Mese: Dicembre 2021

Il 2021 è stato l’anno della grande evoluzione di blockchain e crypto. Ma in Italia non ce ne siamo accorti

Il report annuale di Iconium, prima società italiana che investe in digital asset, rileva come il 2021 sia stato l’anno della grande affermazione della blockchain nelle sue varie applicazioni

 

 

Il 2021 è stato senza alcun dubbio uno degli anni più entusiasmanti per il settore blockchain e crypto. In termini di capitalizzazione totale, il mercato ha raggiunto per la prima volta $1.000 miliardi, superando i $3.000 miliardi a novembre, prima di ritracciare in dicembre a circa $2.200 miliardi.

Iconium 2021 1-ROIVolendo fare un confronto con le altre asset class, le performance di Bitcoin e delle altre crypto sono state sorprendenti: il ROI conseguito nell’ultimo anno è stato pari rispettivamente a +152% per Bitcoin e +179% per l’indice CIX 100, riferibile alle prime 100 crypto per capitalizzazione di mercato. I crypto asset si sono così guadagnati i primi posti in classifica in termini di rendimento, staccando nettamente mercato azionario e materie prime.

Nel resto del report analizzeremo insieme i principali driver di questa crescita, ma è fondamentale capire innanzitutto come è cambiato il mercato nel corso dell’ultimo anno.

Uno dei dati più interessanti riguarda l’evoluzione della dominance di Bitcoin, un indicatore che mostra quanto sia forte la capitalizzazione di un asset rispetto a quella delle altre crypto.

Infatti, nonostante ad oggi il prezzo di Bitcoin sia aumentato di circa il 150% rispetto all’inizio dell’anno, la sua dominance è quasi dimezzata.

Allo stesso tempo la dominance di Ethereum è raddoppiata, quella di Binance è aumentata di 6 volte e nuove altcoin quali Avalanche e Solana hanno esordito sul mercato con performance sorprendenti. Osservando dunque l’evoluzione della capitalizzazione totale di mercato, possiamo dire che il 2021 è stato certamente un anno favorevole alle altcoin.

Come conseguenza, la composizione del mercato è cambiata radicalmente, popolandosi di numerose crypto, la cui dominance, ad oggi, è quasi raddoppiata rispetto al 2020.

Il tasso di adozione

Secondo l’analisi “Global Cryptocurrency adoption” di TripleA, nel 2021 il tasso di adozione delle crypto a livello globale si attesta in media a 3,9%. Si contano quasi 300 milioni di utilizzatori in tutto il mondo e sono già oltre 18.000 le aziende che accettano le crypto come metodo di pagamento.

Iconium 2021 2-Adoption

Emerge una notevole differenza circa l’uso delle crypto nei Paesi sviluppati rispetto ai Paesi in via di sviluppo: se nei primi le crypto sono utilizzate principalmente nell’ambito di servizi centralizzati quali Exchange e applicazioni DeFi (Finanza Decentralizzata), nei Paesi emergenti l’utilizzo avviene soprattutto su piattaforme P2P.

I prossimi dodici mesi chiariranno se questo tipo di piattaforme continuerà a guidare il processo di adozione delle crypto, oppure se lascerà il posto a nuovi modelli ancora da scoprire. Quello che è certo è che nell’ultimo anno l’adozione delle crypto è salita alle stelle (+880%, stando al Report 2021 di ChainAnalysis) e siamo senza dubbio davanti a un trend di portata globale.

USA: i milionari Millennial e i loro investimenti

Da un sondaggio della CNBC su investitori statunitensi con un patrimonio superiore a $1 milione è emerso come l’83% degli intervistati appartenenti alla generazione Millennial abbia effettuato investimenti in crypto. Per il 53% di questi, inoltre, gli asset digitali costituiscono più della metà del loro portafoglio.

Ci si aspetta che in futuro questo trend continui ad affermarsi: il 48% dei milionari Millennial ha infatti dichiarato di voler aumentare i propri investimenti in crypto nel corso del prossimo anno, mentre solo il 6% di loro prevede di ridurre questo tipo di investimenti.

Emerge con grande chiarezza, però, il gap generazionale: mentre la maggior parte dei Millennial ha già investito almeno la metà del proprio patrimonio in crypto, solo il 25% della Generazione X possiede asset digitali, mentre per le generazioni successive il tasso di possesso cala drasticamente, attestandosi intorno al 4%.

Se gli investitori istituzionali vorranno rimanere attraenti per le nuove generazioni dovranno inevitabilmente rivedere la propria visione strategica su questa tipologia di asset.

Bitcoin: nuovi massimi

Dopo aver registrato un aumento del 150% rispetto al valore di inizio anno e un nuovo massimo storico di $69.044 il 10 novembre 2021, il prezzo di Bitcoin è oggi pari a $49.282.

L’elevata inflazione, la scarsa fiducia nei sistemi governativi ed il boom del mercato delle commodities lasciavano presagire un momento propizio per l’apprezzamento dell’oro, ma sembra proprio che la corsa all’oro si sia trasformata in una corsa al Bitcoin: dieci anni fa un’oncia d’oro valeva più di 400 BTC. Oggi vale 0,04 BTC.

L’accesso facilitato e l’ingresso di numerosi player istituzionali nel settore hanno fatto sì che gli investitori si sentano sempre più a proprio agio con l’“oro digitale”, tanto che, nonostante le straordinarie performance registrate dalle altcoins, è difficile immaginare uno scenario in cui Bitcoin possa perdere il suo ruolo di protagonista.

Alcuni eventi in particolare hanno avuto una forte risonanza mediatica, contribuendo a rendere l’intera classe di asset e la tecnologia sottostante ancora più popolari:

Nel settembre 2021 El Salvador è diventato il primo Paese ad accettare Bitcoin come moneta legale, incentivando fortemente l’ingresso nel mondo della finanza da parte di quel 70% della popolazione che ancora non poteva accedere ai servizi finanziari tradizionali

Microstrategy è stata la prima società quotata in borsa ad andare “all-in” su Bitcoin. Ad oggi la società detiene circa 121.044 BTC, per un totale di circa $3,57 miliardi, acquistati a un prezzo medio di circa $29.534 per BTC

A fine ottobre 2021 Facebook ha cambiato nome in Meta, dichiarando così il proprio ingresso nel Metaverso. La mossa è stata poi imitata nel dicembre 2021 dalla società di servizi finanziari e pagamenti digitali di Jack Dorsey, Square, che ha cambiato il suo nome in Block, sottolineando la crescente importanza della blockchain all’interno della piattaforma.

L’evoluzione dei Layer 1

Osservando i flussi dirottati verso i protocolli su blockchain, si intuisce quanto il 2021 sia stato un anno dirompente.

Iconium 2021 3-TVL DominanceIn particolare, può essere utile prendere in considerazione il TVL (Total Value Locked), che, come suggerisce il nome stesso, indica l’ammontare complessivo della liquidità depositata nei protocolli crypto. Da un lato il TVL di mercato ha subito una crescita esponenziale, attestandosi oggi a $230 miliardi (+1.300% in un solo anno!).

Dall’altro lato, anche in riferimento a questo indicatore, la composizione del mercato è stata completamente stravolta dalla crescita esponenziale di un certo numero di chains che, solo un anno fa, costituivano complessivamente meno del 3% del TVL.

I dati non mentono: la concorrenza degli aspiranti al trono nel segmento dei layer 1 è più forte che mai.

Per Ethereum il 2021 è stato un anno intenso. La crescita esplosiva di DeFi e NFT ha causato la congestione della rete e un aumento esponenziale delle commissioni su transazione, portando gli utenti a ricercare soluzioni più economiche e veloci ed aprendo così le porte a nuovi concorrenti.

La dominance di Ethereum in termini di TVL è scesa di un terzo, a favore di altri protocolli:

Binance Smart Chain: il fondatore di Binance, Changpeng Zhao, comunemente noto come “CZ”, è stato uno dei primi a cavalcare quest’onda. Ha infatti lanciato una chain EVM compatibile, vale a dire una chain in grado di eseguire gli smart contract attraverso la Ethereum Virtual Machine. Questo ha permesso a tutti gli utenti di Binance di accedere facilmente a un’esperienza DeFi più economica rispetto a quella offerta da Ethereum (a scapito della decentralizzazione). Il successo di questa chain è stato immediato e il suo TVL è passato dai $120 milioni di inizio 2021 ai $17 miliardi di oggi.

Terra: la crescita esponenziale di UST, il successo di Anchor e il TeFi Autumn hanno permesso a Terra – di cui Iconium è stato uno tra i primi investitori già nel 2019 – di conquistare il titolo di chain di maggior successo su Cosmos, con un TVL che è passato dai $50 milioni di inizio anno agli attuali $14 miliardi.

Solana: lanciata ufficialmente a marzo 2021, in meno di 9 mesi è riuscita ad attrarre più di $12 miliardi in termini di TVL, grazie alla sua velocità in termini di esecuzione delle transazioni.

Avalanche: con una crescita esponenziale nella seconda metà del 2021, è uno dei casi di successo più recenti. L’integrazione di C-Chain con gli Exchange di maggiore prestigio ha consentito alla chain di attrarre in pochissimo tempo numerosi utenti ed elevati livelli di liquidità, tanto che l’attuale TVL ammonta a $19 miliardi.

NFT, Metaverso e Play-to-Earn

Se il 2021 avesse un titolo, sarebbe probabilmente “NFT”. Ripercorriamo alcuni punti salienti in merito:

Beeple, nome d’arte dell’artista digitale Mike Winkelmann, ha venduto la sua opera “Everydays – The first 5000 days” in formato NFT per $69 milioni presso la casa d’aste Christie’s

Visa ha acquistato un CryptoPunk per $150.000

OpenSea, il più grande marketplace di NFT decentralizzato al mondo, ha superato i $10 miliardi di volumi totali di vendita

Con il drop della sua collezione “Merging” sul marketplace centralizzato Nifty Gateway, l’artista digitale Pak – attivo nel mondo dell’arte digitale da oltre due decenni, ma la cui vera identità è ancora ignota – ha stabilito il record mondiale per la vendita più alta da parte di un artista vivente ($91 milioni).

Abbiamo assistito alla crescita di un mercato incredibile, che diventa ogni giorno più complicato, sempre più ricco di professionisti e istituzioni che si affacciano sulla scena.

Ma come parlare di NFT senza spendere qualche parola sul Metaverso?

Facebook si è trasformato in Meta

Adidas ha lanciato il proprio Metaverso su The Sandbox

Nike ha acquisito Rtfkt (per la creazione di sneakers e altri “collectible” per il Metaverso)

Disney ha annunciato di voler usare Disney+ come piattaforma per il Metaverso

Lo scorso aprile Epic Games ha annunciato un round di finanziamenti di $1 miliardo per sostenere le future opportunità di crescita nel Metaverso

A differenza degli altri token, tra loro intercambiabili, gli NFT (Non-Fungible Tokens) derivano il loro nome dalla loro caratteristica di unicità. Ecco spiegata la loro funzionalità e connessione con il Metaverso, la nuova realtà virtuale costruita sul web in cui nuovi mondi prendono vita e dove ogni singolo asset è potenzialmente rappresentato da un NFT.

NFT e Metaverso hanno una cosa in comune, che mai come quest’anno ha sperimentato una crescita esponenziale: il gaming.

Il caso di Axie Infinity è incredibile. Con il suo gioco NFT ispirato ai Pokémon, il protocollo ha generato più di $500 milioni di entrate solo negli ultimi tre mesi. E se la crescita di Axie sta finalmente mostrando segni di cedimento, il trend del play-to-earn che ha segnato il suo esordio è qualcosa di cui sentiremo ancora parlare per molto tempo. In breve, attraverso determinati meccanismi, questo tipo di gaming consente ai giocatori di guadagnare token semplicemente giocando. I capitali raccolti da queste piattaforme hanno raggiunto dimensioni inimmaginabili e sono ora ben posizionati per un ciclo completo di evoluzione e sviluppo, indipendentemente dal fatto che la frenesia del settore possa placarsi nel corso del prossimo anno.

Il Venture Capital a16z ha investito $150 milioni in Mythical Games, Enjin ha annunciato un fondo di gioco da $100 milioni, FTX e Lightspeed hanno investito $21 milioni in Faraway Games… Tutti nello stesso giorno.

Questi sono tutti segnali che una nuova era digitale sta iniziando. Un’era in cui prenderà vita la digitalizzazione dell’ambiente virtuale, delle persone e dell’intera economia.

Crypto / Web3 pronti a reinventare l’economia a livello globale

Insomma, il mondo crypto, alias Web3 (il nuovo internet basato su blockchain), sembra inarrestabile.

In questa nuova era i servizi centralizzati tipici delle imprese del Web 2 vengono superati dalle caratteristiche di decentralizzazione e community governance già sperimentate nel Web 1, per poi essere ricombinate con nuove funzionalità, portando così alla nascita di un nuovo internet, di proprietà di builders e users e orchestrato attraverso i token.

I token spingono gli attori della rete a lavorare insieme per perseguire una visione comune, conseguendo la crescita del network e l’apprezzamento dei token stessi. In questo modo, il valore creato non cade più nelle mani di singole entità, ma è diffuso nell’intera community.

Le implicazioni sono pervasive e porteranno ad una delle più grandi rivoluzioni dei nostri tempi, forse addirittura più rilevante di quella attribuibile all’avvento di Internet.

Finanza centralizzata (CeFi) vs. Finanza Tradizionale (TradFi)

È ormai chiaro che banche, società di trading e di gestione patrimoniale e gli altri intermediari finanziari, che costituiscono la cosiddetta “TradFi”, aumenteranno ulteriormente la loro presenza in questo settore nel breve termine. Di fatto, però, le aziende CeFi – piattaforme di intermediazione che permettono agli utenti di eseguire transazioni nel mondo crypto – hanno già conquistato un largo vantaggio, e la TradFi rischia di entrare sulla scena con grande ritardo. Mentre queste entità temporeggiano, gli ecosistemi CeFi offrono agli utenti la possibilità di guadagnare interessi sui risparmi, prendere in prestito denaro velocemente, spenderlo con una carta di debito crypto, e molto altro ancora.

Le risorse di know-how e il capitale umano a disposizione degli attori istituzionali sono anni luce indietro rispetto a quelli dell’ampio e veloce sistema delle aziende crypto native, che hanno saputo ritagliarsi una posizione dominante in un lasso di tempo estremamente ristretto.

In meno di due anni e mezzo, Genesis Global Trading ha originato prestiti denominati in crypto per oltre $100 miliardi, mentre Coinbase Institutional è riuscita ad attrarre tra i propri clienti 10 dei primi 100 hedge fund al mondo.

L’uomo dell’anno nel settore crypto

La congestione del network e le commissioni elevate sperimentate su Ethereum hanno aperto la strada alla sfrenata competizione sul layer 1. In questo incredibile rally, Do Kwon ha senza dubbio vinto il primo premio: il suo protocollo Terra ha infatti conseguito un impressionante ritorno di 170x dall’inizio del 2021.

Di origini coreane, Do Kwon ha vissuto per anni in Canada per poi spostarsi in California, dove ha conseguito la Laurea in informatica presso la Stanford University. Nel 2016 ha fondato la sua prima azienda, Anyfi, dopo aver esordito come software engineer presso Microsoft. Lo scopo di Anyfi era offrire larghezza di banda a coloro che non avevano accesso a Internet, attraverso l’uso di una rete mesh. Alla sua prima esperienza da founder, Kwon ha raccolto sovvenzioni per $1 milione ed è stata proprio l’esperienza con le reti distribuite a costituire il suo primo contatto con il mondo crypto.

Nel 2018 ha quindi fondato Terraform Labs: a soli 29 anni, Do Kwon è riuscito non solo a creare un ecosistema finanziario completamente aperto, ma anche a costruire la stablecoin algoritmica ad oggi di maggior successo. UST, infatti, è ora la quinta stablecoin per dimensioni e la sua corsa sembra inarrestabile.

Fundraising: istituzionale, pubblico e… airdrop

Secondo Crypto Fund Research i crypto asset gestiti da investitori istituzionali sembrano crescere esponenzialmente e raggiungono di continuo nuovi massimi storici. Abbiamo assistito a molti investimenti nelle fasi Seed-Private: secondo Dove Metrics ci sono stati oltre 890 round di finanziamento per un totale di $18 miliardi! I protocolli DeFi e NFT rappresentano più della metà dei round di finanziamento, ma gli importi investiti sono nettamente inferiori.

Iconium 2021 4-Fundraising

Ormai tutti sappiamo quanto la community sia vitale quando si parla di progetti crypto e, nella maggior parte dei casi, siamo davanti a community partecipate principalmente da investitori retail. Nell’ambito del Iconium 2021 5-ROund Fundraisingfundraising, il 2021 è stato sicuramente l’anno delle IDO. Con le IDO (Initial DEX Offers), i progetti possono raccogliere capitali attraverso il lancio di token su exchange decentralizzati. La proliferazione di launchpad a cui abbiamo assistito ha consentito ai progetti nascenti di raggiungere facilmente un’ampia platea di potenziali utenti/investitori, che al contempo hanno accolto favorevolmente l’opportunità di investire ticket di dimensioni ridotte nei progetti ritenuti promettenti, instaurando un circolo virtuoso.

Un secondo metodo per lanciare dei token sul mercato è costituito dagli airdrop, che svolgono il duplice ruolo di aumentare la popolarità e la visibilità del progetto presso il grande pubblico, diversificando al contempo la base di possessori del token stesso.

Tipicamente, per partecipare a un airdrop un utente deve possedere una certa quantità di asset in un portafoglio pubblico al momento dello snapshot oppure essere un “early adopter” del protocollo.

Uniswap è stato il pioniere di questo metodo di entrata nel mercato. In seguito sono stati molti i progetti che ne hanno seguito le orme: tra gli altri, vale la pena citare 1inch, Paraswap, ENS, DyDx, BOBA e così via.

Cosa possiamo aspettarci dal 2022?

La corsa di Bitcoin sembra poter avere ancora ampi margini di crescita. Uno degli indicatori attualmente più favorevoli alla tesi rialzista è il MVRV (Market Value to Realized Value). Reso popolare da Coin Metrics, questo indicatore utilizza 2 variabili: la capitalizzazione di mercato e la capitalizzazione di mercato realizzata. In breve, quando l’indice si avvicina all’1.5, l’asset è da considerarsi sottoprezzato, mentre un valore superiore al 3 indica un buon momento per vendere. Ad oggi, l’indicatore si assesta ad 1.9.

Nonostante l’accelerazione degli ultimi due anni, gli scambi su DeFi ammontano ancora a meno dell’1% della capitalizzazione di mercato delle banche globali. Seppure la feroce concorrenza inter-protocollo abbia portato alla stagnazione del prezzo di alcuni dei principali protocolli, le commissioni sulle transazioni di Ethereum restino ancora molto alte e le discussioni su rischi tecnici e normativi siano all’ordine del giorno, la DeFi riesce comunque ad offrire le migliori opportunità di rischio-rendimento, se comparata al resto del mercato odierno. La possibilità di vedere gli inflow in DeFi aumentare nel corso dei prossimi mesi risulta dunque ancora elevata.

Mentre Ethereum continuerà ad essere impegnato a risolvere le difficoltà relative alla sua scalabilità e alle elevate commissioni, la proliferazione di concorrenti nel layer 1 suggerisce che ci stiamo rapidamente avvicinando a un futuro multi-chain, che permetterà agli utenti di beneficiare di una liquidità meno frammentata attraverso l’accesso semplificato ai bridge.

NFT e Metaverso continueranno a guidare il settore del crypto gaming e i player in carica adotteranno questa tecnologia. Ci aspettiamo che Ethereum perda quote di mercato in questo settore a favore delle blockchain incentrate su NFT, che sono in grado di garantire commissioni di transazione più basse. Data la loro natura di asset non fungibili e illiquidi, risulta complesso attribuire una capitalizzazione di settore che possa essere attendibile, ma certamente la dimensione e la portata del segmento NFT sul lungo termine di questo segmento è destinata a scrivere nuovi massimi storici nel corso del prossimo anno.

Le DAO diventeranno sempre più strutturate e dovranno concentrarsi sulla gestione della tesoreria e sulla condivisione delle entrate con i possessori di token. Ci aspettiamo comunque che questi processi di creazione e gestione delle DAO siano resi più accessibili dall’introduzione di nuovi strumenti dedicati.

L’accesso al mondo crypto sarà più facile anche per i Paesi emergenti e ci aspettiamo che sempre più Paesi seguano le orme di El Salvador, adottando le crypto come moneta legale.

La domanda di stablecoin continuerà a crescere, in particolare quella delle stablecoin algoritmiche, che riusciranno ad affermare il proprio dominio a discapito di quelle collateralizzate FIAT.

Molte altre società quotate in borsa inizieranno a investire non solo in Bitcoin, ma anche in altcoins, attuando una strategia di diversificazione del proprio portafoglio.

Anno dopo anno, stagione dopo stagione, siamo sempre più entusiasti di far parte di questo settore e di sostenere nel nostro ruolo i progetti che costruiranno, un “blocco” dopo l’altro, il mondo di domani.

 

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ITS Lending, crowdfunding immobiliare con focus sui borghi italiani, chiude la sua prima campagna

La nuova piattaforma di lending ha chiuso la sua prima campagna con la raccolta di 40 mila euro per finanziare la ristrutturazione di un immobile nel borgo siciliano di Mussomeli

 

 

Lanciata lo scorso Novembre, la piattaforma di lending crowdfunding immobiliare ITS Lending ha chiuso la sua prima campagna, raccogliendo 40 mila euro destinati alla ristrutturazione di un immobile a Mussomeli, borgo storico in provincia di Caltanissetta.

ITS Lending è la prima piattaforma di lending crowdfunding immobiliare dedicata alla rigenerazione dei borghi italiani, dove chiunque può investire per finanziare la ristrutturazione di immobili, contribuendo così a rivitalizzare alcuni degli storici antichi borghi che costellano il nostro Paese. La piattaforma è promossa da ITS ITALY, lifestyle company nata a Londra nel 2020 per promuovere investimenti, sia di individui che di istituzioni estere, in paesi e centri storici italiani, partendo dai servizi alle persone e dal sostegno alle imprese locali, fino alla promozione del turismo e al recupero sostenibile di edifici in stato di abbandono. ITS ITALY ha finora siglato accordi con oltre 50 Comuni italiani, tra i quali, appunto, Mussomeli.

Il coinvolgimento di ITS Lending getta le basi per nuove opportunità di attrarre investimenti per la riqualificazione dell’intera area comunale. L’accordo di rigenerazione urbana di ITS ITALY con il Comune di Mussomeli, infatti, non si basa solamente sulla vendita di edifici, ma anche sulla rinascita del borgo, partendo dagli abitanti e dalle imprese locali fino ad arrivare al turismo. E infatti, dalle prossime settimane, verranno avviati altri progetti: primo fra tutti, il compromesso per un palazzo nobiliare in stile barocco, a pochi passi dalla vecchia sede del Comune, che verrà trasformato in una ITS Clubhouse, uno spazio di co-living con 4 unità indipendenti comprensive di area wellness, zona co-working e ristorante caffetteria. Inoltre, ITS ITALY ha fatto da tramite per 19 transazioni, tra rogiti e preliminari d’acquisto, per altrettanti immobili siti nel centro storico del comune nisseno. Alcuni dei nuovi progetti verranno veicolati anche sulla piattaforma ITS Lending per consentire a tutti di investire co-finanziando con la proprietà la rigenerazione degli immobili.

Attualmente sulla piattaforma è in raccolta una campagna per un progetto di ristrutturazione nel borgo di Caprarica in provincia di Lecce ed è visibile l’anteprima di un altro relativo al borgo di Petralia Sottana in provincia di Palermo.

Giuseppe Catania, Sindaco di Mussomeli, nel commentare gli esiti della partnership ha dichiarato: “Sono molto soddisfatto dell’accordo di collaborazione sottoscritto con ITS ITALY, per i risultati che sta producendo. È la conferma dell’idea che abbiamo sulla bontà della collaborazione tra pubblico e privato che insieme possono mettere in campo azioni concrete ed efficaci, finalizzate alla rigenerazione urbana e all’attrazione di investimenti in grado anche di innovare e implementare il tessuto produttivo di un territorio”.

Sebastiano Missineo, Portavoce di ITS ITALY, nel trarre un bilancio del primo anno di collaborazione con il Comune di Mussomeli ha affermato: “L’obiettivo di ITS ITALY non è solo quello di riqualificare immobili, ma è quello di favorire dei progetti di economia circolare che vadano a creare dei veri e propri benefici per i borghi e i loro abitanti. La collaborazione con il Comune di Mussomeli va in questa direzione: siamo partiti da un accordo per la rigenerazione urbana, che, nel tempo, ha portato a dei risultati tangibili anche ai cittadini. Ci aspettiamo che le iniziative che promuoveremo nel futuro abbiano dei risvolti positivi sulla popolazione, le imprese e il turismo locale”.

ITS Lending è la settima nuova piattaforma di lending immobiliare lanciata nel 2021 a chiudere con successo almeno una campagna. In totale, le piattaforme attive sono 16, che, nel corso di quest’anno ad oggi hanno raccolto oltre 52 milioni (qui l’osservatorio di Crowdfunding Buzz con tutte le statistiche).

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La fintech italiana Opyn e Banca Valsabbina lanciano il programma di finanziamenti digitali PMI Be-Tech

Grazie al programma “PMI Be-Tech”, Banca Valsabbina erogherà fino a 100 milioni di euro alle PMI, attraverso la tecnologia di Opyn e una cartolarizzazione

 

 

La fintech italiana Opyn (ex BorsadelCredito) e Banca Valsabbina hanno varato il programma di finanziamenti digitali Pmi Be-Tech, grazie a cui l’istituto di credito bresciano erogherà fino a 100 milioni di euro alle PMI attraverso la tecnologia di Opyn e una cartolarizzazione, in ottica software as a service, portando a termine un’operazione che rappresenta un ulteriore passo nel percorso di integrazione banca-pmi-fintech.

Ha partecipato all’operazione anche la fintech italiana Cardo AI (partecipata al 9,8% dal maggio scorso da Banca Valsabbina) in qualità di partner tecnologico fintech che mette a disposizione del mercato del private debt le più avanzate tecnologie software e di intelligenza artificiale per la gestione e le elaborazioni dei dati, insieme alla creazione della reportistica contrattuale e regolamentare attraverso un processo totalmente automatizzato. Hogan Lovells Studio Legale ha fornito l’assistenza legale come transaction legal counsel. Per il ruolo di master servicer ed altri ruoli gestionali Opyn si è avvalsa della collaborazione di Centotrenta Servicing, mentre Banca Finint opera nei ruoli di paying agent, rappresentante dei portatori dei titoli e backup sub-servicer facilitator.

I finanziamenti saranno erogati in modalità completamente digitale e con valutazione in 24-48 ore in importi da 200 mila a 800 mila euro, con durata fino a 72 mesi. I prestiti sono assistiti dal Fondo di Garanzia per le Pmi e il processo di richiesta della garanzia è gestito direttamente da Opyn. Potranno accedere ai prestiti le PMI con sede nei territori di insediamento della banca. La liquidità messa a disposizione delle imprese è fornita da Banca Valsabbina per il tramite di un veicolo di cartolarizzazione dedicato, nell’ambito del progetto.

L’operazione rafforza ulteriormente la collaborazione tra la fintech milanese e la banca bresciana, che da settembre 2020 ha già veicolato mediante operazioni di cartolarizzazione circa 100 milioni di euro alle PMI attraverso il progetto Slancio Italia, realizzato da Opyn per fornire nuova liquidità alle imprese colpite dalla crisi economica, a cui sono seguiti nell’aprile 2021 ulteriori 200 milioni di euro di finanziamenti nell’ambito di una nuova operazione di cartolarizzazione. Nel luglio 2021 Banca Valsabbina ha consolidato la partnership, acquistando circa l’8,3% di Business Innovation Lab, in un’operazione che ha previsto in una prima fase l’acquisto delle quote sul mercato secondario e l’assegnazione a Valsabbina anche di warrant convertibili in ulteriori azioni fino al raggiungimento di una partecipazione complessiva al massimo pari al 9,9%. Un’operazione, questa, che suggella una collaborazione già in atto da tempo. La banca, infatti, lo scorso aprile ha sottoscritto insieme ad Azimut i titoli abs della cartolarizzazione da 200 milioni di euro di crediti alle pmi erogati da Borsa del Credito emessi dal veicolo Kripton spv. Si era trattato della seconda operazione di questo tipo che coinvolgeva Banca Valsabbina. Nel settembre 2020, infatti, la banca aveva sottoscritto titoli abs di una cartolarizzazione di 100 milioni di euro di crediti offerti sulla piattaforma.

Hermes Bianchetti, responsabile della divisione business di Banca Valsabbina, ha spiegato: “La partnership tra Banca Valsabbina e Opyn è ormai solida, e siamo soddisfatti di questo nuovo accordo con una delle realtà fintech più innovative in Italia. Abbiamo pensato ad un progetto finalizzato a finanziare le pmi del territorio sfruttando la tecnologia ed i processi digitalizzati di uno dei nostri principali partner fintech. – Abbiamo messo a disposizione liquidità per un plafond di finanziamenti, assistiti dal Fondo di Garanzia, per complessivi euro 100 milioni a sostegno dell’economia dei territori di nostro riferimento. Il programma Pmi Be-Tech vuole infatti connettere le imprese alla Banca per il tramite della tecnologia fintech. Nell’ambito del progetto, la banca si appoggia ad un selezionato numero di reti convenzionate con Opyn che potranno far conoscere il prodotto alle imprese potenzialmente interessate. Con questa struttura innovativa intendiamo snellire e velocizzare i tempi di risposta alle pmi, mantenendo alta l’efficacia dei presidi a mitigazione del rischio.”

Ivan Pellegrini, ceo di Opyn, ha commentato: “Questa operazione rappresenta per Opyn un passo importante nel percorso di evoluzione della società. Che una banca di primaria importanza del territorio abbia scelto di affidarsi a Opyn per abbracciare così strettamente il digitale è oltremodo significativo ed è indice di quanto la nostra tecnologia, sviluppata e continuamente perfezionata in un decennio, sia considerata solida anche dal sistema bancario tradizionale. Nel prossimo futuro il lending digitale diventerà parte integrante dei servizi che le banche offriranno all’economia reale. Opyn sarà in prima linea in questa evoluzione con la funzione di abilitatore tecnologico per la finanza.”

Chi è Opyn

Open è stata fondata come BorsadelCredito nell’ottobre 2013 da Antonio Lafiosca, Alessandro AndreozziIvan Pellegrini come piattaforma digitale di brokeraggio per il credito alle aziende e nel 2015 ha aperto il suo canale di P2P lending.

Opyn fa capo alla holding Business Innovation Lab spa, che controlla al 100% altre due società: Mo.Net spa, autorizzata a svolgere i servizi di peer-to-peer lending; e Art sgr spa, che gestisce fondi alternativi di investimento riservati a investitori professionali che investono sui prestiti offerti in piattaforma. In particolare, ART sgr

Nel giugno 2020 l’allora Borsa del Credito ha lanciato il finanziamento Cash Anti-Covid Fase 2. Il prodotto è finanziato da Colombo II, fondo di direct lending creato da Borsa del Credito e sottoscritto da Azimut, che lo scorso aprile ha stipulato un accordo per erogare finanziamenti  fino a 100 milioni di euro alle pmi tramite la piattaforma fintech e con la garanzia del Fondo di Garanzia del Mediocredito Centrale per il 90% dell’importo erogato. Nel luglio 2020 Opyn ha siglato un accordo con Confesercenti Nazionale per fornire alle pmi un accesso rapido al credito digitale. Lo scorso ottobre la fintech ha lanciato Eco-Green Starter: un finanziamento per le imprese attive nella riqualificazione energetica e antisismica degli edifici.

Borsa del Credito ha cambiato nome in Opyn lo scorso settembre, annunciando contestualmente un’espansione a livello europeo (in particolare in Germania, Olanda e Paesi Scandinavi) e l’affiancamento dell’attività di puro marketplace a quella di lending as a service (Laas). I soci attuali di Business Innovation Lab, la holding che controlla Opyn, sono: P101 (30%), GC Holding (15%), Banca Valsabbina (8,3%), il management (meno del 10%), Azimut e altri soci di minoranza (meno del 5% ciascuno). 

I due soci finanziari più avanti usciranno dal capitale e la quotazione in Borsa “potrebbe essere una strada verso la exit”, ha affermato Pellegrini lo scorso settembre. La società è in una fase di grande crescita: il primo semestre del 2021 si è chiuso con circa 6 milioni di euro di ricavi (contro i 4 dell’intero 2020) e circa 2 milioni di ebitda positivo. Numeri che proiettano per la fine del 2021 una crescita anno su anno dei ricavi di circa 4 volte e di 10 volte per l’ebitda. Borsa del Credito aveva chiuso invece il 2020 con un utile lordo di oltre 613 mila euro e un utile netto di quasi mezzo milione di euro, grazie a un aumento esponenziale dei ricavi, che a fine 2020 hanno superato i 4 milioni, in crescita del 460% dai circa 743 mila euro del 2019. Il tutto a fronte di una posizione finanziaria netta di circa 3 milioni di euro.

Opyn fa capo a Business Innovation Lab spa, che controlla al 100% anche Mo.Net spa, autorizzata a svolgere i servizi di peer-to-peer lending e ART sgr, gestore di fondi alternativi di investimento, riservati a investitori professionali, che sottoscrivono i prestiti offerti in piattaforma. La sgr gestisce Magellano, il nuovo fondo destinato al finanziamento delle pmi italiane, che questo mese ha incassato 30 milioni di euro dal Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI). Fino a oggi, e con il contributo del FEI, Magellano ha raccolto 75 milioni, su un obiettivo complessivo di 200.

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Walliance, crowdfunding immobiliare, e Banca Sella si alleano per offrire investimenti immobiliari online a clienti private e HNWI

Grazie all’accordo, i clienti del private banking di Banca Sella avranno la possibilità di finanziare progetti e sviluppi immobiliari disponibili sulla piattaforma di Walliance

 

 

Banca Sella ha siglato una partnership con Walliance, il primo portale in Italia di investimenti immobiliari in equity e debt, che consente alla propria clientela private di accedere a nuove opportunità di investimento offerte dal mercato immobiliare. Grazie all’accordo, i clienti di Banca Sella avranno la possibilità di finanziare progetti e sviluppi immobiliari disponibili sulla piattaforma di Walliance, investendo capitali in piccole e medie imprese selezionate e sostenendone lo sviluppo. Il portale di crowdfunding immobiliare si pone, infatti, come intermediario consentendo alle pmi di poter raggiungere la platea di investitori italiani che a loro volta hanno la possibilità di finanziare specifici progetti immobiliari.

Leonardo Cervelli, responsabile del private banking di Banca Sella, ha dichiarato: “Grazie alla collaborazione con Walliance rafforziamo ulteriormente i servizi di wealth e business advisory dedicati alla clientela private che, sempre con maggior frequenza, si rivolge ai nostri consulenti per ricevere assistenza e supporto su tematiche relative anche agli investimenti immobiliari. La partnership rientra nell’ambito della collaborazione aperta con realtà di rilievo e leader nel proprio settore di appartenenza come Walliance e ci permette di sviluppare servizi sempre più completi e personalizzati per soddisfare le nuove esigenze nella nostra clientela”.

Leonardo Grechi, head of development di Walliance, ha spiegato: “La nostra offerta si è progressivamente evoluta per essere più attrattiva anche per le grandi reti, attraverso il servizio Première rivolto ad investitori private e HNWI. Per andare incontro alle esigenze dei nostri clienti, abbiamo costruito intorno alle offerte di investimento un mondo di servizi dedicati ai grandi patrimoni. L’investimento in sviluppi immobiliari residenziali nella forma equity è sempre stato il nostro core business, ma accanto a questa linea stiamo lavorando per offrire soluzioni di investimento in obbligazioni, titoli debito e strumenti finanziari partecipativi con un sottostante anche commerciale e logistico.”

A proposito di HNWI e clienti private, nel settembre scorso Walliance ha lanciato Première, il nuovo servizio a loro dedicato che introduce due nuove categorie di account, accanto a quello Standard: Gold e Black. Per poter richiedere l’attivazione di un account Gold l’investitore deve: avere un portafoglio attivo di investimenti su Walliance pari ad almeno 50 mila euro; possedere un patrimonio in strumenti finanziari (o liquidità) di almeno 200 mila euro; investire almeno 10 mila euro per progetto. Per l’account Black invece occorrono: un ticket minimo di investimento di 25 mila euro; un portafoglio attivo in Walliance di 100 mila euro; il possesso di strumenti finanziari di almeno 500 mila euro. Tali requisiti anticipano l’entrata in vigore della normativa europea, che prevede la nuova classe di investitori “sofisticati”.

Quella con Banca Sella è la seconda partnership in tre mesi per Walliance, che lo scorso ottobre ne ha stretta un’altra con il gigante del real estate advisory JLL, in forza della quale Walliance sarà in grado di produrre un nuovo documento, parte integrante delle schede dei progetti proposti agli investitori: il property outlook.

Chi è Walliance

Walliance è una società italiana attiva nel crowdfunding immobiliare fondata nel 2017 dalla Bertoldi Holding di Giacomo e Gianluca Bertoldi, rispettivamente attuali ceo e chief project officer. La holding è a capo dell’omonimo gruppo che, nato nella grande distribuzione, ha partecipazioni in real estate e startup. A oggi sono 30 i progetti immobiliari presentati su Walliance, tutti finanziati con successo con una raccolta di oltre 43 milioni di euro. Il portale detiene una quota di mercato del 63%.

Walliance è stata la prima piattaforma di equity crowdfunding ad aver ricevuto l’autorizzazione da Consob per la raccolta di capitali di rischio destinati a progetti immobiliari online. Quest’anno il portale ha lanciato quattro campagne di real estate crowdfunding a TrentoFirenzeTreviso e Milano. Nel capoluogo lombardo Walliance lo scorso aprile ha centrato in pochi minuti l’obiettivo massimo di raccolta di 1,8 milioni di europer il progetto Milano, via Stradivari. Ricordiamo che Walliance a fine dicembre 2020 ha effettuato la sua quinta exit: il gruppo AD Casa di Andrea Duranti ha infatti restituito ai soci un ritorno sull’investimento del 24% in 26 mesi, confermando la previsione iniziale del 2018.

Nel gennaio 2020 Walliance ha costituito Walliance France sas al fine di operare sul mercato francese quale Conseiller en Investissement Participatif (CIP). La società ha ottenuto il 17 dicembre 2019 l’autorizzazione dalla competente autorità francese, l’Autorité des Marchés Financiers (AMF), che il 20 dicembre 2020 l’ha notificata all’Organisme pour le Registre Unique des Intermédiaires en Assurance, Banque et Finance (ORIAS), ai fini dell’iscrizione di Walliance France nel relativo registro. Proprio all’espansione in Francia era finalizzato il secondo round di finanziamento. Walliance nel giugno scorso ha concluso con successo il suo primo progetto cross border Italia-Francia in Europa e ha raggiunto con la chiusura della semestrale 2021 il breakeven point e un valore della produzione che supera il milione di euro.

Nel luglio scorso Walliance ha chiuso un round da 4 milioni di euro. Lo hanno sottoscritto Seac Fin spa e Botzen Invest Euregio Finance AG. La prima è la finanziaria nata con lo scopo di gestire il tesoretto da 100 milioni di euro accumulato negli anni da Confcommercio Trentino. La seconda è una società di investimenti privati dell’Alto Adige da sempre a sostegno dell’economia del territorio. Si sono così aggiunti altri importanti nomi vicino a quelli di Bertoldi Holding e Trentino Invest (la società mista pubblico-privata de La Finanziaria TrentinaIstituto Atesino di Sviluppo, Trentino Sviluppo e Fondazione Caritro, che dal 2012 investe in società in forte crescita) che già due anni fa aveva investito nel capitale di Walliance.

 

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Il lending crowdfunding Trusters lancia Trusters EMT, la sua piattaforma di real estate equity crowdfunding

Con Trusters EMT Srl, Trusters, per ora attiva nel lending crowdfunding immobiliare, entra anche nell’equity per accogliere le offerte di azioni e quote e quelle di OICR

 

 

Trusters, prima piattaforma di Lending crowdfunding immobiliare lanciata in Italia, entra nel settore dell’equity con la nuova società Trusters EMT, che, lo scorso 3 Novembre, è stata autorizzata da Consob ad operare in Italia e all’estero come piattaforma italiana di real estate Equity crowdfunding. Ai finanziatori e alle società proponenti i progetti immobiliari, accanto alla modalità lending, (ossia prestito di denaro, con rimborso alla scadenza del capitale e dell’interesse maturato), saranno dunque offerti a breve progetti di durata più lunga, particolarmente indicati per raccolte in modalità equity. Allo scopo, verrà rilasciata una distinta piattaforma, denominata Trusters EMT.

Andrea Maffi, Founder&Ceo di Trusters, afferma: “Con Trusters EMT Srl, nuova società costituita appositamente per accogliere le offerte aventi ad oggetto azioni e quote rappresentative del capitale sociale o di Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR), siamo pronti a soddisfare le più ampie esigenze di diversificazione finanziaria. Grazie all’autorizzazione ottenuta e al nuovo regolamento europeo in vigore, che disciplina e amplia l’operatività e consente di procedere in ambito transfrontaliero, siamo in grado di rispondere anche ai quei progetti, presentati da importanti player dello sviluppo immobiliare, a cui in passato abbiamo dovuto rinunciare, intercettando altresì investitori istituzionali”.

Chi è Trusters

Lanciata nel dicembre 2018, Trusters è la prima piattaforma italiana interamente italiana di lending crowdfunding nel settore real estate. Dal dicembre 2019 i dati tracciati da Trusters sono conservati e certificati in blockchain. A 3 anni dall’avvio dell’operatività, di cui 1 anno e mezzo circa in lockdown, la piattaforma vanta oltre 6000 utenti registrati, 165 progetti finanziati per un ammontare pari a circa 21 milioni di raccolta e 81 progetti rimborsati, per un totale di 8 mln. La durata media dei progetti è di 10 mesi per un ROI medio annuo pari a 9,3%.

Trusters, è inoltre la prima piattaforma di lending crowdfunding immobiliare a totale controllo italiano e l’unica in Europa ad adottare la tecnologia blockchain, a garanzia della massima trasparenza informativa circa i dati relativi agli asset immobiliari oggetto dei progetti presentati in piattaforma.

La società ha infine lanciato un’Academy, Academyimmobiliare.it, verticale su temi di fintech, real estate e innovazione digitale, per sensibilizzare e favorire l’educazione finanziaria, tema di grande rilievo, sottolineato nel regolamento unico europeo entrato in vigore lo scorso novembre 2021.

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Il crowdfunding per HNWI ClubDealOnline e Luiss Alumni 4 Growth (LA4G) lanciano LA4G ClubDealOnline Platform

La piattaforma, basata sull’avanzata piattaforma tecnologica di ClubDealOnline, consentirà agli Alumni della Luiss di gestire i loro investimenti in un’unica sede e online

 

 

La piattaforma italiana di private crowdfunding per HNWI ClubDealOnline e ClubDealFiduciaria, la prima fiduciaria 100% online autorizzata e vigilata dal Ministero Sviluppo Economico, hanno siglato un accordo con Luiss Alumni 4 Growth (LA4G), l’investment club composto esclusivamente da laureati della Luiss, che in soli due anni ha investito in otto startup attraverso club deal (si veda qui il comunicato stampa). L’accordo, oltre a semplificare la gestione di tutte le future operazioni di club deal, ha portato alla nascita di LA4G ClubDealOnline Platform, piattaforma dedicata esclusivamente a LA4G, basata sull’avanzata piattaforma tecnologica di ClubDealOnline, che consentirà agli Alumni della Luiss di gestire i propri investimenti in un’unica sede, in modo completamente online e da remoto.

LA4G ClubDealOnline Platform consente a LA4G di semplificare i processi operativi, grazie alla possibilità di effettuare tutti i passaggi digitalmente, e di ridurre i costi di ogni club deal, in quanto non dovrà più essere costituito un veicolo apposito per ogni singola operazione. Nel dettaglio, la piattaforma permetterà di efficientare la partecipazione dei club member ai singoli club deal e faciliterà l’amministrazione delle partecipazioni e la consultazione della reportistica e della rendicontazione periodica di ciascuna società in portafoglio. Inoltre, l’utilizzo della piattaforma semplificherà l’invio della documentazione ai fini dei benefici fiscali e la cessione delle partecipazioni.

Giovanni Lo Storto, direttore generale della Luiss, ha spiegato: “Il successo di LA4G nei suoi primi 30 mesi di vita, durante i quali sono stati conclusi nove investimenti, ci ha indotto a rendere più efficiente il modello di governance dei singoli club deal. Dopo un’accurata selezione abbiamo deciso di affidarci a ClubDealOnline per gestire tutte le nostre prossime operazioni perché siamo convinti che il carattere innovativo e l’impostazione al 100% digitale dei suoi servizi ci permetteranno di semplificare il processo di investimento, ridurre i costi di transazione e garantire massima trasparenza nella gestione delle partecipazioni e delle eventuali plusvalenze che reinvestiremo in progetti di mobilità sociale. Grazie alla semplicità di utilizzo di LA4G ClubDealOnline Platform, inoltre, potremo, in uno sviluppo futuro, allargare il nostro gruppo di investitori, coinvolgendo tutti i 50 mila Alumni Luiss in tutte le parti del mondo”.

Cristiano Busnardo, amministratore delegato di ClubDealOnline e presidente di ClubDealFiduciaria, ha aggiunto: “L’offerta sinergica e integrata dei servizi e delle competenze tecnologiche di ClubDealFiduciaria e di ClubDealOnline è nata proprio con lo scopo di semplificare la gestione e l’amministrazione dei club deal operando completamente online. La partnership con LA4G conferma la validità della nostra soluzione, che può essere utilizzata anche in modalità Round as a Service, cioè al servizio di terze parti che hanno autonomamente individuato opportunità di investimento”.

Chi è ClubDealOnline

La società è presieduta da Roberto Ferrari, ex direttore generale di CheBanca! (gruppo Mediobanca) ed ex chief digital and innovation officer di Mediobanca. La piattaforma, autorizzata da Consob per operare nell’equity crowdfunding, ha l’obiettivo di selezionare le migliori scaleup e pmi presenti sul mercato per offrire al pubblico di investitori i business più interessanti. La selezione è affidata ad iStarter (acceleratore italiano basato a Londra) e a partner specializzati sulle pmi. Il modello prevede l’intestazione delle quote da parte di una fiduciaria e permette agli investitori di poter aggregare gli investimenti in un unico soggetto, ottimizzando la gestione fiscale e rendendo le quote maggiormente liquidabili.

Nell’ottobre 2020 ClubDealOnline ha lanciato il nuovo servizio di Round as a Service – RaaS. Si è già avvalsa del RaaS RS Production, proprietaria con Portobello spa della casa editrice Web Magazine Makers (che ha in licenza il marchio Rolling Stone per l’Italia). Portobello e RS Production nel giugno scorso hanno anche lanciato Immediate, il primo acceleratore d’impresa verticale nel mondo del media e dell’entertainment in Europa. Sempre nell’ottobre 2020, è entrata nel capitale di ClubDealOnline Blue Financial Communication (BFC Media), digital e media company quotata al segmento Aim Italia della Borsa di Milano ed editore tra gli altri della versione italiana della testata Forbes. La sua partecipazione in ClubDealOnline questo mese è confluita nell’abilitatore di startup BFC Ventures Studio, insieme a quelle di Notarify. Nel dicembre 2020 ClubDealOnline e Almaviva hanno lanciato la fiduciaria digitale ClubDeal Fiduciaria Digitale.

Lo scorso gennaio ClubDealOnline ha comprato iStarter, acceleratore italiano basato a Londra, specializzato nello scaleup internazionale delle migliori realtà imprenditoriali del nostro Paese. L’operazione si  è configurata come una fusione inversa. I circa 80 equity partner di iStarter sono diventati infatti azionisti diretti di ClubDealOnline. Nel marzo scorso ClubDealOnline e Pambianco, storica società di consulenza leader nell’assistenza delle aziende dei settori del made in Italy, hanno siglato una partnership per finanziare scaleup e pmi del made in Italy, ossia dei settori moda, design, bellezza, cibo e bevande, turismo. Dalla partnership è nata una collaborazione strategica in cui, attraverso il proprio network e i propri canali di comunicazione, Pambianco metterà a disposizione le sue competenze per la ricerca e la valutazione preliminare di progetti che rispondano ai target di ClubDealOnline. Inoltre, in qualità di lead partner delle scaleup selezionate, Pambianco offrirà i propri servizi di consulenza alle società e agirà come punto di riferimento costante tra la community di investitori e le società successivamente alla chiusura dei club deal. Lo scorso aprile ClubDealOnline ha lanciato per i clienti della sua fiduciaria digitale il Pir alternativo fai-da-te.

Nel giugno scorso ClubDealFiduciaria ha semplificato la gestione dei co-investimenti grazie a My Syndicate, un servizio che consente a chi partecipa a una cordata di investitori di bypassare passaggi  burocratici come la costituzione di un veicolo e i relativi adempimenti, con grande risparmio di tempo e di denaro, in più azzerando i rischi di governance, pur mantenendo tutte le clausole che regolano i rapporti tra la società target e gli investitori, che seguono gli standard  internazionali e si ripetono per ogni investimento. La fiduciaria era stata lanciata nel dicembre 2020 come partnership tra ClubDealOnline e Almaviva (azienda italiana attiva nella trasformazione digitale).

Sempre nel giugno scorso ClubDealOnline ha anche stretto un accordo con Growthubrealtà che unisce professionisti, investitori, business angel e appassionati di startup che intendono mettere le proprie competenze e conoscenze a disposizione degli startupper. Growthub, legata allo studio torinese di commercialisti CMFC, offre servizi rivolti alle diverse fasi di vita della startup: business plan, costituzione, work for equity, organizzazione e, appunto, raccolta di capitali. Tramite il servizio Round As A Service, lanciato nell’ottobre 2020, ClubDealOnline mette infatti la propria piattaforma a disposizione di Growthub, ospitandone i round di raccolta di capitali.

Nel luglio scorso ClubDeal spa, società fintech italiana cui fanno capo il portale di crowdfunding per HNWI ClubDealOnline e la fiduciaria online ClubDealFiduciaria ha deciso: un aumento di capitale da 1,5 milioni di euro; la nomina di tre nuovi membri del consiglio di amministrazione e la conclusione del piano di acquisto di azioni proprie. L’aumento di capitale sarà volto a traghettare ClubDeal spa verso un’ulteriore fase di sviluppo, consolidandone il posizionamento sul mercato e preparando il terreno per una crescita su scala più ampia. I tre nuovi consiglieri entrati in società sono: Gianfranco Scalabrini, managing partner di 3HPartners e professore universitario; Mirco Coccoli, ceo di MPD Partners; Alessandro Scala, managing partner di Advbeca Ltd. Il loro ingresso ha l’obiettivo di rafforzare la struttura di ClubDeal spa in una fase di forte espansione e di supportarne i progetti futuri, mettendo a fattor comune le differenti competenze tecniche, scientifiche e finanziarie maturate nel corso delle rispettive carriere. Sempre nel luglio scorso ClubDealOnline ha siglato un accordo con Prometeia, una delle principali società europee nelle soluzioni per il risk e il wealth management, in base al quale quest’ultima valuterà il profilo ESG delle aziende che lanciano campagne di raccolta sulla piattaforma della stessa ClubDealOnline.

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Al via la campagna di equity crowdfunding del “CFO virtuale” Yeap

La PMI innovativa YEAP, il cui software per le PMI è distribuito anche da IlSole24Ore, lancia una campagna sul portale BacktoWork che punta a una raccolta massima di 230 mila

 

 

Yeap, PMI innovativa nata per supportare le PMI con soluzioni “chiavi in mano” per la gestione del business plan e nel controllo di gestione, ha lanciato nei giorni scorsi una campagna di equity crowdfunding sul portale italiano BacktoWork. La società ha una valutazione pre-money di circa 1,3 milioni di euro, un obiettivo di raccolta minimo di 80 mila euro e massimo di 230 mila. La finalità della campagna di crowdfunding di Yeap è finanziare la strategia di sviluppo per consolidare il posizionamento sul territorio italiano, potenziare il branding e la strategia di marketing, aumentare l’organico, ampliare il ventaglio di servizi offerti e la rete di distribuzione commerciale, anche attraverso partnership con player strategici, in un segmento di mercato con significativi margini di crescita.

Il prodotto, il cui sviluppo è iniziato nel 2017, è stato lanciato nel corso del 2020, ma ha visto il suo vero lancio nel corso di quest’anno, con quasi 1.000 licenze vendute. La completezza e la semplicità d’uso del prodotto hanno infatti permesso a Yeap di stringere accordi distributivi con OPEN Dot Com, società di servizi per i Dottori Commercialisti, e con IlSole24Ore.

Andrea Zaccheo, CEO di Yeap, ha spiegato: “Come spesso accade Yeap nasce da un’esigenza di mercato che abbiamo vissuto personalmente; noi stessi nel cercare soluzioni in questo settore ci siamo trovati davanti a piattaforme Saas complete ma molto complesse che richiedevano più applicativi e la presenza di personale specializzato. Abbiamo, così, individuato un segmento di mercato scarsamente presidiato e iniziato a costruire la nostra offerta. Il riscontro da parte delle imprese italiane è stato molto positivo; attualmente abbiamo accordi distributivi con Il Sole 24 Ore e OPEN Dot Com, queste partnership ci consentiranno di superare le 1.000 licenze vendute nel 2021, più del triplo rispetto all’anno di lancio (febbraio 2020)”.

Chi è Yeap

Yeap è stata fondata nel 2018 da Andrea Zaccheo, Renato Guarneroli e Paolo Pedroni. La startup ha realizzato una piattaforma Saas che si posiziona come un vero e proprio CFO virtuale, consentendo alle aziende, in pochi click, attraverso un unico applicativo e senza particolari competenze specifiche, di integrare i dati storici con quelli previsionali, valutare i bilanci storici, elaborare e valutare i bilanci previsionali, definire il budget di breve termine e monitorare i consuntivi di periodo. Inoltre, permette di confrontare le proprie performance con quelle dei maggiori concorrenti.

Yeap è, inoltre, uno strumento pronto per supportare le aziende e i loro consulenti nell’implementare il Codice della crisi d’impresa, già parzialmente entrato in vigore e pienamente operativo dal dicembre 2023, alle cui norme si dovranno adeguare tutte le organizzazioni.

Yeap fa parte di Le Village by Crédit Agricole Milano, un “ecosistema aperto” che sostiene la crescita delle startup e accelera l’innovazione delle aziende, grazie alla sinergia e alla connessione tra grandi corporate, giovani imprese, investitori e il gruppo internazionale Crédit Agricole. Yeap prevede di chiudere il 2021 con ricavi per 85 mila euro, un ebitda di 1.167 euro, una perdita di 39 mila euro. Dal 2017 a oggi, la startup (oggi PMI innovativa) ha raccolto 511 mila euro che sono stati interamente investiti nello sviluppo del prodotto: aumenti di capitale dei soci (46 mila euro); finanziamenti soci (94 mila euro); strumenti finanziari partecipativi (150 mila euro); finanziamenti bancari (173 mila euro) e commissioni commericali per esclusiva (48 mila euro). I 511 mila euro

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Opstart lancia Crowdlegal, il primo portale per finanziare le azioni legali tramite il crowdfunding

Il nuovo portale è stato sviluppato dalla piattaforma di equity crowdfunding italiana Opstart in collaborazione con la branch italiana dello studio legale internazionale DWF LLP

 

E’ nato Crowdlegal, il primo portale italiano di crowdfunding per finanziare le azioni legali, sviluppato dal portale di crowdfunding italiano OpstartCrowdbase in collaborazione con la branch italiana dello studio legale internazionale DWF LLP. L’iniziativa, sviluppata congiuntamente grazie alle rispettive competenze, rappresenta il primo caso, in Italia, di applicazione dello strumento del crowdfunding al finanziamento delle cause di natura legale. L’idea è nata nel 2013 da un’intuizione di Giovanpaolo Arioldi, ceo di Opstart e Crowdbase.

Luca Lo Po’, responsabile italiano della practice di financial services e responsabile europeo della practice di debt capital market di DWF, ha sottolineato che “questa innovativa iniziativa rappresenta un unicum per il mercato italiano”.

“Prima della nascita di Opstart, volevo realizzare un portale web allo scopo di raccogliere capitali per finanziare cause legali, per dare alle pmi italiane uno strumento finanziario per socializzare il rischio di una causa legale, e la potenziale vincita, con una controparte finanziariamente più forte. Sono infatti tante le imprese che per mancanza di risorse non iniziano o abbandonano processi legali”, ha raccontato Arioldi. All’epoca, tuttavia, il legal action crowdfunding non era previsto dall’ordinamento italiano, né esisteva una relativa regolamentazione; esisteva già, invece, un regolamento sull’equity crowdfunding. Da qui la nascita di Opstart come portale di equity crowdfunding prima e di lending e debt crowdfunding poi. “Non abbiamo mai accantonato l’intuizione iniziale: dopo diversi anni di lavoro insieme a DWF, abbiamo trovato la modalità operativa per avviare la divisione di legal action crowdfunding a nostro esclusivo marchio registrato”, ha aggiunto Arioldi.

Chi è Opstart

Fondata a Bergamo nel 2015 da Giovanpaolo Arioldi e Alessandro Arioldi (cto), Opstart nel novembre 2019 ha incassato un round di finanziamento sottoscritto da Aleph Finance Group Plc, holding d’investimento proprietaria di Pairstech Capital Management. Aleph, tramite Pairstech, prevede importanti sinergie per l’apertura a nuovi mercati del capitale in Europa e UK tramite lo sviluppo di Crowdbase. La nuova piattaforma offrirà strumenti di private debt, criptoasset e STO (Security Token Offering) grazie all’implementazione della tecnologia blockchain.

Opstart aveva lanciato a fine marzo 2020 Crowdarena, la prima bacheca digitale per le compravendite di quote di startup, pmi e pmi innovative, approvata da Consob, in linea con quanto stabilito dal Regolamento sull’equity crowdfunding così come modificato nell’ottobre 2019 ed era entrata nel settore del real estate crowdfunding, con la nuova divisione battezzata Crowdre. Crowdre nasce da una partnership tra Opstart e Leaders, storico studio di consulenza finanziaria di Bergamo. La piattaforma consente di investire in opportunità immobiliari italiane nonché, agli sviluppatori, di proporre il proprio progetto immobiliare e di raccogliere capitali per realizzarlo. Sul fronte del mercato secondario, Opstart ha lanciato

Nell’agosto 2020 Opstart, insieme alla piattaforma di finanziamento alle startup basata su tecnologia blockchain SEED Venture, ha dato il via alla tokenizzazione delle campagne di crowdfunding. Ricordiamo infine che il portale di equity crowdfunding Opstart è stato il primo a ideare, lanciare e registrare come marchio il crowdlisting®, ossia il crowdfunding seguito da una quotazione in Borsa. Il 20 novembre 2020 Cesynt Advanced Solutions, azienda italiana attiva nel mercato della formazione a distanza, si è quotata su Euronext Access+, dopo aver raccolto oltre un milione di euro nel dicembre 2019 tramite una campagna di equity crowdfunding sul portale Opstart.

A inizio febbraio 2021 Opstart è stata scelta come special crowdfunding partner da 4Aim sicaf, Oicr costituito da Ambromobiliare per favorire l’incontro tra investitori istituzionali e pmi alla ricerca di capitali per la crescita, quotate o quotande su Aim Italia. Gabriele Villa, amministratore delegato della quotata MIT sim spa ed ex membro del consiglio di amministrazione di CrowdFundMe, è appena entrato nel Cda di Opstart. La società lo scorso maggio ha lanciato il portale di lending crowdfunding Crowdlender, grazie al quale gli utenti della piattaforma, oltre all’equity e ai minibond, potranno prestare denaro o finanziare pmi e aziende, guadagnando interessi.

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Open Innovation: il Gruppo FNM compra il 33% di Sportit, dopo la sua campagna di equity crowdfunding del 2019

Ferrovie Nord entra nel capitale della startup della piattaforma Snowit che aveva chiuso con successo una campagna di equity crowdfunding da 430k su CrowdFundMe

 

Il Gruppo FNM, che controlla Ferrovie Nord Milano, detiene partecipazioni in altre infrastrutture di mobilità e fa capo a Regione Lombardia, ha acquisito per 2,5 milioni euro il 33% di Sportit, società proprietaria della piattaforma Snowit, che consente di prenotare skipass, attrezzatura da neve ed esperienze in montagna. Il valore post-money di Sportit è quantificabile in 8 milioni di euro, pari al doppio rispetto dai 4 milioni pre-money della raccolta sul portale di equity crowdfunding CrowdFundMe, condotta nel 2019.

La società, attraverso la campagna, aveva raccolto oltre 430 mila euro da 290 soci. Capitali che hanno di fatto contribuito al percorso di crescita della società. Basti pensare che dalla raccolta su CrowdFundMe a oggi, Snowit è passata dalla presenza in 40 località di montagna a oltre 130. Snowit è un marchio registrato di Sportit, che offre servizi di skipass online, noleggio sci, lezioni e scuole di sci, esperienze in montagna, combinazioni di alberghi e skipass. La società è stata fondata nel 2016 e ha sede a Milano. Sportit ha chiuso il bilancio al giugno 2021 con ricavi per 856 mila euro, un ebitda negativo di 192 mila euro e una liquidità finanziaria netta di 76 mila euro (si veda qui l’analisi di Leanus, una volta registrati gratuitamente).

Pasquale Scopelliti, CEOe co-fondatore di Sportit, ha dichiarato: “FNM, uno dei principali gruppi di mobilità sostenibile e integrata in Europa, si configura come un partner strategico per Snowit perché permette di completare la nostra offerta con servizi di trasporto/mobilità ferroviari e su gomma, delineando quindi un binomio vincente, che può garantire lo sviluppo di un’offerta integrata di servizi per il collegamento tra le grandi città europee e le destinazioni turistiche di montagna italiane. La campagna di equity crowdfunding che abbiamo portato a termine nel 2019 è stata un passaggio di crescita fondamentale per noi. In primo luogo ci ha consentito di raccogliere le risorse economiche necessarie per trasformare la nostra idea imprenditoriale in un’azienda vera e propria. Inoltre, contestualmente, è stata condotta con successo, da parte di CrowdFundMe, una campagna di comunicazione e di marketing finalizzata a costruire la brand awareness e in quel momento è risultato strategico per Snowit”.

Tommaso Baldissera Pacchetti, amministratore delegato di CrowdFundMe, ha affermato: “Ricevere un investimento da 2,5 milioni di euro da FNM è un importante risultato. Inoltre la valutazione post-money di 8 milioni di euro significa un raddoppio rispetto ai 4 milioni pre-money della campagna sul nostro portale. Sportit si va quindi ad aggiungere ai successi di Alea, My Cooking Box e OffLunch”.

Quest’ultima è il primo servizio di food delivery disegnato appositamente per la pausa pranzo in ufficio e lo scorso febbraio ha chiuso un round di 400 mila euro, sottoscritto da Cdp Venture Capital sgr – Fondo Nazionale Innovazione nel febbraio scorso. Ricordiamo che OfflLunch nel 2019 aveva già incassato 199 mila euro con una campagna di equity crowdfunding su CrowdFundMe. Alla campagna avevano aderito anche: Ciro Immobile, attaccante della Lazio e della Nazionale, che ha investito 10 mila euro tramite la sua holding 9 InvestSeed Money srl, veicolo di investimento e acceleratore di start up early age fondato da Seed Venture Partners. Il veicolo era entrato nel capitale della startup con una quota di tipo C, con diritti patrimoniali e di voto, investendo 15 mila euro.

My Cooking Box, società che realizza cofanetti per preparare le migliori ricette italiane, ha incassato lo scorso maggio nuovo round da 2 milioni di euro, guidato da Ponti, la nota società di Ghemme (Novara) produttrice di aceto e prodotti sotto aceto. La startup nel febbraio 2019 aveva raccolto un milione di euro, di cui 533 mila in equity crowdfunding sulla piattaforma MamaCrowd e il resto presso altri investitori. Tra questi rientrava Cameo, la nota azienda tedesca presente da oltre 80 anni in Italia e specializzata in torte, pizze e dessert, che è entrata nel capitale con una quota di minoranza. Prima ancora, nel 2016, My Cooking Box aveva raccolto circa 120 mila euro con una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe.

Alea è una società di sistemi push-to-talk che ha incassato 390 mila euro da 87 investitori su CrowdFundMe. Leonardo ha acquisito la quota di maggioranza di Alea nel giugno scorso.

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Il Fei investe in Magellano, il fondo di direct lending della fintech italiana Opyn

Il veicolo finora ha raccolto 75 milioni di euro, su un obiettivo di raccolta di 200 milioni. E’ gestito da Opyn attraverso Art sgr

 

 

Il Fondo Europeo per gli Investimenti (Fei) ha investito in Magellano, il nuovo fondo che supporta le pmi italiane gestito dalla scaleup fintech italiana Opyn (l’ex Borsa del Credito) attraverso Art sgr, gestore di fondi alternativi di investimento, riservati a investitori professionali, che sottoscrivono i prestiti offerti in piattaforma. La sgr è controllata dalla holding Business Innovation Lab spa, a cui fa capo il marchio Opyn. Oltre a Magellano, Art sgr gestisce anche: il fondo Colombo, lanciato nell’ottobre 2017 con il supporto degli stessi azionisti di Opyn; Systema Credit Fundlanciato nell’aprile 2019 da Confidi Systema! Prader Bank.; il fondo Colombo II.

Magellano ha così raccolto 75 milioni, su un obiettivo complessivo di 200 milioni. Nell’operazione, Opyn è stata assistita dalla divisione mercati di Mediobanca per l’attività di collocamento delle quote del fondo e dallo Studio Legale Alpeggiani & Associati per gli aspetti legali e regolamentari. CACEIS Bank agirà nel ruolo di banca depositaria del nuovo fondo.

Alain Godard, chief executive del Fei, ha spiegato: “Si tratta di una grande opportunità per facilitare l’accesso ai finanziamenti per le piccole e medie imprese italiane, fortemente colpite dalla crisi economica generata dalla pandemia. L’impegno del Fei è stato determinante per diversificare e ampliare la base di investitori del Fondo, attirare nuovi investitori e attivare ulteriori risorse di terzi”.

Il commissario per l’economia Paolo Gentiloni ha affermato: “Il nuovo fondo Magellano fornirà una fonte alternativa di finanziamento per le piccole e medie imprese italiane, colpite dalla crisi del Covid-19. Questa è una grande notizia per il mondo imprenditoriale italiano, che beneficerà di questo accordo per rilanciare le proprie attività e la propria ripresa dalla crisi.”

Cesare Santacroce, direttore generale di Art sgr e credit risk manager di Opyn, ha concluso: “Lo scopo del fondo è la generazione di reddito e l’apprezzamento del capitale investito in un’ottica di medio-lungo periodo, che è l’unica coerente con le esigenze delle pmi. Questo va a  vantaggio degli investitori ma soprattutto a supporto delle imprese italiane, in particolare quelle di dimensioni micro e piccole, che necessitano di liquidità quanto mai elevata nel post Covid. Si tratta di un’operazione pioneristica per il fatto di essere condotta da una fintech, e il fatto che sia sostenuta dal Fei ci accredita nell’arena finanziaria europea. Si tratta inoltre di un segnale importante che arriva da un attore istituzionale a supporto del fintech, considerato ormai un canale attraverso cui si può finanziare l’economia reale in maniera efficace.”

Chi è Opyn

Open è stata fondata come BorsadelCredito nell’ottobre 2013 da Antonio Lafiosca, Alessandro AndreozziIvan Pellegrini come piattaforma digitale di brokeraggio per il credito alle aziende e nel 2015 ha aperto il suo canale di P2P lending.

Opyn fa capo alla holding Business Innovation Lab spa, che controlla al 100% altre due società: Mo.Net spa, autorizzata a svolgere i servizi di peer-to-peer lending; e Art sgr spa, che gestisce fondi alternativi di investimento riservati a investitori professionali che investono sui prestiti offerti in piattaforma. In particolare, ART sgr

Nel giugno 2020 l’allora Borsa del Credito ha lanciato il finanziamento Cash Anti-Covid Fase 2. Il prodotto è finanziato da Colombo II, fondo di direct lending creato da Borsa del Credito e sottoscritto da Azimut, che lo scorso aprile ha stipulato un accordo per erogare finanziamenti  fino a 100 milioni di euro alle pmi tramite la piattaforma fintech e con la garanzia del Fondo di Garanzia del Mediocredito Centrale per il 90% dell’importo erogato. Nel luglio 2020 Opyn ha siglato un accordo con Confesercenti Nazionale per fornire alle pmi un accesso rapido al credito digitale. Lo scorso ottobre la fintech ha lanciato Eco-Green Starter: un finanziamento per le imprese attive nella riqualificazione energetica e antisismica degli edifici.

Borsa del Credito ha cambiato nome in Opyn lo scorso settembre, annunciando contestualmente un’espansione a livello europeo (in particolare in Germania, Olanda e Paesi Scandinavi) e l’affiancamento dell’attività di puro marketplace a quella di lending as a service (Laas). I soci attuali di Business Innovation Lab, la holding che controlla Opyn, sono: P101 (30%), GC Holding (15%), Banca Valsabbina (8,3%), il management (meno del 10%), Azimut e altri soci di minoranza (meno del 5% ciascuno). 

 

I due soci finanziari più avanti usciranno dal capitale e la quotazione in Borsa “potrebbe essere una strada verso la exit”, ha affermato Pellegrini lo scorso settembre. La società è in una fase di grande crescita: il primo semestre del 2021 si è chiuso con circa 6 milioni di euro di ricavi (contro i 4 dell’intero 2020) e circa 2 milioni di ebitda positivo. Numeri che proiettano per la fine del 2021 una crescita anno su anno dei ricavi di circa 4 volte e di 10 volte per l’ebitda. Borsa del Credito aveva chiuso invece il 2020 con un utile lordo di oltre 613 mila euro e un utile netto di quasi mezzo milione di euro, grazie a un aumento esponenziale dei ricavi, che a fine 2020 hanno superato i 4 milioni, in crescita del 460% dai circa 743 mila euro del 2019. Il tutto a fronte di una posizione finanziaria netta di circa 3 milioni di euro. Oltre ad Art sgr, Business Innovation Lab spa controlla al 100% anche Mo.Net spa, autorizzata a svolgere i servizi di peer-to-peer lending.

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