Mese: Novembre 2021

La finanza alternativa ha aiutato le PMI italiane a raccogliere € 4,23 miliardi

I risultati del 4° Report sulla Finanza Alternativa per le PMI, a cura del Politecnico di Milano, presentati all’Alt-Finance Day 2021 in un evento organizzato da Innexta

 

 

Tra luglio 2020 e giugno 2021 la finanza alternativa ha finanziato le PMI per circa € 4,23 miliardi, con una crescita del 58% rispetto ai precedenti 12 mesi. E’ quanto emerso dai dati riportati nel 4° Report sulla Finanza Alternativa per le PMI, presentato da Giancarlo Giudici, Direttore Scientifico dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano, nel corso dell’edizione 2021 dell’Alt-Finance Day – La giornata della Finanza Alternativa, organizzata da Innexta in collaborazione con School of Management del Politecnico di Milano, Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Unioncamere Nazionale.

La ricerca prende in considerazione i minibond, ovvero il ricorso al mercato mobiliare per il collocamento di titoli di debito come obbligazioni e cambiali finanziarie per importi fino a € 50 milioni; il crowdfunding, ovvero l’opportunità di raccogliere capitale su portali Internet da soggetti retail, nelle varie forme ammesse (reward, lending, equity); l’invoice trading, ovvero lo smobilizzo di fatture commerciali acquisite da soggetti non bancari attraverso piattaforme web; il direct lending, il credito erogato da soggetti non bancari attraverso prestiti diretti; le Initial Coin Offerings (ICOs), ovvero il collocamento di token digitali e in generale di crypto-asset su Internet grazie alla tecnologia emergente della blockchain; il private equity e venture capital, ovvero il finanziamento con capitale di rischio fornito da investitori professionali come fondi e business angel;  la  quotazione in Borsa su listini specifici per le PMI (SME Growth Market) come AIM Italia (ora Euronext Growth Milan).

4 Report finanza alternativa graficoI mercati del private equity e venture capital tornano ai valori pre-Covid, confermandosi i maggiori canali alternativi al credito bancario per le PMI italiane. Segue l’invoice trading che, nonostante un lieve arretramento registrato nel primo semestre 2021, legato ai ritardi nei depositi dei bilanci 2020 e dall’uscita dal mercato di alcune piattaforme, registra un incremento del 7,5% rispetto al 2020.

Il mercato dei minibond aumenta del 17% rispetto allo scorso anno, e quello del crowdfunding, in particolare il lending, del 73% rispetto. Per quanto riguarda il direct lending, il report da quest’anno considera i portali che erogano credito su Internet attingendo esclusivamente da investitori professionali, per cui i dati non risultano comparabili con quelli presentati lo scorso anno: il trend del settore è comunque positivo, con una crescita raddoppiata rispetto al primo semestre 2020.

Se le ICOs (Initial Coin Offerings), sono praticamente scomparse, si affermano i collocamenti di NFT (Non Fungible Tokens).

Il report evidenzia anche che la raccolta che le PMI hanno effettuato sul mercato borsistico, in particolare su Euronext Growth Milan, erede di AIM Italia, è aumentata del 66% rispetto al periodo precedente.

Oltre all’analisi dei dati il report riporta anche diversi casi di imprese che, grazie al ricorso agli strumenti di finanza alternativa hanno incrementato la propria competitività e ottenuto vantaggi non solo in termini di diversificazione delle fonti, ma anche di accresciute competenze manageriali, visibilità sul mercato e maggiori opportunità di investimento.

Nell’introduzione al report, Giuseppe Tripoli, Segretario Generale Unioncamere, ha scritto: “Al fine di fronteggiare tale situazione di crisi economico-finanziaria, si è verificato un forte afflusso di risorse e di finanziamenti garantiti dallo Stato, che senza dubbio eserciterà significativi effetti sulla situazione debitoria delle imprese. Gli strumenti alternativi ai finanziamenti erogati dal sistema bancario assumono, in questo contesto, un ruolo ancora più importante per condurre le piccole e medie imprese verso un riequilibrio della propria struttura finanziaria, necessario per uscire al meglio dalla situazione emergenziale. Sostenere la crescita e gli investimenti, le acquisizioni di tecnologie e competenze, le ristrutturazioni aziendali, le aggregazioni, la diversificazione dei business e dei mercati sono obiettivi su cui sarà necessario puntare per molte PMI nei prossimi anni. Disporre di set articolati di strumenti cui ricorrere sarà fondamentale. Questo rapporto fa il punto sulla situazione”.

La presentazione della ricerca si è svolta lo scorso 29 Novembre presso il campus Bovisa del Politecnico e ha visto la partecipazione dell’On. Giulio Centemero e dell’On. Massimo Ungaro, componenti della VI Commissione finanze della Camera dei deputati, che dialogando con il Presidente di Innexta, Giovanni Da Pozzo, hanno illustrato le iniziative parlamentari a favore della finanza alternativa e del Fintech.

I lavori sono stati chiusi con un confronto, a partire dai dati del report, guidato dal Direttore Generale di Innexta, Danilo Maiocchi, e dal Direttore di Economy, Sergio Luciano, di un tavolo di lavoro composto da: Mattia Ciprian (Modefinance); Giovannella Condò (Milano Notai); Andrea Crovetto (Azimut Direct); Anna Lambiase (IR Top Consulting); Graziano Tarantini (Banca Akros); Edoardo Varacca Capello (CrowdFundMe).

Il Segretario Generale della Camera di Milano Monza Brianza Lodi, Elena Vasco, ha affermato che “L’accesso dei capitali rimane una delle chiavi cruciali per sostenere e rafforzare l’economia.  Per questo è ancora più importante promuovere la conoscenza e l’utilizzo di tutte le opportunità a disposizione delle imprese, avvicinandole anche alle soluzioni rappresentate dalla finanza alternativa, complementari e sinergiche alle soluzioni tradizionali. Con l’appuntamento di Alt-Finance Day, come Camera di commercio vogliamo ribadire l’impegno in questo ambito, ampliando la nostra offerta dei servizi fintech, il cui mercato, nonostante la crisi innescata dal Covid nel 2020, ha raddoppiato il proprio valore nel corso del 2021“.

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Doorway e OurCrowd si alleano per favorire gli investimenti nelle startup hi-tech israeliane e internazionali

L’accordo esclusivo fornirà alla comunità di investitori di Doorway un accesso unico ad investimenti ad alto potenziale, selezionati dallo storico portale OurCrowd

 

 

Doorway, piattaforma di club deal italiana autorizzata da Consob per l’equity investing online, ha stretto una partnership strategica con OurCrowd, la piattaforma online di venture investing leader a livello mondiale, focalizzata su startup e scaleup tecnologiche altamente innovative. L’accordo esclusivo fornirà alla comunità di investitori di Doorway un accesso unico ad investimenti ad alto potenziale, selezionate da OurCrowd sul mercato israeliano e internazionale.

La partnership porterà anche benefici considerevoli al segmento di mercato B2B2C, fondamentale per Doorway. Private banker, consulenti finanziari, family office e, in generale, wealth manager, saranno in grado di offrire ai propri clienti un portafoglio in costante evoluzione di operazioni di alto profilo, in fase avanzata o in round di follow-up, con prospettive di exit più rapide e spesso già investite da fondi di venture capital internazionali. Il modello di investimento per le operazioni in partnership seguirà lo schema consueto adottato da Doorway. Per ogni operazione sarà istituita una società veicolo italiana (spv) per consolidare gli investimenti e negoziarne i termini contrattuali. Il veicolo si qualifica come investitore professionale, garantendo così l’accesso ai deal di OurCrowd che, altrimenti, non sarebbero accessibili agli investitori non professionali.

Jonathan Medved, ceo e fondatore di OurCrowd, ha commentato così l’accordo con Doorway: “La leadership di Doorway in Italia, unita alla possibilità di OurCrowd di accedere a un dealflow globale esclusivo, fornirà opportunità senza precedenti agli investitori italiani. Gli investimenti in venture capital nelle startup israeliane sono al top. Si tratta del più ampio ecosistema, per numero di imprese, al di fuori della Silicon Valley e il maggiore a livello globale pro-capite, tanto che gli investimenti in società israeliane continuano a raddoppiare ogni anno e supereranno, nel 2021, i 20 miliardi di dollari. Come investitore di venture capital più attivo in Israele, vediamo un flusso continuo di capitali in molti settori strategici, come la cybersecurity, l’AI, il foodtech, la mobilità, il software aziendale”. 

Antonella Grassigli, cofondatrice e ceo di Doorway, ha aggiunto: “La partnership con OurCrowd, la piattaforma di investimento di venture capital leader a livello mondiale, fornirà alla comunità dei nostri investitori un accesso privilegiato a deal internazionali hi-tech, co-investiti dai principali fondi di venture capital del mondo. Crediamo che la creazione di un portafoglio altamente diversificato, grazie alle competenze combinate di screening e validazione di Doorway e OurCrowd, possa portare un reale vantaggio in termini di creazione di valore economico per i nostri investitori”.

Chi è OurCrowd

OurCrowd, piattaforma globale di venture investing online, è stata recentemente nominata da Pitchbook l’investitore di venture capital più attivo in Israele. Dalla sua nascita nel 2013, ha raccolto oltre 1,8 miliardi di dollari, investiti in un portafoglio composto da oltre 280 società e 30 fondi. Il portafoglio ha beneficiato di 50 exit in 8 anni attraverso m&a o quotazioni, comprese acquisizioni da parte delle principali multinazionali come Microsoft, Oracle, Intel, Samsung, Canon, Uber, Snap e altre. OurCrowd conta 11 uffici, che coprono altrettante città in 5 continenti. Ha raccolto capitali in 65 paesi da una comunità di oltre 160.000 iscritti. Le società in cui ha investito si trovano in Israele, Stati Uniti, Canada, Regno Unito, India, Hong Kong, Singapore e Australia.

Chi è Doorway

Doorway, con sede a Bologna, è un club deal su piattaforma di equity crowdfunding autorizzata d Consob, dedicato a investitori sia retail sia professionali. La sua peculiarità risiede nel fatto che l’investimento viene effettuato sempre tramite una società veicolo che investe nella società target o in unica soluzione o al raggiungimento di milestone definiti. Inoltre il modello di commissioni intende premiare le società “al femminile” e quelle che hanno un forte connotato di impatto sociale. Infatti, mentre la commissione ordinaria sarà del 8% sulla raccolta, per le iniziative impact e/o che siano costituite da una prevalenza femminile nella compagine sociale o nel management, la commissione è ridotta al 6%. Nel novembre 2018 Doorway ha ottenuto da Consob l’autorizzazione a operare e dal dicembre 2020 è una società benefit. Dal 2019 la piattaforma ha raccolto quasi 14 milioni di euro in 20 campagne, per lo più in overfunding, con un tasso di successo del 100%. 

Questo mese la fintech svizzera Sonect ha chiuso con una raccolta di oltre 1,3 milioni di euro la campagna di equity crowdfunding condotta sul portale italiano Doorway, che con questo risultato, ha confermato il tasso di successo del 100% nella chiusura delle campagne, nella grande maggioranza in overfunding, e superato i 12 milioni di euro di capitali raccolti. Con il crowd di Doorway, designata dal Politecnico di Torino come prima “angels platform” online in Italia, hanno cointestato Club degli Investitori, Italian Angels for GrowthAngels for Women (A4W, che Grassigli ha cofondato), Boost Heroes, Gellify e altri importanti investitori industriali, con round oltre il milione di euro. Sempre a novembre, Doorway ha comunicato di aver aderito ai Principles for Responsible Investment (PRI), stabiliti dall’Onu (Organizzazione delle Nazioni Unite), e di essere entrata a far parte dei soci del Forum per la Finanza Sostenibile (FFS), associazione senza scopo di lucro che dal 2001 riunisce operatori finanziari e altre organizzazioni interessate all’impatto ambientale e sociale degli investimenti.

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Profilazione ESG per pmi e startup: istruzioni per l’uso al Fintech Future 2021

L’evento annuale di AssoFintech, di cui BeBeez è media partner, si terrà a Milano, Palazzo delle Stelline, giovedì 2 dicembre 2021, sia in presenza, sia in streaming

 

 

In virtù della disposizioni dell’EBA (European Banking Authority) che le istituzioni finanziarie stanno cominciando ad applicare, dallo scorso primo luglio tutte le società che chiedono finanziamenti bancari devono essere in possesso di un profilo ESG (Environmental, Social and Governance), con riferimento specifico alle attività di contrasto dei cambiamenti climatici del pianeta. l temi delle tempistiche, degli adempimenti e dei relativi costi del profilo ESG per startup e pmi saranno approfonditi giovedì 2 dicembre 2021 al Fintech Future 2021, l’evento annuale e gratuito di AssoFintech, l’associazione italiana per il fintech e l’insurtech.

L’evento, di cui BeBeez è media partner, si terrà al Palazzo delle Stelline di Milano dalle 9.00 alle 13.00, in presenza e in streaming. Interverranno: l’avvocato Alessandro M. Lerro, fondatore dello Studio Avvocati.net ed esperto di finanza sostenibile; Camillo Zana, esperto in certificazione ESG; Massimiliano Braghin, ceo di Infinity Hub, tra le prime benefit italiane ed ESCO (Energy service company) specializzate in progetti green; Giancarlo Giudici, direttore scientifico dell’Osservatorio sul Crowdinvesting della School of Management del Politecnico di Milano.

L’evento sarà l’occasione per fare il punto sull’evoluzione del settore a livello normativo e regolamentare, con la partecipazione alla tavola rotonda di apertura di rappresentanti delle autorità di vigilanza e delle istituzioni: Maurizio Bernardo, presidente Assofintech; Paolo Ciocca, commissario Consob;  Stefano Cappiello, dirigente del Ministero dell’Economia e delle Finanze, VI Direzione Sistema Bancario e Finanziario Dipartimento del Tesoro; Giulio Centemero, Commissione Finanze Camera dei Deputati; Giuseppe Vegas, presidente dell’advisory board di Assofintech. Sono previsti approfondimenti e workshop sui temi di open banking e open finance, obiettivi ESF, tokenizzazione degli asset e ci sarà anche un incontro dedicato all’andamento del fintech fuori dai confini europei, con un confronto tra i rappresentanti delle due associazioni fintech internazionali partner di Assofintech: FinTech Australia e Israeli Fintech Community.

Chi è AssoFintech

AssoFintech ha lo scopo di rappresentare l’attività delle società fintech ed insurtech in Italia. Il fine, in particolare, è di analizzare le criticità del settore, dialogare con le istituzioni sull’elaborazione normativa, promuovere la conoscenza, anche attraverso momenti comuni di divulgazione, e la crescita qualitativa del settore imprenditoriale, elaborare ed applicare un proprio codice etico professionale. Le imprese associate sono impegnate, esemplificativamente e non tassativamente nei seguenti settori imprenditoriali: gestione finanziaria personale e del risparmio; equity crowdfunding; lending crowdfunding; – invoice trading; strumenti di pagamento; blockchain e monete digitali; antiriciclaggio, risk management e compliance; insurtech.

Ricordiamo che quest’anno l’associazione ha stretto: una partnership biennale con lo studio legale internazionale Dentons per promuovere i settori fintech, insurtech e proptech; un accordo con lo stesso obiettivo con Confindustria Assoimmobiliare e un altro con il collegio dei mediatori immobiliari, creditizi e merceologici Fimaa Milano Lodi Monza Brianza; un partnership con Deloitte per promuovere il settore fintech. In virtù di quest’ultima intesa, i membri del fintech team di Deloitte Consulting sono entrati a far parte dei lavori dell’associazione. Marco Mione, manager del fintech team di Deloitte Consulting è diventato membro dell’advisory board di Assofintech, allo scopo di affiancare e supportare l’associazione in merito alle strategie ed alle iniziative da questa intraprese. Il board, nato nel giugno scorso, è presieduto da Giuseppe Vegas, ex presidente Consob, è ora presidente della fintech italiana Arisk ed è molto impegnato nel settore.

 

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K2 Capital lancia i primi utility token del settore immobiliare

In un’intervista esclusiva Augusto Vecchi, fondatore e CEO del portale di crowdfunding immobiliare Italy-Crowd, spiega tutti i dettagli dell’innovativa operazione

 

“I tempi sono ormai maturi per iniziare a creare una community italiana che possegga token legati al settore immobiliare”. Così Augusto Vecchi, ceo di K2 Capital, fintech ligure che permette alle aziende di tokenizzare i propri asset attraverso la tecnologia blockchain, ha annunciato in esclusiva a Crowdfunding Buzz il lancio dei primi utility token del settore immobiliare in Italia. I token saranno emesso da K2 Capital per conto di Italy Crowd, piattaforma di crowdfunding immobiliare italiana. La notizia era attesa: nel giugno scorso Vecchi aveva infatti anticipato sempre su queste colonne l’imminente lancio della tokenizzazione immobiliare.

L’iniziativa “Richiedi i primi utility token italiani del mercato immobiliare” è suddivisa in tre fasi: la prima, che terminerà il 28 febbraio 2022,  permette di opzionare 6 utility token di Italy Crowd, semplicemente compilando il modulo di richiesta, che non prevede alcun vincolo o impegno successivo. La seconda fase, che durerà qualche mese, è caratterizzata dalla pre-vendita degli utility token immobiliari ad un prezzo di lancio. Il terzo passo sarà la quotazione dei token immobiliari su un exchange di criptovalute regolarmente autorizzato. L’offerta di acquisto, così come il valore di quotazione, non sono ancora stati resi noti, ma stando alle indiscrezioni dovrebbe oscillare su un incremento del 200% rispetto al prezzo di pre-vendita.

Bocche cucite sul nome dato alla cripto immobiliare, che sarà annunciato solo al momento della quotazione. “La mission di K2 Capital è quella di creare la prima moneta digitale legata al settore immobiliare, ponendo le basi di un valore condiviso per quelle stesse piattaforme competitor di Italy Crowd, che vedono nell’equity e lending immobiliare il futuro decentralizzato di questo mercato”, ha precisato Vecchi.

Chi è Italy Crowd

Italy Crowd è stata lanciata in Italia il 12 gennaio 2015, importando un modello di business autorizzato in Svizzera. Vecchi infatti, dopo un viaggio in Usa nel 2010, si è reso conto che il crowdfunding stava diventando molto rilevante per la ricerca del capitale, per cui ha iniziato a studiare un sistema per sviluppare il crowdfunding immobiliare. Nel 2014 ha lanciato Swiss Crowd, prima piattaforma crowdfunding immobiliare in Svizzera, con software italiano, che ha poi esportato nel nostro paese l’anno successivo.

All’epoca il crowdfunding non era ancora regolamentato, per cui Italy Crowd è nata con un modello di business ibrido, dove la raccolta era effettuata su un massimo di 20 investitori. Nell’agosto scorso, Italy Crowd si è allineata alla normativa vigente sul crowdfunding, diventando agente di pagamento per l’istituto di pagamento Lemonway. Sempre nel 2020, il portale ha lanciato la prima piattaforma di lending crowdfunding immobiliare nativa blockchain in Europa. I soci fondatori di Italy Crowd sono Augusto Vecchi, Luana Leonini (socia di maggioranza), Andrea Gianninoni, Simone Mannelli, Paolo Siligoni (CEO di Swiss Crowd).

Italy Crowd più in generale punta all’implementazione dell’ecosistema immobiliare, che comprenda costruttori, immobiliaristi, agenzie immobiliari, società informatiche, gruppi di finanziatori, cui il portale di lending crowdfunding offre la possibilità di costruire, ristrutturare e raccogliere capitali.  Inoltre, lo scorso giugno è entrato nel suo board tecnico Stefano Sardelli. Classe 1959, laureato in Scienze Economiche e Bancarie, Sardelli ha sempre lavorato nell’ambito dell’area finanza di diversi intermediari. Dal 2004 a marzo 2020 è stato direttore generale di Invest Banca. Nel 2016 ha ricevuto dal presidente della Repubblica il Premio Nazionale per l’Innovazione. Sempre attivo sui temi del fintech, dell’innovazione e della digital disruption, Sardelli è anche co-responsabile della commissione fintech & digitalization di AssiomForex.

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Il lending crowdfunding italiano Profit Farm incassa un round da 200 mila euro

La piattaforma di lending Profit Farm, nata quest’anno, è dedicata ai crediti verso la Pubblica Amministrazione. L’aucap è stato sottoscritto dal fondatore di Maticmind, Carmine Saladino

 

Cristiano Augusto Tofani, ideatore e presidente di Profit Farm

Carmine Saladino, fondatore del system integrator italiano Maticmind (partecipato da Fondo Italiano Consolidamento e Crescita – FICC, gestito da Fondo Italiano d’Investimento sgr) la scorsa settimana ha sottoscritto il terzo round di Profit Farm, innovativa piattaforma italiana di lending crowdfunding nata a metà gennaio 2021 e dedicata ai crediti verso la Pubblica Amministrazione (PA), ai crediti verso soggetti privati altrettanto solvibili e ai crediti garantiti.

Lo riferisce MF Milano Finanza, secondo cui l’aumento di capitale è di circa 200 mila euro, a fronte di una valutazione della società di 3,5 milioni. L’imprenditore è entrato anche a far parte del neo-istituito consiglio di amministrazione della società, dove siedono fra gli altri il ceo Roberto Macina e l’ideatore e presidente di Profit Farm, l’Avv. Cristiano Augusto Tofani. Quest’ultimo è uno dei maggiori esperti in Italia di crediti deteriorati, con all’attivo oltre 1.700 operazioni sugli Npl e lo scorso aprile in una intervista a BeBeez e Crowdfunding Buzz aveva preannunciato l’imminente apertura del terzo round di Profit Farm.

Chi è Profit Farm

Profit Farm è controllata da un gruppo stabile di soci operativi: Risolve RE Npl srl, società attiva nel settore degli Npl; Cristiano Augusto Tofani; Valentina Barbadoro, socia quasi totalitario di Risolve RE NPL srl; Roberto Macina, da sempre attivo nell’ecosistema startup italiano; Mario Costanzo, co-fondatore di WDA srl e chief legal officer; Francesco Sibilla, partner dello studio legale SAPG Legal, esperto, tra le altre cose, di diritto societario, startup innovative e legal-tech; Giovanni Alessi, anch’egli partner di SAPG Legal, esperto di organizzazione dei patrimoni, advisor di family office e socio de Il Trust in Italia. Il restante 6% è in mano a soci finanziatori, senza ruoli attivi nella società.

L’idea di creare Profit Farm è venuta all’Avv. Tofani circa un anno e mezzo fa, quando il top manager di uno dei principali portafogli Npl in Italia gli ha illustrato le prospettive del mercato del crowdfunding. “Da quel momento ho intuito che era possibile trasformare un mercato (quello dello smobilizzo anticipato dei crediti, ndr), sino a quel momento appannaggio esclusivo di fondi, in qualcosa di accessibile anche per le masse, sia per sottostante che per struttura. Insieme agli altri co-fondatori, abbiamo lavorato un anno all’idea e poi creato una squadra per realizzarla con successo. Dopo siamo passati alla pre-execution, dove abbiamo ipotizzato e analizzato il modello di business, oltre che individuato i possibili partner industriali”, ha affermato il fondatore.

Profit Farm non opera sul mercato dello sviluppo immobiliare (che contiene in sé anche il rischio di impresa, al cui buon fine è subordinato) bensì semplicemente su crediti certi, liquidi, esigibili verso soggetti solvibili, per lo più portati da sentenze passate in giudicato. “Nelle altre piattaforme di lending crowdfunding i proponenti assumono un impegno alla restituzione del prestito, senza tuttavia offrire alcuna garanzia reale in favore dei finanziatori. Nelle operazioni in vetrina su Profit Farm, invece, il credito è segregato in una società veicolo, le cui quote sono detenute /date in pegno alla Compagnia Fiduciaria Lombarda spa (fiduciaria iscritta sia al MISE che nell’elenco speciale ex art 106 TUB e vigilata da Banca d’Italia), che assume l’obbligo irrevocabile di restituire il credito ai finanziatori”. Non è dunque possibile che il proponente “scappi con la cassa”, precisa l’Avv. Tofani.

L’attività di recupero del credito (servicing) è svolta da professionisti con esperienza ultra-ventennale nel settore. Profit Farm per la raccolta di capitali delle sue campagne si appoggia a (ed è agente di) LemonWay: un istituto di pagamento comunitario autorizzato a operare in ben 29 paesi, tra cui l’Italia, e soggetto al controllo di Banca di Francia. Gli utenti creano un loro account su Profit Farm e trasferiscono l’importo che desiderano prestare su un apposito conto intestato a LemonWay, che poi possono utilizzare per partecipare alle singole campagne in vetrina sulla piattaforma. Alla scadenza del prestito, agli utenti sarà riaccreditato l’importo finanziato, maggiorato dell’interesse annuo pattuito e maturato.

Per quanto riguarda le campagne, “selezioniamo le operazioni che esprimano un rischio simile al Btp, con debitori solvibili e tempi di recupero molto brevi, anche considerando che nella maggior parte dei casi l’iter giudiziario si è già completamente esaurito, ovvero è in via di conclusione”, ha chiarito Tofani. Tra le Pubbliche Amministrazioni sicuramente solvibili rientrano, per citarne alcune: Regione Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Lazio, Roma Capitale, Città Metropolitana di Milano e Stato centrale. “In questi casi presi a esempio, ci basiamo sul rating delle principali agenzie e sul buon senso: il default di certe PA avrebbe ripercussioni sul debito pubblico e sullo spread”, spiega l’Avv. Tofani.

Sinora la piattaforma ha portato a termine sette campagne con importo compreso fra 19 mila e 326 mila euro. Il rendimento promesso agli investitori arriva fino all’8%, pari al tasso d’interesse moratorio legale dovuto dai debitori ritardatari. Per le imprese o i fondi cedenti il vantaggio consiste invece nell’anticipo dell’incasso rispetto ai 12-24 mesi necessari di norma necessari al saldo del credito. La piattaforma intende lanciare operazioni per almeno un milione di euro al mese, con obiettivi entro fine anno di 2-3 mila utenti e di raccolta totale di 15 milioni di euro. In 5 anni, punta a chiudere 100 milioni di euro di erogato e ad avere 50 mila utenti registrati, conquistando così una quota stimata attorno al 20-30% dell’intero mercato del lending crowdfunding in Italia.

In futuro, Profit Farm intende poi ampliare il raggio d’azione alle procedure fallimentari, concentrandosi in particolare sui crediti prededucibili, ed è in corsa per rilevare una posizione da 500-600 mila euro. Per trovare altre opportunità la startup aprirà presto un canale di comunicazione con i commercialisti. “Per il futuro stiamo anche analizzando un prodotto nuovo focalizzato sui crediti assistiti da un sottostante immobiliare a fronte di operazioni di esdebitazione già concordate con la parte debitrice”, ha detto Tofani. Sempre in futuro non è peraltro da escludere che Profit Farm possa agire da intermediario nella compravendita di crediti fra investitori istituzionali. 

 

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Le fintech italiane Satispay e Young Platform si alleano per semplificare l’acquisto di criptovalute

L’accordo tra Satispay e Young Platform consente a tutti gli utenti di Young Platform di ricaricare il loro wallet direttamente con Satispay, in modo istantaneo e gratuito

 

 

Le fintech italiane Satispay (attiva nei mobile payment) e Young Platform (il principale exchange italiano di criptovalute) hanno stretto una partnership per rendere più semplice l’acquisto di bitcoin (si veda qui il comunicato stampa). Nel dettaglio, l’accordo consente a tutti gli utenti di Young Platform di ricaricare il loro wallet direttamente con Satispay, in modo istantaneo e gratuito. Tutti gli utenti di Young Platform avranno quindi a disposizione una nuova modalità che si va ad affiancare alla possibilità di ricaricare il proprio wallet tramite il tradizionale bonifico bancario e alla carta di credito per poter acquistare Bitcoin, Ethereum e le oltre 25 criptovalute presenti sulla piattaforma.

Andrea Ferrero, ceo e cofondatore di Young Platform, ha commentato: “Young Platform e Satispay sono due aziende italiane che condividono molti punti in comune e siamo certi che questa integrazione semplificherà ulteriormente la vita ai nostri utenti. Il nostro obiettivo è quello di continuare a offrire alla nostra community nuove modalità di accesso al mercato delle criptovalute: da oggi tutto questo diventa ancora più facile”. Diego D’Aquilio, business developer della società, ha affermato: ” Stiamo lavorando per andare ad aggiungere nei prossimi mesi sempre più nuove funzionalità che permetteranno ai nostri utenti di accedere a Bitcoin e a tutte le principali criptovalute: questa integrazione con Satispay è solo il punto di partenza”.

Chi è Young Platform

Young Platform è stata fondata a fine 2017 da un gruppo di giovani originari di Alba: Andrea Ferrero, Stefan A. Gheban, Samuele Raimondo, Marco Ciarmoli, Andrea Carollo e Daniele Rinaldi. E’ stata incubata da I3P, l’incubatore del Politecnico di Torino. Young Platform ha sede a Torino, un ufficio a Londra e vanta circa 6 mila utenti. La nascita dell’exchange è stata anticipata nel gennaio 2019 dal lancio della app Stepdrop, che assegna token sulla base di quanto si cammin permettendo di imparare introducendo al mondo delle criptovalute. L’app ha creato una consistente community superando i 120 mila i download. I token possono essere impiegati per ottenere sconti sui servizi dell’exchange.

Nel settembre 2019, Young ha raccolto 700 mila sterline con una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma inglese Seedrs,  sulla base di una valutazione di 8,5 milioni di euro. Young Platform nel giugno scorso ha chiuso un round di serie A da 3,5 milioni di euro guidato da United Ventures. All’aumento di capitale di Young Platform ha partecipato un gruppo di selezionati investitori e business angel italiani e internazionali, tra cui Ithaca Investments (Giorgio Valaguzza), Luca Ascani come scout di Accel, Max Ciociola (cofondatore e ceo della music data company Musixmatch, basata a Bologna, Londra e San Francisco) e Pietro Invernizzi (investitore del venture capital inglese Stride). Ricordiamo che nel marzo scorso Young Platform aveva incassato un finanziamento da 800 mila euro, garantito dal Fondo di garanzia per le pmi. Lo ha erogato Banca Progetto, challenger bank italiana controllata dal 2015, quando portava ancora il vecchio nome di Banca Lecchese, da Oaktree Capital Management.

Chi è Satispay

Satispay vanta oltre 1,8 milioni di utenti e più di 160 mila esercenti utilizzano Satispay, tra cui piccoli negozi ma anche grandi marchi come Esselunga, Benetton, Carrefour, Boggi, Trenord, Eataly, Tigotà, Autogrill e molti altri ancora. Satispay offre agli esercenti un modello di prezzo trasparente e vantaggioso, senza costi di attivazione o canoni mensili, che prevede soltanto con una commissione fissa di 20 centesimi per i pagamenti superiori ai 10 euro. Con sede a Milano e uffici in Lussemburgo e Berlino, l’azienda punta a diventare il nuovo network di pagamento di riferimento a livello europeo. Nel luglio scorso Satispay ha acquisito AdvisorEat, startup italiana che tramite l’app dedicata seleziona e consiglia i migliori ristoranti in grado di ravvivare una trasferta o una colazione di lavoro, permettendo agli iscritti di accumulare punti da convertire in gift card, voucher o donazioni benefiche.

Ricordiamo che Satispay nel novembre 2020 aveva incassato un round di serie C da 93 milioni di euro, di cui 68 milioni in aumento di capitale e 25 milioni in acquisto di azioni cedute da Iccrea Banca e da altri soci storici. Il round era stato sottoscritto per 37 milioni da investitori italiani e per 56 milioni da investitori esteri. In particolare a guidare il round erano stati LGT Lightstone, il ramo di growthequity impact investing, parte di LGT Capital Partners, il più grande gruppo familiare di private banking e asset management del mondo (20 milioni), assieme al il leader cinese del mobile payment Tencent (15 milioni) e al leader americano dei pagamenti digitali Square, guidata da Jack Dorsey, fondatore e ceo anche di Twitter, (15 milioni). Altri 20 milioni erano infine arrivati da Tim Ventures, corporate venture capital di Tim e investitore strategico nel mercato di riferimento di Satispay.

Il round di novembre era stato condotto sulla base di una valutazione pre-money di 180 milioni, che post-money ha toccato i 248 milioni. Grazie a quest’ultima operazione, sono saliti a circa 135 milioni i capitali raccolti da Satispay dalla sua fondazione, nel 2013. Quel round seguiva la raccolta dincapitali del settembre 2018, da 15 milioni di euro, che aveva riconosciuto a Satispay una valutazione post money di 115 milioni. E prima di quel round ce ne erano stati altri due, uno da 5,5 milioni a settembre 2014 e uno da 3 milioni nel settembre 2015, che avevano visto l’ingresso di Iccrea Banca, Banca Alpi Marittime e manager e imprenditori di successo come Jonathan Weiner e Ray Iglesias (fondatori del progetto Google Wallet e, in seguito, di Money2020), Nicola Carbonari (fondatore di Autoscout24), Giuseppe Donagemma (già vice president networks di Samsung Electronics e Nokia), oltre che di soggetti industriali, come Egea, multiutility con sede ad Alba, operativa nei settori dell’ambiente e dell’energia.

 

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Dopo due campagne di equity crowdfunding, il food delivery Alfonsino si quoterà su Euronext Growth Milan il 22 novembre

La startup in precedenza aveva incassato 150 mila euro nel maggio 2018 e altri 436 mila euro nel 2020 attraverso il portale italiano di equity crowdfunding 200Crowd

 

 

Alfonsino, startup innovativa casertana specializzata nel food order e delivery, si quoterà sul segmento Euronext Growth Milan (l’ex Aim Italia) di Borsa Italiana il prossimo 22 novembre, al prezzo di 1,6 euro per azione. La data di ammissione in borsa è prevista per domani, dopo che Alfonsino ha completato con successo il bookbuilding, con ordini per circa 7,5 milioni di euro. L’offerta è rivolta a investitori qualificati e riguarda azioni ordinarie di nuova emissione e warrant, che saranno assegnati gratuitamente a favore di tutti coloro che sottoscriveranno azioni ordinarie nell’ambito del collocamento. La raccolta prevista è di circa 5 milioni di euro.

La notizia era attesa: Alfonsino infatti aveva presentato la domanda di pre-ammissione alla quotazione a fine ottobre. Nel processo di quotazione, la società è stata assistita da Banca Finnat come Euronext Growth advisor e global coordinator, da Ambromobiliare in qualità di advisor finanziario, da Studio Porcaro e Frezza Avvocati Associati in qualità di advisor strategico, da Chiomenti come advisor legale dell’emittente, da BDO Italia come società di revisione, da BDO Tax come advisor fiscale, Clarkson Hyde per la validazione dei dati extracontabili e da CDR Communication come investor e media advisor.

Ricordiamo che Alfonsino in precedenza aveva incassato 150 mila euro nel maggio 2018 tramite una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma 200Crowd, con una valutazione pre-money di 900 mila euro e, in un secondo round nel 2020, 436 mila euro, sempre su 200Crowd, in overfunding rispetto all’obiettivo minimo di 350 mila euro, con una valutazione pre-money di 9,5 milioni.

Chi è Alfonsino

Alfonsino è una pmi fondata nel 2016 a Caserta da Carmine Iodice, Domenico Pascarella e Armando Cipriani come startup innovativa operante nel settore dell’order&food delivery. Per distinguersi dalla concorrenza, la società si è orientata esclusivamente sulla consegna a domicilio nei centri italiani di piccole e medie dimensioni tra 25 mila e 250 mila abitanti del centro e sud Italia. Il servizio è quindi disponibile in 61 centri di piccole e medie dimensioni e nei comuni limitrofi, distribuiti in 10 regioni. L’attività è regolata da una infrastruttura tecnologica interamente sviluppata dalla società, grazie ad un team dedicato che sviluppa e gestisce sia i software, che lavorano e processano gli ordini, sia l’app messa a disposizione dei clienti (per ordinare), dei partner (per preparare gli ordini) e dei driver (per completare la consegna). La società ha assunto oltre 700 driver.

Alfonsino ha integrato la propria offerta con il servizio di order&delivery di vini e distillati, prodotti alimentari e di prima necessità, farmaci, prodotti per lo sport, piante e fiori. La società inoltre intende allargare il proprio servizio a nuovi centri abitati anche con il servizio driver-less e consolidare la propria posizione di leadership nei centri già presidiati, nonché continuare ad ampliare la propria offerta attraverso l’inclusione di nuovi prodotti.

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Con ITS Lending, il crowdfunding immobiliare offre la possibilità di investire nella rinascita dei borghi

La nuova piattaforma consente di investire nella ristrutturazione di immobili selezionati da ITS Italy, società UK che ha già coinvolto oltre 50 borghi italiani

 

 

Debutta ITS Lending, la prima piattaforma di lending crowdfunding immobiliare dedicata alla rigenerazione dei borghi italiani, dove chiunque può investire a partire da 100 euro per finanziare la ristrutturazione di immobili, contribuendo così a rivitalizzare alcuni degli storici antichi borghi che costellano il nostro Paese. Gli immobili, proposti inizialmente da società immobiliari individuate da ITS ITALY, sono anche già opzionati dagli acquirenti finali, prevalentemente stranieri che amano l’Italia e intendono trasferirsi. Dopo l’ultimazione dei lavori, quindi, la compravendita viene perfezionata e, tipicamente entro un periodo massimo di un anno, agli investitori sarà riconosciuto un tasso di interesse tra il 6 e il 12% su base annua, oltre la restituzione del capitale.

La piattaforma è promossa da ITS ITALY, lifestyle company nata a Londra nel 2020 per promuovere investimenti, sia di individui che di istituzioni estere, in paesi e centri storici italiani, partendo dai servizi alle persone e dal sostegno alle imprese locali, fino alla promozione del turismo e al recupero sostenibile di edifici in stato di abbandono. ITS ITALY ha finora siglato accordi con oltre 50 Comuni italiani, situati in 14 Regioni, tutti serviti da buona connessione a Internet, e, come tali, luoghi adatti per lavorare.

Le prime opportunità offerte sono riferite a un’operazione immobiliare a Caprarica di Lecce, in pieno Salento, per il progetto di recupero di un immobile storico e una a Mussomeli, in provincia di Caltanissetta, che ospita un maestoso Castello trecentesco, per la ristrutturazione di un immobile in pieno centro storico. Ma è soltanto l’inizio. Subito a seguire, ed entro la fine dell’anno, il sito ospiterà almeno quindici nuove opportunità e nel 2022 aprirà anche una linea di crowdfunding dedicata esclusivamente al finanziamento delle attività commerciali e artigianali locali.

ITS Lending rappresenta un’assoluta novità nel panorama italiano del proptech, sia in termini finanziari che di contenuti – dichiara l’amministratore delegato Nicola Portacciperché punta sulla rinascita dei borghi, non attraverso mere compravendite, ma con la predisposizione di piani articolati di sviluppo e innovazione, per attrarre risorse economiche e umane dall’Italia e dall’estero. Da non dimenticare poi che sia la piattaforma che la sua capofila, ITS ITALY, genereranno nuovi posti di lavoro. Si tratta di una grande occasione per la nostra Italia, che può essere alimentata dal contributo, anche minimo, di ogni singolo cittadino e investitore. Ma è anche un’opportunità per le comunità locali che hanno così la possibilità di partecipare, guadagnando, alla rinascita di strutture che fanno parte della loro storia”.

Tra i partner di ITS Lending, Crowd Advisors, storico studio di consulenza per la finanza alternativa fondato da Fabio Allegreni, ha contribuito alla definizione della strategia e al project management e Crowdcore ha realizzato la piattaforma tecnologica. La transazione dei pagamenti è delegata a Lemonway, istituto di pagamento autorizzato da Banca di Francia, mentre la parte legale è stata seguita da Avvocati.net.

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EYE Sport, brand di Double A Spa, raccoglie 1 milione con equity crowdfunding per quotarsi su Euronext

La PMI innovativa ha raccolto più di 1 milione in un round su Opstart con l’obiettivo di quotarsi in direct listing su Euronext Access di Parigi

 

 

La PMI innovativa Double A Spa, che produce abbigliamento sportivo con il marchio EYE Sport, ha chiuso un round di equity crowdfunding sulla piattaforma Opstart con una raccolta di oltre 1 milione di Euro, a fronte di una valutazione pre-money di 20 milioni. La campagna rientra nel percorso “Crowdlisting” studiato da Opstart per startup e PMI e finalizzato a intraprendere percorsi di quotazione su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di scambi.

Nel caso di Double A, l’aumento di capitale sottoscritto con il crowdfunding consentirà di procedere alla quotazione diretta (direct listing) sul segmento Access di Euronext Parigi, dove il requisito minimo consiste proprio nella sottoscrizione di un aumento di capitale di almeno 1 milione entro i 12 mesi precedenti. Si tratta di un segmento che consente un accesso molto semplificato alla quotazione e, dunque, meno costoso. Per esempio, non è necessaria la nomina di un Nomad autorizzato da un’autorità di vigilanza, ma solo di uno sponsor certificato dalla stessa Euronext e il prospetto informativo richiesto è molto ridotto. Entro 12 mesi dall’aumento di capitale e producendo la documentazione richiesta, può essere effettuata la quotazione, dematerializzando le azioni della società (con alcune esclusioni) e rendendole quindi disponibili per le negoziazioni.

Il segmento Access non è un mercato molto liquido e, infatti, l’obiettivo di chi vi si quota non è tanto quello di consentire agli investitori di “monetizzare” il proprio investimento, quanto quello di consentire alla società di fare il primo passo di un percorso di crescita. Ancorché semplificata, la quotazione richiede comunque disciplina informativa verso gli azionisti e verso le autorità, la cura delle attività di “investors relation” e delle relazioni esterne per aumentare la visibilità verso partner e potenziali investitori, un approccio manageriale più strutturato e orientato ai mercati internazionali. In questo senso, Euronext Access può essere considerato una sorta di “palestra” per abituare l’impresa a gestire una maggiore complessità e a prepararla per il salto in mercati multilaterali più liquidi come Euronext Growth o regolamentati come Euronext C.

Il commercio mondiale di tessile tecnico per abbigliamento sportivo tra il 2009 e il 2018 è cresciuto ad un tasso medio annuo pari al 9% in euro, molto più elevato del tessile di impiego in settori più tradizionali. Con la quotazione, Double A punta a cavalcare questa tendenza con un piano di espansione che dai circa 3 milioni attuali di fatturato dovrebbe più che triplicarsi nei prossimi quattro anni.

Chi è Double A – EYE Sport

Double A è stata fondata da Alessandro Ariu, ex giocatore di calcio. Rimasto nell’ambiente sportivo iniziando a lavorare, tra le altre, per aziende come A-Line, Erreà e Nike. Fondata nel 2006, crea il marchio EYE Sport, che si posiziona nel mercato andando a sponsorizzare società sportive della Sardegna e della penisola, sia dilettantistiche sia semi-professionistiche. Successivamente vengono raggiunti accordi a livello nazionale, come con la Federazione Italiana Pallavolo per il settore beach volley, con la sponsorizzazione della Nazionale italiana e del Campionato Italiano Volley e con il Rally di Sardegna per la creazione della linea di merchandising ufficiale.

Nel 2011 la società sigla un accordo di sponsorizzazione con la Dinamo Sassari, che ha consentito di ottenere altri accordi con squadre di Serie A e Serie A2 di basket come Pall. Cantù, Virtus Roma e Napoli Basket, PSA e Basket Torino. Nel calcio invece EYE SPORT ha vestito squadre della Souper Ligka Ellada, massima divisione della Grecia, e tuttora veste la Pro Vercelli, il Catanzaro, la Turris, l’Olbia. Sempre nel capoluogo gallurese, fornisce le divise alla squadra di pallavolo della Hermaea nel campionato italiano di Serie A2 oltre all’Indykpol AZS Olsztyn, compagine della massima serie di Volley della Polonia, protagonista anche in campo europeo.

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Crowdcube punta a cavalcare il nuovo regolamento europeo sul crowdfunding per espandersi in UE

La piattaforma di equity crowdfunding Crowdcube, leader in Europa con 1,2 miliardi raccolti, punterà sul nuovo regolamento europeo per accreditarsi presso tutti gli investitori UE

 

 

Crowdcube punta a diventare la prima piattaforma ad operare secondo le nuove normative dell’Unione Europea (European Crowdfunding Service Providers o ECSP). La piattaforma di equity crowdfunding britannica, una delle principali al mondo, punterà ad aiutare ancora più aziende con sede in Europa a raccogliere capitale promuovendo al contempo il coinvolgimento e la fidelizzazione delle loro comunità.

Infatti, sebbene Crowdcube abbia a lungo ospitato offerte di titoli europei  mantenendo una sede nel continente, da oggi  la piattaforma  potrebbe cercare di operare in regime di licenza.

Come dichiarato in un comunicato: “Da oggi entrerà in vigore il nuovo regolamento UE che armonizzerà per la prima volta il mosaico esistente di normative sul crowdfunding in tutta Europa. Il quadro normativo uniforme sbloccherà un enorme potenziale per la raccolta di capitali guidata e modellata dagli investitori retail per espandersi in tutti i mercati europei”.

Secondo a Crowdcube, le imprese operanti sia nel Regno Unito che nell’UE potranno ora raccogliere fino a 13 milioni di euro dagli investitori retail  tramite un’unica offerta di azioni primarie o secondarie (8 milioni di euro da investitori con sede nel Regno Unito e 5 milioni di euro da investitori europei).

Dalla sua fondazione a oggi, Crowdcube ha raccolto oltre 1,2 miliardi di euro per 1.130 aziende sia britanniche che europee come Revolut, Cowboy e Citymapper, grazie a una comunità di oltre 1,2 milioni di investitori.

Il CEO e co-fondatore di Crowdcube Darren Westlake, ha dichiarato:

“Questo cambiamento nella regolamentazione nell’UE è arrivato dopo molto tempo. Siamo lieti che questa forma di raccolta fondi sia ora più facilmente disponibile per i fondatori e le aziende in tutta Europa. Abbiamo un decennio di conoscenza e competenza nel Regno Unito, che ora possiamo sfruttare appieno in un mercato molto più ampio e siamo ben posizionati per capitalizzare le nuove normative e aiutare le aziende a interagire con i loro clienti e le comunità in Europa.”

Rob Moffat, Partner di Balderton, ha aggiunto:

“Questa è un’enorme opportunità: i fondatori avranno accesso a più opzioni di finanziamento transfrontaliere. È un modo collaudato per le aziende di raccogliere finanziamenti dalle loro comunità, in particolare nel Regno Unito, e siamo entusiasti di vederlo decollare in tutta Europa”.

Martin Mignot, partner di Index Ventures, ha osservato:

“Se sei un’azienda europea orientata ai consumatori, la logica per coinvolgere i tuoi clienti come azionisti tramite il crowdfunding azionario è incredibilmente forte. Queste nuove normative lo rendono possibile per la prima volta su larga scala, il che è una grande notizia”.

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