai propri utenti di comprare, vendere e depositare criptovalute, sta avviando i servizi di ricezione di pagamenti in criptovalute per aziende con piattaforme e-commerce, il servizio di pagamento in criptovalute per l’acquisto di prodotti e servizi dei più importanti brand, lo staking di criptovalute e ulteriori servizi dedicati alle imprese italiane che intendono utilizzare criptovalute nella propria operatività.

Alessandro Ronchi, co-fondatore di Cryptosmart, ha dichiarato: “A differenza degli altri player del settore, il nostro progetto è al 100% italiano con l’obiettivo di operare in maniera trasparente e nel rispetto delle normative, in grado di rispondere con precisione e semplicità ai quesiti di tutte quelle persone attratte dalle criptovalute come un possibile investimento o utilizzo come forma di pagamento nella vita quotidiana”.

Sono diversi i servizi disponibili sulla piattaforma, tra exchange, pagamenti e wallet digitale. L’apertura conto e la gestione del wallet sono gratuite e le commissioni sulle transazioni (ovvero per l’acquisto, la vendita o le conversioni) vanno da un massimo di 0,20% fino a un minimo dello 0% (per oltre 2 milioni di euro di valore di transazione).

Le criptovalute e beni digitali come Bitcoin, Ethereum, Dogecoin, Cardano, Polkadot e Litecoin possono essere acquistate con un bonifico bancario e il cliente può anche spostare in Crypto Smart criptovalute già in suo possesso in un’altra piattaforma o conto. Inoltre, i depositi possono essere convertiti in euro o criptovalute e allo stesso modo possono essere ritirati in qualsiasi momento attraverso un bonifico bancario o ricevendo criptovalute lasciando piena libertà al cliente su come essere liquidato.

La piattaforma prevede inoltre il servizio di pagamento in criptovaluta e wallet digitale, sostituendo il denaro o qualsiasi altra moneta, per le operazioni di ricezione o invio di pagamenti. È un servizio pensato non solo per i consumatori ma anche per le aziende che possono così dare la possibilità ai propri clienti di pagare attraverso criptovalute. Il servizio di pagamento in valute digitali è facilmente integrabile con i maggiori software di e-commerce (Woocommerce, Shopify, Drupal, Magento, Prestashop, Shopware, WordPress) e con molta rapidità, permette alle aziende di ricevere il pagamento dai propri clienti.

La società ha infine annunciato che presto sarà disponibile anche il servizio di “staking” che consente agli utenti Crypto Smart di mettere a disposizione le proprie criptovalute per partecipare al meccanismo di proof of stake utilizzato dalla rete blockchain per la convalida delle transazioni e la registrazione di un “nuovo blocco”, in modo da permettere agli utenti di ricevere la ricompensa derivante da questa attività.

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