Mese: Giugno 2022

I volumi di scambio degli NFT tengono nonostante il mercato fortemente ribassista delle criptovalute

I marketplace di NFT come OpenSea e Solana registrano lievi contrazioni rispetto al picco di volumi scambiati o addirittura una piccola crescita

 

 

In una situazione di forte ribasso per le criptovalute, il mercato degli NFT (non fungible token) sebbene abbia subito un rallentamento rispetto al suo picco, è tuttora vivo e vegeto.

Come riporta Coin Telegraph, secondo l’ultimo report di settore di DappRadar, pubblicato settimana scorsa, i volumi di vendita degli NFT hanno raggiunto ben 3,7 miliardi di dollari a maggio, sebbene i volumi siano diminuiti del 20% rispetto ad aprile.

DappRadar ha anche evidenziato che i volumi dei marketplace reggono, se misurati in Ethereum: OpenSea, il più grande marketplace di NFT al mondo, ha generato a maggio un volume di trading pari a 950.000 ETH: una cifra inferiore soltanto del 6,5% rispetto ad aprile. Se misurati in dollari statunitensi, i volumi mensili di OpenSea sono invece diminuiti del 25%.

Gli NFT del marketplace Solana hanno invece registrato il loro mese migliore di sempre, generando un volume di 335 milioni di dollari su tutti i mercati: un incremento del 13% rispetto ad aprile.

Il report di DappRadar ha citato collezioni NFT come Moonbirds e Okay Bears su Solana, che hanno contribuito alle ottime prestazioni del settore a maggio e la collezione NFT gratuita Goblintown che ha generato vendite per 31 milioni di dollari dal lancio del 22 maggio.

Ci sono però anche dati negativi. Coin Telegraph riporta che “le cosiddette collezioni “blue-chip” come Bored Ape Yacht Club (BAYC) hanno visto il loro valore diminuire drasticamente, in quanto gli acquirenti sono passati a progetti concorrenti. Il prezzo minimo di BAYC è sceso del 38% a maggio, passando da 150 ETH a 93 ETH”.

Secondo DappRadar, un’altra affascinante tendenza che si sta formando intorno al mercato NFT è l’aumento della concorrenza tra i mercati. OpenSea rimane il mercato dominante, ma l’aumento dell’attività organica in altri concorrenti mostra segni di uno spazio NFT maturo ed evoluto.

Il predominio del volume di OpenSea è sceso da un 90% nei primi quattro mesi dell’anno all’attuale 84% misurato a maggio. Questa condizione si verifica nonostante una crescita del 2% su base mensile del numero di UAW che hanno interagito con il mercato questo mese (398.000 UAW a maggio). E’ possibile che la crescita di piattaforma alternative sia dovuta anche alla presenza di aggregatori di mercato come Gem e Genie hanno dato maggiore visibilità a marketplace più recenti come LooksRare e X2Y2.

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Redelfi, che aveva chiuso un round di equity crowdfunding su Opstart, si è quotata su Euronext Milano

La management company genovese Redelfi, che aveva raccolto 1,1 milioni con round di equity crowdfunding, si è quotata su Euronext Growth Milan

 

 

Redelfi, la Management Company che nel 2021 aveva concluso con successo una campagna di equity crowdfunding su Opstart raccogliendo circa 1 milione di euro, si è quotata su Euronext Growth Milan, segmento di Borsa Italiana S.p.A. dedicato alle PMI più dinamiche e competitive. Si tratta della terza exit dell’anno per le società che hanno raccolto sul portale.

Una management company attiva nel settore Green

Redelfi è una ESG management company nata a Genova nel 2008 che opera nell’ambito della transizione digitale e green tramite società suddivise per business unit nei settori Green, MarTech e GreenTech. Si caratterizza per un approccio innovativo nei prodotti o nei processi con un’elevata attenzione al rispetto dei principi ESG e della sostenibilità.

La Società identifica i mega trend di mercato facendo investimenti e innovazione in startup e società caratterizzate da elementi innovativi per tecnologia, sostenibilità ed elevato potenziale di sviluppo. La prima attività è stata la fondazione e lo sviluppo di Renergetica e del suo business. Dal 2008 fino ad aprile 2021 ha lavorato nel settore green individuando una nicchia di mercato in Italia, gestendo il processo di internazionalizzazione e poi quotandosi.

Lavoreremo per mantenere le promesse fatte agli investitori che hanno fortemente creduto nel nostro progetto e continueremo a portare innovazione nel rispetto dei criteri ESG” ha commentato il Presidente della Management Company, Davide Sommariva.

Nell’esercizio 2021 il gruppo ha realizzato un valore della produzione (consolidato pro-forma) pari a  1,2 milioni e un risultato netto pari a  3,5 milioni, quest’ultimo a seguito di operazioni straordinarie. La posizione finanziaria netta è cash positive per 0,1 milioni e il patrimonio netto è pari a 5,6 milioni. nel 2021 il gruppo ha effettuato investimenti per circa 4,5 milioni.

La quotazione in Borsa per una capitalizzazione di 10,1 milioni

L’ammissione a quotazione è avvenuta con il collocamento di 2.760.000 azioni ordinarie, di cui 2.400.000 di nuova emissione e 360.000 azioni collocate nell’ambito dell’esercizio dell’opzione di over-allotment, concessa dall’azionista di maggioranza Marinetta S.S. a Integrae SIM, in qualità di global coordinator.

Il controvalore complessivo delle risorse raccolte ammonta a 3.450.000 euro (in caso di integrale esercizio dell’opzione greenshoe in aumento di capitale concessa dalla società a Integrae SIM per 450.000 euro), con un prezzo per ciascuna azione determinato in 1,25 euro, a fronte di una domanda complessiva pari a circa 1,2 volte l’offerta. Sulla base di tale prezzo è prevista una capitalizzazione di mercato pari a circa € 10,1 milioni (circa € 10,5 milioni in caso di integrale esercizio dell’opzione greenshoe).

Ricordiamo che il round di equity crowdfunding aveva definito un valore post money della società per i sottoscrittori di circa € 7,5 milioni.

Il flottante della società post-quotazione è pari al 30,34% del capitale sociale (33,31% assumendo l’integrale esercizio dell’opzione greenshoe).

Nell’ambito dell’operazione, inoltre, sono emessi 2.760.000 Warrant “Redelfi 2022-2025”, assegnati gratuitamente nel rapporto di n. 1 Warrant ogni n. 1 azione di nuova emissione sottoscritta nell’ambito del collocamento o dell’esercizio dell’opzione di over allotment. I titolari dei Warrant avranno la facoltà di sottoscrivere le azioni di compendio nel rapporto di n. 1 azione di compendio ogni n. 2 Warrant posseduti, con strike-price crescenti in ragione del 10%, a partire dal prezzo di IPO, per ciascuno dei tre periodi di esercizio, secondo quanto previsto dal Regolamento Warrant.

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Il crowdfunding immobiliare di PrePay chiude i suoi primi 12 mesi con 628.000 euro di raccolta

PrePay chiude il primo anno in positivo, con 8 progetti di raccolta andati a buon fine,  un rendimento medio annuo del 14,03% e oltre 250 investitori attivi

PrePay Investimenti, piattaforma di lending crowdfunding lanciata nel 2021, ha chiuso i suoi primi 12 mesi di attività con otto progetti (2 immobiliari puri e 6 su iniziativa di imprese), tutti chiusi con successo in pochi giorni e sempre in overfunding, per una raccolta complessiva di 628.532 euro.

PrePay, con sede a Milano, è stata fondata da due imprenditori trentenni di origine calabrese Pierluigi Benemerito (32 anni) e Antonio Fasanella (29) da cui è stata totalmente autofinanziata. Diversamente dalla grande maggioranza delle piattaforme di lending crowdfunding in Italia, che hanno Lemonway come istituto di pagamento, PrePay si appoggia a Mangopay.

Tre dei progetti finanziati sono già arrivati a conclusione con successo essendo stati ripagati sia il capitale che gli interessi, mentre su tutti sono stati pagati in anticipo gli interessi, come previsto dalla formula PrePay, che è una delle particolarità distintive della piattaforma.

Nei progetti che aderiscono a questa formula, infatti, il proponente paga in anticipo, cioè subito dopo la conclusione della raccolta, gli interessi dovuti agli investitori.

Chi investe nei progetti con formula PrePay dal canto suo riscuote subito l’intero interesse generato dal proprio investimento e può quindi scegliere se investirlo nuovamente in uno degli altri progetti della piattaforma, sfruttando così il meccanismo dell’interesse composto per accrescere la propria rendita, oppure trasferirlo sul proprio conto.

Una formula che sembra effettivamente incontrato l’apprezzamento degli utenti, che sono cresciuti significativamente durante tutto il corso dell’anno, arrivando alla fine dello scorso febbraio a un totale di 342 iscritti, di cui 254 investitori attivi, spesso su più di un progetto.  

Incassato il successo d’esordio, PrePay non intende fermarsi e rilancia. L’obiettivo, hanno dichiarato i due fondatori è di “Raggiungere entro dicembre 2022 i 2 milioni di euro di raccolta e i 500  investitori attivi”.

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Un incubatore dal cuore italiano, che opera anche nel metaverso, ha ottenuto 20 milioni da un fondo USA

Enry’s Island, incubatore internazionale dal cuore italiano, ha ottenuto un commitment di 20 milioni da LDA Capital, un gruppo di investimento alternativo USA

 

 

Enry’s Island, incubatore e acceleratore classificato da CrunchBase nel settembre 2021 primo in Italia e sesto in Europa, ha annunciato di essersi assicurata un impegno di capitale pari a 20 milioni di euro da LDA Capital, un gruppo di investimento alternativo USA con esperienza in complesse transazioni transfrontaliere in tutto il mondo.

Siamo entusiasti della nostra partnership con LDA Capital“, afferma Luigi Valerio Rinaldi, fondatore e CEO di Enry’s Island. “Nel corso dei prossimi mesi la Società si trasformerà in una Società per Azioni Italiana, permettendo al business di crescere ancora più velocemente con il pacchetto di finanziamento flessibile di LDA. Siamo certi che il rapporto con LDA proseguirà in modo reciprocamente gratificante nel medio e lungo termine, consentendo ai cavalli della nostra scuderia diventare unicorni.”

Il nuovo capitale sarà utilizzato per scalare con un’espansione nel Metaverso e negli spazi fisici (grazie alla società in portafoglio di Enry’s Island Rinascimento 5) e con il consolidamento del protocollo standard mondiale per la valutazione e la valutazione delle startup, basato sul Modello  di Enry, protetto da proprietà intellettuale. L’obiettivo è di raggiungere un valore finanziario da 12 a 36 volte entro 3-5 anni.

Chi è Enry’s Island

Enry’s Island è il primo Metaverso di incubazione e accelerazione, con branch locali negli Stati Uniti, Regno Unito, Italia, Spagna, Irlanda, Africa, una comunità globale di oltre 800 stakeholder che include imprenditori, investitori e professionisti e 30 startup, valutate sulla base del Modello di Enry. Quest’ultimo è una proprietà intellettuale brevettata su cui si basa l’intera organizzazione, i processi e gli strumenti di valutazione di Enry’s Island. Il “modello di Enry” fa anche parte del manuale di gestione aziendale “Enry’s Theory”, pubblicato da MacGraw-Hill.

L’incubatore vanta 15 anni di esperienza nella gestione di startup early stage, con un tasso di mortalità di solo il 10% e propone programmi di incubazione e accelerazione della durata di 12 mesi, totalmente personalizzati sulle esigenze delle startup, con investimenti di € 200k in servizi operativi.

Negli ultimi 3 anni, è passata da 8 a 25 aziende, e da 2 milioni di euro a 40 milioni di euro di valore del portafoglio, grazie anche a un’architettura aziendale internazionale che include aziende locali in diversi Paesi che si specializzano e scalano le diverse best practices di EI nei diversi paesi.

L’intera community di EI utilizza una rivoluzionaria piattaforma Saas (hui.land), che garantisce efficienza ed efficacia nella gestione del business e nel contenimento dei rischi aziendali; HUI fornisce KPI a tutti gli stakeholder interni ed esterni, consentendo agli investitori di investire direttamente nelle aziende target tramite HUI (grazie a campagne di crowdfunding in Europa, Stati Uniti e Canada). Dunque una gestione rivoluzionaria dello spazio, sia fisico, grazie a una rete di host con caratteristiche ideali per il lavoro a distanza in luoghi con un’elevata qualità della vita, sia come spazio del metaverso, EI, infatti, ha iniziato a investire nel metaverso, costruendo il suo primo edificio a Cryptovoxels.

All’inizio di quest’anno, Enry’s Island aveva chiuso con successo una piccola campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma TheBestEquity.

Chi è LDA Capital

LDA Capital è un gruppo globale di investimento alternativo con esperienza nelle transazioni cross-border in tutto il mondo. Il team ha eseguito collettivamente oltre 250 transazioni nei mercati intermedi pubblici e privati ​​in 43 paesi con valori complessivi delle transazioni di oltre 11 miliardi di dollari USA.

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Dopo l’equity crowdfunding, il portale 2meet2biz lancia il servizio di collocamento dei minibond

2meet2beez, piattaforma di equity crowdfunding entrata quest’anno sul mercato, ha annunciato il lancio del proprio portale dedicato ai Minibond

 

 

La piattaforma di equity crowdfunding 2Meet2biz ha annunciato 2meet2biz Debt, nuova piattaforma di private debt investing che permette di investire nei Minibond emessi da PMI selezionate.

Nella newsletter della piattaforma si legge che “2meet2biz Debt si pone come punto d’incontro tra le migliori aziende di domani e un solido network di investitori professionali. Competenze specializzate e relazioni consolidate saranno alla base del successo delle nostre campagne”.

Dall’equity crowdfunding ai Minibond

Ricordiamo che i minibond sono titoli di debito emessi dalle imprese e sottoscritti da investitori, che a fronte della raccolta di capitale offrono una remunerazione contrattualmente stabilita attraverso il pagamento di cedole; una forma di finanziamento alternativa al finanziamento bancario.

Anche le PMI non quotate (S.p.A., S.r.l. e Società Cooperative) possono finanziarsi mediante l’emissione di minibond se in possesso di alcuni requisiti:

  • Abbiano meno di 50 dipendenti ed un fatturato annuo o uno stato patrimoniale annuo inferiore a 10 milioni di euro (Piccole Imprese) o meno di 250 dipendenti ed un fatturato annuo inferiore a 50 milioni di euro o un totale attivo dello stato patrimoniale inferiore a 43 milioni di euro (medie imprese)
  • Non siano banche o micro imprese, cioè imprese con meno di 10 dipendenti e un fatturato annuo o bilancio inferiore a 2 milioni di euro.
  • Abbiano pubblicato gli ultimi due bilanci di cui l’ultimo certificato da una società di revisione;

2meet2biz ha lanciato la sua prima campagna di equity crowdfunding, Ciaobooking, nel corso di quest’anno, che è stata chiusa con successo a Marzo con 101 mila euro raccolti. Attualmente sono in corso altre due campagne, Noleggio Energia e Next Exhibition.

La nuova piattaforma 2meet2biz Debt, parallela a quella di euqity crowdfunding, nasce per l’emissione di minibond creando un punto d’incontro tra le PMI ad alto potenziale di crescita e un solido network di investitori professionali.

I processi documentali sono basati su Blockchain

La caratteristica più distintiva di 2Meet2Biz è il ricorso alla tecnologia blockchain per gestire tutti i processi documentali interni, grazie alla propria presenza, in qualità di nodo validatore, sulla Blockchain Commercio.network.

Come si legge sul sito, 2meet2biz è in grado di garantire ai propri clienti aziende, nonché a tutti gli investitori che aderiscono alle campagne, trasparenza, sicurezza e immutabilità di tutti processi legati alla raccolta di capitali, dalla ricezione della documentazione iniziale fino alla conclusione della campagna, questo grazie a una tecnologia blockchain conforme, per altro, alle direttive eIDAS.

La piattaforma è parte di Commercio.network, una blockchain che a partire dal 2018 ha permesso a tutte le aziende del mondo di gestire i tre processi fiduciari imprescindibili della trasformazione digitale: Creare l’identità digitale con la eID, firmare un documento con la eSignature e certificare lo scambio di documenti con la eDelivery. Grazie a questo l’esperienza dei clienti della piattaforma è ZERO CARTA e i processi dall’onboarding al eKYC (electronic know your customer) totalmente digitali.

La piattaforma vanta inoltre partnership strategiche con la società di consulenza Crowe Bompiani e l’advisor M&A Phoenix Italia.

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L’Università degli Studi di Milano lancia UNIMission, la sua piattaforma di crowdfunding

UNIMission, nuova piattaforma di crowdfunding di Università degli Studi Milano, nasce grazie a Produzioni dal Basso e lancia un bando riservato a studenti, ricercatori e docenti

Valorizzazione delle idee innovative, interdisciplinari e ad alto impatto sociale per il territorio: è questa la proposta di “UNIMission” dell’Università degli Studi di Milano, che lancia su Produzioni dal Basso la sua prima piattaforma di crowdfunding e il suo bando, ideato per sostenere le idee di studenti, ricercatori, dottorandi e docenti dell’Ateneo.

L’iniziativa si pone come un vero e proprio strumento di accelerazione per tutte le progettualità che nascono grazie alla natura interdisciplinare dell’Università e dalla sua apertura verso il territorio e la società: I progetti selezionati verranno accompagnati a 360° – dal Team di Produzioni dal Basso e UNIMission – in diversi percorsi di formazione, accompagnamento e attività di empowerment, e saranno supportati ulteriormente attraverso finanziamenti, community e collaborazione con imprese e professionisti.

L’iniziativa – che non ha limiti temporali – è aperta tutti gli studenti iscritti ai corsi di studio e di dottorato dell’Ateneo, in tutti gli ambiti scientifici e disciplinari; a coloro che hanno conseguito un titolo di studio presso l’Università degli Studi di Milano da non oltre 2 anni e agli assegnisti, ricercatori e professori in attività presso l’Università degli Studi di Milano.

I progetti verranno selezionati da una Commissione di Valutazione (che si riunirà con una cadenza mediamente trimestrale) e saranno valutati in base a criteri come il contenuto e l’impatto sociale del progetto, la fattibilità e la comunicabilità.

I progetti selezionati potranno lanciare la loro raccolta fondi su Produzioni dal Basso secondo le 3 modalità disponibili: raccogli tutto, tutto o niente e donazione semplice, e avranno la possibilità di essere supportati economicamente da realtà terze.

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I round di startup cui hanno partecipato i business angel italiani hanno raccolto oltre 935 mln

Secondo la Survey Iban 2021 i business angel italiani hanno partecipato, in autonomia, in syndication e attraverso campagne di equity crowdfunding investimenti per 935 milioni

 

 

Il peso dei business angel italiani nelle operazioni di investimento in startup, italiane o con founder italiani è sempre più rilevante. Nel 2021 i business angel italiani hanno partecipato – in autonomia, in syndication con i fondi di VC e attraverso campagne di equity crowdfunding – ad operazioni di investimento per un totale di 935,8 milioni di euro, importo più che raddoppiato rispetto ai 402,5 milioni del 2020.

Lo rileva l’analisi che IBAN, l’Associazione italiana dei Business Angels, ha svolto con la sua Survey 2021, annuale analisi del mercato italiano dell’informal venture capital o angel investing condotta con la supervisione scientifica del professor Vincenzo Capizzi dell’Università del Piemonte Orientale e della SDA Bocconi.

Paolo Anselmo, Presidente di IBAN, ha commentato: “Continua a crescere nel 2021 il ruolo dei business angel nel venture capital in Italia. Più di una operazione su due e più della metà del miliardo circa raccolto nelle operazioni di investimento in startup italiane nell’ultimo anno coinvolge business angel. Gli investitori individuali italiani si confermano inoltre più attivi di quelli di altri paesi europei, come la Francia: nel 2021 infatti i business angel francesi hanno investito in autonomia circa 70 mln di euro, mentre in Italia questa cifra è stata di oltre 91 mln di euro. Ben 21 milioni di euro in più investiti dai business angel italiani senza il supporto dei fondi, in un mercato, come quello francese del venture capital, che è circa sei volte superiore a quello italiano per cifre investite nelle startup”.

Rispetto al 2020 è quasi raddoppiata anche la cifra che i business angel hanno investito in autonomia nelle startup italiane, che nel 2021 raggiunge i 91 mln di euro per 100 operazioni di investimento, rispetto ai 51 mln di euro per 96 operazioni del 2020. I dati evidenziano che anche l’investimento medio dei business angel per ogni operazione in autonomia è quasi raddoppiato.

I business angel investono soprattutto in cordata con i fondi

Si conferma prevalente per i business angel italiani l’investimento in syndication con i fondi di VC, che rappresenta il 72% delle operazioni monitorate dalla Survey IBAN: incremento degli importi raccolti quasi triplicato, che arriva nel 2021 a quota 812 mln di euro rispetto ai 325 mln di euro del 2020, per 116 operazioni rispetto alle 108 del 2020.

Più della metà degli importi investiti per ogni società target è superiore a 500mila euro (rispetto al 20% del 2020), con il 15% degli investimenti che vanno oltre i 2 milioni di euro e la maggior parte degli investimenti (42%) di taglio tra i 500mila e i 2 milioni di euro.

Aumentano gli investimenti dei BA nelle campagne di equity crowdfunding

In costante crescita negli ultimi tre anni anche l’investimento dei business angel in operazioni di equity crowdfunding, che nel 2021 arriva a 32,5 milioni di euro per 124 operazioni. I dati sono stati rilevati grazie al supporto dell’Osservatorio CrowdInvesting coordinato dal Prof. Giancarlo Giudici (Politecnico di Milano), illustrando il numero e l’ammontare degli investimenti che i soli business angel hanno effettuato attraverso piattaforme di Crowdfunding considerando utenti che hanno investito almeno 5mila euro in un solo investimento o un minimo di 1.000 in tre.

Nel 2019 le operazioni dei business angel attraverso il Crowdfunding ammontavano a 1,3 milioni di euro complessivamente stanziati attraverso 27 operazioni, mentre il 2020 evidenziava una fortissima espansione con 26,5 milioni di euro investiti per un totale di 101 operazioni effettuate.

La crescita delle donne Business Angel e del ESG

Da evidenziare anche il dato relativo alle donne business angel, la cui percentuale dopo qualche anno torna a salire fino a toccare il 14% del totale, con più di una su tre che ha fatto almeno un investimento in aziende fondate da altre donne.

La novità della Survey 2021 è rappresentata dall’approfondimento realizzato per la prima volta sull’importanza degli aspetti ESG e di impact investing, verificandone la relativa importanza nelle decisioni di investimento: il 65% degli investitori applica criteri di valutazione ESG e/o di impact investing nel valutare le opportunità di investimento.

I settori di investimento

Il settore di maggiore interesse per i business angel si conferma essere quello dell’ICT su cui si focalizzano il 36% degli investimenti effettuati (valore pressoché́ invariato rispetto al 30% del 2020 e 35% del 2019).

All’interno di questo gruppo di operazioni permane rispetto al 2020 l’alto numero di startup che propongono servizi tecnologici rivolti alle imprese (Enterprise Technologies, 63% delle operazioni ICT), un cambio di tendenza rispetto agli anni precedenti in cui la maggior parte degli investimenti nel settore riguardava servizi rivolti ai privati. Seguono il settore Alimentare (12%), con una forte componente Foodtech, Healthcare (10%), confermando il forte interesse degli investitori nell’ultimo triennio verso le startup nel contesto della sanità, e Altri Servizi (10%).

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