Mese: Luglio 2021

Torna a settembre il “Crowdfundme day”, evento nazionale dedicato al Crowdinvesting

Il prossimo 16 Settembre torna dopo più di un anno il “Crowdfundme Day”, uno degli eventi più attesi dedicati al Crowdinvesting, organizzato dalla piattaforma omonima

 

 

Tornerà il 16 settembre a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italiana, il CrowdFundMe Day, tra i maggiori eventi nazionali dedicati alla finanza alternativa, organizzato da CrowdFundMe, l’unica piattaforma di Crowdinvesting, tra l’altro quotata proprio a Piazza Affari. Dalle 12 alle 18, in presenza di importanti nomi della finanza e dell’impresa, i riflettori punteranno, in particolare, sul mercato dell’equity crowdfunding, che, come abbiamo riportato in un articolo precedente, nel primo semestre del 2021 ha registrato una raccolta di oltre 87 milioni di euro, più del doppio rispetto all’equivalente periodo del 2020, quando, nonostante la pandemia, aveva comunque raggiunto il record di circa 40 milioni, contro i 27 del 2019.

CrowdFundMe, in particolare, nei primi sei mesi di quest’anno ha totalizzato una raccolta netta di quasi 15 milioni di euro, pari al 116% del medesimo esercizio del 2020, con 3.100 investimenti e un investimento medio di 5.000 euro.

Forte di questi risultati che la confermano tra le protagoniste indiscusse del suo settore, CrowdFundMe offre una nuova edizione del CrowdFundMe Day che, come la precedente (che si svolse nel gennaio 2020), sarà l’occasione per svelare nuovi scenari e fare networking con le più promettenti startup di domani, i prossimi IPO e le più consolidate holding che investono in innovazione, quali Global Tech Ventures (GTV)i-RFKInfinityhubRadicalbitSeed Money,Birrificio 620 Passi,  CuoppoHemerasMazzanti Automobili e Rigsave. Le società potranno anche far conoscere la loro realtà ai potenziali investitori grazie agli stand personalizzati predisposti all’interno della location.

Lo scorso anno, l’evento, cui presero parte importanti personaggi del mondo della finanza, tra cui Corrado Passera, amministratore delegato di illimity, aveva visto la partecipazione di oltre 700 persone, per la gran parte investitori che avevano scelto l’equity crowdfunding come forma di investimento.

L’obiettivo del CrowdFundMe Day è quello di educare alla finanza alternativa, che sta crescendo in maniera esponenziale da anni e che rappresenta un’opportunità complementare alla finanza tradizionale – dichiara Tommaso Baldissera Pacchetti, amministratore delegato di CrowdFundMe – In particolare, vogliamo far conoscere il nostro ecosistema agli investitori, anche retail, affinché possano sfruttare al meglio questa nuova asset class. Organizzeremo quindi un evento dedicato alla finanza alternativa nella piazza economica più importante d’Italia, riunendo partner e finanziatori, startup e PMI, e presentando agli investitori tutte le possibilità per diversificare il portafoglio puntando sull’economia reale”.

Gli accessi al CrowdFundMe Day 2021 saranno programmati e suddivisi in cinque turnazioni, dalle 12 alle 18, che dureranno un’ora ciascuna, così da poter permettere a tutti gli imprenditori di essere attivamente coinvolti nell’evento. All’interno del Palazzo Mezzanotte è previsto un numero di stand superiore rispetto a quelli dell’anno passato, dove si alterneranno spiegazioni, dimostrazioni e informazioni su progetti innovativi e dirompenti. Sarà richiesto, allo scadere del tempo della visita, di recarsi presso l’uscita per permettere la stessa qualità e le stesse opportunità di dialogo e relazione a quanti faranno parte dell’accesso programmato successivo.

Per ulteriori informazioni: https://crowdfundmeday.eventbrite.it

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Consob conferma che sta studiando con Banca d’Italia il modo per emettere Security Token in Italia

Maria Antonietta Scopelliti, segretaria generale della Consob, ha dichiarato che Consob e altri enti stanno studiando come giungere alla prima emissione di un Security Token in Italia

 

 

Le autorità italiane muovono un primo importante passo verso l’emissione di asset digitali in Italia. Nel corso dell’evento di presentazione di Milano Hub, progetto promosso dalla Banca d’Italia insieme ad altre Autorità per lo sviluppo del Fintech in Italia (si veda qui l’articolo di BeBeez), secondo quanto riporta ANSA, la Segretaria Generale di Consob Maria Antonietta Scopelliti, ha rivelato che Consob

sta studiando insieme alla Banca d’Italia, ad altre istituzioni e ad alcuni dei principali operatori del Paese la prima emissione di security token su blockchain. Vogliamo dimostrare la possibilità di utilizzare questo strumento, assicurando al tempo stesso la trasparenza delle transazioni e la riduzione dei costi

Scopelliti ha sottolineato che obiettivo di Consob è di favorire la diffusione di strumenti utili al finanziamento della crescita sostenibile dell’economia reale, anche consentendo l’accesso al mercato dei capitali da parte del maggior numero possibile di soggetti, sempre, naturalmente, tutelando gli investitori.

Seguire l’evoluzione del mercato, significa tenere conto della nascita e dello sviluppo di nuovi prodotti e servizi, che talvolta presentano un quadro normativo di riferimento incerto, cosa che impone a Consob, ha concluso Scopelliti, di essere “dentro ai processi di sperimentazione del Fintech“.

Proprio in questa prospettiva, si inquadra il Comitato Fintech, annunciato lo scorso 17 Luglio da Banca d’Italia, Consob, Ivass e MEF, quale cabina di regia per definire le condizioni e le modalità di svolgimento della “Sandbox FinTech”, uno spazio protetto dedicato alla sperimentazione digitale nei settori bancario, finanziario e assicurativo (si veda qui altro articolo su Crowdfunding Buzz).

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Round da 4 mln euro per il portale italiano di equity crowdfunding immobiliare Walliance

L’aucap di Walliance è stato sottoscritto da Seac Fin spa e Botzen Invest Euregio Finance AG. Si tratta del terzo aumento di capitale per Walliance

 

Il portale italiano di equity crowdfunding immobiliare Walliance ha chiuso un round da 4 milioni di euro. Lo hanno sottoscritto Seac Fin spa e Botzen Invest Euregio Finance AG. La prima è la finanziaria nata con lo scopo di gestire il tesoretto da 100 milioni di euro accumulato negli anni da Confcommercio Trentino. La seconda è una società di investimenti privati dell’Alto Adige da sempre a sostegno dell’economia del territorio. Si aggiungono così altri importanti nomi vicino a quelli di Bertoldi Holding e Trentino Invest (la società mista pubblico-privata de La Finanziaria Trentina, Istituto Atesino di Sviluppo, Trentino Sviluppo e Fondazione Caritro, che dal 2012 investe in società in forte crescita) che già due anni fa aveva investito nel capitale di Walliance.

Si tratta del terzo aumento di capitale per il portale di real estate crowdfunding, che nel settembre 2019 aveva chiuso un round da un milione di euro, riservato a investitori privati che, in aggiunta al round precedente, aveva portato la società a dotarsi di una cassa di circa 2 milioni di euro. Tra gli investitori del primo round rientrava appunto Trentino Invest. Al secondo round, oltre ad alcuni investitori privati, aveva partecipato anche Lago spa, società padovana che realizza arredi di design e progetta mobili modulari. I proventi del round erano finalizzati all’espansione in Francia di Walliance.

Giacomo Bertoldi, cofondatore e ceo di Walliance, ha spiegato: “L’aumento di capitale permetterà a Walliance di posizionarsi come player di rilievo non solo sul mercato francese, dove la competizione tra piattaforme di investimento è altissima e dove occorre fare maggiori investimenti, ma anche di fare il proprio ingresso in Spagna. Per Walliance questa fase sarà importantissima, da una parte per solidificare la struttura che traina la crescita dell’azienda con il team real estate, includendo nuove solide professionalità per gestire l’incremento del numero di progetti pubblicati in ottica di risk management, dall’altra per solidificare le relazioni con gli investitori private e HNWI, per i quali Walliance sta per pubblicare un prodotto a loro specificamente dedicato.”

Chi è Walliance

Walliance è una società italiana attiva nel crowdfunding immobiliare fondata nel 2017 dalla Bertoldi Holding di Giacomo e Gianluca Bertoldi, rispettivamente attuali ceo e chief project officer. La holding è a capo dell’omonimo gruppo che, nato nella grande distribuzione, ha partecipazioni in real estate e startup. A oggi sono 30 i progetti immobiliari presentati su Walliance, tutti finanziati con successo con una raccolta di oltre 43 milioni di euro. Il portale detiene una quota di mercato del 63%.

Walliance è stata la prima piattaforma di equity crowdfunding ad aver ricevuto l’autorizzazione da Consob per la raccolta di capitali di rischio destinati a progetti immobiliari online. Quest’anno il portale ha lanciato quattro campagne di real estate crowdfunding a Trento, Firenze, Treviso e Milano. Nel capoluogo lombardo Walliance lo scorso aprile ha centrato in pochi minuti l’obiettivo massimo di raccolta di 1,8 milioni di europer il progetto Milano, via Stradivari. Ricordiamo che Walliance a fine dicembre 2020 ha effettuato la sua quinta exit: il gruppo AD Casa di Andrea Duranti ha infatti restituito ai soci un ritorno sull’investimento del 24% in 26 mesi, confermando la previsione iniziale del 2018.

Nel gennaio 2020 Walliance ha costituito Walliance France sas al fine di operare sul mercato francese quale Conseiller en Investissement Participatif (CIP). La società ha ottenuto il 17 dicembre 2019 l’autorizzazione dalla competente autorità francese, l’Autorité des Marchés Financiers (AMF), che il 20 dicembre 2020 l’ha notificata all’Organisme pour le Registre Unique des Intermédiaires en Assurance, Banque et Finance (ORIAS), ai fini dell’iscrizione di Walliance France nel relativo registro. Proprio all’espansione in Francia era finalizzato il secondo round di finanziamento (si veda articolo di BeBeez). Walliance nel giugno scorso ha concluso con successo il suo primo progetto cross border Italia-Francia in Europa e ha raggiunto con la chiusura della semestrale 2021 il breakeven point e un valore della produzione che supera il milione di euro.

 

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Il portale di private crowdfunding ClubDealOnline chiude un accordo con Prometeia per rendere ESG le aziende selezionate per le sue campagne

Le startup e le PMI prese in esame da ClubDealOnline saranno analizzate anche dal punto di vista della sostenibilità, attraverso un framework realizzato ad hoc da Prometeia

 

 

Il portale italiano di private crowdfunding ClubDealOnline ha siglato un accordo per rendere ESG le aziende selezionate per le sue campagne con Prometeia, una delle principali società europee nelle soluzioni per il risk e il wealth management. In virtù di questo accordo, le startup innovative e le pmi prese in esame da ClubDealOnline saranno analizzate anche dal punto di vista della sostenibilità, adottando un framework realizzato ad hoc da Prometeia, ispirato all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

In particolare, l’integrazione delle tematiche ESG nel processo di analisi e selezione di ClubDealOnline avverrà su due distinti piani. Il primo prevede l’esclusione sistematica dall’universo investibile di tutte le iniziative aziendali che violano o hanno un’incidenza negativa verso anche uno solo dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Onu, nonché delle realtà che operano in settori considerati controversi da ClubDealOnline, come ad esempio produzione e/o commercio di tabacco, gioco d’azzardo e attività equivalenti. Il secondo prevede, poi, l’impegno proattivo di ClubDealOnline a selezionare in via preferenziale società sensibili ai temi dell’Agenda 2030, ma comunque con l’obiettivo primario di proporre alla propria community aziende che rappresentino un’interessante opportunità di investimento. Inoltre, ClubDealOnline monitorerà costantemente il rispetto dei criteri ESG delle società che ha presentato sulla propria piattaforma e ne informerà gli investitori attraverso un report periodico.

Nel dettaglio, durante la fase di valutazione delle opportunità di investimento selezionate, ClubDealOnline sottopone alle società target un apposito questionario. Successivamente, l’analisi ESG viene approfondita con una valutazione a livello di prodotti e servizi, tramite un sistema di scoring che tiene conto dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Questo processo avrà l’immediato effetto di escludere dall’universo investibile iniziative che violano o che hanno un’incidenza molto negativa verso anche un solo obiettivo di sviluppo sostenibile, oppure che operano in settori considerati controversi da ClubDealOnline a seguito dell’analisi.

“Abbiamo sviluppato un approccio ESG che si affiancasse senza soluzione di continuità ai processi di ClubDealOnline, calibrandolo opportunamente sulle scale-up e pmi target della piattaforma”, ha commentato Gianmatteo Guidetti, principal di Prometeia e coordinatore del progetto. Claudio Bocci, partner di Prometeia e head of asset management, ha aggiunto: “L’attenzione verso la sostenibilità sta crescendo rapidamente nel mercato italiano ed è riconosciuta essere un elemento di valore nei processi di investimento e analisi dei rischi, come visto nei progetti che abbiamo realizzato per numerosi operatori di private market. ClubDealOnline ha compiuto un importante passo in avanti rispetto a questi temi e si pone come best practice tra le piattaforme di private crowdfunding”.

Cristiano Busnardo, amministratore delegato di ClubDealOnline, ha spiegato: “Le tematiche ESG sono destinate a permeare sempre di più la valutazione delle aziende su cui investire. Questo trend, iniziato nel mondo dell’asset management, ha raggiunto anche i private market, dove la raccolta di informazioni e l’analisi di dati sono più complessi. Ecco perché abbiamo deciso di avvalerci di Prometeia, che ha definito un’impalcatura ESG’ solida ed efficiente sulla quale da oggi poggia il nostro consolidato processo di origination. Il prossimo passo della nostra attenzione alla sostenibilità sarà al nostro interno; abbiamo infatti deciso di integrare le istanze ESG nella nostra gestione aziendale, promuovendo soluzioni sostenibili e rispettose dell’ambiente, creando un luogo di lavoro sano nel rispetto dei diritti umani e seguendo una buona governance aziendale”.

Chi è ClubDealOnline

La società è presieduta da Roberto Ferrari, ex direttore generale di CheBanca! (gruppo Mediobanca) ed ex chief digital and innovation officer di Mediobanca. La piattaforma, autorizzata da Consob per operare nell’equity crowdfunding, ha l’obiettivo di selezionare le migliori scaleup e pmi presenti sul mercato per offrire al pubblico di investitori i business più interessanti. La selezione è affidata ad iStarter (acceleratore italiano basato a Londra) e a partner specializzati sulle pmi. Il modello prevede l’intestazione delle quote da parte di una fiduciaria e permette agli investitori di poter aggregare gli investimenti in un unico soggetto, ottimizzando la gestione fiscale e rendendo le quote maggiormente liquidabili.

Nell’ottobre 2020 ClubDealOnline ha lanciato il nuovo servizio di Round as a Service – RaaS. Si è già avvalsa del RaaS RS Production, proprietaria con Portobello spa della casa editrice Web Magazine Makers (che ha in licenza il marchio Rolling Stone per l’Italia). Portobello e RS Production nel giugno scorso hanno anche lanciato Immediate, il primo acceleratore d’impresa verticale nel mondo del media e dell’entertainment in Europa. Sempre nell’ottobre 2020, è entrata nel capitale di ClubDealOnline Blue Financial Communication (BFC Media), digital e media company quotata al segmento Aim Italia della Borsa di Milano ed editore tra gli altri della versione italiana della testata Forbes. La sua partecipazione in ClubDealOnline questo mese è confluita nell’abilitatore di startup BFC Ventures Studio, insieme a quelle di Notarify. Nel dicembre 2020 ClubDealOnline e Almaviva hanno lanciato la fiduciaria digitale ClubDeal Fiduciaria Digitale.

Lo scorso gennaio ClubDealOnline ha comprato iStarter, acceleratore italiano basato a Londra, specializzato nello scaleup internazionale delle migliori realtà imprenditoriali del nostro Paese. L’operazione si  è configurata come una fusione inversa. I circa 80 equity partner di iStarter sono diventati infatti azionisti diretti di ClubDealOnline. Nel marzo 2021 ClubDealOnline e Pambianco, storica società di consulenza leader nell’assistenza delle aziende dei settori del made in Italy, hanno siglato una partnership per finanziare scaleup e pmi del made in Italy, ossia dei settori moda, design, bellezza, cibo e bevande, turismo. Dalla partnership è nata una collaborazione strategica in cui, attraverso il proprio network e i propri canali di comunicazione, Pambianco metterà a disposizione le sue competenze per la ricerca e la valutazione preliminare di progetti che rispondano ai target di ClubDealOnline. Inoltre, in qualità di lead partner delle scaleup selezionate, Pambianco offrirà i propri servizi di consulenza alle società e agirà come punto di riferimento costante tra la community di investitori e le società successivamente alla chiusura dei club deal. Lo scorso aprile ClubDealOnline ha lanciato per i clienti della sua fiduciaria digitale il Pir alternativo fai-da-te.

Nel giugno scorso ClubDealFiduciaria ha semplificato la gestione dei co-investimenti grazie a My Syndicate, un servizio che consente a chi partecipa a una cordata di investitori di bypassare passaggi  burocratici come la costituzione di un veicolo e i relativi adempimenti, con grande risparmio di tempo e di denaro, in più azzerando i rischi di governance, pur mantenendo tutte le clausole che regolano i rapporti tra la società target e gli investitori, che seguono gli standard  internazionali e si ripetono per ogni investimento. La fiduciaria era stata lanciata nel dicembre scorso come partnership tra ClubDealOnline e Almaviva (azienda italiana attiva nella trasformazione digitale).

Sempre nel giugno scorso ClubDealOnline ha anche stretto un accordo con Growthubrealtà che unisce professionisti, investitori, business angel e appassionati di startup che intendono mettere le proprie competenze e conoscenze a disposizione degli startupper. Growthub, legata allo studio torinese di commercialisti CMFC, offre servizi rivolti alle diverse fasi di vita della startup: business plan, costituzione, work for equity, organizzazione e, appunto, raccolta di capitali. Tramite il servizio Round As A Service, lanciato nell’ottobre 2020, ClubDealOnline mette infatti la propria piattaforma a disposizione di Growthub, ospitandone i round di raccolta di capitali.

A inizio luglio ClubDeal spa, società fintech italiana cui fanno capo il portale di crowdfunding per HNWI ClubDealOnline e la fiduciaria online ClubDealFiduciaria ha deciso: un aumento di capitale da 1,5 milioni di euro; la nomina di tre nuovi membri del consiglio di amministrazione e la conclusione del piano di acquisto di azioni proprie. L’aumento di capitale sarà volto a traghettare ClubDeal spa verso un’ulteriore fase di sviluppo, consolidandone il posizionamento sul mercato e preparando il terreno per una crescita su scala più ampia. I tre nuovi consiglieri entrati in società sono: Gianfranco Scalabrini, managing partner di 3HPartners e professore universitario; Mirco Coccoli, ceo di MPD Partners; Alessandro Scala, managing partner di Advbeca Ltd. Il loro ingresso ha l’obiettivo di rafforzare la struttura di ClubDeal spa in una fase di forte espansione e di supportarne i progetti futuri, mettendo a fattor comune le differenti competenze tecniche, scientifiche e finanziarie maturate nel corso delle rispettive carriere.

 

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Presentato “Storie di Startup dalla A alla Z”, case study di startup italiane raccontati dai protagonisti

Nel corso dell’evento “Il nuovo ecosistema startup”, a Milano è stato presentato il libro curato da Vincenzo E. M. Giardino, venture capitalist e advisor di molte startup

 

 

La settimana scorsa a Milano si è svolto un evento dedicato all’innovazione e al mondo delle startup nel corso del quale è stato presentato in anteprima il libro di Vincenzo E. M. Giardino “Storie di Startup dalla A alla Z” edito da Egea.

Nel libro, curato da Vincenzo E. M. Giardino e con una prefazione di Corrado Passera e una postfazione di Andrea Zorzetto, attraverso la voce di autorevoli stakeholders dell’ecosistema startup, si racconta la visione del fare impresa innovativa adottando una chiave espositiva non convenzionale e fuori dagli schemi.

Le ventisei storie riportate nel libro offrono un mirato approfondimento pratico sulle principali tematiche del mondo startup, il tutto accompagnato da insights, casi pratici e falsi miti di chi, per primo, ha contribuito alla nascita di questo settore. Ciascun capitolo, è dedicato alla più ampia platea di startupper, top management, appassionati di innovazione e professional, ed è scritto da un key player del settore, come Dattoli (Talent Garden), Mauro (Primo Space Fund), Pandian (StartupGym, Supermercato24), Tinacci (Casavo), Magnifico (LVenture), o da referenti di istituzioni come CDP, EneaTech, Istituto Italiano di Tecnologia) e di big corporate come H-Farm, Accenture e A2A.

Nel corso dell’evento di presentazione, l’imprenditore e investitore seriale Francis Morandi ha condotto, di fronte ad un pubblico composto da oltre 100 rappresentanti della scena dell’innovazione italiana una tavola rotonda dedicata all’ecosistema startup.

L’autore Vincenzo E. M. Giardino, venture capitalist e advisor di molte startup, ha delineato la “necessità di creare l’ecosistema startup, fondamentale per poter avere un impatto tangibile e generare valore per il nostro futuro e per quello dei nostri figli”, ribadendo la necessità di “una sinergia nuova tra i soggetti coinvolti nel modello innovativo, che permetta uno sviluppo concreto e rapido delle eccezionali risorse italiane in termini di talento e tecnologie”.

Corrado Passera, ex Ministro e attuale founder e CEO della “startup” Illimity, ha ricordato che “il ruolo della regolamentazione è fondamentale, ma è anche importate l’attitudine del regolatore. Nella nostra esperienza di creazione e sviluppo da zero di un modello innovativo di banca come illimity, il regolatore è stato un rigoroso facilitatore”.

L’idea di cross-contamination con nuove modalità e sguardi anche fuori dai nostri confini è stata confermata dal secondo speaker Andrea Zorzetto, Managing Partner di Plug and Play Italy, che ha sottolineato come l’Italia sia “un Paese ad altissimo potenziale, che si appresta ad una crescita importante nei prossimi anni se riuscirà a coniugare i metodi dell’open innovation/innovazione aperta alle eccellenze industriali del nostro Paese”. Mentre il Prof. Giancarlo Giudici, Direttore dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano, ha citato i dati dell’Osservatorio, appena presentati, il raggiungimento di quasi un miliardo di euro di raccolta del Crowdinvesting.

La seconda parte della serata è stata dedicata ad una startup challenge a cui hanno partecipato 6 promettenti realtà del panorama italiano. Ogni startup ha avuto la possibilità di presentarsi al pubblico presente all’evento (Operatori Istituzionali, Angel Investor, Private Equity, Venture Capital, Professionals, Startupper di successo), con un pitch della durata di 4 minuti, seguiti da altri 4 minuti di Q&A. Vincitrice della competition è stata Energy Dome, rappresentata durante l’evento dal Business Development Manager Francesco Oppici, che ha convinto la giuria grazie alla propria tecnologia di raccolta di energie rinnovabili tramite la trasformazione energetica della Co2.

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Parte il “Comitato Fintech”, la cabina di regia per rendere operativa la sandbox per progetti Fintech in Italia

Al via il Comitato Fintech per attuare la sandbox regolamentare, uno spazio protetto dedicato alla sperimentazione digitale nei settori bancario, finanziario e assicurativo

 

 

Lo scorso 17 Luglio, in comunicato congiunto, Banca d’Italia, Consob, Ivass e MEF hanno annunciato l’entrata in vigore del decreto che disciplina l’operatività e le attribuzioni del Comitato FinTech quale cabina di regia istituita presso il Ministero dell’economia e delle finanze, e le condizioni e le modalità di svolgimento della sperimentazione in Italia di attività di tecno-finanza (Sandbox FinTech).

Per la prima volta, l’Italia si dota di una sandbox regolamentare, uno spazio protetto dedicato alla sperimentazione digitale nei settori bancario, finanziario e assicurativo. La sperimentazione consentirà agli operatori FinTech di testare soluzioni innovative, potendo beneficiare di un regime semplificato transitorio e in costante dialogo con le autorità di vigilanza: Banca d’Italia, Consob, IVASS.

Allo stesso tempo, le autorità responsabili per la regolamentazione potranno osservare le dinamiche dello sviluppo tecnologico e individuare gli interventi normativi più opportuni ed efficaci per agevolare lo sviluppo del FinTech, contenendo già in avvio la diffusione di potenziali rischi.

Il 2 Luglio scorso era stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il Decreto attuativo della legge sulla sandbox fintech, in attuazione della delega contenuta nel DL Decreto Crescita n. 34/2019, che all’art. 36 (commi da 2-bis a 2-decies) prevedeva appunto la “creazione di uno spazio tecnico-normativo sperimentale e temporaneo per le imprese del settore finanziario che operano attraverso la tecnologia (cd. fintech), con una regolamentazione semplificata, assicurando un livello di protezione adeguata per gli investitori”.

La richiesta di una sandbox per il fintech era stata fatta da tutti i protagonisti del fintech italiano ed erano temi che erano stati sollevati da AssoFintech in occasione dell’audizione alla Camera nel novembre 2017 nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul fintech (si veda articolo di BeBeez).

Al di là della riconosciuta importanza di un provvedimento di tale portata, le modalità e i contenuti della richiesta di ammissione di partecipazione avevano suscitato diversi dubbi in quanto renderebbero l’accesso particolarmente complesso per le startup (qui un articolo di BeBeez).

Nel comunicato che annuncia il Comitato Fintech, viene specificato che, per accedere alla sperimentazione, “gli operatori dovranno presentare all’autorità di vigilanza competente per materia progetti relativi a servizi, prodotti o processi innovativi nel settore bancario, finanziario o assicurativo e che arrecano benefici per gli utenti finali o contribuiscono all’efficienza del mercato. I progetti dovranno essere in uno stato sufficientemente avanzato per la sperimentazione e sostenibili da un punto di vista economico e finanziario“.

Le autorità di vigilanza forniranno indicazioni volte a specificare i criteri di ammissione alla sperimentazione stabiliti dal decreto. Per quanto concerne il momento di presentazione delle domande di accesso alla sperimentazione nel 2021,

Per la sperimentazione 2021, le autorità di vigilanza si impegnano, entro il mese di settembre, a specificare i criteri di ammissione e a determinare la finestra temporale per l’invio delle richieste. In ogni caso, sul sito web di ciascuna autorità è già possibile trovare un contatto per iniziare ad interagire, almeno in modo informale.

Il progetto è dichiaratamente frutto del dialogo tra istituzioni e operatori del settore, facilitato dal Comitato di coordinamento per il FinTech, che era stato istituito nel 2018 presso il Dipartimento del Tesoro e formalizzato con il Decreto Crescita.

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L’Eltif ALIcrowd investe 600 mila euro nell’equity crowdfunding dell’e-commerce del pesce fresco Orapesce

L’investimento è avvenuto nell’ambito del secondo round di equity crowdfunding su Mamacrowd, che ha superato l’obiettivo minimo di raccolta (€600k), incassandone €786k

Orapesce, piattaforma digitale per l’acquisto e la consegna a domicilio di pesce fresco, ha raccolto 600 mila euro da ALIcrowd, primo Eltif di venture capital che utilizza anche il crowdfunding per ricercare le aziende oggetto di investimento, lanciato da Azimut Investments SA e gestito in delega da Azimut Libera Impresa sgr. L’investimento dell’Eltif di Azimut in Orapesce è avvenuto nell’ambito della seconda campagna di equity crowdfunding su Mamacrowd della società, tuttora in corso. La campagna, a pochi giorni dall’apertura, ha già superato l’obiettivo minimo di raccolta (600 mila euro), incassando 786 mila euro. La società, con una valutazione pre-money di 6 milioni di euro, punta ora a raccogliere con l’equity crowdfunding un massimo di 1,5 milioni di euro (si veda qui la nostra scheda della campagna).

Orapesce aveva lanciato un’altra campagna di equity crowdfunding su Mamacrowd nel giugno 2020, che si era conclusa con una raccolta di 400 mila euro, battendo anche l’obiettivo massimo di 250 mila euro. La startup in precedenza aveva già incassato 117 mila euro dagli investitori in due round: uno nel dicembre 2018 da 35 mila euro e l’altro da 82 mila nel settembre 2019.

Orapesce è stata lanciata nel marzo 2018 da Giacomo Bedetti e Alberto Mazza, insieme a una classe executive MBA del MIP Politecnico di Milano, con cui ha disegnato il modello di business dell’azienda. Bedetti ha un’esperienza ventennale come consulente in Accenture, responsabile organizzazione e gestione dei costi in Unicredit Credit Management, responsabile SVP Service Management in doValue e ora responsabile del Master Servicing di Italfondiario. Mazza, laureato al Politecnico di Milano, ha esperienza nel campo della strategia e direzione creativa, oltre che nella consulenza nel settore dello sviluppo digitale e della visual communication.

Orapesce permette di acquistare online pesce fresco già pulito e riceverlo a domicilio in tutta Italia, 3 giorni su 7. La società ha chiuso il 2020 con un fatturato sopra i 650.000 euro, oltre 4.500 i clienti (e quasi 13.000 consegne), più di 20.000 follower sui principali social media e un traffico sul proprio ecommerce fino a 90.000 sessioni mensili. Trainata da un mercato fortemente attrattivo, punta a raggiungere un fatturato che superi il milione di euro nel 2021 e 9 milioni di euro nel 2023.

I fondi raccolti con l’equity crowdfunding saranno utilizzati per il lancio della linea “ready to eat” e l’acquisizione nuovi clienti; per la costruzione di una  nuova piattaforma di ecommerce e l’attivazione di una piattaforma di gestione del magazzino integrato con l’e-commerce; il rafforzamento delle competenze interne nel digitale; infine la creazione di un team di produzione per il confezionamento diretto del pesce e ottimizzazione e potenziamento della logistica su città target.

Cos’è ALIcrowd

Ricordiamo che l’Eltif ALICrowd, lanciato nel marzo scorso, ha una durata di 8 anni e una dotazione di 25 milioni di euro. Il veicolo può affiancare le aziende in crowdfundng con un investimento medio di 500 mila euro su ogni impresa selezionata e può essere sottoscritto tramite la rete di 1.800 consulenti finanziari di Azimut. La soglia minima di investimento è 10 mila euro. L’Eltif gode dei benefici fiscali cui accedono gli investimenti in startup e pmi innovative (fino al 50% di detrazione fiscale), oltre a tutte le agevolazioni riservate ai Pir alternativi.

La partnership tra Azimut e SiamoSoci (gestore del portale Mamacrowd e partecipato al 25% dallo stesso Gruppo Azimut), prevede che ALIcrowd utilizzi il portale di crowdfunding per ricercare le aziende oggetto di investimento grazie alla campagna (call for action) per startup e pmi innovative “Mama Fund & Crowd”. L’Eltif nel giugno scorso ha coinvestito un milione di euro nella campagna di equity crowdfunding  su Mamacrowd della startup italiana delle calzature Fessura, tuttora in corso.

 

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Il lending crowdfunding immobiliare di Trusters raccoglie 7,3 milioni in 6 mesi e punta all’Europa

In questa prima parte dell’anno Trusters ha raccolto quanto in tutto il 2020 confermandosi prima piattaforma per progetti finanziati, e annuncia lo sbarco in Europa

 

 

Nella prima metà dell’anno, la piattaforma di lending crowdfunding immobiliare Trusters, lanciata nel dicembre 2018, ha raccolto 7,3 milioni, quasi quanto in tutto il 2020 quando ne aveva raccolti 7,5.

A meno di 3 anni dall’avvio dell’operatività, la piattaforma rileva performance di grande rilievo, che la portano ad essere la prima per progetti finanziati e la seconda per raccolta complessiva, dopo Rendimento Etico:

  • oltre 5.500 utenti registrati sul portale
  • 60 società proponenti i progetti in piattaforma
  • 143 progetti finanziati per un ammontare pari a 17.300.000
  • 100% di raccolte chiuse con successo
  • 10 mesi la durata media dei progetti
  • ROI medio annuo pari a 9,23%

La piattaforma ha comunicato anche i rimborsi che ammontano a 55 progetti rimborsati, per complessivi 5.086.000 € (che includono alcune cedole di interesse e rimborsi parziali già avvenuti):

  • 5 progetti rimborsati, per un totale pari a 264.759 euro, nel 2019
  • 20 progetti rimborsati per un totale pari 1.531.000 euro, nel 2020
  • 30 progetti rimborsati, per un totale pari 2.844.000 euro, nel solo primo semestre 2021

“L’intuizione, avuta in tempi non sospetti, di unire i plus del digitale ai punti di forza del mattone, come asset class capace di mantenere ed accrescere, più di altri strumenti finanziari, il proprio valore nel tempo – afferma con soddisfazione Andrea Maffi, Founder di Trusters – si è rivelata vincente e performante, anche di fronte allo tsunami imprevedibile della pandemia. Non ci siamo mai fermati e con noi anche le società di sviluppo immobiliare che hanno continuato a portare in piattaforma progetti di valorizzazione immobiliare, riqualificazione urbanistica e territoriale”.

Non solo demolizioni e ricostruzioni, rientranti nell’ambito del sisma bonus o delle diverse forme d’incentivazione fiscale connesse al real estate, non solo ristrutturazioni e cambi di destinazione d’uso, ma anche Il progetto, presentato in piattaforma da Hara Abitare, di valorizzazione di edifici rurali di borghi storici, che ha chiuso una tranche di raccolta pari a 180.000 per finanziare la riqualificazione di edifici rurali a uso abitativo e destinazione turistico-ricettiva nel Parco Naturale Adamello Brenta.

Infine, in relazione all’entrata in vigore, a novembre 2021, della regolamentazione comunitaria sulle raccolte tramite crowdfunding, Andrea Maffi ha dichiarato che anche Trusters sta pianificando il suo ingresso in Europa: ” L’entrata in vigore della normativa ECSP è un segnale molto forte per il mercato, non solo del crowdfunding, con indubbi benefici per tutti gli operatori economici e la collettività, in linea con la ripresa auspicata. È l’attestazione della validità del crowdfunding, in origine osservato con scetticismo, capace in breve tempo di rispondere celermente e con efficacia alle esigenze di diversificazione finanziaria, sostenendo l’operatività e l’economia anche in lockdown. Siamo partiti con progetti su Milano, abbiamo esteso il raggio d’azione a tutta Italia e ora Trusters è pronta a giocare il suo ruolo da protagonista, anche in campo transfrontaliero”.

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Raccolta in crescita del 172% per il crowdinvesting italiano, a quota 503 mln euro. Lo certifica il Politecnico di Milano

Al convegno di presentazione, gli addetti ai lavori hanno parlato del nuovo regolamento UE e Backtowork ha annunciato lo sbarco in Francia e Spagna, mentre Rendimento Etico in Croazia

 

 

Prosegue la crescita in Italia del crowdfunding: ieri l’Osservatorio sul Crowdinvesting del Politecnico di Milano ha stimato nel suo sesto rapporto sul settore che negli ultimi 12 mesi la raccolta del settore è cresciuta del 172%, attestandosi a quota 503 milioni di euro. La raccolta complessiva dal 2014 è salita a 953,4 milioni di euro, sfiorando il miliardo, con il 76,3% delle campagne andate a buon fine.

raccolta crowdfunding italia51 portali autorizzati da Consob hanno generato un flusso di 127,6 milioni di euro da collocamenti di equity e 22,3 milioni da quelli di minibond, che sono partiti solo da fine 2019 (si consideri che in totale la raccolta è 25 milioni). I 28 portali di social lending che veicolano prestiti dai privati a persone fisiche o giuridiche (6 consumer e 22 business) hanno contribuito con 43,2 milioni di euro prestati a individui e 310,6 milioni a imprese. L’industria del real estate crowdfunding è stata particolarmente vivace e se un anno fa si contavano 11 piattaforme dedicate attive (nel 2018 erano appena 2) oggi sono salite a 18.

I progetti finanziati nell’ultimo anno hanno raccolto 85,2 milioni di euro (+75%): 34,3 milioni dalle piattaforme equity e 50,9 milioni dai portali lending.

L’equity crowdfunding

Al 30 giugno 2021 risultavano autorizzati da Consob 51 portali per la raccolta di capitali online, 9 in più dell’anno scorso, anche se un buon numero non si è ancora attivato.  Le campagne di raccolta di capitale di rischio sono state finora 831, organizzate da 742 imprese, alcune con più round. Il tasso di successo continua a mantenersi elevato: nei primi 6 mesi del 2021 è stato superiore al 90%, ben più della media generale dell’intero campione dal 2014, pari al 76,3%.

Il valore medio del target di raccolta per i progetti non immobiliari è circa 90 mila euro, per quelli immobiliari è 912 mila euro. Mediamente per i progetti non immobiliari viene offerto in cambio il 9,23% del capitale (valore mediano 5,41%); si rafforza la prassi di offrire titoli senza diritto di voto sotto una certa soglia di investimento (e votanti sopra la soglia).

Fra le emittenti, le PMI guadagnano lentamente spazio, ma il mercato è ancora dominato dalle startup innovative (57% dei casi nell’ultimo anno, cui si aggiunge il 14% delle pmi innovative). La grande maggioranza, come da anni a questa parte, opera in Lombardia, poi Lazio ed Emilia Romagna, ed è attiva nel settore dei servizi di informazione e comunicazione. La valutazione pre-money mediana si aggira intorno a 2 milioni di euro.

Crowdinvesting 2021 - PiattaformeLa piattaforma che fino ad ora ha finalizzato e raccolto più capitale è ancora Mamacrowd (51,3 milioni di euro effettivi al 30 giugno 2021), seguita da Crowdfundme (48,4 milioni e il maggior numero di campagne pubblicate in assoluto, 156) e Walliance (43,5 milioni). Se però si considera solo l’ultimo anno, in cima al podio c’è Opstart, con 29,8 milioni di euro. In media ogni campagna riceve il sostegno di 99,5 investitori. L’importo medio investito dai sottoscrittori è di 3.641 euro per le persone fisiche e 30.202 per le persone giuridiche e mostra un andamento tendenziale in crescita rispetto al passato. Gli investitori continuano ad essere soprattutto maschi, con età media intorno ai 45 anni.

Dopo la campagna di raccolta, alcune aziende riescono a crescere in termini di fatturato e marginalità, ma altre rimangono al palo. Poche diventano profittevoli nell’immediato, si contano sulle dita di una mano quelle che riescono a superare i target previsti nel business plan iniziale. Un’altra novità registrata è l’avvio delle prime bacheche elettroniche per la compravendita di quote sottoscritte sul mercato secondario. Finora le tre piattaforme autorizzate hanno pubblicato 981 annunci, pochissimi dei quali però sono stati probabilmente finalizzati. Negli ultimi 12 mesi si sono registrate nuove exit, attraverso rimborsi di capitale o acquisizioni, ma anche nuovi write-off, oltre a diversi round successivi di raccolta.

Il lending crowdfunding

Al 30 giugno 2021 risultavano attive in Italia sempre 6 piattaforme destinate a finanziare persone fisiche (consumer) e ben 22 – il doppio dell’anno scorso – dedicate alle imprese (business), di cui 14 specializzate nel real estate (erano 6). Alcune piattaforme prevedono fondi di protezione per ripagare eventuali prestiti in sofferenza, altre fanno leva sulla garanzia pubblica del Fondo statale per le Pmi.

Crowdinvesting 2021 - Lending ImpreseNel prestito ai privati, a parte Younited Credit, che però non raccoglie dai piccoli risparmiatori di Internet, con 491,9 milioni di euro erogati di cui 164,7 solo negli ultimi 12 mesi – quella che ha concesso maggiori finanziamenti nell’ultimo anno è Soisy, con 22,7 milioni.

Nel prestito alle imprese, dopo Credimi Futuro (altra piattaforma che non fa raccolta retail), quest’anno emerge Borsa del Credito, con 166,8 milioni.

 

Il nuovo regolamento europeo sul crowdfunding

Il prossimo 10 novembre entrerà in vigore il nuovo regolamento Ue 2020/1503 del Parlamento europeo sulle piattaforme di equity crowdfunding e di lending per le imprese. Sul tema si sono confrontati gli operatori e gli attori coinvolti ieri alla conferenza di presentazione dei dati dell’Osservatorio sul Crowdinvesting del Politecnico di Milano. Emma Iannaccone, funzionaria di Consob, ha ricordato che l’Esma ha chiesto alla Commissione europea un rinvio dell’entrata in vigore del nuovo regolamento sul crowdfunding (qui il testo della lettera) a causa del limitato tempo messo a disposizione dal regolamento per l’introduzione degli standard tecnici dallo stesso richiesti. Diego Valiante, senior officer e team leader della Commissione europea, ha anticipato che quest’ultima a breve pubblicherà la risposta a Esma, in cui si dice contraria allo spostamento dell’applicazione del regolamento in quanto il testo è già applicabile; il rinvio dell’entrata in vigore sposterebbe anche l’applicazione del periodo di transizione di 12 mesi per le piattaforme esistenti e richiederebbe inoltre un nuovo testo legislativo. Valiante ha ricordato poi che la piena efficacia del regolamento sarà nel novembre 2022, in virtù delle disposizioni transitorie già previste.

Il senior officer e team leader della Commissione europea ha anche sottolineato che la Commissione europea ha lavorato per quasi 2 anni al nuovo regolamento europeo sul crowdfunding. “Quest’ultimo porta delle innovazioni interessanti: l’autorizzazione singola per servizi di investimento e di credito da parte dei portali; un approccio meno paternalistico verso l’investitore e un mantenimento della semplicità, in modo da non ostacolare il settore”. Valiante si è detto altresì positivamente sorpreso dalla crescita dell’emissione di minibond sui portali di crowdfunding in Italia, che può essere un esempio per gli altri paesi europei.

Iannaccone ha però ricordato che: “Per dare piena attuazione al pacchetto sul crowdfunding bisognerà definire gli aspetti del regolamento lasciati agli Stati membri, a partire dall’autorità che rilascia le autorizzazioni ai portali di crowdfunding. Sono da definire a livello nazionale anche disposizioni legislative in tema di marketing e definizione di ambito di responsabilità tra offerente e gestore della piattaforma sul Kiss, la scheda informativa per gli investitori. Gli operatori italiani del settore dovranno innalzare la qualità dei servizi offerti e quindi dovranno riflettere su come riuscirci, alla luce della maggiore competizione nel settore che porterà il nuovo regolamento europeo”. Nonostante la crescita esponenziale, il mercato italiano del crowdfunding ha ancora dimensioni limitate rispetto agli altri mercato europei. A oggi sono iscritti 50 gestori di portali di equity crowdfunding, di cui maggior parte fatica a raggiungere il break even.

Per Umberto Piattelli, partner e responsabile dei Financial Services Italia di Osborne Clarke, “il nuovo regolamento dà piena dignità al crowdfunding, crea un mercato finanziario comunitario, in ossequio alla CMU (Capital Markets Union) e allarga gli orizzonti del mercato del crowdfunding, per cui prevedo una concentrazione delle piattaforme che le porterà a diventare più efficienti e redditizie”. La pensa allo stesso modo Iannaccone, per cui “il regolamento europeo sul settore ha numerose ricadute positive per gli investitori e operatori italiani ed europei perché aumenta la diversificazione del portafoglio, ma richiederà un ripensamento del business ai gestori nazionali, in un’ottica di maggiore efficienza”. Piattelli tuttavia si è detto preoccupato dai tempi di attuazione, dato che non è ancora stata definita un’autorità di riferimento ufficiale, per cui gli operatori non sanno a chi esporre i loro dubbi sul regolamento europeo, in particolare quelli del lending crowdfunding.

E’ entrato nel dettaglio del tema Angelo Rindone di Crowdcore, secondo il quale la nuova normativa e un mercato europeo del crowdfunding sono una buona notizia, soprattutto per chi lavora nel lending, che ha operato finora senza una normativa di riferimento. Rindone ha spiegato: “I due principi alla base della normativa sono: instillare maggiore fiducia nelle piattaforme e nel crowdinvesting e il sostegno all’economia reale tramite le piattaforme di crowdfunding”. Rindone ha poi anticipato i risultati di una ricerca condotta dalla stessa Crowdcore con il Politecnico di Milano, che prevede a valle della normativa un consolidamento del mercato tramute acquisizioni, l’arrivo di nuovi operatori più strutturati e istituzionali nel settore, soprattutto in Italia, dove gli operatori sono ancora medio-piccoli, la nascita di piattaforme ibride (che trattano sia lending sia equity crowdfunding). Pertanto, saranno favoriti soggetti strutturati e intenzionati a operare in un mercato paneuropeo. Lo studio ha stimato un costo di 20-60 mila euro a carico delle piattaforme esistenti per l’adeguamento alla normativa . Il primo impatto della regolamentazione sarà sulla UX (l’esperienza delle persone in fase di accesso alle piattaforme di crowdfunding), che sarà meno semplice, per cui le piattaforme dovranno trovare il modo di non disincentivare gli investitori a iscriversi. “Per le piattaforme aumenteranno i costi a causa dei più impegnativi requisiti tecnologici e dei processi di due diligence più complessa, oltre che per la creazione di versioni delle piattaforme in diverse lingue europee. Le piattaforme dovranno aumentare i volumi su diversi mercati per essere competitive. Inoltre si allungheranno i tempi di ingresso sul mercato delle piattaforme, per i maggiori requisiti autorizzativi”, ha evidenziato Rindone.

Giancarlo Giudici, direttore scientifico dell’Osservatorio sul Crowdinvesting, ha concluso: “Il mercato italiano del crowdinvesting continua a crescere in tutte le sue forme e declinazioni. L’introduzione del nuovo regolamento europeo ECSP sarà l’occasione per le piattaforme italiane di fare un salto di qualità ulteriore verso standard di trasparenza, professionalità e tutela dei risparmiatori”.

Il panel degli operatori

Nel corso del panel che ha concluso l’evento, moderato da Fabio Allegreni, Ceo di Edibeez (la società editrice di Crowdfunding Buzz), a proposito di opportunità offerte dal nuovo regolamento europeo, Alberto Bassi, Ceo e fondatore della piattaforma di equity crowdfunding Backtowork, ha dichiarato che la società sta pianificando lo sbarco in Francia e in Spagna, che avverrà tramite l’acquisizione di portali già operanti nei rispettivi Paesi. L’operazione sarà plausibilmente sostenuta da Banca Intesa, socio di minoranza della piattaforma grazie alla regia Innovation Center, il “braccio armato” di Banca Intesa dedicato al sostegno di startup e scaleup. E proprio Luca Pagetti di Innovation Center, nel suo intervento, ha rimarcato come lo sviluppo internazionale del settore del crowdinvesting possa costituire un’opportunità per la banca, anche indirettamente, oltre che direttamente. D’altra parte, come sottolineato da Goffredo Amodio, managing director di Accenture, la commistione tra istituzioni finanziarie tradizionali e fintech in Europa è già una realtà consolidata, con il 90% delle istituzioni che ha già a vario titolo hanno promosso direttamente iniziative fintech autonome o hanno concluso partnership con società fintech. Le quali, d’altro canto, ne hanno vitale necessità, per poter scalare in maniera economicamente e finanziariamente sostenibile.

L’interesse all’espansione europea è stato confermato anche da Chiara Agostini di Walliance, che ha già ottenuto l’autorizzazione dell’authority francese e ha lanciato la prima campagna di equity crowdfunding cross border di successo. Altri due ospiti del panel hanno confermato che la raccolta cross-border rientra nei piani delle rispettive piattaforme. Leonardo Frigiolini, la cui società Frigiolini & Partners Merchant gestisce Fundera, leader nel collocamento dei mini-bond, ritiene che l’opportunità di un mercato aperto agli investitori europeo sia significativo per i minibond emessi da PMI italiane, che diventano particolarmente appetibili grazie alle garanzie che li sottendono (MCC, Confidi, BEI). Mentre Andrea Gilardoni, fondatore della piattaforma di lending immobiliare Rendimento Etico ha annunciato che la società sta già lavorando in Croazia per l’apertura in tale mercato, per poi ampliarsi nel resto dell’Europa.

L’approccio all’internazionalizzazione, peraltro, non può prescindere da un salto in avanti culturale anche da parte di chi presenta i progetti. In particolare, come ha rimarcato Maurizio Scagliotti di Trusters, per i progetti immobiliari la miglior “garanzia” per gli investitori è la cura della pianificazione e del project management, processi in cui anche le piattaforme possono essere di supporto. Anche l’innovazione è un elemento che consente di ottenere vantaggi competitivi come, per esempio, la possibilità per le società che raccolgono in equity crowdfunding di accedere a un “prestito ponte” raccolto attraverso un campagna di lending crowdfunding, esperienza testimoniata da Anna Raschi di Opstart che ha recentemente lanciato l’iniziativa “Crowd Bridge”.

Tuttavia, Alessandro Lerro, presidente di AIEC (Associazione Italiana Equity Crowdfunding) ha rilevato che il regolamento europeo presenta ancora diverse criticità. Oltre a quelle relative all’aumento dei costi per le piattaforme, come già sottolineato da Angelo Rindone nel suo intervento, emergono altri punti critici rilevanti, tra i quali: l’obbligo di tradurre il sito nella lingua di ciascun Paese la piattaforma voglia approcciare, la situazione non definita per le piattaforme italiane di lending che non si sa ancora se potranno usufruire di un “grace period” come quelle di equity, l’onere per le piattaforme di sostenere le verifiche antiricicalggio sugli investitori per le quali non sono state ancora definite le modalità operative.

Infine, Danilo Maiocchi, direttore generale del consorzio camerale Innexta, ha allargato ulteriormente le prospettive di espansione internazionale del Crowdinvesting, annunciando un tavolo di lavoro promosso da una conferenza ONU per la finanza d’impresa nel Mediterraneo, da Innexta, dalle camere di commercio e dall’Università di Salerno, per monitorare la raccolta con equity crowdfunding di tutti i Paesi che si affacciano sul bacino mediterraneo, predisponendo così il primo mattone per costruire una futura più stretta armonizzazione sia operativa che, eventualmente, regolamentare.

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Gli investimenti dei business angel nel 2020 hanno tenuto. Crescono quelli con equity crowdfunding

Un report di IBAN rileva che, nonostante la pandemia, gli investimenti nel 2020 dei business angel in startup e scaleup sono stati pari a 51 milioni in 96 società

 

 

Nel 2020, nonostante il Covid, gli investimenti dei Business Angel italiani, come singoli o in syndication, hanno raggiunto i 51 milioni di euro, per 96 società target. Numeri molto simili a quelli dell’anno precedente in cui i capitali investiti erano stati pari a 52,7 milioni di euro per 88 società.

Sono i numeri che emergono dall’indagine annuale condotta da IBAN, Italian Business Angels Network, con la supervisione scientifica del professor Vincenzo Capizzi dell’Università del Piemonte Orientale e della SDA Bocconi e la collaborazione di BeBeez (qui il report completo).

Circa il 95% delle operazioni sono state condotte da investitori italiani, con una presenza media di 11 business angel per ogni deal, una tendenza già rilevata negli anni precedenti, anche in ambito internazionale.

Oltre ad operazioni portate avanti esclusivamente dagli “angeli”, continuano anche gli investimenti in affiancamento ai fondi di venture capital oppure attraverso le piattaforme di equity crowdfunding. Complessivamente, i round di startup e scaleup che vedono l’intervento di business angel hanno raccolto 402,5 milioni.

In particolare, gli investimenti in syndication con i fondi di venture capital hanno registrato un aumento dell’attività con un +41,3% a 325 milioni di euro su 108 società (nel 2019 gli investimenti erano stati pari a 230 milioni per 51 società). Secondo i calcoli di BeBeez, nel 2020, gli investimenti complessivi di venture capital in senso lato e quindi condotte da fondi, holding di investimento, aziende corporate, business angel e piattaforme di equity crowdfunding, avevano raggiunto quota 780,5 milioni di euro nel 2020 per 306  round, inclusi però 75 milioni di euro di venture debt (si veda qui il Report Venture 2020 di BeBeez, disponibile per gli abbonati a BeBeez News Premium e BeBeez Private Data).

I business angel sono stati molto attivi sulle piattaforme di equity crowdfunding: nel 2020 sono state mappate 101 operazioni (dalle 27 del 2019) per un totale di 26,5 milioni, in netto rialzo dagli 1,3 milioni dell’anno prima, con un investimento medio per angel di poco superiore ai 12mila euro (fonte: Osservatorio Crowd-Investing della School of Management del Politecnico di Milano).

La pandemia sembra però aver aumentato la sensibilità al rischio, con una riduzione degli importi medi investiti e d’altro lato con il contemporaneo aumento delle società target oggetto dell’investimento: più del 50% degli investimenti realizzati nel 2020 infatti è stato inferiore a 100mila euro (42% nel 2019) e solo il 5% ha superato i 500mila euro (26% nel 2019), mentre in media business angel hanno investito in ogni società target circa 50 mila euro.

Dall’Indagine IBAN emerge infine che il business angel-tipo è un manager o un imprenditore, con un patrimonio mobiliare inferiore ai 2 milioni di euro, che investe in modo non prevalente (meno del 10% del proprio patrimonio per il 73% del campione) in operazioni di angel investment. La percentuale investita individualmente raramente supera il 15% del capitale della società target e gli investimenti sono multipli: all’inizio del 2020 il portafoglio dei business angel è composto in media da 6 aziende.

Paolo Anselmo, presidente di IBAN, ha commentato: “È interessante rilevare come in più del 50% dei casi i Business Angel dichiarino di avere un grado di coinvolgimento medio o alto nella vita quotidiana delle startup, con visite in azienda frequenti, e un apporto soprattutto in termini di contatti presso la business e financial community (24%) e di competenze di tipo strategico (22%). Nonostante la pandemia il 2020 è stato un anno dinamico per l’angel investing italiano che non solo ha contribuito a immettere capitali nell’intero comparto dell’innovazione, ma ha anche ottenuto importanti risultati, come le detrazioni fiscali previste dal Decreto Rilancio e il riconoscimento come investitori qualificati dell’ecosistema dell’innovazione. Tutti passi avanti molto importanti. Un ulteriore segnale di dinamismo e vivacità che abbiamo riscontrato è stato il significativo incremento del numero dei soci iscritti a IBAN, che nel corso dell’ultimo anno sono aumentati di oltre 120 unità”.

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