Mese: Novembre 2022

La Cassazione ribadisce che le criptovalute sono prodotti finanziari a tutti gli effetti

In una sentenza del 22 Novembre, la Corte di Cassazione, ha ribadito che le criptovalute sono prodotti finanziari, in quanto possiedono i caratteri propri dell’investimento finanziario

 

 

Le criptovalute sono a tutti gli effetti dei prodotti finanziari, possedendo i caratteri propri dell’investimento finanziario come l’impiego di capitali, l’aspettativa di rendimento e il rischio che ne deriva. A stabilirlo è stata la seconda sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44378 del 22 novembre 2022.

Nel testo della sentenza, si legge “che la valuta virtuale deve essere considerata strumento di investimento perché consiste in un prodotto finanziario, per cui deve essere disciplinata con le norme in tema di intermediazione finanziaria (art.94 ss. TUF), le quali garantiscono attraverso una disciplina unitaria di diritto speciale la tutela dell’investimento; pertanto, chi eroga detti servizi è tenuto ad un innalzamento degli obblighi informativi verso il consumatore, al fine di consentire allo stesso di conoscere i contenuti dell’operazione economico-contrattuale e di maturare una scelta negoziale meditata”.

Nel caso esaminato dalla Corte è emerso che gli acquirenti delle criptovalute avevano investito capitali al fine di ottenere un rendimento, costituito dalla corresponsione di altre monete virtuali che avrebbero permesso la partecipazione alla piattaforma, dal valore variabile a seconda del momento dell’acquisto e che avrebbe acquistato maggior valore se il progetto relativo alla piattaforma avesse avuto successo. In tal senso, gli acquirenti si sono assunti di per sé un rischio correlato all’investimento del capitale.

Ricordiamo peraltro, che l’Unione Europea ha proposto una regolamentazione sovranazionale, il MiCa – regolamento UE sui cripto-asset, con l’obiettivo di introdurre un nuovo sistema di norme che potrebbe finalmente garantire un approccio legislativo omogeneo sulla materia. Il MiCA intende infatti disciplinare con regole precise gli strumenti digitali basati sulla tecnologia blockhain, le “criptoattività”, i soggetti che li “emettono” o li “offrono al pubblico” (tramite le cosiddette ico’s o Initial Coin Offer) e gli operatori che offrono servizi per custodirli e/o scambiarli.

Dopo il via libera di qualche mese fa da parte del Consiglio dell’Unione Europea al disegno di legge sui mercati delle criptovalute (si veda qui il comunicato stampa del Consiglio europeo e qui il testo completo della bozza di regolamento), l’iter è proseguito al Parlamento UE con l’European Parliament Committee on Economic and Monetary Affairs (ECON) che il 10 ottobre ha poi votato a favore del Regolamento.

Tuttavia, prima che l’atto possa essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, dovrà essere votato in una sessione plenaria del Parlamento europeo, probabilmente nel corso del 2023.

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Nel secondo semestre 2022 la finanza alternativa ha mobilitato 2,6 miliardi di euro

All’Alt-Finance Day 2022, presentati i risultati del 5° Report sulla Finanza Alternativa per le PMI: un mercato che cresce, anche se meno velocemente rispetto al passato

 

 

Le risorse mobilitate nei primi sei mesi del 2022 dal mercato della finanza alternativa al credito bancario per le PMI, sono state pari a 2,6 miliardi di euro (+32% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), un ottimo risultato se si considerano i 4,5 miliardi di euro mobilitati nel 2021 e i 3,2 miliardi di euro del 2020. Una crescita che ha interessato in particolare gli strumenti di debito (direct lending e minibond) a scapito dell’equity che ha registrato maggiori difficoltà.

Sono i risultati rilevati nel 5° Report sulla Finanza Alternativa per le PMI, presentati da Giancarlo Giudici, professore ordinario del Politecnico di Milano e Direttore Scientifico dell’Osservatorio Crowdinvesting, nel corso dell’edizione 2022 dell’Alt-Finance Day – La giornata della Finanza Alternativa, organizzata da Innexta in collaborazione con School of Management del Politecnico di Milano, Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Unioncamere Nazionale.

La ricerca è stata redatta con l’obiettivo di analizzare il mercato della finanza ‘alternativa’ (o ‘complementare’) al credito bancario per le PMI.

All’interno del report sono anche riportati alcuni casi aziendali di imprese che, grazie al ricorso agli strumenti di finanza alternativa hanno incrementato la propria competitività ed ottenuto vantaggi non solo in termini di maggiore inclusione e diversificazione delle fonti, ma anche di accresciute competenze manageriali, visibilità sul mercato e maggiori opportunità di investimento.

Qui le principali evidenze emerse.

Minibond

I minibond rappresentano uno dei mercati più importanti tra quelli analizzati con 614 imprese emittenti (di cui 65 si sono affacciate sul mercato per la prima volta nel primo semestre 2022) per un controvalore collocato di € 836,5 milioni. Un mercato che presenta prospettive di crescita anche grazie ai progetti di basket bond esistenti ed annunciati.

Crowdfunding

Il crowdfunding vede una differenza tra il lending, che ha permesso di raccogliere €185,6 milioni nel periodo tra luglio 2021 e giugno 2022 (di cui € 95,9 milioni nel primo semestre 2022, +26% rispetto al periodo precedente), e l’equity, dove la raccolta degli ultimi 12 mesi è stata pari a € 141,9 milioni, con un calo tendenziale negli ultimi sei mesi del 10% (con una raccolta di € 59,0 milioni) legato alle incertezze congiunturali e ai timori di una futura recessione. Un mercato, quello del crowdfunding, dove gli operatori saranno chiamati ad adeguarsi, entro il mese di novembre 2023, alle nuove regole europee.

Invoice Trading

L’invoice trading è lo strumento più utilizzato dalle PMI con una cessione delle fatture per un importo di € 688,4 milioni negli ultimi 12 mesi. Considerando l’arrivo di nuove risorse da fondi specializzati nell’investimento in crediti commerciali, il comparto potrà crescere ulteriormente nei prossimi mesi.

Direct Lending

Il direct lending (fondi di credito e piattaforme fintech) contribuisce alla vivacità del mercato della finanza alternativa con una stima di € 1,2 miliardi di finanziamenti negli ultimi 12 mesi (per una crescita tendenziale del 55%).

Private Equity e Venture Capital

I mercati del private equity e venture capital risultano ancora sottodimensionati rispetto ad altri Paesi Europei e l’attuale situazione congiunturale non ne incoraggia lo sviluppo. Con riferimento alle statistiche periodiche pubblicate dall’associazione di riferimento AIFI, e limitando l’attenzione alle sole operazioni di early stage ed expansion, da luglio 2021 a giugno 2022 il report rileva un flusso di € 1,48 miliardi, in buona crescita. In particolare mostra una buona performance l’investimento early stage mentre il segmento expansion continua a segnare il passo rispetto alle sue potenzialità.

Quotazione in Borsa

In ultimo si evidenzia che la raccolta che le PMI hanno effettuato sul mercato borsistico, in particolare su Euronext Growth Milan, erede di AIM Italia, è aumentata nei primi sei mesi del 2022 del 78% rispetto allo stesso periodo del 2021. A fine giugno 2022 sono 179 le società quotate, anche se le nuove emittenti registrate a partire da settembre sono solamente 2.

ICO e token offerings

Ai minimi il flusso di ICOs (Initial Coin Offerings), dove non sono state condotte operazioni significative da team italiani, mentre si affermano i collocamenti di NFT (Non Fungible Tokens) ma con ancora limitate applicazioni in ambito imprenditoriale. Si segnala inoltre, la nascita di nuove modalità come le Initial Exchange Offerings (IEOs) e le Security Token Offerings (STOs).

L’evento Alt-Finance Day

La ricerca è stata presentata a Milano presso il Palazzo dei Giureconsulti in occasione dell’iniziativa che si è aperta con saluti del Presidente della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, Carlo Sangalli e alla presenza di Giovanni Da Pozzo, Presidente di Innexta.

È seguito un dibattito, moderato dal Direttore Generale di Innexta Danilo Maiocchi, sulle principali evidenze emerse dal report, con l’intervento di Giuseppe Tripoli, Segretario Generale di Unioncamere, Alessandro Merlini di Azimut Direct, Mattia Ciprian, AD di Modefinance e Sergio Zocchi, AD di October.

Andrea Prete, Presidente di Unioncamere ha chiuso i lavori della prima parte della mattinata tirando le fila degli spunti emersi e presentando i quattro tavoli di lavoro che si sono svolti in contemporanea:

– minibond: “prodotti di large market, o di nicchia?”, moderato da Gianmarco Paglietti, Coordinatore dei progetti Innexta, con la partecipazione di Mario Mustilli, Presidente di Sviluppo Campania, Michele Vietti, Presidente ANFIR e Finlombarda, Vincenzo Carbonara, Head of alternative finance Cassa Depositi e Prestiti;

– ESG e finanza sostenibile, moderato da Sergio Luciano, Direttore del magazine Economy, media partner dell’Alt Finance Day 2022, con gli interventi di Alessandra Franzosi, Head ESG investing di Borsa Italiana-Euronext e Arianna Lovera, Senior program officer Forum per la Finanza Sostenibile;

– “Dall’ equity crowdfunding alla quotazione in Borsa”, moderato da Stefania Peveraro, Direttrice della testata Bebeez (media partner dell’iniziativa) e responsabile relazioni istituzionali di Assofintech, con ospite speciale l’Onorevole Giulio Centemero, capogruppo Commissione Finanze alla Camera;

– piattaforme fintech “strumenti di democrazia economica?”, moderato da Camilla Cionini Visani, Direttrice di ItaliaFintech, con Giuseppe Vegas, già Presidente Consob.

All’evento hanno partecipato in presenza oltre 200 tra advisor e professionisti, imprenditori del Fintech, del Venture Capital, dei Confidi e degli Istituti di credito. La giornata di lavoro è stata, inoltre, trasmessa in diretta webTV.

Le PMI sono chiamate ad affrontare sfide importanti in una congiuntura caratterizzata da rischi di indebitamento eccessivo, instabilità dei costi delle materie prime e dell’energia, rialzo dei tassi e criticità nel reperimento di nuova finanza. La differenziazione delle fonti di approvvigionamento finanziario può diventare in questo contesto una necessità ed è importante che le imprese siano pronte a cogliere le opportunità offerte dalla finanza innovativa” ha commentato Andrea Prete, Presidente di Unioncamere.

Il Presidente di Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, Carlo Sangalli, ha affermato che “In una lunga fase di crisi economica come quella che stiamo attraversando, il sistema delle micro, piccole e medie imprese è particolarmente penalizzato dall’incertezza del quadro generale e dalla stretta creditizia. La finanza complementare rappresenta, invece, per le mpmi un’importante alternativa per superare le criticità. È uno strumento in fase di sviluppo ma con grandi potenzialità di crescita. Come Sistema camerale stiamo facendo un lavoro importante di informazione, formazione e diffusione di servizi a valore aggiunto, con l’obiettivo di trasformare la finanza alternativa in una finanza quotidiana e ordinaria per tutte le imprese“.

Giovanni Da Pozzo, Presidente di Innexta, ha aggiunto “Il sistema camerale sta portando avanti un lavoro di informazione, di accompagnamento e di servizi per le imprese su tre importanti fronti: la prevenzione della crisi, la sostenibilità e la finanza alternativa. L’appuntamento di oggi vuole rappresentare un momento per fare il punto insieme ad imprese, investitori, operatori di mercato, advisor sugli strumenti che la “nuova finanza” mette a disposizione del sistema imprenditoriale per sostenere i propri progetti di sviluppo.

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La tecnologia IA di ThetaRay monitora le transazioni delle rimesse verso l’Africa per Zeepay

Una fintech ghanese sceglie la soluzione SaaS SONAR per individuare i crimini finanziari, promuovere la maggior inclusione finanziaria e supportare la crescita

ACCRA, Ghana, LONDRA e TEL AVIV, Israele–(BUSINESS WIRE)–ThetaRay, leader nella tecnologia di monitoraggio delle transazioni basata sull’intelligenza artificiale, oggi ha annunciato che Zeepay, società ghanese in rapida espansione specializzata nei servizi finanziari per dispositivi mobili, ha scelto l’avanzata soluzione SaaS antiriciclaggio SONAR di ThetaRay per il rilevamento dei crimini finanziari sulle sue transazioni delle rimesse.

L’accordo con Zeepay evidenzia la crescita di ThetaRay nel mercato africano dei pagamenti.

Le rimesse rappresentano un metodo importante per portare denaro nei paesi a basso reddito e presso le comunità non dotate di servizi bancari, ma possono anche essere utilizzate come veicolo per i crimini finanziari legati ai fondi illeciti.

La tecnologia AI con la capacità di prevenire i crimini finanziari è essenziale per le aziende fintech come Zeepay ed è una necessità crescente“, ha affermato Andrew Takyi-Appiah, amministratore delegato di Zeepay. “Con le sue caratteristiche e funzionalità distintive, SONAR di ThetaRay è la scelta giusta per la nostra attività.”

Kwame Baah-Gyimah, responsabile della conformità di Zeepay, ha aggiunto: “ThetaRay ha un’interfaccia utente senza soluzione di continuità che fornisce funzionalità intuitive e dinamiche. La loro funzione AI aiuta a migliorare gli avvisi attuabili riducendo i falsi avvisi relativi alle transazioni di rimessa”.

SONAR si basa su una forma avanzata di intelligenza artificiale che prende decisioni migliori senza pregiudizi o soglie. Consente alle fintech e alle banche di implementare un approccio basato sul rischio per identificare in modo efficace attività veramente sospette e creare un quadro completo delle identità dei clienti, anche attraverso complessi percorsi di transazioni transfrontaliere. Ciò consente la rapida scoperta di minacce di riciclaggio di denaro note e sconosciute, con una riduzione fino al 99% dei falsi positivi rispetto alle soluzioni basate su regole.

Zeepay è leader nel mercato fintech africano, rendendo davvero il mondo un posto migliore offrendo servizi a basso costo alle regioni meno servite”, ha affermato Mark Gazit, CEO di ThetaRay. “L’azienda non dovrebbe preoccuparsi che la sua tecnologia venga sfruttata mentre consente lavoratori stranieri per inviare denaro a casa alle loro famiglie. Siamo orgogliosi di fornire una soluzione di intelligenza artificiale in grado di fermare i criminali sulle loro tracce in modo che Zeepay possa continuare a promuovere l’inclusione finanziaria e far crescere la propria attività“.

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EvenFi è la prima piattaforma di crowdinvesting italiana autorizzata con il nuovo regolamento UE

La piattaforma italiana di Lending Crowdfunding EvenFi ha ottenuto l’autorizzazione europea in Spagna, Paese in cui opera oltre all’Italia

 

 

Lo scorso 17 Novembre, EvenFi, piattaforma italiana di lending crowdfunding per le imprese, ha ottenuto l’autorizzazione da parte della CNMV (Comisión Nacional del Mercado de Valores, equivalente della Consob italiana) a operare in tutto il territorio europeo, secondo la nuova normativa UE.

Dopo l’espansione in Spagna, la piattaforma di investimenti nata a Bergamo, potrà dunque disporre della regolamentazione per operare non solo in Italia e Spagna, Paesi in cui è presente, ma anche in tutto il territorio europeo. Grazie all’autorizzazione ottenuta, EvenFi diventa la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding autorizzata a offrire le proprie tecnologie a servizio delle imprese e dei risparmiatori di tutta Europa.

La piattaforma ottiene questo primato anche nel mercato spagnolo, dove l’unica altra realtà regolamentata, Crowdcube, opera però nell’equity crowdfunding.

Diego Dal Cero, CEO e founder di EvenFi, ha commentato: “È passato un po’ di tempo da quando il nuovo regolamento europeo sul crowdfunding si è affermato come protagonista nei dibattiti del nostro settore. Prima di allora, avevamo già iniziato lavorare senza tregua per realizzare appieno la nostra vocazione internazionale e avvicinare il sogno di poter offrire i nostri servizi in tutta Europa. Oggi questo sogno è ancora più vicino. L’approvazione di EvenFi da parte della CNMV fa sì che la nostra piattaforma sia letteralmente a un passo dal diventare una delle prime piattaforme europee e la prima piattaforma italiana ad essere regolamentata per offrire i propri servizi in tutta Europa a beneficio di risparmiatori e imprese. Lieti di poter dimostrare il valore del Made in Italy all’estero anche in un settore innovativo come il FinTech e di avere la possibilità di sostenere l’economia reale su una scala ancora più vasta”.

Perché in Spagna e non in Italia?

EvenFi ha molto probabilmente richiesto l’autorizzazione in Spagna non solo perché vi opera, ma anche perché in Italia non è ancora possibile.

E’ vero che lo scorso 26 Agosto è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge delega approvata dal Parlamento per recepisce il Regolamento UE sul crowdinvesting (regolamento UE 2020/1503), ma si tratta, appunto, di una delega al Governo per il varo di decreti attuativi che uniformino le leggi italiane ad alcuni principi direttivi contenuti nella legge stessa.

La legge delega è entrata in vigore lo scorso 10 Settembre, ma le elezioni, l’insediamento del nuovo Governo e le emergenze prioritarie che ha dovuto affrontare, hanno ulteriormente ritardato l’emanazione dei regolamenti attuativi, bloccando così la possibile per le piattaforme italiane di richiedere l’autorizzazione ad operare in Europa.

Chi è EvenFi

EvenFi è stata fondata a Bergamo nel 2018 con il nome di Criptalia, poi cambiato nell’ottobre del 2021, da Diego Dal Cero e Mattia Rossi con lo scopo di democratizzare la finanza con la tecnologia. La società permette di investire in pmi tramite il lending crowdfunding con un importo minimo di 200 euro, senza alcuna commissione e guadagnando fino al 9% annuo. Da inizio 2021 a fine settembre, la piattaforma ha finanziato 79 imprese, erogando 9,5 milioni. La startup opera come agente dell’istituto di pagamento MangoPay.

Come riporta BeBeez.it, EvenFi è una delle startup, insieme a Fintastico, Bit&Coffee, Biofarm e Latitudo 40, in cui nel maggio scorso ha investito 610 mila euro CRIF, gruppo bolognese specializzato nella credit information. L’operazione era avvenuta nell’ambito della prima edizione di I-Tech Innovation 2021, la call lanciata da Crif e Fondazione Golinelli per startup innovative in tre settori strategici.

Lo scorso Ottobre, la piattaforma aveva raccolto 632 mila Euro con una campagna di equity crowdfunding su WeAreStarting, avendo raggiunto in Settembre, il traguardo di 20 milioni di prestiti erogati dal suo lancio sul mercato (vedi altro articolo su Crowdfunding Buzz).

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Alt-Finance Day: presentazione Quinto quaderno di ricerca sulla finanza alternativa per le PMI

Nel corso dell’Alt-Finance Day, a Milano giovedì 24 novembre, Innexta e il Politecnico di Milano presenteranno il Quaderno di Ricerca sulla Finanza Alternativa

 

 

Minibond, equity crowdfunding, ESG e finanza sostenibile: sono questi alcuni dei temi che verranno affrontati nel corso di Alt-Finance Day, la giornata dedicata alla Finanza Alternativa che si terrà il 24 novembre a Milano e online, a partire dalle 9:15. L’evento è organizzato da Innexta in collaborazione con School of Management – Politecnico Milano, Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Unioncamere, e con BeBeez.it come media partner.

Sarà questa l’occasione per presentare il “Quinto quaderno di ricerca sulla finanza alternativa per le PMI in Italia”, realizzato dalla School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con Unioncamere e Innexta, per conoscere i più recenti trend in materia.

Aprirà i lavori il presidente di Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, Carlo Sangalli. Interverranno tra gli altri: il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, il presidente di Innexta, Giovanni Da Pozzo.

Sarà possibile seguire la mattinata di lavori sia in presenza, con posti limitati, sia collegandosi online.

Alla presentazione della ricerca seguiranno quattro tavoli di lavoro solo in presenza ristretti, che daranno l’opportunità ai partecipanti di confrontarsi e dialogare direttamente con alcuni “special guests”.

All’interno dei tavoli si parlerà delle modalità di utilizzo e delle prospettive concrete di sviluppo dei prodotti di finanza alternativa, dai minibond al crowdinvesting, ai capital market per le PMI.

Uno dei tavoli di lavoro sarà inoltre dedicato ad un tema di grande attualità, quello dei fattori ESG, in cui saranno discussi gli scenari che le nuove regole europee sulla sostenibilità aprono per tutto il sistema imprenditoriale.

Altrettanto importante sarà il tavolo dedicato al ruolo che i servizi di open banking possono giocare nell’educazione finanziaria e nella prevenzione della crisi da sovra-indebitamento.

Per maggiori informazioni e per partecipare, è sufficiente compilare il form al link: https://www.innexta.it/alt-finance-day/

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Tusk Innovation annuncia nuovi dispositivi fotovoltaici per il mining

Tusk innovation, azienda leader nelle soluzioni elettriche, ha annunciato una nuova offerta combinata di dispositivi fotovoltaici per il mining

Tusk Inc. Limited, nata nel 2012 come società di gestione finanziaria a Kuala Lumpur, con uffici in tutto il mondo, e attualmente tra i principali produttori di soluzioni elettriche incentrato sulla produzione orientata agli utenti di dispositivi per il mining e l’energia solare e di adattatori, annuncia nuovi prodotti, in particolare la linea dedicata alle applicazioni elettriche per il mining.

In qualità di azienda leader nelle soluzioni elettriche, Tusk innovation ha annunciato sconti del 30% per il Black Friday sulla sua offerta combinata di dispositivi per il mining, che combinano un pannello solare e un bitcoin miner per attività senza interruzioni, anche in mancanza di connessioni elettriche, quest’ultimo tra i principali problemi del settore del mining.

Con il recente passaggio dai materiali policristallini a quelli fotovoltaici, Tusk innovation ha testato a lungo l’efficienza della combinazione dei prodotti solari con i miner di criptovalute, e questo si è dimostrato estremamente efficace. Gli investitori che si affidano a Tusk innovation ora possono effettuare in tutta semplicità il mining delle loro criptovalute senza interruzioni, con meno rischi e un massimo profitto.

Si tratta dell’impegno per la riduzione della quantità di elettricità utilizzata dai clienti in fase di mining delle criptovalute presentato la scorsa settimana dal COO John Walls. Secondo Walls, “Le relazioni disponibili dimostravano che la quantità di elettricità richiesta dai miner può essere troppo elevata da gestire e quindi abbiamo lavorato a un’opzione convincente”.

Profitti dal mining

Nonostante il fatto che creare mining farm di criptovalute sia encomiabile e davvero redditizio per molti, è diffusa la convinzione che questo comporti costi cospicui, in particolare in termini di consumi elettrici. Fornendo un pannello solare che non grava sulle bollette elettriche e un dispositivo di mining di bitcoin in grado di eseguire attività di dual mining, Tusk Inc ha creato una soluzione a lungo termine che consente di dedicarsi semplicemente al mining delle monete, senza preoccuparsi della volatilità del mercato.

Con sede nel centro di Kuala Lumpur, Malesia, e nel Regno Unito, e uffici in tre continenti, Tusk Inc è un’azienda a parte, che si distingue in quanto propone ai clienti la possibilità di ottenere servizi di sviluppo dei portafogli di criptovalute e unità di elaborazione grafica, oltre a vantare un’approfondita esperienza nello sviluppo della blockchain e di soluzioni di mining di bitcoin, tra altre aree.

Informazioni su Tusk

Creata nel 2012 da un team manageriale competente, a cui in seguito si sono aggiunti esperti di tecnologia, Tusk Inc ora è tra i fornitori leader di soluzioni elettriche. L’azienda è orgogliosa della capacità di gestire il rischio in modo efficace grazie a un’esperienza più che decennale maturata nel settore. E grazie a numerosi progressi tecnologici ha incorporato meno iniziative rischiose nel sistema Risk Management, tra cui il mining delle criptovalute, utilizzando materiali fotovoltaici.

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Le exit dell’equity crowdfunding sono state il 10% delle imprese finanziate ma solo un altro 13% cresce bene

Secondo il primo report sulle imprese finanziate con equity crowdfunding, il 23% ha fatto una exit o sta crescendo. Il 54% cresce poco e il 24% è out of business o sta per esserlo

 

 

Quasi il 10% (9,8%) delle imprese che hanno raccolto tramite Equity Crowdfunding tra il 2014 e il 2019 ha “fatto una exit”, si è cioè quotata in Borsa o è stata oggetto di operazioni di M&A. Inoltre, a distanza di tre anni dalla chiusura con successo della campagna, il 13% risulta in crescita in termini di ricavi e marginalità.

Questo è il dato principale che emerge dal Report sulle performance dell’Equity Crowdfunding in Italia realizzato da Italian Tech Alliance – l’associazione italiana del venture capital, degli investitori in innovazione e delle startup e PMI innovative – e da BizPlace, boutique di consulenza finanziaria specializzata in servizi per aziende innovative.

Il primo studio sulle performance delle imprese che hanno raccolto con equity crowdfunding

Il report prende in esame il mercato dell’Equity Crowdfunding in Italia, dei suoi principali operatori e delle oltre 700 emittenti che hanno realizzato una campagna di finanziamento dal 2014 a oggi.

Si tratta uno studio estremamente interessante per il settore, in quanto per la prima volta, si analizzano e si mettono a confronto le performance economico-finanziarie delle emittenti a tre anni di distanza dalla raccolta, sulla base della piattaforma che le ha selezionate, del loro settore di riferimento e della loro fase di vita.

L’analisi, peraltro, evidenzia anche un altro fenomeno, in questo caso negativo: la scarsa capacità previsionale delle emittenti, dovuta ad un mix di fattori.

Secondo gli estensori dello studio, questi comprendono la tendenza delle emittenti ad esagerare le proiezioni per risultare maggiormente appetibili agli investitori e la consolidata abitudine di impostare gli obiettivi di raccolta non tanto in relazione alle effettive necessità di liquidità risultanti dal piano delle imprese, quanto piuttosto alla capacità del mercato di raggiungere facilmente tali obiettivi.

Le principali evidenze

Tornando ai dati, il report analizza le performance attese (ricavi ed Ebitda previsti nel business plan), i dati “actual” (ricavi ed Ebitda effettivamente perseguiti) e, infine, il confronto tra performance attese e e dati actual. Ciascuna di queste analisi viene articolata per settore, per fase di vita (pre-seed, seed. Serie A) e per piattaforma (vengono prese in considerazione le 7 piattaforme che hanno raccolto complessivamente di più tra il 2014 e il 2022).

Come riportato in apertura, nonostante le previsioni di crescita si rivelino quasi sempre sovrastimate, nel 23% dei casi le società che hanno raccolto tramite ECF risultano comunque in crescita e, nel 9,8% dei casi, quotate in Borsa o acquisite da gruppi più rilevanti a livello nazionale e internazionale.

A questo proposito, gli estensori dello studio rilevano: “considerando i benefici fiscali connessi a questo tipo di investimenti sarebbe sufficiente che questo 23% di società generasse un rendimento medio 3x sul capitale investito per avere un bilancio complessivo positivo per gli investitori e dunque per il mercato in generale”.

Scendendo nel dettaglio, emerge che un 13% delle emittenti è cresciuta in termini di ricavi e di queste, un 64% (Top Performer) è cresciuto con tassi di crescita superiori al 20% l’anno e ha raggiunto la profittabilità nei 3 anni successivi alla raccolta; il restante 36% cresce in termini di ricavi seppur con tassi inferiori e con marginalità ancora negative (Stable Growth).

Di converso, un 9% del totale delle emittenti risulta aver messo la società in liquidazione tra il 2014 e il 2019 (Out of business) e un 15% risulta avere ricavi in decrescita ed EBITDA negativi (Risk of failure). La gran parte delle emittenti (54%) osserva una progressiva decrescita del fatturato seppur mantenendo marginalità positive (Poor Performer).

Gli autori del report

Italian Tech Alliance – già VC Hub Italia – è l’associazione italiana del venture capital, degli investitori in innovazione e delle startup e PMI innovative italiane. È stata fondata nel 2019 dai gestori dei principali fondi di venture capital attivi in Italia e oggi conta oltre 60 soci investitori, oltre 140 tra le principali startup e imprese innovative italiane e 26 soci sostenitori.

BizPlace è una boutique di consulenza finanziaria, punto di riferimento in Italia per gli operatori del settore innovazione. Dal 2017 ad oggi ha supportato oltre 400 clienti in più di 20 verticali tecnologici differenti per operazioni di Due Diligence, M&A e finanziamento tramite canali di equity e debito.

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Un progetto di legge su educazione finanziaria e una campagna di comunicazione per avvicinare le donne agli investimenti

Giulio Centemero ha presentato un disegno di legge sull’educazione finanziaria e sostiene la campagna di Scai Comunicazione “Capitale Donna”, appoggiata anche da Assofintech

 

 

Secondo una ricerca condotta dalla banca tedesca online N26, circa il 60% della popolazione femminile europea crede che gli uomini abbiano ancora una grande predominanza nel settore della finanza; le donne investono il 29% in meno rispetto alla controparte maschile (con una media di 857,52 euro del reddito lordo mensile) e la difficoltà maggiore (per il 54% delle intervistate) risiede nella mancanza di denaro.

Per un’indagine dell’Università Cattolica, realizzata in collaborazione con Banca Widiba, in Italia, una donna su tre non percepisce una fonte di reddito propria e soltanto una su venti ne ha una integrativa. La propensione all’investimento è inoltre frenata dal pregiudizio: i consulenti finanziari sarebbero più inclini a illustrare, con dovizia di dettagli, un prodotto o un servizio quando si trovano a dialogare con un uomo, invece che con una donna. Il quadro è reso peggiore dalla scarsa educazione finanziaria in Italia (penultimo paese del G20 su questo tema) e non migliora di molto anche in presenza di donne che hanno intrapreso studi economici, dato che soltanto la metà di queste dimostra esperienza in investimenti finanziari, contro il 65% degli uomini.

La soluzione di questo problema potrebbe venire dalla politica. L’onorevole Giulio Centemero, Capogruppo Commissione parlamentare Finanze, ha presentato, alla fine di Ottobre, un progetto di legge sull’educazione finanziaria che va proprio nella direzione di educare le italiane e gli italiani a investire. “In un momento di aumento dei prezzi, la liquidità per famiglie e imprese è sempre più difficile da reperire tramite il canale bancario ed ecco che l’investimento del risparmio privato può davvero fare la differenza apportando risorse ai canali alternativi. aggiunge Centemero In commissione Finanze già nella passata legislatura abbiamo affrontato il tema e continueremo a farlo anche in questa puntando anche a ridurre il gender gap.”

Centemero ha anche dato il suo supporto a Capitale Donna”, una campagna di comunicazione per avvicinare l’universo femminile a quello degli investimenti, lanciata dall’agenzia Scai Comunicazione, specializzata in fintech e crowdinvesting e titolare del blog Equity crowdfunding news.

La campagna Capitale Donna si articola in una serie di messaggi, diffusi sui social, declinati in quattro topics: Borsa, mercato, quotazione e azioni, che, da un lato, richiamano argomenti di carattere economico, dall’altro, però evocano immagini e stereotipi associati all’universo femminile (la borsa come oggetto, il mercato perché la donna si occupa della spesa domestica, le quote rosa).

A ciò si aggiunge un calendario, in divenire, di eventi e iniziative virali, rivolti a operatori e appassionati di finanza e impresa e non solo, che accompagneranno quest’ultima parte dell’anno e tutto il 2023. Il prossimo sarà il 17 novembre, con l’intervento di Edoardo Lozza, docente di Psicologia dei consumi e del marketing, presso l’università Cattolica di Milano e di Serena Auletta co-founder della piattaforma di equity crowdfunding 2meet2biz.

Siamo davvero molto soddisfatti della grande visibilità che sta avendo la nostra campagna Capitale Donna,  cui hanno aderito con entusiasmo oltre 40 partner che ci stanno supportando nelle attività di diffusione. Inoltre, aver riscosso a livello istituzionale, l’interesse dell’On. Giulio Centemero, ci rende particolarmente orgogliosi e ci spinge a portare avanti il progetto con la realizzazione di nuove iniziative, come il prossimo evento del 17 novembre” afferma Silvia Favulli, project manager di Scai Comunicazione

Capitale Donna è supportata da operatori e stakeholder del Fintech, a partire da Assofintech, e da molti altri tra i quali  YourGroup, Lumen Ventures, Qonto, Millionaire, InnovUp, Over Ventures, Seed Money, Social Woman Talk, Dock3, Federitaly, Iban, Aurora Fellows, BizPlace, Associazione 3040, Grownnectia, Mamazen, Marsh Yellow, Seedble, Spremute digitali, DoorWay, Avvocati.net, Aiec, Gamma Donna, Startup Bakery, Moneyfarm, Crowdinvest Italia, Carriere.it, Club Deal Online, Milano Notai, Machiavelli Music, Backtowork, HiFounders, SheTech, Ateneo Impresa, Fintastico, Nexecutive, Rigel, 2meet2biz, RoundCapital.

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Crowdfundme perfeziona l’acquisizione di Trusters. Nei primi 4 mesi di collaborazione, la raccolta è cresciuta del 40%

Con l’acquisizione di Trusters, nasce il primo gruppo fintech italiano focalizzato sulla finanza alternativa, un polo da 50 milioni di raccolta annua e 15 mila investitori

 

 

Come già previsto lo scorso Giugno, la piattaforma di crowdinvesting CrowdFundMe, quotata su Euronext Growth Milan, ha perfezionato ieri l’acquisizione del 51% del capitale sociale di Trusters S.r.l., tra i leader italiani nel settore del Lending Crowdfunding immobiliare.

Le due società avevano già iniziato un percorso di integrazione dalla prima firma dell’accordo di giugno, finalizzato a creare importanti sinergie, che ha portato gli investimenti effettuati su Trusters a crescere nel secondo semestre 2022, superando la media mensile dei primi sei mesi, e, in particolare a 1,14 milioni a luglio, 1,5 ad agosto, 1,5 a settembre e, 1,8 a ottobre, record storico. Una cresciti, quindi, in quattro mesi del 40% rispetto al periodo gennaio-aprile 2022 e del 166% rispetto a luglio-ottobre 2021.

I  risultati derivano anche dalla sinergia delle attività di comunicazione e dall’integrazione delle customer base. In particolare, tra giugno e ottobre 2022, più di 1.200 nuovi investitori hanno effettuato la registrazione su Trusters, superando il risultato del periodo gennaio-maggio (ca. 850 nuovi investitori).

I risultati aggregati delle due società indicano una raccolta complessiva pari a 125,45 milioni e più di 77.000 utenti registrati, mentre la sola raccolta aggregata del 2021 ammonta a oltre 41 milioni.

CrowdFundMe, oltre a rafforzare la propria presenza sul mercato della finanza alternativa, ha ampliato l’offerta di prodotti d’investimento per la costruzione di un portafoglio diversificato. Il gruppo CrowdFundMe-Trusters, infatti, oggi può offrire strumenti di Equity Crowdfunding, minibond e Lending Crowdfunding e Real Estate Crowdfunding.

Il real estate crowdfunding, in particolare, rappresenta un mercato particolarmente dinamico e dalle grandi potenzialità: secondo i dati di Crowdfundingbuzz, nel 2021, ha registrato una raccolta pari a 99 milioni di euro contro i 65 milioni del 2020 (+52,3%).

Tommaso Baldissera Pacchetti, Presidente e Amministratore Delegato di CrowdFundMe, ha così commentato: “L’acquisizione, oggi formalmente perfezionata ma che è operativa da giugno, ha già mostrato la validità della nostra strategia di crescita per vie esogene. Trusters, grazie alla sinergia della comunicazione e all’integrazione delle customer base, ha infatti registrato una sensibile crescita degli investimenti fino ad arrivare al record storico di 1,8 milioni mensili, registrati a ottobre. Questa operazione straordinaria, che ci rende il primo gruppo fintech italiano focalizzato sulla finanza alternativa, permette inoltre a CrowdFundMe di offrire agli investitori ulteriori possibilità per diversificare il portafoglio, tramite il Lending Crowdfunding e progetti immobiliari che vertono su orizzonti temporali brevi in termini di ritorno economico”.

Edoardo Varacca Capello, Consigliere di Amministrazione & CFO di CrowdFundMe, ha sottolineato: “L’acquisizione di Trusters rappresenta un’importante milestone per CrowdFundMe: permette di creare un gruppo di maggiori dimensioni, con un profilo di ricavi maggiormente diversificato. La breve durata delle operazioni proposte da Trusters permette infatti una maggiore rotazione del capitale degli investitori, rendendo i ricavi più prevedibili e in un certo qual modo ricorrenti. L’unione delle due società permette di ottenere significative economie dal lato dei costi, efficientando la struttura e portando in Trusters alcune best practice già applicate in CrowdFundMe. L’operazione, finalizzata tramite emissione di nuove azioni CrowdFundMe a favore dei soci di Trusters, permette di poter utilizzare a pieno le disponibilità finanziarie per supportare lo sviluppo di entrambe le realtà”.

Andrea Maffi, Amministratore Delegato di Trusters, ha così commentato: “L’acquisizione di CrowdFundMe è la naturale conseguenza della nostra volontà di proseguire con una crescita strutturata e di qualità. In particolare, il nostro obiettivo è affermarci nel Crowdinvesting come player di riferimento non solo nel settore degli investimenti immobiliari. Grazie a questa operazione strategica con CrowdFundMe, siamo in grado di offrire un ampio pacchetto di servizi caratterizzato da nuove opportunità di diversificazione finanziaria”.

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Prevenzione degli insoluti per PMI e Partite IVA in tempo di crisi oggetto di un convegno del Gruppo IREC

IREC, che ha in corso un round di equity crowdfunding, organizza un webinar in cui gli ospiti testimonieranno la rilevanza della tecnologia per prevenire gli insoluti delle PMI

 

 

In suo recente studio, Gruppo IREC ha evidenziato che in Italia il 73%, cioè 3 partite Iva su 4, accusa ritardi di pagamento superiori ai 30 giorni e il 31% dichiara di avere tra le 4 e 6 fatture non saldate da inizio 2022.

Inoltre, il 45% dei mancati pagamenti sono riferibili a persone fisiche, il 34% aziende e il 24% hanno insoluti sia con aziende sia con persone fisiche.

Per le PMI e in generale per le partite IVA è dunque necessario, in particolare in tempo di crisi, non solo affrontare, ma soprattutto, prevenire gli insoluti. E la tecnologia può aiutare.

Un webinar sul ruolo della tecnologia nella prevenzione degli insoluti delle PMI italiane

E’ proprio questo il tema di un convegno accessibile online che Guppo IREC ha organizzato per il 17 novembre (qui il link per accedere): “Prevenzione degli insoluti per PMI e Partite IVA in tempo di crisi: tecnologie innovative e case histories nella gestione ottimale dei crediti”.

Oltre a Victor Khaireddin, CEO e fondatore di IREC, parteciperanno Massimo Traversi, co-fondatore di Recrowd e il Prof. Mirko Frigerio di NPLs RE_Solutions, che condivideranno la propria espereinza e una serie di case histories.

La tecnologia di IREC

IREC è una fintech focalizzata sull’assistenza alle PMI e ai Professionisti nella gestione dei crediti verso i propri clienti.

Con oltre 6.000 tra pratiche e indagini lavorate nell’anno e €970 mila di fatturato nel 2021 e più di 1 milione già a ottobre 2022, IREC basa il proprio successo sulla combinazione, unica in Italia, di tecnologia, grazie ad algoritmi proprietari per il merito creditizio, licenza investigativa ed esperienza ultra decennale del team.

La società sta anche sviluppando un innovativo algoritmo, K-Score, che potrà fornire un Rating di Solvibilità sulle persone fisiche e le partite Iva. L’algoritmo realizza un’analisi incrociata dei dati provenienti da fonti ufficiali, come il catasto e la Camera di Commercio. Vengono inoltre esaminati i dati provenienti dai database interni, con oltre 1.000.000 interconnessioni tra aziende creditrici e debitrici e informazioni esclusive sulla capacità di onorare i debiti in termini di affidabilità. In ultimo viene svolta l’analisi comportamentale predittiva, attraverso l’analisi del linguaggio delle persone sui social network.

L’algoritmo formula così un primo ‘profilo’ DISC della persona, vale a dire un modello che ne individua lo stile comportamentale prevalente e questo, successivamente, viene poi rielaborato attraverso i dati ufficiali e i database di proprietà di IREC. Questo significa che in tempo reale, incrociando tutte le informazioni raccolte, IREC riuscirà a valutare l’affidabilità di una persona fisica.

Si tratta di uno strumento che consentirà alle imprese di aumentare la propria consapevolezza sull’affidabilità dei potenziali clienti, prima della vendita e non dopo quando, magari, è ormai troppo tardi, ma anche ad altri soggetti, come per esempio, le agenzie immobiliari che potranno valutare in anticipo l’affidabilità dei potenziali inquilini.

La campagna di equity crowdfunding

Proprio per accelerare questo sviluppo, IREC ha lanciato una campagna di equity crowdfunding su CrowdFundMe con l’obiettivo di raccogliere tra i 120 e i 300 mila euro, a fronte di una valutazione pre-money di 3,2 milioni. Il round ha già quasi raggiunto l’obiettivo minimo grazie a circa 30 investitori.

L’obiettivo di IREC, come sottolinea Khaireddin, è che “dalla campagna di equity crowdfunding nascerà quella che possiamo considerare la prima fintech in Italia in grado di offrire alle PMI, in modo strutturato, sia il servizio di business intelligence (analisi predittiva dell’affidabilità), sia quello di recupero crediti”.

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