Mese: Settembre 2021

Il crowdfunding immobiliare italiano a giugno 2021 raccoglie 157,87 mln euro

Lo rileva il “Real estate crowdfunding report 2020”, curato dal portale di crowdfunding immobiliare Walliance e dal Politecnico di Milano. In Europa, nel 2020, raccolti 5 miliardi

 

Il crowdfunding immobiliare in Italia a fine giugno 2021 ha raccolto grazie a 469 campagne 157,87 milioni di euro: 90,43 milioni dal lending e 67,44 milioni dall’equity crowdfunding. Lo rileva il Real estate crowdfunding report 2020, curato dal portale di equity crowdfunding immobiliare Walliance e dal Politecnico di Milano.

Secondo lo studio, le piattaforme attualmente operative in Italia nel crowdfunding immobiliare sono 18, di cui 4 nel comparto equity crowdfunding e le altre 14 nel lending crowdfunding. La raccolta del crowdfunding immobiliare ha subito un vero e proprio balzo nella seconda metà del 2020, con 39,4 milioni incassati e un incremento del flusso nel primo semestre 2021, quando è stata sfiorata la soglia dei 46,5 milioni. Secondo la ricerca, tuttavia, “siamo ancora ben lontani dalle potenzialità sfruttabili”.

La maggior delle campagne finanziate riguarda progetti sviluppati nel nord Italia, in particolare nella Lombardia, con la città metropolitana di Milano che da sola assorbe il 35% (l’anno scorso però la percentuale era più alta, al 48%). Le altre province lombarde totalizzano il 25%. Tuttavia, progetti importanti sono stati realizzati anche in altre regioni, quali Emilia Romagna (9%), Toscana (9%), Piemonte (5%), Liguria e Sardegna (4% ciascuna). Walliance ha inoltre lanciato due campagne per finanziare progetti immobiliari in Usa.

La raccolta media delle campagne di equity crowdfunding è stata di 1,43 milioni, mentre per le campagne di lending è stata di 214 mila euro. Dal punto di vista della durata dell’investimento, mediamente le piattaforme equity offrono progetti con scadenze più lunghe, intorno ai 23 mesi, mentre per quanto riguarda i progetti lending, la durata media è poco superiore ai 15 mesi. Negli ultimi 12 mesi si sono visti i primi ritardi o estensioni dei progetti, legati soprattutto al lockdown e all’emergenza Covid; in alcuni casi sono state attuate delle moratorie sui prestiti erogati. I progetti interessati, di cui si ha notizia, sono stati 30 per le piattaforme lending e 5 per quelle equity. La raccolta tramite crowdfunding immobiliare costituisce una frazione minoritaria del budget nel caso delle campagne di equity crowdfunding (mediamente il 27% del totale), mentre nel caso del lending crowdfuding la percentuale il suo peso è maggiore e mediamente del 57%, con un terzo delle campagne con incidenza sopra al 90%.

Il crowdfunding immobiliare in Europa

A livello europeo, lo studio ha selezionato un campione di 96 piattaforme e l’analisi si è focalizzata su 23 di esse, che hanno raccolto oltre 20 milioni fino al 2020. I progetti finanziati in totale dalle piattaforme scelte sono stati 6.615 e la raccolta è pari a 2,82 miliardi, che rappresenta il 56% del mercato totale europeo. Se consideriamo solo le prime 5, il valore cumulato corrisponde da solo al 15% del mercato.

La tedesca Exporo si è confermata la piattaforma leader e ha superato la quota di mezzo miliardo di euro raccolti, cifra che sale a 600 milioni considerando anche i volumi di Zinsland, acquisita nel 2019. L’estone EstateGuru è salita invece al secondo posto superando la svizzera Crowdhouse. Ha perso posizioni The House Crowd, che nel 2021 è stata posta in amministrazione controllata, a causa di difficoltà finanziarie. La maggioranza delle piattaforme analizzate è di lending crowdfunding: 19 su 23. Alcune piattaforme ibride hanno progressivamente abbandonato il segmento equity, preferendo quasi esclusivamente prodotti di tipo lending (senior debt o subordinated debt); una piattaforma (Crowdhouse) è invece partita adottando solo il modello equity, ma oggi offre anche prestiti.

Il real estate crowdfunding nel mondo

A livello mondiale, il mercato del real estate crowdfunding nel 2020 valeva 5 miliardi in Europa, 19 miliardi in Usa e 7 miliardi nel resto del mondo. Nel 2020 sono stati finanziati 3.230 nuovi progetti immobiliari, con una crescita del numero di campagne realizzate pari al 29% sull’anno precedente. Il mercato più sviluppato a livello mondiale è quello americano. A livello europeo, il numero di piattaforme attive è pari a 96, molto superiore rispetto agli Stati Uniti, dove se ne contano 39. Il motivo è legato al fatto che in alcuni paesi europei il mercato è ancora in fase embrionale, oppure è partito da pochi anni (come in Italia). I maggiori mercati europei, in termini di raccolta cumulata fino al 2020, sono la Francia (oltre 1,8 miliardi raccolti e oltre 25 piattaforme censite), la Germania (853 milioni) e il Regno Unito (578 milioni), tallonato però dalle piattaforme estoni (537 milioni).

Le prospettive per il crowdfunding immobiliare

La pandemia non ha frenato le campagne di crowdfunding immobiliare, nè in Italia, nè in Europa. Negli Usa il settore dovrebbe raggiungere la soglia cumulativa di 22 miliardi di dollari raccolti entro il 2021. In Europa. l’obiettivo annuo è di 1,5 miliardi, arrivando a 6,5 miliardi cumulati. In Italia, si potrebbe arrivare a una raccolta cumulata di 206 milioni, con eventuali sorprese positive che potrebbero spingere a quota 220 milioni. Secondo la ricerca il crowdfunding potrà dare un supporto concreto nella riqualificazione energetica e adeguamento antisismico del patrimonio immobiliare privato e per l’edilizia sociale oltre che nella costruzione di impianti per la transizione ecologica e lo sviluppo di sistemi di teleriscaldamento efficienti.

 

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Nasce BHLending nuova piattaforma italiana di P2P lending per le PMI e per i privati

BHlending, costituita da un team di under 35, presterà sia a imprese, PMI e Startup, sia a privati. Nell’advisory board c’è anche Giuseppe Vegas, ex presidente Consob

 

Paolo Dovizia, ceo e fondatore di BHLending

Nei giorni scorsi è stata presentata ufficialmente la nuova piattaforma di P2P lending italiana BHLending. La startup innovativa, fondata da giovani under 35, ha l’obiettivo di riunire in un’unica community soggetti privati e professionisti e diventare il più grande punto d’incontro virtuale d’Europa tra investitori, soggetti privati e PMI, per soddisfare le esigenze di ogni tipo di investitore e richiedente attraverso il P2P lending (prestito tra privati). I modelli a cui si ispira sono in particolare Lending Club, una tra le più grandi società di peer to peer lending al mondo che nel 2015 aveva erogato prestiti per un valore di 15,98 miliardi di dollari, e Zopa, servizio di socal lending nato nel 2004 in Gran Bretagna che soli dieci anni dopo fu in grado di movimentare 1,79 miliardi di sterline, diventati prestiti personali erogati a 150 mila persone da 53 mila prestatori.

BHLending è stata fondata a Milano da Paolo Dovizia. Dopo una laurea in economia all’Università dell’Aquila, un MBA al Politecnico di Milano, nel 2019 Dovizia ha deciso di seguire un executive course presso il MIT di Boston su blockchain e innovazione e da qui è nata la sua grande passione per il fintech. Il suo background comprende esperienze lavorative in diversi campi, dalla pubblica amministrazione alla consulenza del lavoro all’Aquila, all’ambito finanziario e bancario a Milano, lavorando per diversi anni nei più grandi gruppi bancari del mondo come UBS, Societe Generale, Mediobanca, London Stock Exchange ed in fintech svizzere come Swiss Crowd.

Dovizia ricopre attualmente le cariche di CEO e presidente del Cda di BHLending. Nel consiglio di amministrazione della startup siedono anche: Valentina Lagasio, consigliere indipendente ed esperta di corporate governance e remunerazioni;Gloria Pizzonia, responsabile per l’audit. L’advisory board della startup è composto da: Giuseppe Vegas (ex viceministro dell’Economia e delle Finanze e presidente di Consob, attuale presidente della fintech italiana Arisk); Bepi Pezzulli (responsabile di funzione legale, assiste banche, intermediari finanziari, società di gestione del risparmio, hedge fund e gestori di mercati regolamentati); Andrea Maldi (group cfo di Fiera Milano e presidente di Fiera Milano Congressi): Claudio Garavaglia (advisor per operazioni di finanza straordinaria e presidente della startup Flymove Holding); Sila Mochi (responsabile business development di Poste Italiane).

BHLending si rivolge a investitori (sia risparmiatori privati che investitori professionali) e a chi ha bisogno di un prestito, sia esso una persona fisica o una PMI. L’investitore potrà decidere di garantire il suo capitale attraverso un elaborato sistema di garanzie come il buyback, la cessione del credito e la cartolarizzazione. BHLending presta particolare attenzione alle esigenze di startup e imprese emergenti.

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Al via Première, il nuovo servizio di Walliance dedicato a investitori private e HNWI

Il nuovo servizio del portale di equity crowdfunding immobiliare Walliance introduce due nuove categorie di account, dedicate agli investitori “affluent”

 

Il portale italiano di equity crowdfunding immobiliare Walliance ha lanciato Première, il nuovo servizio per investitori private e HNWI. Il nuovo servizio è stato presentato il 12 settembre scorso, in occasione della presentazione del real estate crowdfunding report 2021. La notizia era attesa: nel luglio scorso il CEO e cofondatore Giacomo Bertoldi aveva anticipato a BeBeez l‘imminente lancio di un mix prodotto/servizio volto a modificare il modo con cui i singoli investitori più facoltosi si relazionano con le piattaforme online di investimento.

Il servizio introduce due nuove categorie di account, accanto a quello Standard: Gold e Black. Per poter richiedere l’attivazione di un account Gold l’investitore deve: avere un portafoglio attivo di investimenti su Walliance pari ad almeno 50 mila euro; possedere un patrimonio in strumenti finanziari (o liquidità) di almeno 200 mila euro; investire almeno 10 mila euro per progetto. Per l’account Black invece occorrono: un ticket minimo di investimento di 25 mila euro; un portafoglio attivo in Walliance di 100 mila euro; il possesso di strumenti finanziari di almeno 500 mila euro. Tali requisiti anticipano l’entrata in vigore della normativa europea che prevede la nuova classe di investitori “sofisticati”.

Tra i vantaggi offerti da Première si contano benefici riguardanti la reportistica (via e-mail per gli accoint Gold e Black e anche trimestrale aggregata della posizione per l’accont Black), un’assistenza evoluta e soprattutto, l’opportunità di investire in via anticipata rispetto agli investitori retail possessori di un account Standard. I titolari di account Black potranno anche accedere a esperienze esclusive di lifestyle (si vedano qui i dettagli dei diversi tipi di account).

Giacomo Bertoldi, ceo e cofondatore di Walliance, ha commentato: “Walliance con Première è pronta ad accogliere istituzioni bancarie e reti di promotori finanziari, affinché i loro clienti possano ulteriormente diversificare nell’immobiliare e nell’economia reale, pur mantenendo il proprio patrimonio in gestione presso l’istituto prescelto”.

Chi è Walliance

Walliance è una società italiana attiva nel crowdfunding immobiliare fondata nel 2017 dalla Bertoldi Holding di Giacomo e Gianluca Bertoldi, rispettivamente attuali ceo e chief project officer. La holding è a capo dell’omonimo gruppo che, nato nella grande distribuzione, ha partecipazioni in real estate e startup. A oggi sono 30 i progetti immobiliari presentati su Walliance, tutti finanziati con successo con una raccolta di oltre 43 milioni di euro. Il portale detiene una quota di mercato del 63%.

Walliance è stata la prima piattaforma di equity crowdfunding ad aver ricevuto l’autorizzazione da Consob per la raccolta di capitali di rischio destinati a progetti immobiliari online. Quest’anno il portale ha lanciato quattro campagne di real estate crowdfunding a Trento, Firenze, Treviso e Milano. Nel capoluogo lombardo Walliance lo scorso aprile ha centrato in pochi minuti l’obiettivo massimo di raccolta di 1,8 milioni di europer il progetto Milano, via Stradivari. Ricordiamo che Walliance a fine dicembre 2020 ha effettuato la sua quinta exit: il gruppo AD Casa di Andrea Duranti ha infatti restituito ai soci un ritorno sull’investimento del 24% in 26 mesi, confermando la previsione iniziale del 2018.

Nel gennaio 2020 Walliance ha costituito Walliance France sas al fine di operare sul mercato francese quale Conseiller en Investissement Participatif (CIP). La società ha ottenuto il 17 dicembre 2019 l’autorizzazione dalla competente autorità francese, l’Autorité des Marchés Financiers (AMF), che il 20 dicembre 2020 l’ha notificata all’Organisme pour le Registre Unique des Intermédiaires en Assurance, Banque et Finance (ORIAS), ai fini dell’iscrizione di Walliance France nel relativo registro. Proprio all’espansione in Francia era finalizzato il secondo round di finanziamento (si veda articolo di BeBeez). Walliance nel giugno scorso ha concluso con successo il suo primo progetto cross border Italia-Francia in Europa e ha raggiunto con la chiusura della semestrale 2021 il breakeven point e un valore della produzione che supera il milione di euro.

Nel luglio scorso Walliance ha chiuso un round da 4 milioni di euro. Lo hanno sottoscritto Seac Fin spa e Botzen Invest Euregio Finance AG. La prima è la finanziaria nata con lo scopo di gestire il tesoretto da 100 milioni di euro accumulato negli anni da Confcommercio Trentino. La seconda è una società di investimenti privati dell’Alto Adige da sempre a sostegno dell’economia del territorio. Si sono così aggiunti altri importanti nomi vicino a quelli di Bertoldi Holding e Trentino Invest (la società mista pubblico-privata de La Finanziaria Trentina, Istituto Atesino di Sviluppo, Trentino Sviluppo e Fondazione Caritro, che dal 2012 investe in società in forte crescita) che già due anni fa aveva investito nel capitale di Walliance.

Si tratta del terzo aumento di capitale per il portale di real estate crowdfunding, che nel settembre 2019 aveva chiuso un round da un milione di euro, riservato a investitori privati che, in aggiunta al round precedente, aveva portato la società a dotarsi di una cassa di circa 2 milioni di euro. Tra gli investitori del primo round rientrava appunto Trentino Invest. Al secondo round, oltre ad alcuni investitori privati, aveva partecipato anche Lago spa, società padovana che realizza arredi di design e progetta mobili modulari.

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i-RFK raccoglie 530 mila euro con il suo primo charity bond lanciato sulla piattaforma di crowdinvesting Crowdfundme

L’emissione, collocata attraverso il portale italiano di crowdfunding CrowdFundMe, ha raccolto 300 mila euro da Banca Valsabbina e il restante da 35 sottoscrittori privati

 

Innovative-RFK (i-RFK), holding industriale quotata su Euronext a Parigi che investe in startup e pmi innovative, ha collocato un charity bond sul portale di crowdfunding quotato su Borsa Italiana CrowdFundMe. La holding ha raccolto 530 mila euro, di cui 300 mila sottoscritti da Banca Valsabbina. L’obiettivo massimo della campagna, lanciata nel maggio scorso, era di 5 milioni di euro.

Nel dettaglio, il prestito obbligazionario di i-RFK presenta un rendimento annuo del 4%, una durata pari a 60 mesi e un piano di rimborso bullet con cedola semestrale posticipata. Il minibond è stato classificato come charity bond perché, grazie alla collaborazione con il Lions Club International, l’emittente devolverà una parte delle risorse (2% annuo) ad attività benefiche. Il minibond, che ha taglio minimo 10 mila euro, ha scadenza 60 mesi e paga un rendimento annuo del 4% con un piano di rimborso ammortizzato tramite cedola semestrale posticipata.

Il rating di i-RFK, stabilito da Modefinance (fintech italiana ESMA compliant controllata da TeamSystem) era pari a B1 (medio-alto), poiché la holding presenta “una situazione economico-finanziaria adeguata” e “conferma una solvibilità estremamente solida con una forte patrimonializzazione (pari all’87% del totale delle fonti)”.

I proventi del charity bond di i-RFK finanzieranno l’acquisto di nuove partecipazioni in società che operano su mercati in espansione: healthcare tech, cybersecurity, teleaudiologia, gaming, Artificial Intelligence. La holding ha già individuato 5 società attive in questi settori in cui investire e prevede per l’anno in corso e il prossimo la sottoscrizione di partecipazioni in aumento di capitale per 4,2 milioni di euro.

Si tratta del secondo bond emesso da i-RFK, dopo quello del 2020. Il prestito obbligazionario è stato quotato come previsto su ExtraMotPro3, dopo essere stato collocato sul portale italiano di crowdinvesting CrowdFundMe. i-RFK ha chiuso con successo il collocamento, raccogliendo 1,29 milioni di euro su un target massimo di 5 milioni, da investitori istituzionali ma coinvolgendo per la prima volta anche gli investitori retail che presentano i requisiti di legge (con patrimoni superiori ai 250 mila euro). Tra gli investitori istituzionali del minibond figurava ancora Banca Valsabbina. In totale, i sottoscrittori di questa prima operazione mista retail-istituzionale sono stati 35. L’offerta sul portale CrowdFundMe era stata lanciata nel luglio 2020.

Chi è Innovative-RFK

i-RFK è stata fondata nel 2017 da Paolo Pescetto, Massimo Laccisaglia e Andrea Rossotti. Si è quotatasu Euronext Access il 27 dicembre 2019, a valle di un aumento di una campagna di equity crowdfunding su CrowdFundMe, che ha raccolto 2,5 milioni di euro, pari al 23,5% del capitale. i-RFK, che conta oltre 260 dipendenti, un valore della produzione aggregato di circa 27 milioni di euro e una capitalizzazione di mercato di 11 milioni, nasce dall’esperienza di Red-Fish Kapital, che opera da diversi anni nel campo degli investimenti in private equity, anche nella forma del club deal, al fianco di investitori privati e istituzionali e della società di consulenza Arkios Italy.

A oggi, il gruppo ha investito 8,6 milioni di euro in 7 partecipate (tra cui Keisdata, Easy4Cloud, WebsoluteInventis, Microcredito di Impresa, che hanno un EBITDA aggregato di 3,4 milioni.

Microcredito di Impresa ha raccolto, nel 2019, oltre 1,7 milioni di euro nella sua campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma BacktoWork, nel 2020 980 mila euro in un successivo round su Opstart e attualmente è in raccolta con il suo terzo round proprio su Crowdfundme.

4i-RFK è una società in crescita. Lo confermano i risultati aggregati: il valore della produzione è aumentato a oltre 26 milioni di euro nel 2019, contro i 23,7 milioni del 2018 e i 16,3 milioni del 2017. Il gruppo, inoltre, stima che la linea di ricavi crescerà per tutta la durata del piano (2020-2025) ad un CAGR del 17%. A livello di spese, i-RFK non sostiene costi fissi e prevede di mantenere una marginalità dell’ebitda più che positiva.

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Aumenta il peso dell’Equity Crowdfunding sulla raccolta del venture capital italiano

Secondo un nostro studio, l’equity crowdfunding in Italia nel 2021 ha sempre più peso nei round al di sotto degli 8 milioni: 48% per numero e 21% per raccolta

 

 

L’equity crowdfunding in Italia sta maturando, molto probabilmente grazie a una sempre maggiore consapevolezza delle imprese che lo vedono come efficace strumento di raccolta e degli investitori, sia professionali sia retail, che lo apprezzano come opportunità alternativa di investimento diretto nell’economia reale.

E’ quanto si può desumere da uno studio che abbiamo condotto incrociando i dati di BeBeez Private Data, servizio offerto da BeBeez che raccoglie classifica tutte le operazioni di private capital in Italia, con quelli dell’osservatorio di Crowdfunding Buzz sull’equity crowdfunding. Per omogeneità, abbiamo preso in esame tutte le operazioni minori di 8 milioni di euro che è il limite massimo di legge per i round di equity crowdfunding.

Analisi equity crowdfunding - Raccolta e round vs VCDall’analisi emerge che, nel corso del 2021, fino ad Agosto, in Italia sono stati chiusi 219 round di equity al di sotto di 8 milioni di euro, grazie a investimenti di fondi VC, holding di investimento, business angel, grandi imprese o loro fondi di corporate VC ed equity crowdfunding. Di questi, 105 (il 48%) sono campagne di equity crowdfunding.

La raccolta complessiva è stata di 267 milioni, di cui 56,3 milioni raccolti con le campagne di equity crowdfunding.

 

Analisi equity crowdfunding - Raccolta mediaIl taglio medio di raccolta è dunque, come è lecito aspettarsi, notevolmente più consistente nei round “off line” (1,85 milioni), rispetto ai 540k di quelli “on line”. Con tutta probabilità, i round on-line sono orientativamente relativi ad aziende in fase seed o al massimo “early growth”, mentre quelli off-line si riferiscono a società più mature, con già altri round alle spalle.

 

 

Considerando solo i round di equity crowdfunding, emerge infine una distribuzione sostanzialmente omogenea dei settori in cui operano le società finanziate, sia in termini di numero di round che in termini di raccolta. Se per quanto riguarda quest’ultimo, l’80% della raccolta è ripartito tra 10 diversi settori, per quanto riguarda il numero di società finanziate, si arriva all’80% con ben 14 settori.

Si tratta di una caratteristica che rende particolarmente appetibile l’equity crowdfunding come strumento per chi desidera investire capitale di rischio nell’economia reale, in quanto consente di ripartire il rischio su diverse imprese e, soprattutto, diversificando i settori in cui operano.

Analisi equity crowdfunding - Settori

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In rampa di lancio il token della startup inglese dal cuore italiano Hudi

La startup Hudi, fondata da Italiani, realizzerà la sua prima Initial DEX Offering (IDO) collocando 6,9 milioni di token Hudi tramite la piattaforma PancakeSwap

 

 

Hudi, startup inglese fondata dagli italiani Andrea Silvi, Gianluigi e Francesco Ballarani, il prossimo 15 settembre lancerà la sua prima IDO (Initial DEX Offering). Si tratta di un nuovo modello di partecipazione ad un progetto crypto, evoluzione della vecchia ICO, che consiste nel lancio di un token attraverso un exchange decentralizzato. Questo modello permette di raccogliere denaro attraverso pool di liquidità incorporati senza dipendere da intermediari. La IDO di Hudi sarà condotta tramite la piattaforma decentralizzata PancakeSwap, attraverso la quale saranno lanciati 6,9 milioni di token Hudi al prezzo di 0,37 centesimi di dollaro Usa ciascuno.

Quello di Hudi è un token di utilizzo BEP-20 basato sulla blockchain Binance Smart Chain e sarà usato come mezzo di scambio dei dati, per alimentare l’ecosistema attraverso tutti i suoi elementi. I token di Hudi permetteranno poi ai proprietari di dati di disporre di strumenti De-Fi come staking, liquidity providing e lending. Hudi punta ad avere 50 milioni di utenti entro il 2026.

Francesco Maria Ballarani, ceo e cofondatore di Hudi, ha commentato: “La nostra IDO rappresenta l’occasione di giocare un ruolo in uno dei progetti DeFi più promettenti del 2021. I dati sono il nuovo oro e sono di nostra proprietà: con Hudi, permettiamo a tutti di guadagnare  da essi. Ci aspettiamo di vedere sempre più utenti  sulla nostra piattaforma e ci auguriamo che tanti saranno i partecipanti all’IDO”.

Chi è Hudi

Hudi, fondata nel 2018 a Londra, è l’acronimo di HUman Data Income. Nata da un’intuizione dei fratelli Gialnuigi e Francesco Ballarani (rispettivamente cmo e ceo), e da Andrea Silvi (cto) da anni trasferitisi a Londra e attivi nel mondo del performance marketing e della lead generation. Sono consulenti della startup il commercialista ed esperto di valute virtuali Stefano Capaccioli, i tech lawyer Marco Tullio Giordano e Giuseppe Vaciago di 42 Law Firm, il digital strategist Matteo Flora e l’esperto di blockchain e finanza decentralizzata Luca Cotta.

La società è nata per sviluppare l’ecosistema tecnologico alla base della sfida volta a permettere la “data monetization”, di cui pure regolatori e digital companies discutono da qualche anno. L’ecosistema DeFI (decentralized finance) di Hudi permette ai proprietari di dati di scaricarli dalle aziende che li detengono (Facebook, Google, LinkedIn, Netflix ecc..), raccoglierli in modo sicuro in una sorta di banca dati, renderli disponibili in forma anonima e monetizzarli, ricevendo ogni volta che sono utilizzati, una retribuzione per l’uso commerciale dei loro dati.

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L’e-commerce del pesce fresco Orapesce raccoglie 1,15 mln euro grazie all’equity crowdfunding

Orapesce, al suo secondo round su Mamacrowd, raccoglie 1,15 mln di euro grazie a più di 100 investitori e alla partecipazione dell’Eltif di venture capital ALIcrowd di Azimut

 

 

Orapesce, piattaforma digitale per l’acquisto e la consegna a domicilio di pesce fresco, ha raccolto 1,15 milioni di euro attraverso una campagna di equity crowdfunding condotta sul portale italiano Mamacrowd. La campagna è stata sottoscritta da più di 100 investitori e per 600 mila euro da ALIcrowd, primo Eltif di venture capital che utilizza anche il crowdfunding per ricercare le aziende oggetto di investimento, lanciato da Azimut Investments SA e gestito in delega da Azimut Libera Impresa sgr. 

Orapesce, con una valutazione pre-money di 6 milioni di euro, ha superato l’obiettivo minimo di raccolta di 600 mila euro a pochi giorni dal lancio della campagna. Non ha però raggiunto l’obiettivo massimo della campagna, che era pari a 1,5 milioni di euro. La società aveva lanciato un’altra campagna di equity crowdfunding su Mamacrowd nel giugno 2020, che si era conclusa con una raccolta di 400 mila euro, battendo anche l’obiettivo massimo di 250 mila euro. La startup in precedenza aveva già incassato 117 mila euro dagli investitori in due round: uno nel dicembre 2018 da 35 mila euro e l’altro da 82 mila nel settembre 2019.

Il cofondatore e presidente di Orapesce Giacomo Bedetti ha dichiarato: “Con oltre un milione di euro raccolti, abbiamo il boost necessario per portare avanti le attività che ci siamo prefissati. Abbiamo in cantiere alcune importanti novità in ambito ICT, marketing e logistico. Inoltre, lanceremo entro settembre nuovi prodotti per allargare la nostra offerta nell’enogastronomico, tra cui una linea ready to eat. Stiamo ora mettendo a punto una nuova piattaforma ICT con l’attivazione di una piattaforma di gestione del magazzino integrato con l’e-commerce e ci stiamo attivando per il potenziamento delle rotte logistiche sulle città target: Milano, Bologna, Torino, Verona”.

Chi è Orapesce

Orapesce è stata lanciata nel marzo 2018 da Giacomo Bedetti e Alberto Mazza, insieme a una classe executive MBA del MIP Politecnico di Milano, con cui ha disegnato il modello di business dell’azienda. Bedetti ha un’esperienza ventennale come consulente in Accenture, responsabile organizzazione e gestione dei costi in Unicredit Credit Management, responsabile SVP Service Management in doValue e ora responsabile del Master Servicing di Italfondiario. Mazza, laureato al Politecnico di Milano, ha esperienza nel campo della strategia e direzione creativa, oltre che nella consulenza nel settore dello sviluppo digitale e della visual communication.

Orapesce permette di acquistare online pesce fresco già pulito e riceverlo a domicilio in tutta Italia, 3 giorni su 7. La società ha chiuso il 2020 con un fatturato sopra i 650.000 euro, oltre 4.500 i clienti (e quasi 13.000 consegne), più di 20.000 follower sui principali social media e un traffico sul proprio ecommerce fino a 90.000 sessioni mensili. Trainata da un mercato fortemente attrattivo, punta a raggiungere un fatturato che superi il milione di euro nel 2021 e 9 milioni di euro nel 2023. La proposta di Orapesce si colloca in un mercato in crescita: offre una soluzione unica, fortemente legata ai valori di benessere e qualità, esprimendo al meglio l’idea del made in Italy, con prodotti tracciati dalla pesca fino all’ultimo miglio e un controllo completo della filiera. Orapesce ha già avviato un’intensa attività di marketing e comunicazione volta al miglioramento della visibilità, delle performance di vendita online e all’aumento della base clienti. Nei prossimi mesi, sono previste ulteriori azioni mirate.

Cos’è ALIcrowd

Ricordiamo che l’Eltif ALICrowd, lanciato nel marzo scorso, ha una durata di 8 anni e una dotazione di 25 milioni di euro. Il veicolo può affiancare le aziende in crowdfundng con un investimento medio di 500 mila euro su ogni impresa selezionata e può essere sottoscritto tramite la rete di 1.800 consulenti finanziari di Azimut. La soglia minima di investimento è 10 mila euro. L’Eltif gode dei benefici fiscali cui accedono gli investimenti in startup e pmi innovative (fino al 50% di detrazione fiscale), oltre a tutte le agevolazioni riservate ai Pir alternativi. La partnership tra Azimut e SiamoSoci (gestore del portale Mamacrowd e partecipato al 25% dallo stesso Gruppo Azimut), prevede che ALIcrowd utilizzi il portale di crowdfunding per ricercare le aziende oggetto di investimento grazie alla campagna (call for action) per startup e pmi innovative “Mama Fund & Crowd”.

Ricordiamo che ALIcrowd è uno dei sottoscrittori della campagna di equity crowdfunding su Mamacrowd che sta conducendo Pharmercure, sito web ove è possibile organizzare la consegna a domicilio di tutti i prodotti acquistabili in farmacia, compresi i farmaci con ricetta. Lo scorso agosto l’Eltif di Azimut ha investito anche nei crowdfunding di Dishcovery, startup attiva nella ristorazione B2B che offre un servizio di traduzione dei menu in tutte le lingue e del produttore di dispositivi di tracking per animali Kippy. L’Eltif di venture capital nel luglio scorso ha investito un milione di euro in Yocabè, azienda innovativa che aiuta i brand a sostenere le vendite sui marketplace.

 

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La piattaforma fintech di P2P lending italiana BorsadelCredito si consolida e diventa Opyn

Il rebranding della scaleup, leader italiana nel lending per le PMI, è funzionale alla sua espansione in Europa, a partire da Germania, Olanda e paesi scandinavi

 

Si consolida la scaleup fintech italiana Borsa del Credito, che per l’occasione ha cambiato nome in Opyn. Lo ha annunciato ieri il ceo e cofondatore Ivan Pellegrini in conferenza stampa. Il nuovo nome della società deriva dalle parole inglesi “open” e “PIN”, che richiamano rispettivamente l’open finance e la tecnologia. Inoltre il nuovo marchio è funzionale all’espansione in Europa della fintech, che affiancherà l’attività di puro marketplace al lending al lending as a service (LaaS), configurandosi più come azienda tecnologica a servizio di banche e aziende.

Prevediamo, a tendere, un sorpasso del Laas sul marketplace lending“, ha detto Pellegrini. Per quanto riguarda l’internazionalizzazione, “non vogliamo entrare sul mercato americano, ma solo in Europa, trainati dai clienti corporate italiani. In particolare, vediamo con favore l’ipotesi di partire da Germania, Olanda e paesi scandinavi“, ha aggiunto il ceo di Opyn.

Gli investimenti per l’internazionalizzazione saranno finanziati grazie all’ebitda positivo della società, che non distribuirà dividendi. Opyn è infatti in una fase di grande crescita: il primo semestre del 2021 si è chiuso con circa 6 milioni di euro di ricavi (contro i 4 dell’intero 2020) e circa 2 milioni di ebitda positivo. Numeri che proiettano per la fine del 2021 una crescita anno su anno di circa 4 volte i ricavi e 10 volte l’ebitda. Dal lancio, Opyn ha erogato oltre 300 milioni di euro, di cui 154 milioni nel primo semestre 2021. L’obiettivo è arrivare a 500 milioni di erogato entro il 2022”.

“Siamo contenti e orgogliosi di questi risultati, tuttavia il mercato dell’alternative lending è vastissimo. Vale 4,4 miliardi di euro in Europa, anche se siamo ancora molto lontani da Cina, UK (14 miliardi) e Usa (27 miliardi). A livello globale, il mercato vale 43 miliardi. L’Italia è il mercato più forte di Europa continentale nell’alternative lending: il volume di erogato realizzato dal direct lending nel 2020 in Italia è di oltre 1,6 miliardi, in aumento di 4,5 volte rispetto all’anno prima”, ha detto Pellegrini.

Intanto sta prendendo piede il LaaS (Lending as a Service), che valeva 2,7 miliardi nel 2017 e varrà 5,5 miliardi nel 2024. Opyn è ben posizionata per offrire questi servizi. Il mercato totale di marketplace lending e LaaS vale di 7 trilioni di dollari, con numerosi clienti potenziali: dall’istituto di credito che vuole trasformarsi in banca digitale a una qualsiasi azienda che vuole creare meccanismi di supply chain finance tramite una piattaforma di terzi. “A breve annunceremo un progetto di LaaS con una banca digitale. Non intendiamo aprire il nostro marketplace ai prestiti ai privati, ma la piattaforma LaaS può essere utilizzata anche per il credito al consumo, se qualche cliente ce lo richiederà”, ha anticipato il ceo di Opyn.

Che ha aggiunto: “La trasformazione di Borsa del Credito in Opyn segue la nostra naturale evoluzione e quella del mercato: nel prossimo futuro il lending digitale diventerà parte integrante dei servizi che le banche offriranno all’economia reale e sarà una nuova linea di business delle grandi aziende non finanziarie (embedded finance). Opyn sarà in prima linea in questa evoluzione in qualità di abilitatore tecnologico. Presto le istituzioni finanziarie e le grandi aziende saranno i principali clienti del fintech e noi saremo un punto di riferimento per ogni servizio legato alle imprese, prima in Italia e poi anche all’estero. Da sempre sosteniamo l’integrazione del fintech nell’offerta della finanza tradizionale e non a caso abbiamo già stretto accordi con istituzioni del calibro di Banca Valsabbina e Azimut, con cui abbiamo anche realizzato la prima tokenizzazione di portafogli di crediti in Italia. Se oggi BorsadelCredito è tra i primi digital lender italiani, domani Opyn sarà tra le principali realtà fintech europee: oltre al grande salto di quest’anno, ci aspettiamo anni di forte crescita, con ricavi che tra tre-cinque anni saranno superiori a 100 milioni di euro e un margine ebitda del 40% e a fare da traino sarà proprio la nuova strategia di lending as a service e di espansione internazionale.”

Chi è Opyn

Open è è stata fondata come BorsadelCredito nell’ottobre 2013 da Antonio Lafiosca, Alessandro AndreozziIvan Pellegrini come piattaforma digitale di brokeraggio per il credito alle aziende e nel 2015 ha aperto il suo canale di P2P lending.

Opyn fa capo alla holding Business Innovation Lab spa, che controlla al 100% altre due società: Mo.Net spa, autorizzata a svolgere i servizi di peer-to-peer lending; e Art sgr spa, che gestisce fondi alternativi di investimento riservati a investitori professionali che investono sui prestiti offerti in piattaforma. In particolare, ART sgr gestisce il fondo Colombo, lanciato nell’ottobre 2017 con il supporto degli stessi azionisti di Borsa del Credito, e Systema Credit Fundlanciato nell’aprile 2019 da Confidi Systema! Prader Bank.

Nel giugno 2020 l’allora Borsa del Credito ha lanciato il finanziamento Cash Anti-Covid Fase 2. Il prodotto è finanziato da Colombo II, fondo di direct lending creato da Borsa del Credito e sottoscritto da Azimut, che lo scorso aprile ha stipulato un accordo per erogare finanziamenti  fino a 100 milioni di euro alle pmi tramite la piattaforma fintech e con la garanzia del Fondo di Garanzia del Mediocredito Centrale per il 90% dell’importo erogato. Nel luglio 2020 Opyn ha siglato un accordo con Confesercenti Nazionale per fornire alle pmi un accesso rapido al credito digitale. Lo scorso ottobre la fintech ha lanciato Eco-Green Starter: un finanziamento per le imprese attive nella riqualificazione energetica e antisismica degli edifici.

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Germania fulcro del crowdfunding europeo? Il 75% conosce il crowdfunding e il 33% è interessato a investire in equity o lending

In un sondaggio periodico effettuato da crowdfunding.de, emerge che il 75% dei tedeschi conosce il crowdfunding come possibilità di raccolta e che il 33% è interessato ad investire

 

 

Secondo crowdfunding.de, la percezione del Crowdinvesting in Germania continua a crescere. Nel suo rapporto annuale, il Barometro 2021. infatti, il sito riporta che quasi 3/4 (il 74,3%) degli intervistati sono consapevoli della possibilità di raccogliere fondi online.

Il segmento di persone che comprendono le implicazioni del crowdfunding è quasi la metà, il 44,4% con il 17,4% che dichiara di aver partecipato almeno a un’offerta.

I numeri continuano a crescere negli anni. Nel 2015, solo un quarto degli intervistati aveva affermato di comprendere il crowdfunding (24,5%) e solo il 7,3% di aver partecipato almeno a un’offerta.

Il sondaggio include anche donation e reward crowdfunding, ma per quanto riguarda il Crowdinvesting, i numeri indicano che oltre il 33% degli intervistati è interessato a investire online tramite piattaforme di titoli (equity e lending) con il 21,2% indeciso e il 19,7% non incline a partecipare. Il resto semplicemente non comprende il settore.

Dal punto di vista demografico sono i più giovani sia a comprendere meglio il crowdfunding e ad esserne interessati come raccolta o come partecipazione a offerte: tra questi, il 30% hanno tra 18 e 29 anni e il 35,9% tra 30 e 39.

Il report conclude che poiché a partire da novembre 2021 l’Unione Europea varerà il nuovo regolamento armonizzato sul crowdinvesting, dovrebbero aumentare sia la consapevolezza che l’interesse.

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La Fiorentina ha lanciato e venduto gli NFT delle proprie maglie grazie alla piattaforma Genuino

La Fiorentina ha lanciato e venduto con successo 95 NFT (token non fungibili) della propria nuova maglia attraverso la piattaforma italiana Genuino

 

 

Per celebrare i 95 anni di storia del club calcistico, la Fiorentina ha collaborato con la startup blockchain italiana Genuino creando 95 token non fungibili (NFT) della sua nuova maglia. La collezione limitata, intitolata VIOLA 9.5, è formata da 95 NFT digitali e fisici della nuova divisa. Collezionisti e appassionati si sono così potuti aggiudicare non solo i primi NFT della Fiorentina, ma anche una vera maglia dall’unicità e autenticità assoluta.

Le maglie da gara preparate e indossate dai giocatori della squadra sono state certificate da Genuino grazie alla tecnologia blockchain: un apposito chip apposto sulle maglie e abbinato ad un Nft unico e immodificabile ne ha assicurato l’autenticità.

La vendita è iniziata il 5 agosto scorso a un prezzo di 159,54€ per maglia e si è chiusa poche ore più tardi, dimostrando così l’esistenza consistente di un target che incrocia i tifosi e gli appassionati di tecnologia. LA società ha annunciato che verranno rilasciati nuovi drop ogni mese per tutta la stagione calcistica del 2021/2022. Il primo di questi è avvenuto il 26 agosto, anche in questo caso esaurito in meno di 24 ore.

Genuino è una piattaforma italiana, con sede a Cagliari e uffici a Milano e negli USA (Delaware), che offre nuovi modi per coinvolgere gli appassionati di sport, musica, arte e moda. Su Genuino.World, i fan possono comprare, scambiare e vendere oggetti da collezione digitali associati a prodotti fisici certificati attraverso la blockchain e la tecnologia IoT.

Non si tratta della prima iniziativa simile nella serie A italiana. Lo scorso Giugno, la Juventus ha annunciato la prima asta per un NFT (Non Fungible Token), unico nel suo genere, che celebra la maglia “Home ’21/’22” firmata dagli attuali giocatori, in occasione dei 10 anni trascorsi dall’inaugurazione dell’Allianz Stadium. In questo caso, si è trattato però di un unico pezzo, mentre l’iniziativa della Fiorentina si ripete nel tempo dando origine a oggetti digitali collezionabili.

Inoltre, sempre lo scorso Giugno, la Lega Seria A ha lanciato sette NFT sulla piattaforma Crypto.com, i cui token raffigurano trofei, medaglie e video per celebrare la finale di Coppa Italia del 19 maggio tra Juventus e Atalanta.

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