Mese: Maggio 2021

Galleria degli Uffizi “tokenizza” un Michelangelo e lo vende per 170k. Seguiranno presto altri capolavori

La Galleria degli Uffizi di Firenze ha venduto un Michelangelo e sta trasformando in NFT alcune delle sue opere più apprezzate che vende per raccogliere fondi

 

 

La Galleria degli Uffizi di Firenze sta trasformando alcune delle sue opere più apprezzate in NFT e le vende per raccogliere fondi dopo un anno a corto di soldi. E inizia con il botto: un dipinto di Michelangelo criptato della sacra famiglia, Tondo Doni (1505–06), appena venduto per € 140.000 ($ 170.000) (si veda qui Artnet).

Il museo dividerà il ricavato con Cinello, azienda italiana che ha brevettato un nuovo modo di realizzare facsimili digitali di dipinti famosi, nell’ambito di una nuova partnership annunciata recentemente. Le opere d’arte digitali di Cinello, che chiama “DAWS”, sono prodotte nelle dimensioni del pezzo originale e pretendono di essere completamente uniche e a prova di furto. Un token NFT viene creato sulla blockchain per ogni DAW, certificando la proprietà.

Ogni pezzo prodotto per gli Uffizi viene fornito con un certificato di autenticità firmato da Eike Schmidt, il direttore del museo. Nell’ambito dell’accordo con Cinello, il museo accumula il 50 per cento degli utili per ogni DAW ricavata da un pezzo della sua collezione e venduta dall’azienda.

Gli NFT (Non Fungible Token) sono un tipo di asset digitale registrato su blockchain. Rispetto agli utility token e alle criptovalute i token NFT hanno 3 caratteristiche che li contraddistinguono: sono unici, rari e indivisibili (si veda l’articolo di Crowdfudning Buzz).

Un portavoce degli Uffizi ha rifiutato di fornire dettagli sulla vendita Michelangelo o sull’accordo del museo con Cinello. Il quotidiano italiano Corriere della Sera ha riferito che l’acquirente del digitale Michelangelo era una donna di Roma che lo aveva acquistato per suo marito, un importante collezionista, per il suo 60 ° compleanno.

Per gli Uffizi, che hanno visto il numero di visitatori annuali scendere da 4,4 milioni nel 2019 a 1,2 milioni l’anno scorso, secondo l’Art Newspaper , il trambusto secondario potrebbe fruttare qualche soldo extra in un momento cruciale.

“A medio termine [le vendite di NFT] potranno contribuire alle finanze di un museo, paragonabile ai proventi dell’attività di ristorazione”, ha detto Schmidt al Corriere della Sera . “Non è un cambio di direzione in termini di ricavi, è un guadagno aggiuntivo. Ma creare un mercato del genere non è una cosa rapida. ”

Anche una dozzina di altre importanti opere della collezione degli Uffizi saranno trasformate in DAW nel prossimo futuro. Tra quelli della lista ci sono La Nascita di Venere di Botticelli , la Madonna del Granduca di Raffaello , il Bacco di Caravaggio e la Venere di Urbino di Tiziano .

Post originale

Walliance raccoglie 1,2 mln euro in pochi minuti per un progetto immobiliare a Milano

La campagna di equity crowdfunding immobiliare co-finanzierà il progetto Milano, via Monti Sabini ed è promossa dalla società Sabini26 srl, in collaborazione con Mobilia & Partners

 

Ha raggiunto l’obiettivo massimo in pochi minuti la campagna di equity crowdfunding immobiliare lanciata dal portale italiano Walliance per finanziare il progetto Milano, via Monti Sabini. La campagna era stata aperta per prenotazioni il giorno prima per gli iscritti alla piattaforma.

Nel dettaglio, il progetto, promosso dalla società Sabini26 srl, in collaborazione con Mobilia & Partners, ha raccolto 1,2 milioni di euro. L’operazione prevede per i soci detentori di quote sottoscritte tramite Walliance, un Roi lordo complessivo previsionale del 12,55%, una durata di 12 mesi (12,5% su base annua) e una liquidazione preferenziale che garantisce una priorità nella distribuzione dell’utile e nella restituzione del capitale investito.

Giacomo Bertoldi, ceo di Walliance, ha commentato: “Walliance rappresenta uno di quei rarissimi casi in cui la domanda supera l’offerta, e questo avviene in quanto, a differenza di tante altre piattaforme di investimento, abbiamo fatto della restrittiva selezione delle proposte da presentare al nostro network una delle nostre caratteristiche principali”.

Sale così a 41 milioni di euro il totale della raccolta effettuata dalla piattaforma italiana di investimenti immobiliari in meno di quattro anni di attività, per complessivi 29 progetti lanciati (di cui 6 si sono già conclusi restituendo agli investitori oltre 7 milioni di euro, registrando un ritorno sull’investimento medio annualizzato del 10,07%). Intanto Walliance si prepara a lanciare la campagna per un nuovo progetto immobiliare milanese: Milano, Via Fulceri.

Chi è Walliance

Walliance è una società italiana attiva nel crowdfunding immobiliare fondata nel 2017 dalla Bertoldi Holding di Giacomo e Gianluca Bertoldi, rispettivamente attuali CEO e Chief Project Office. La holding è a capo dell’omonimo gruppo che, nato nella grande distribuzione, ha partecipazioni in real estate e startup.

Walliance stata la prima piattaforma di equity crowdfunding ad aver ricevuto l’autorizzazione da Consob per la raccolta di capitali di rischio destinati a progetti immobiliari online. Quest’anno il portale ha lanciato quattro campagne di real estate crowdfunding a Trento, Firenze, Treviso e Milano. Nel capoluogo lombardo Walliance lo scorso aprile ha centrato in pochi minuti l’obiettivo massimo di raccolta di 1,8 milioni di euro per il progetto Milano, via Stradivari. Ricordiamo che Walliance a fine dicembre 2020 ha effettuato la sua quinta exit: il gruppo AD Casa di Andrea Duranti ha infatti restituito ai soci un ritorno sull’investimento del 24% in 26 mesi, confermando la previsione iniziale del 2018.

Nel gennaio 2020 Walliance ha costituito Walliance France sas, al fine di operare sul mercato francese quale Conseiller en Investissement Participatif (CIP). La società ha ottenuto il 17 dicembre 2019 l’autorizzazione dalla competente autorità francese Autorité des Marchés Financiers (AMF), che il 20 dicembre scorso l’ha notificata all’Organisme pour le Registre Unique des Intermédiaires en Assurance, Banque et Finance (ORIAS), ai fini dell’iscrizione di Walliance France nel relativo registro.

Nel settembre 2019, Walliance ha annunciato la chiusura di un nuovo aumento di capitale pari a 1 milione di euro, riservato ad investitori privati che, in aggiunta al round precedente, ha portato la società a dotarsi di una cassa di circa 2 milioni di euro. Tra gli investitori del primo round, spiccano Trentino Invest, la joint-venture partecipata tra gli altri da La Finanziaria Trentina, Istituto di Sviluppo Atesino, Fondazione Caritro e Trentino Sviluppo. Al secondo round, oltre ad alcuni investitori privati, ha partecipato anche Lago spa, società padovana che, con un fatturato di 35 milioni di euro e 25 milioni di contatti, realizza arredi di design made in Italy e progetta mobili modulari. I nuovi fondi saranno destinati alla prima fase dell’espansione europea, oltre che al consolidamento e all’espansione del mercato italiano.

Post originale

Al via Isicrowd, prima piattaforma di lending crowdfunding immobiliare basata nel mezzogiorno

Isicrowd si aggiunge alle piattaforme di lending crowdfunding immobiliare: è la prima basata al Sud (Casoria) e consente di investire a partire da 50 euro

 

 

Nel già folto panorama italiano delle piattaforme di lending crowdfunding immobiliare, si affaccia anche Isicrowd, nuovo portale che, tuttavia, sfoggia il primato di essere la prima (e unico finora) piattaforma di real estate crowdfunding basata al Sud, segnatamente a Casoria in provincia di Napoli, e focalizzata principalmente su progetti di sviluppo immobiliare nel mezzogiorno.

Fondata dall’imprenditore immobiliare e turistico Antonio Ottaiano, Isicrowd è infatti la prima piattaforma di crowdfunding del sud Italia, il cui intento è estendere il business anche in campo turistico. Un settore che, come si legge nel sito “promette ottimi guadagni soprattutto nell’ambito delle case vacanza, ville, b&b, hotel, multiproprietà e tanto altro“.

La prerogativa aziendale è sempre stata quella di fornire un servizio di consulenza turistica del tutto innovativo. Ed è proprio la filosofia utilizzata alla base di Tecnotravel ad ispirare la mission della start up di nuova generazione Isicrowd.

Il primo progetto, attualmente in fase di raccolta, è relativo a un immobile a Napoli in Via Provenzale.

L’operazione prevede l’acquisto dell’immobile, già aggiudicato in asta, la sua completa ristrutturazione con l’adeguamento di tutti gli ambienti e la vendita sul libero mercato.

L’appartamento è stato già aggiudicato in asta, ad un prezzo di circa 1.000 €/mq, una cifra notevolmente inferiore rispetto alla media di zona, di fatti il quartiere in oggetto ha una quotazione media che oscilla tra i 1.700 e i 1.800 €/mq. Questo ci permetterà, una volta ristrutturato e reso qualitativamente superiore agli appartamenti di zona, di collocarlo in una fascia di mercato nella media di zona, in modo tale da renderlo maggiormente appetibile ai potenziali acquirenti rendendo l’operazione molto più veloce nel recupero dell’investimento.

Il rendimento atteso dell’operazione è pari al 11% per una durata prevista di 12 mesi.

I lending crowdfunding immobiliare in Italia è in grande crescita: se nel 2019 la raccolta è stata pari 29,3 milioni di Euro, nel 2020 ha superato i 36 milioni e quest’anno, in soli 5 mesi, ha già raggiunto 19,4 milioni.

Le piattaforme che dal 2017 ad oggi hanno condotto a termine almeno un’operazione di successo sono 11, di cui la metà sono entrate sul mercato tra l’anno scorso e quest’anno (qui tutte le statistiche di Crowdfunding Buzz sul mercato del crowdfunding immobiliare)

 

Post originale

Le persone fisiche non pagheranno tasse sul capital gain generato da investimenti in startup e PMI innovative

Nel DL Sostegni, l’articolo 14 prevede che le plusvalenze derivanti dalle cessione di quote di startup e PMI innovative e possedute per almeno tre anni non sono soggette a tassazione

 

 

Buone notizie per chi investe in startup e PMI innovative. Nel nuovo DL Sostegni, l’articolo 14 prevede che le plusvalenze derivanti dalla cessione di quote di startup e PMI innovative, se realizzate da persone fisiche e acquisite mediante sottoscrizione di capitale sociale e possedute per almeno tre anni, non saranno soggette all’imposta sui redditi. La norma è comunque soggetta all’autorizzazione della UE.

Come riporta Bebeez.it, la misura, che vale circa 30 milioni di euro all’anno per investimenti condotti tra il 2021 e il 2025, ricalca una delle norme previste dalla Proposta di legge Mor che era stata presentata dall’On. Mattia Mor (Italia Viva) come primo firmatario parecchio tempo fa, nell’ottobre 2018 e assegnata alla Commissione Attività Produttive della Camera in sede referente il 1° aprile 2019.

Dopodiché l’esame della Commissione è iniziato il 20 febbraio 2020, ma poi, dopo un successivo appuntamento il 26 febbraio, l’iter si era interrotto ed è ripreso appunto solo lo scorso 30 marzo il suo esame ed stato abbinato a quello della Proposta di legge Centemero, perché i due progetti hanno molti punti di contatto.

Il Pdl Centemero è stato presentato dall’On. Giulio Centemero (Lega) come primo firmatario il 23 ottobre 2020 e assegnato alla Commissione Attività Produttive della Camera in sede referente il 6 novembre 2020. Dopodiché l’esame in Commissione è iniziato lo scorso 30 marzo (si veda articolo di BeBeez).

 

 

Post originale

La Chiesa Avventista cofinanzia progetti per promuovere uno stile di vita sano dei giovani

E’ la prima volta che una Chiesa destina parte del ricavato dell’8X1000 per un progetto di crowdfunding. L’iniziativa è attuata attraverso il portale italiano Produzioni dal Basso

 

La Chiesa Avventista ha lanciato IoGiocoDavvero, un bando che si rivolge alle Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) per cofinanziare in crowdfunding progetti rivolti agli under 25 che hanno come focus l’educazione alla salute tramite lo sport. Si tratta di un’iniziativa pionieristica: è la prima volta, infatti, che una Chiesa destina parte del ricavato dell’8X1000 per un progetto di crowdfunding.

Per partecipare alla call for ideas, le ASD entro il 13 settembre 2021 possono candidare la loro idea tramite Produzioni dal Basso. Le idee più meritevoli saranno selezionate da un’apposita commissione di valutazione e, se riusciranno a raggiungere tramite la raccolta fondi il 50% del budget previsto, saranno cofinanziate dalla Chiesa Avventista per il restante 50%, fino a un massimo di 5.000 euro.

“Vorremmo poter contare sulle ASD e sui loro sportivi per sensibilizzare i giovani, con un linguaggio dedicato a loro, sull’importanza di perseguire uno stile di vita sano. Le ASD sono partner preziosi, con le loro competenze e le relazioni privilegiate che stabiliscono. Facendo leva sulla funzione educativa che svolgono, intendiamo partire dalle giovani generazioni per promuovere il percorso di prevenzione da sviluppare per il bene comune”, ha spiegato Giuseppe Cupertino, direttore dell’ente che gestisce i fondi dell’8X1000 avventista.

La Chiesa Avventista da sempre finanzia con l’8X1000 progetti dedicati proprio alla promozione di uno stile di vita sano: campagne di sensibilizzazione contro le dipendenze, seminari su cibo e alimentazione, checkup sanitari gratuiti offerti alla cittadinanza, sostegno ad altri enti del terzo settore, oltre a un’intensa attività editoriale a favore di un’informazione scientifica e rigorosa. Nel 2021 la quota del gettito destinato a questi progetti è pari al 25% del totale.

Post originale

La piattaforma di lending per le pmi Borsa del Credito chiude una cartolarizzazione da 220 mln euro

Banca Ifis e Intesa Sanpaolo sottoscrivono le note senior della cartolarizzazione e Azimut quelle junior. Grazie all’operazione, BorsadelCredito ha raccolto 420 solo nell’ultimo mese

 

Borsa del Credito, la piattaforma fintech italiana che eroga finanziamenti alle pmi, partecipata da P101 sgr, Azimut e GC Holding, ha concluso una cartolarizzazione 220 milioni di euro. Nell’ambito dell’operazione, Banca Ifis e Intesa Sanpaolo Divisione IMI Corporate & Investment Banking hanno agito nel ruolo di arranger e sottoscrittori senior delle note della cartolarizzazione, mentre Azimut ha avuto il ruolo fondamentale di sottoscrittore della parte junior tramite i suoi fondi di private debt. Ha partecipato all’operazione anche Cardo AI, società specializzata nel supportare gli investimenti di operatori istituzionali attraverso algoritmi di intelligenza artificiale, in qualità di partner tecnologico per la fornitura degli strumenti di reportistica per gli investitori della cartolarizzazione. Hogan Lovells Studio Legale ha fornito l’assistenza legale come transaction legal counsel.

I finanziamenti avranno una durata massima di 6 anni, comprensivi di un anno di preammortamento, un importo variabile da 50 mila a 2 milioni di euro e la garanzia fino al 90% del Fondo Centrale di Garanzia per le pmi. Le aziende che richiederanno il prestito saranno valutate in 24 ore sulla base dell’istruttoria condotta da BorsadelCredito.it attraverso l’utilizzo di algoritmi proprietari di intelligenza artificiale, con un approccio guidato dai dati e in continuo aggiornamento mediante machine learning. Al processo automatico segue poi la verifica da parte di un analista fidi e successivamente la delibera che avviene online, con l’erogazione del finanziamento nel giro di pochi giorni lavorativi.

L’operazione è la seconda in poche settimane per la fintech del credito, che ha così raccolto 420 milioni di euro nell’ultimo mese all’interno del progetto “Slancio Italia”, volto a sostenere l’economia reale. Avviato a inizio pandemia, “Slancio Italia” è finanziato da fondi di credito gestiti da BorsadelCredito.it e sottoscritti da Azimut nel quadro dell’accordo strategico tra le due società per veicolare risorse in tempi rapidi e modalità digitale alle pmi, sancito a maggio 2020 con la costituzione della società Azimut Capital Tech.

Ivan Pellegrini, ceo di Borsa del Credito, ha commentato: “Con Intesa Sanpaolo, Banca Ifis e Azimut, con i quali abbiamo creato un’alleanza solida e strutturale: si tratta per noi di una evoluzione, non siamo più solo erogatori di prestiti all’economia reale, ma anche abilitatori tecnologici per la finanza tradizionale. Grazie a questo percorso abbiamo raccolto oltre 500 milioni di euro in 9 mesi, di cui 420 solo nell’ultimo mese.”

Ricordiamo che lo scorso aprile la fintech ha chiuso una cartolarizzazione di prestiti alle pmi da 200 milioni di euro, sottoscritta da Azimut e dalla bresciana Banca Valsabbina. Sempre Azimut, nel settembre 2020 aveva sottoscritto una cartolarizzazione da 100 milioni di euro di crediti alle pmi con garanzia al 90% del Fondo di Garanzia del Mediocredito Centrale e offerti sulla piattaforma Borsa del Credito. Le note della cartolarizzazione erano state sottoscritte dal Colombo II, fondo di direct lending creato dalla fintech e sottoscritto appunto da Azimut. Tra i sottoscrittori della tranche senior figurava affianco ad altri investitori istituzionali la stessa Banca Valsabbina. Azimut nell’aprile 2020 aveva anche annunciato che avrebbe investito fino a 100 milioni di euro in prestiti alle pmi, utilizzando proprio la tecnologia della piattaforma Borsa del Credito. La partnership si è poi tradotta nella costituzione della newco Azimut Capital Direct srl, che fornisce ad Azimut tutto il supporto tecnologico necessario per erogare finanziamenti a pmi tramite una propria piattaforma.

Chi è Borsa del Credito

Borsa del Credito è stata fondata nell’ottobre 2013 da Antonio Lafiosca, Alessandro AndreozziIvan Pellegrini come piattaforma digitale di brokeraggio per il credito alle aziende e nel 2015 ha aperto il suo canale di P2P lending. Specializzata nel credito alle micro e pmi, vanta oltre 25 mila aziende clienti, 4.000 prestatori e più di 80 milioni di euro erogati.

Borsa del Credito fa capo alla holding Business Innovation Lab spa, che controlla al 100% altre due società: Mo.Net spa, autorizzata a svolgere i servizi di peer-to-peer lending; e Art sgr spa, che gestisce fondi alternativi di investimento riservati a investitori professionali che investono sui prestiti offerti in piattaforma. In particolare, ART sgr gestisce il fondo Colombo, lanciato nell’ottobre 2017 con il supporto degli stessi azionisti di Borsa del Credito, e Systema Credit Fundlanciato nell’aprile 2019 da Confidi Systema! Prader Bank.

Nel giugno 2020 Borsa del Credito ha lanciato il finanziamento Cash Anti-Covid Fase 2. Il prodotto è finanziato da Colombo II, fondo di direct lending creato da Borsa del Credito e sottoscritto da Azimut, che lo scorso aprile ha stipulato un accordo per erogare finanziamenti  fino a 100 milioni di euro alle pmi tramite la piattaforma fintech e con la garanzia del Fondo di Garanzia del Mediocredito Centrale per il 90% dell’importo erogato. Nel luglio scorso Borsa del Credito ha siglato un accordo con Confesercenti Nazionale per fornire alle pmi un accesso rapido al credito digitale. Lo scorso ottobre la fintech ha lanciato Eco-Green Starter: un finanziamento per le imprese attive nella riqualificazione energetica e antisismica degli edifici.

Borsa del Credito ha chiuso il 2020 con un utile lordo di oltre 613 mila euro e un utile netto di quasi mezzo milione di euro,  grazie a un aumento esponenziale dei ricavi, che a fine 2020 hanno superato i 4 milioni, in crescita del 460% dai circa 743 mila euro del 2019. Il tutto a fronte di una posizione finanziaria netta di circa 3 milioni di euro. Numeri ottenuti grazie all’aumento importante dell’erogato, arrivato  da inizio operatività nel 2015 a fine 2020 a quota 150 milioni di euro, di cui 75 milioni soltanto nel 2020 (si veda anche il Report BeBeez Piattaforme Fintech 2020, disponibile agli abbonati di BeBeez News Premium). La corsa di Borsa del Credito continua anche nel 2021: a fine aprile l’erogato è superiore a 90 milioni di euro, il che posiziona BorsadelCredito.it nella parte alta della classifica globale dei marketplace dedicati al business (si veda P2PMarketData). È cresciuto anche il taglio dei finanziamenti effettuati tramite la piattaforma di Borsa del Credito, che nel 2020 hanno avuto una media di 150 mila euro, in aumento del 49% rispetto all’anno precedente.

Post originale

La piattaforma di crowdfunding CrowdFundMe colloca un charity bond di i-RFK

La holding industriale i-RFK, grazie alla collaborazione con il Lions Club International, devolverà il 2% annuo delle risorse ad attività benefiche

Innovative-RFK (i-RFK), holding industriale quotata su Euronext a Parigi che investe in startup e pmi innovative, sta collocando un charity bond sul portale di crowdfunding quotato su Borsa Italiana CrowdFundMe, con un obiettivo massimo di 5 milioni di euro.

Il minibond presenta una durata pari a 60 mesi, un taglio minimo di sottoscrizione di 10 mila euro e un rendimento annuo del 4% con un piano di rimborso ammortizzato tramite cedola semestrale posticipata. Inoltre, grazie alla collaborazione con il Lions Club International, l’emittente devolverà una parte delle risorse (2% annuo) ad attività benefiche. Il minibond, che può essere sottoscritto anche da clienti retail con patrimonio superiore a 250 mila euro. A oggi, è stato sottoscritto per 20 mila euro.

Il rating di i-RFK, stabilito da Modefinance (fintech italiana ESMA compliant controllata da TeamSystem) è pari a B1 (medio-alto), poiché la holding presenta “una situazione economico-finanziaria adeguata” e “conferma una solvibilità estremamente solida con una forte patrimonializzazione (pari all’87% del totale delle fonti)”.

I proventi del charity bond di i-RFK finanzieranno l’acquisto di nuove partecipazioni in società che operano su mercati in espansione: healthcare tech, cybersecurity, teleaudiologia, gaming, Artificial Intelligence. Per quanto riguarda la donazione al Lions Club, Marco Stracquadaini, presidente del Lions Club Milano Cinque Giornate, ha precisato: “La donazione verrà utilizzata a sostegno dei tanti progetti sociali, culturali e benefici firmati Lions, a beneficio della nostra comunità così colpita in un momento particolarmente difficile. Una opportunità meravigliosa per servire insieme, soprattutto nell’anniversario dei 70 anni dalla nascita dell’Associazione in Italia”.

Si tratta del secondo bond emesso da i-RFK, dopo quello del 2020. Il prestito obbligazionario è stato quotato come previsto su ExtraMotPro3, dopo essere stato nel luglio 2020 collocato sul portale italiano di crowdinvesting CrowdFundMe. i-RFK ha chiuso con successo il collocamento, raccogliendo 1,29 milioni di euro su un target massimo di 5 milioni, da investitori istituzionali ma coinvolgendo per la prima volta anche gli investitori retail che presentano i requisiti di legge (con patrimoni superiori ai 250 mila euro). Tra gli investitori istituzionali del minibond figura anche Banca Valsabbina. In totale, i sottoscrittori di questa prima operazione mista retail-istituzionale sono stati 35.

Chi è Innovative-RFK

i-RFK è stata fondata nel 2017 da Paolo Pescetto, Massimo Laccisaglia e Andrea Rossotti. Si è quotatasu Euronext Access il 27 dicembre 2019, a valle di un aumento di una campagna di equity crowdfunding su CrowdFundMe, che ha raccolto 2,5 milioni di euro, pari al 23,5% del capitale. i-RFK, che conta oltre 260 dipendenti, un valore della produzione aggregato di circa 27 milioni di euro e una capitalizzazione di mercato di 11 milioni, nasce dall’esperienza di Red-Fish Kapital, che opera da diversi anni nel campo degli investimenti in private equity, anche nella forma del club deal, al fianco di investitori privati e istituzionali e della società di consulenza Arkios Italy.

A oggi, il gruppo ha investito 8,6 milioni di euro in 7 partecipate (tra cui Keisdata; Easy4Cloud; WebsoluteInventis; Microcredito di Impresa, che hanno un ebitda aggregato di 3,4 milioni. Microcredito di Impresa ha raccolto oltre 1,7 milioni di euro nella sua campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma BacktoWork. i-RFK è una società in crescita. Lo confermano i risultati aggregati: il valore della produzione è aumentato a oltre 26 milioni di euro nel 2019, contro i 23,7 milioni del 2018 e i 16,3 milioni del 2017.

 

 

 

Post originale

Il private equity svizzero Guru Capital rileva la fintech italiana Oval

Oval sarà integrata in ETX Capital, uno dei principali broker online, sempre controllato da Guru Capital. Si tratta però di un salvataggio e non di una exit

 

 

Il private equity svizzero Guru Capital ha acquisito la fintech Oval Money Ltd e, inoltre, sta negoziando l’acquisizione del 100% delle azioni di Oval Marketplace A.V., la sede spagnola di Oval Money Ltd, da parte di un fondo associato.

Oval, startup fintech italiana con sede legale a Londra e operativa a Torino, sarà integrata in un’altra società in portafoglio a Guru Capital: ETX Capital, uno dei principali broker online di CFD e spread betting finanziario, che fornisce servizi di trading online principalmente ai clienti di Regno Unito e Europa con accesso a oltre 5.000 mercati tra cui azioni, indici, materie prime, forex e criptovalute. Guru Capital l’aveva rilevata nell’ottobre scorso da JRJ Group, che a sua volta l’aveva comprata nel 2009.

L’integrazione di Oval con ETX Capital è in linea con la missione di rendere una vasta gamma di servizi e prodotti finanziari accessibile e conveniente per tutti. Tale unione aiuterà ad accelerare la crescita del business e il coinvolgimento dei clienti, supportandoli nell’impostazione di regole intelligenti per definire le loro abitudini di risparmio e gli obiettivi di investimento, effettuare pagamenti e monitorare le spese, nonché il trading sui mercati finanziari attraverso un’unica app mobile.

Oval in una nota ha dichiarato: “Negli ultimi 4 anni abbiamo portato avanti la nostra missione di favorire l’educazione finanziaria e l’accesso ai mercati attraverso la nostra app, e questa acquisizione supporta appieno la visione condivisa di ETX e Oval di ampliare sempre di più la gamma di servizi e prodotti finanziari accessibili e alla portata di tutti. Una grande opportunità, che consentirà all’app e al servizio di Oval di espandersi per includere nuove tipologie di investimenti, come ETF, azioni singole, criptovalute e molto altro insieme alla community di utenti, che continueremo a coinvolgere per selezionare i prodotti migliori che consentano a tutti di costruire il proprio percorso verso una migliore gestione delle finanze”.

Tuttavia, non si tratta di una “exit”, bensì di un salvataggio. La fintech, infatti, ha anche inviato una lettera ai suoi investitori, in cui spiega che:

  • la società è stata messa in amministrazione nell’interesse dei creditori;
  • è già stato identificato l’acquirente dei suoi asset;
  • l’azienda cambierà nome in Vesta OML Limited;
  • Oval ha tentato per tutto il 2020 di chiudere il round programmato per il giugno dello stesso anno con i venture capital, ma il suo maggiore azionista aveva espresso la volontò di non aderire e quindi il round non è mai stato concluso;
  • i proventi della vendita di Oval saranno impiegati principalmente per remunerare i creditori, principalmente gli investitori nel prestito convertibile Future Fund, incassato la scorsa estate, mentre non dovrebbe restare nulla per remunerare gli azionisti.

L’acquisizione di Oval potrebbe essere la prima di una serie. Il managing partner di Guru Capital Luca Merolla ha infatti anticipato a BeBeez e CrowdfundingBuzz: “Nei prossimi 5 anni abbiamo intenzione di effettuare ulteriori acquisizioni. Il nostro interesse principale è rivolto alla clientela retail e in particolar modo ai settori del brokeraggio di CFD e fintech. Attualmente, con le acquisizioni di ETX Capital e Oval, siamo concentrati a crescere in Europa, ma teniamo monitorate opportunità in altri paesi, dove intendiamo accedere attraverso operazioni di m&a”.

Guru Capital è stata fondata da Luca Merolla e da Ryan Nettles, dopo aver lavorato insieme nella banca online svizzera Swissquote. Dopo essere uscito da quest’ultima, Merolla ha partecipato a numerose Ico (Initial coin offering), sia in veste di consulente, si in veste di sottoscrittore. Ha lanciato insieme a Nettles la holding nell’aprile 2019, dopo aver raggiunto in meno di 40 giorni l’obiettivo di raccolta minimo necessario. Oggi Guru Capital, che conta meno di 20 investitori nel capitale, si propone di operare a livello globale e di creare un gruppo fintech, o comunque legato all’applicazione della tecnologia al settore finanziario.

Chi è Oval

Oval è operativa dall’aprile 2017 ed è stata fondata a Torino da Benedetta Arese Lucini, ex general manager di Uber in Italia, insieme a Claudio Bedino ed Edoardo Benedetto, precedentemente co-fondatori della piattaforma B2B di crowdfunding Starteed, insieme a Simone Marzola, esperto in machine learning e intelligenza artificiale. Nel 2021 Oval agisce come sostituto d’imposta per gli utenti residenti in Italia e i nuovi investitori possono aderire al regime amministrato attraverso l’app.

Complessivamente, la startup ha raccolto finora oltre 12,26 milioni di euro. Nel dettaglio, a fine 2016 ha raccolto un investimento di 1,2 milioni di euro da Intesa Sanpaolo b-ventures. Nell’aprile 2018 aveva incassato un round da 1,5 milioni di euro, di cui 788 mila sterline attraverso una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma UK CrowdCube. Nel giugno 2018 ha chiuso un altro round con Intesa Sanpaolo, tramite il suo corporate venture Neva Finventures, per 4 milioni di euro. Nell’ottobre 2019 ha chiuso round di investimento da 4 milioni di sterline, per una quota del 12,5% del capitale, sottoscritto da parte di Eurizon sgr, la società di asset management del gruppo Intesa Sanpaolo. Eurizon ha già versato 2,5 milioni di sterline del totale dei 4 milioni, mentre si è impegnata a versare i restanti 1,5 milioni entro giugno 2020, se la società avrà raggiunto gli obiettivi di crescita che si era posta. Nel dicembre 2019 Oval ha raccolto 1,26 milioni di sterline attraverso una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma britannica Seedrs. Alla campagna, lanciata nel novembre 2019, hanno aderito più di 2 mila investitori, di cui oltre il 70% sono “Ovalers”, ossia utenti della app. Nella campagna, è stata offerta una quota del 2,05% del capitale, con una valutazione pre-money di 47,8 milioni di sterline. Ricordiamo che Oval nel marzo scorso ha lanciato Bitcoin Generation, un ETN che replica un ETF di Purpose Investments sul bitcoin.

 

Post originale

Xnext, tra le prime società finanziate con equity crowdfunding, raccoglie 5m dal fondo VC Neva First

La PMI innovativa, che aveva raccolto 462k su Equinvest (ora Backtowork) nel 2016, ha incassato un aumento di capitale di 5 milioni dal corporate venture capital  di Banca Intesa

 

 

Xnext, PMI innovativa italiana leader nei sistemi di ispezione X-ray multi-energy per i controlli di qualità in tempo reale nei processi industriali, ha finalizzato l’ingresso nel suo capitale del fondo Neva First gestito da Neva Sgr – il venture capital del Gruppo Intesa Sanpaolo, attraverso un aumento di capitale di 5 milioni di euro.

Nel 2016, la società, allora startup innovativa, aveva lanciato una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma Equinvest (poi fusa nel 2018 con l’attuale Backtowork24) che aveva raccolto 462 mila euro da 32 investitori (qui l’articolo di Crowdfunding Buzz). Tra l’altro, la campagna fu la prima di successo per l’allora esordiente piattaforma.

L’investimento del fondo è funzionale allo sviluppo commerciale e industriale di Xnext. Contribuirà inoltre ad alimentare il costante processo di ricerca e sviluppo della tecnologia di proprietà e brevettata XSpectra, che Xnext ha recentemente lanciato sul mercato del food-tech riscontrando un forte interesse non solo in Italia.

Sono molto contento della positiva conclusione di questa operazione che non è solo finanziaria, ma anche strategica per lo sviluppo industriale e commerciale di Xnext“, afferma Bruno Garavelli, CEO e Co-founder di Xnext. “Abbiamo trovato nel fondo Neva First un’attenzione e un approccio rari per il mondo del venture capital italiano. Neva ha compreso sin da subito le forti potenzialità di Xnext e il suo investimento è un punto di svolta, perché darà a Xnext un importante supporto finanziario e le consentirà di accedere al network del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Xnext ha sviluppato XSpectra, tecnologia nata nel 2011 da un’idea dei founder della società, risultato di 9 anni di ricerca e sviluppo e 10 milioni di euro investimenti. XSpectra è oggi il sistema di ispezione real time più innovativo e avanzato al mondo, in grado di rilevare non conformità di prodotto, come per esempio corpi estranei a bassa densità non altrimenti rilevabili. La solidità del progetto, l’elevato potenziale tecnologico e l’importante traction commerciale sviluppata da Xnext dal suo lancio sono stati il mix decisivo che ha convinto Neva First a investire nell’innovativa PMI italiana.

L’operazione comporta anche la trasformazione di Xnext in Società per Azioni, un altro passo significativo e ambizioso del piano di crescita di Xnext, come affermato da Bruno Garavelli: “L’operazione arriva nel momento di lancio sul mercato di XSpectra, che già vanta installazioni eccellenti in impianti industriali per i controlli di qualità di fine linea nel settore foodtech in Italia e in Francia. L’interesse che i nostri sistemi stanno riscontrando in tutto il mondo ci ha portati a pianificare un percorso di crescita molto ambizioso, di cui la trasformazione in SpA è un chiaro indicatore dell’obiettivo finale, vale a dire la quotazione sul mercato azionario“.

Chi è Xnext

XnextⓇ è stata fondata nel 2014 a Milano da Bruno Garavelli e Pietro Pozzi con l’ambizione di rivoluzionare il mondo dei sistemi per i controlli di qualità in tempo reale mediante la tecnologia innovativa e brevettata XSpectraⓇ . Il suo approccio all’innovazione le ha consentito di innovare contemporaneamente su tre livelli tecnologici, la fotonica, la microelettronica nucleare e l’intelligenza artificiale e di presentarsi sul mercato come costruttore di sistemi e macchine di ispezione integrati che progetta interamente in casa.

XnextⓇ conta attualmente su di un team di 32 persone altamente qualificate, in prevalenza ingeneri e fisici, e annovera ben 10 PHD oltre a collaborazioni con le più prestigiose università e centri di ricerca italiani: Politecnico di Milano, Università Bicocca, Università Cattolica del Sacro Cuore e CNR con gli istituti IMEM e STIMA.

Vincitrice di numerosi i premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il Grant europeo da 2,3 milioni di euro ottenuto nel 2019 nell’ambito del programma Horizon2020, XnextⓇ dallo scorso anno è presente sul mercato con le prime macchine di ispezione, installate su diverse linee di produzione di tortellini, formaggini, creme spalmabili a base nocciola e biscotti di aziende leader in Italia e in Francia. Nei prossimi mesi è in programma la consegna di nuove macchine a importanti nuovi grandi clienti multi-linea con stabilimenti produttivi europei ed extraeuropei.

Post originale

La piattaforma di lending per le PMI BorsadelCredito.it chiude il 2020 in utile di quasi 500k

Il marketplace lending di BorsadelCredito.it vola nel 2020. La piattaforma ha erogato 75 milioni e conseguito un utile netto di quasi 500 milioni

 

 

BorsadelCredito.it, prima piattaforma italiana di lending che eroga finanziamenti alle PMI, ha chiuso il bilancio consolidato per il 2020 con un utile netto di quasi mezzo milione di euro, ottenuto grazie ad un aumento esponenziale dei ricavi, che a fine 2020 ha superato i 4 milioni. Numeri che sono particolarmente significativi per il segmento Fintech dei prestiti alle imprese in cui raramente le piattaforme, e non solo italiane, raramente riescono ad ottenere un bilancio in utile.

I ricavi consolidati del Gruppo BorsadelCredito.it al 31 dicembre 2020 superano i 4 milioni di euro, in aumento del 460% rispetto ai circa 743mila euro del 2019. Una crescita esponenziale che ha consentito al gruppo di chiudere l’esercizio con un utile significativo a soli cinque anni dall’ingresso sul mercato: al lordo delle tasse l’utile è stato infatti di 613mila euro e l’utile netto di quasi 500mila euro. Inoltre, la posizione finanziaria netta è di circa 3 milioni di euro, dimostrando la solidità della società.

È cresciuto anche il taglio medio dei finanziamenti effettuati tramite la piattaforma, che nel 2020 è stato di 150mila euro, in aumento del 49% rispetto all’anno precedente. Le aziende sostenute dai prestiti della piattaforma solo nel 2020 muovono 1,9 miliardi e impiegano oltre 9.200 dipendenti.

Anche il 2021 è partito bene: a fine aprile l’erogato è superiore a 90 milioni di euro, dato che posiziona BorsadelCredito.it nella top ten globale dei marketplace dedicati al business (P2PMarketData). La crescita, secondo quanto dichiara la società, procederà nell’anno corrente attraverso il consolidamento delle attuali partnership e grazie a numerosi nuovi accordi con operatori in ambito istituzionale.

Per il 2021 puntiamo a triplicare la crescita dei volumi rispetto al 2020 – afferma Ivan Pellegrini, CEO e Co-founder di BorsadelCredito.it. – Infatti, se la pandemia ha rappresentato per noi una spinta propulsiva (abbiamo realizzato il record storico in termini di erogato, con un valore di 150 milioni di euro, ovvero il doppio di quanto realizzato dal 2015 al 2019), non dobbiamo dimenticare che questa spinta si è innestata su un percorso di crescita già avviato e molto solido, che ci ha permesso di stringere accordi con istituzioni del calibro di Azimut e Banca Valsabbina, di ampliare il nostro team da 15 a 35 persone, e di lanciare rapidamente prodotti pensati per aiutare le imprese nei mesi di maggiore emergenza e nella ripresa.”

La crisi da Covid-19 ha fatto emergere il vero valore aggiunto del Fintech, che sta nel suo suffisso, Tech – aggiunge Antonio Lafiosca, COO di BorsadelCredito.it. – È proprio grazie alla tecnologia che le società del business lending hanno potuto dare un contributo decisivo all’erogazione di credito, affiancandosi alle banche con la loro velocità e facilitando in modo snello l’accesso a nuova liquidità per le PMI. Con il 2020 è iniziata per BorsadelCredito.it e anche per l’intero settore la fase della maturità: ci aspettiamo che la collaborazione con le banche diventi sempre più frequente, la tecnologia renda più efficienti i processi e i business, ma anche che il mercato si faccia più selettivo, dove a competere saranno solo le Fintech in grado di portare un’offerta di valore.”

BorsadelCredito.it, nata nel 2013 per supportare le PMI nell’accesso al credito, è un marketplace lending che opera grazie ad una tecnologia proprietaria e che offre alle PMI italiane finanziamenti in 24h e denaro in pochi giorni. Con oltre 150 milioni di credito erogati, nel 2020 ha supportato 504 aziende per 75 milioni, diventando leader in Italia. Dal 2020 offre il proprio “software as a service” a banche e ad realtà finanziarie.

Ricordiamo che Azimut nell’aprile 2020 aveva anche annunciato che avrebbe investito fino a 100 milioni di euro in prestiti alle pmi, utilizzando proprio la tecnologia della piattaforma BorsadelCredito.it (si veda articolo di BeBeez). La partnership si è poi tradotta nella costituzione della newco Azimut Capital Direct srl, che fornisce ad Azimut tutto il supporto tecnologico necessario per erogare finanziamenti a pmi tramite una propria piattaforma.

 

Post originale

Scroll to top